Setta di Aum Shinrikyo

La setta di Aum Shinrikyo fu fondata da Shoko Asahara nel 1984 e letteralmente significa “religione della Verità “. Nel 2000 l’organizzazione ha cambiato nome in Aleph, ossia la prima lettera dell’alfabeto ebraico e di quello arabo e che rappresenta il nome con cui la setta è attualmente conosciuta. Il movimento conquistò lo status ufficiale di organizzazione religiosa nel 1989.

Dottrina e pensiero

Il sistema teorico alla base della setta di Aum Shinrikyo si basa su un insieme di credenze che mescolano buddhismo e induismo, aspetti del cristianesimo e vari scritti di Nostradamus, con particolare riferimento all’Armageddon citato nell’Apocalisse e la convinzione che l’umanità stia procedendo verso un’inesorabile fine dei tempi in chiave nucleare, fine dalla quale si salveranno tuttavia i soli seguaci di Aum Shinrikyo.

La propaganda si svolgeva mediante un’attività di pubblicità e reclutamento, proponendo un vero e proprio piano di salvezza in grado di affrontare l’imminente fine. L’utilizzo e la messa in pratica di antichi insegnamenti e un’attenzione particolare alla sfera spirituale e al benessere dell’individuo richiamarono numerosi seguaci, facendo diventare Aum Shinrikyo uno dei maggiori gruppi pseudo-religiosi della storia del Giappone, nonostante i rituali prevedessero spesso un massiccio uso di sostanze allucinogene e pratiche estreme.

Chi entrava nella setta

Se vi state chiedendo chi finisse davvero dentro un gruppo del genere, la risposta è meno scontata di quanto sembri: Asahara reclutava soprattutto tra i giovani laureati delle università più prestigiose del paese, e tra i suoi seguaci c’erano chimici, fisici, ingegneri e medici. Fu proprio questo a permettere alla setta un’impresa che nessun altro gruppo terroristico aveva mai tentato: produrre armi chimiche in proprio, nei laboratori del quartier generale.
Al culmine dell’espansione il movimento arrivò a contare circa diecimila seguaci in Giappone e un seguito ancora più ampio in Russia, dove aveva aperto sedi e trasmetteva perfino programmi radiofonici. Un’organizzazione con soldi, immobili e competenze tecniche, molto lontana dall’immagine del gruppetto di fanatici isolati.

Gli eventi tragici

L’aggettivo “terroristico” è stato accostato al movimento a seguito di alcuni dolorosi e tragici episodi, come il famoso attentato alla metropolitana di Tokyo, che causò morti e numerosi feriti, diventando il più grave fatto di cronaca nella storia del Giappone, dai tempi della Seconda Guerra Mondiale.
Le polemiche intorno a questo controverso culto erano iniziate già verso la fine degli anni ’80, con accuse di estorsioni, inganni a danno delle reclute e costrizioni per evitare fuoriuscite. Nel mese di ottobre 1989 l’avvocato Tsutsumi Sakamoto si impegnò notevolmente contro la setta e poco tempo dopo sparì insieme alla sua famiglia, un fatto al quale la polizia non seppe dare una spiegazione ufficiale, nonostante i forti sospetti sulla setta. Negli anni ’90 il leader Asahara tentò senza successo la carriera politica e apparve in alcuni show televisivi, pur in un clima di crescente ostilità nei confronti del suo movimento.
Furono invece riconosciute le colpe per omicidi ai danni dei capi di altri movimenti e per il tentato assassinio del controverso fumettista Yoshinori Kobayashi nel 1993. Proprio in questo anno Aum Shinrikyo iniziò a produrre il letale gas nervino, utilizzato poi in diversi omicidi nel 1994 e 1995: uno dei fatti più gravi avvenne nella città di Matsumoto, dove il gas uccise otto persone: le indagini all’inizio seguirono una pista sbagliata, ma la responsabilità della setta venne poi accertata e diversi membri furono condannati. Nel febbraio 1995 i membri del culto rapirono un parente di un ex-membro e lo uccisero barbaramente vicino al monte Fuji. L’episodio più tristemente noto resta tuttavia quello accaduto la mattina del 20 marzo 1995 nel metrò della capitale giapponese, quando membri della setta lasciarono all’interno di vagoni e stazioni alcuni sacchetti pieni di gas nervino allo stato liquido, che diffondendosi provocò una dozzina di vittime e ferì gravemente moltissime persone, secondo alcune stime addirittura migliaia. Le successive indagini portarono ad individuare il quartier generale della setta, trovandovi enormi quantità di esplosivi, armi chimiche e batteriologiche, un laboratorio per la fabbricazione di droghe e persino un elicottero militare. Asahara si giustificò sostenendo che gli attacchi di Tokyo erano uno stratagemma organizzato dai militari USA per diffamare il culto. Successivamente si verificarono altri episodi come il ritrovamento di un dispositivo di acido cianidrico sempre nella metropolitana di Tokyo, che portò all’intensificazione delle indagini ai danni dei membri della setta.

Trovato nascosto all’interno di un bunker, Asahara venne finalmente processato in quello che fu da molti definito come “il processo del secolo” e fu condannato a morte insieme ad altri membri, nonostante la difesa avesse provato a opporsi alla condanna proclamando la sua estraneità ai fatti e il suo precario stato di salute. Il 10 ottobre 1995 Aum Shinrikyo è stata spogliata del suo status ufficiale di “soggetto religioso” ed è stata dichiarata fallita all’inizio del 1996. Tuttavia, il gruppo continua a operare e a reclutare per mezzo dei social network, in nome della garanzia costituzionale della libertà di religione, benché dal 2000 sia stato posto sotto stretta sorveglianza.

Le esecuzioni del 2018

Il capitolo giudiziario si è chiuso solo nel 2018: il 6 luglio Asahara è stato giustiziato per impiccagione insieme a sei seguaci, e il 26 dello stesso mese sono stati portati al patibolo anche gli ultimi sei condannati del gruppo. In tutto tredici persone, tutte legate agli attacchi con il gas nervino e agli omicidi degli anni Novanta.
Come vuole la prassi giapponese le esecuzioni sono state tenute segrete fino all’ultimo e annunciate solo a cose fatte. In Giappone la notizia ha riacceso il dibattito sulla pena di morte e la sensazione che, con la morte del guru, siano rimaste domande senza risposta sul perché di quegli attacchi.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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