Sydney Opera House

Con il suo tetto a forma di vele che sembrano rigonfiate dal vento del porto di Sydney, l’Opera House è uno dei simboli più famosi dell’Australia. Ma non è solo questo: è un capolavoro di architettura moderna, la cui storia ha tutti gli ingredienti di un avvincente romanzo, tanto che le è stata dedicata persino uno spettacolo messo in scena proprio nel teatro dell’Opera House.

Nonostante sia una struttura giovane, completata poco più di 40 anni fa,  la Sydney Opera House è divenuta un centro di arti dello spettacolo di prestigio, con oltre 3.000 spettacoli all’anno ed è inoltre una delle principali attrazioni di Sydney.

L’Opera House si trova su una piccola penisola della baia di Sydney, accanto al Royal Botanic Garden e a pochi minuti a piedi dalla stazione di Circular Quay, ed è possibile visitarla internamente con tour guidati o assistendo ad uno spettacolo, ma vale la pena anche solo ammirarla da fuori e scattare qualche foto di questo gioiello architettonico con alle spalle il ponte di Sydney. L’area attorno all’Opera House è ottima per trascorrere qualche ora, fare shopping nei negozietti di souvenir e gustarsi un pranzo all’aperto o un drink in uno dei bar e ristoranti che si affacciano sul porto e godersi il panorama.

La nascita dell’Opera House

Inaugurata nel 1973 alla presenza della regina d’Inghilterra Elisabetta II, l’Opera House è nata dall’innovativo progetto dell’architetto danese Jørn Utzon, allora poco conosciuto. Anche se Utzon  disse poi che aveva avuto l’ispirazione dagli spicchi d’arancia, la sua visione della struttura evocava quella delle vele nella baia di Sydney e l’idea piacque molto in quanto si adattava ad una città dove c’è un forte legame con il mare.

La costruzione iniziò nel 1959 ma già in breve tempo si scatenarono le prime critiche ad un design così rivoluzionario per l’epoca e una scia di polemiche per i ritardi dovuti a problemi tecnici. La difficoltà maggiore per gli ingegneri impegnati nell’opera fu proprio quella di realizzare i “gusci” bianchi ovvero le vele. La soluzione è stata trovata dallo stesso Utzon tagliando degli spicchi irregolari da una sfera. Ogni guscio è composto da costole di calcestruzzo ricoperte da più di un milione di piastrelle bianche prodotte in Svezia, e ogni coppia di guscio dà vita ad una sorta di volta.

Non tutti lo sanno ma il sistema di climatizzazione e riscaldamento della Sydney Opera House funziona utilizzando l’energia prodotta dall’acqua di mare della baia di Sydney. La piccola penisola su cui invece sorge il teatro si chiama Bennelong Point, un nome che rende omaggio a Woollarawarre Bennelong, capo della tribù aborigena degli Eora all’epoca in cui arrivarono i primi coloni britannici. Bennelong è anche il nome di un ristorante di classe situato all’interno dell’Opera, che offre una magnifica vista sul porto.

Una delle peculiarità dell’Opera House è il fatto di non avere una facciata principale, una caratteristica voluta affinché l’edificio risultasse bello da ammirare da qualunque angolazione.

Nonostante Utzon avesse progetti all’avanguardia anche per le sale interne, non riuscì a completare l’opera:  l’architetto si trovò in contrasto con il nuovo primo ministro Davis Hughes che mise in discussione i costi elevati del progetto, che nel frattempo erano lievitati a causa dei ritardi. Il costo stimato del progetto era infatti di 7 milioni di dollari, ma alla fine l’Opera House costò ben 102 milioni di dollari e si dovette ricorrere alla lotteria nazionale per poter finanziare la costruzione. Nel 1966 Utzon diede le dimissioni e ritornò in Danimarca, mentre il progetto venne completato da un team di architetti locali. Nonostante fossero stati preventivati 4 anni per costruire l’Opera House, ce ne vollero 14 per vederla completata. Utzon non venne menzionato nemmeno nei discorsi della regina all’inaugurazione dell’edificio, ma nonostante questo accettò di tornare in Australia solo 30 anni dopo, quando gli venne chiesto aiuto per ammodernare l’edificio.

Ma Utzon ebbe anche un’altra rivincita: proprio per il progetto dell’Opera House, definito uno degli edifici simbolo del XX secolo, vinse il Premio Pritzker, il riconoscimento più prestigioso per un architetto.

L’interno della Opera House

Visitando l’Opera House avrete modo di ammirare le varie sale interne e, a seconda dell’orario in cui fate il tour potreste assistere anche alle prove dell’orchestra sinfonica o del corpo di ballo. La sala principale è la Concert Hall, per la quale gli architetti si sono ispirati ad una cattedrale, con i suoi interni in legno, l’altezza elevata e uno degli organi a canne più grandi al mondo. La Concert Hall riesce ad ospitare 2679 spettatori, mentre l‘Opera Theatre, la seconda sala più grande, ne contiene 1507: qui è dove si assiste ai balletti di danza classica e ai concerti di lirica.  Ci sono poi altre due sale più piccole destinate a rappresentazioni teatrali, un cinema, uno spazio espositivo e  la Utzon Room, progettata dall’architetto durante i lavori di ammodernamento e utilizzata per concerti particolari, feste ed eventi privati o conferenze stampa.

Oltre alle sale sono presenti vari punti di ristoro e negozi di gadget e souvenir.

Visitare l’Opera House

Uno dei modi migliore per visitare l’Opera House è assistendo ad uno spettacolo: ogni anno qui si esibiscono apprezzate compagnie locali, come l’Australian Ballet e l’Australian Opera Company, ma anche tante compagnie internazionali con rappresentazioni teatrali, balletti, concerti di musica classica, opera lirica e tanto altro ancora. Per acquistare i biglietti vi basta andare sul sito online.

In alternativa è possibile optare per una visita guidata con la quale potrete visitare tutte le sale e gli ambienti dell’Opera Hosue. Il tour è in inglese ed è disponibile tutti i giorni dalle 9 alle 17 e dura circa un’ora; il prezzo è di circa 40 dollari.

Oltre a vedere tutti i dettagli architettonici delle sale, avrete modo di scoprire le varie curiosità e gli aneddoti storici legati alla costruzione dell’Opera House; esistono varie formule di tour e alcune includono anche il passaggio nei backstages e in quelle aree solitamente non accessibili agli spettatori.

Eventi

Un po’ come l’Empire State Building a New York, l’Opera House viene illuminata con luci colorate in varie occasioni speciali durante tutto l’anno. Tra gli eventi più importanti c’è il Vivid Sydney Festival in giugno, durante il quale le “vele” dell’opera diventano una sorta di schermo su cui vengono proiettati dei giochi di luce.  Durante il capodanno cinese, invece, l’Opera House viene illuminata di rosso.

Galleria Foto


Informazioni e mappa

Nome: Sydney Opera House

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 15 anni fa.
Mi piace viaggiare, in particolare in Asia e non solo, e scoprire cibi, posti e culture.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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