Quando andare ad Okinawa
Okinawa è una di quelle mete che cambia faccia a seconda del mese: stessa isola, sensazioni completamente diverse. Io la sceglierei sempre pensando prima a cosa volete fare davvero (mare? snorkeling? giri in auto? relax?), e solo dopo al calendario.
Se mi chiedete “qual è il periodo migliore?”, la risposta onesta è: dipende dal vostro obiettivo e da quanto siete disposti a giocare con il meteo. Perché a Okinawa il meteo non è un dettaglio, è parte della partita.
Indice
Obiettivi diversi
Prima di parlare di mesi, io ragiono sempre così: che viaggio state cercando?
- mare facile, bagni lunghi, clima pieno: volete caldo vero e acqua calda, quindi estate e inizio autunno, con il rovescio della medaglia dei tifoni
- mare piacevole senza soffrire: volete un caldo “umano”, quindi tarda primavera o ottobre, quando si sta bene anche fuori dall’acqua
- giri in auto, paesaggi, caffè, camminate leggere: qui rendono di più i mesi meno estremi, perché vi godete le giornate senza essere sempre appiccicati
- attività stagionali particolari: per esempio l’avvistamento delle balene è un mondo a parte e sposta completamente il “quando”
Se partite da questo, la scelta del periodo diventa molto più semplice e vi evita la classica cosa di prenotare “perché c’erano voli buoni” e poi ritrovarvi a fare gli equilibristi.
Primavera leggera
La primavera a Okinawa, per me, è la risposta a chi vuole un viaggio “da isola” ma senza l’aria pesante dell’estate. Non è ancora quella stagione in cui uscire a mezzogiorno vi fa sciogliere, e per esplorare in auto è un piacere.
È un periodo che funziona bene se volete un mix: un po’ di spiagge, qualche bagno se siete di quelli coraggiosi, tanti giri panoramici e serate più vivibili. Io la consiglio soprattutto a chi vuole vedere Okinawa senza l’ansia di dover “spremere” ogni giornata solo di mare, perché potete fare anche cose molto semplici: un punto panoramico, un villaggio, una strada costiera, un pranzo lento, e la giornata ha comunque senso.
Stagione delle piogge
Qui bisogna essere chiari: la stagione delle piogge a Okinawa arriva prima rispetto a gran parte del Giappone, e in genere cade tra inizio maggio e fine giugno.
La cosa importante è non immaginarsela come “piove sempre”, tutto il giorno, fine. Può capitare, ma spesso è più una sequenza di giornate umide con piogge a intermittenza. Il problema vero non è solo la pioggia in sé: è che, se vi siete costruiti un viaggio 100% mare e barca, vi ritrovate a spostare pezzi come in un puzzle, e ogni spostamento vi pesa.
Se invece la vivete come un periodo da “Okinawa lenta”, con giri in auto e tante tappe brevi, potete anche cavarvela bene. Io in quei mesi mi terrei più elastico con i programmi: poche cose fissate e il resto modulabile.
Estate piena
L’estate è la versione più ovvia e più potente di Okinawa: caldo, luce lunga, mare caldo, colori forti. La parte bella è che, se vi va bene, avete quelle giornate da cartolina in cui non vi viene neanche voglia di guardare l’orologio.
La parte meno bella è che l’estate a Okinawa è anche umida e intensa. Se non siete abituati, fare troppi spostamenti nelle ore centrali diventa faticoso. Io di solito direi così: se scegliete l’estate, costruite giornate più “semplici”, con meno pretese. Meglio una spiaggia fatta bene e un paio di tappe sensate, che correre da un posto all’altro e arrivare sempre cotti.
Tifoni veri
Qui non faccio poesia: i tifoni sono una variabile reale. In Giappone la stagione dei tifoni è soprattutto tra maggio e ottobre, con picchi tipici in agosto e settembre, e Okinawa è una delle zone che li vede passare più spesso.
Il punto non è “oddio, allora non andiamo mai”. Il punto è come vi organizzate. Un tifone non significa per forza catastrofe, ma significa che voli e traghetti possono saltare, che il mare può diventare impraticabile, che molte attività vengono cancellate per sicurezza. E se avete prenotato tutto rigido, vi ritrovate a subire gli eventi.
Ve lo dico sinceramente: io non partirei mai per Okinawa in piena stagione calda senza una strategia di flessibilità, anche solo minima. E questa strategia è soprattutto una questione di prenotazioni, non di coraggio.
Settembre d’oro
Settembre è un mese interessante perché spesso offre ancora mare bellissimo e acqua molto calda, ma con un’energia leggermente diversa rispetto ad agosto. In tanti anni ho visto molte persone innamorarsi di Okinawa proprio in questo periodo, perché si sentono ancora in “modalità estate” ma con un po’ meno confusione.
Il rovescio della medaglia è che siete ancora dentro alla finestra in cui i tifoni possono arrivare. Quindi, se scegliete settembre, io ci andrei con la mentalità giusta: non un viaggio rigido, ma un viaggio che può cambiare forma. Se vi va bene, è uno dei periodi più soddisfacenti.
Ottobre comodo
Ottobre, per me, è il mese “furbo” se volete fare un viaggio equilibrato. Si sta meglio fuori, si cammina meglio, si guida meglio, e spesso il mare è ancora abbastanza invitante. Dipende dall’anno e dalle giornate, ma è uno di quei mesi in cui potete fare davvero entrambe le cose: mare e giri senza sentirvi in lotta con il clima.
Io lo vedo adatto a chi vuole un’Okinawa più completa: non solo spiaggia, ma anche strade costiere, punti panoramici, serate tranquille e magari qualche attività in acqua senza l’idea di dover stare per forza cinque ore al sole.
Inverno sorprendente
L’inverno a Okinawa non è “isola tropicale” nel senso da pubblicità, però è molto più interessante di quanto molti pensino. Se l’obiettivo è il mare da bagno infinito, non è la stagione più facile. Se invece volete stare all’aperto senza caldo pesante e con un’atmosfera più calma, l’inverno può avere una sua logica.
E poi c’è una cosa specifica che sposta tutto: tra gennaio e marzo c’è la stagione dell’avvistamento delle balene, che per molte persone vale il viaggio da sola.
Se mi dite “vado in inverno, che faccio?”, io vi direi: non impostate il viaggio come se fosse agosto. Impostatelo come un viaggio di esplorazione e aria aperta, con qualche giornata più marina quando capita quella finestra di sole perfetta.
Mare e temperatura
Un errore comune è guardare solo la temperatura dell’aria. A Okinawa conta tantissimo la temperatura del mare, soprattutto se volete nuotare, fare snorkeling, o semplicemente stare in acqua a lungo.
In genere il mare è più caldo tra luglio e settembre, e il periodo più fresco è attorno a febbraio.
Questo cosa cambia in pratica?
- se volete fare bagni lunghi senza pensarci, puntate ai mesi più caldi
- se vi basta “entrare, fare un po’ e uscire”, potete essere più elastici
- se volete fare attività in acqua per molte ore (snorkeling, immersioni, barche), la comodità dell’acqua calda diventa una differenza enorme
Io onestamente preferisco quando posso vivere bene anche fuori dall’acqua, perché Okinawa non è solo mare. Ma se il vostro obiettivo principale è nuotare tanto, la temperatura del mare diventa la bussola numero uno.
Folla e ritmo
Il periodo che scegliete cambia anche il ritmo dell’isola. Nei mesi più richiesti trovate più movimento, più famiglie, più prenotazioni da incastrare, e spesso una sensazione generale di “alta stagione”.
Nei mesi più tranquilli, invece, Okinawa ha un altro sapore: più spazio, più calma, più margine. Io lo dico sempre: se vi piace guidare senza fretta e fermarvi quando vi va, i periodi meno pieni vi fanno rendere meglio l’isola. Se invece volete l’energia estiva e vi sta bene trovare più gente in giro, allora l’alta stagione è coerente.
Prenotazioni furbe
La parte più importante non è indovinare il meteo con mesi di anticipo. La parte più importante è prenotare in modo intelligente.
Io mi muoverei così:
- voli: se potete, scegliete tariffe che non vi obblighino a perdere tutto se cambiate piano
- hotel: privilegiate cancellazione gratuita o almeno opzioni con margine
- attività in mare: non incastratele tutte nei primi due giorni, perché se il mare è mosso vi rovinate subito il viaggio
- spostamenti tra isole: tenete sempre presente che traghetti e barche sono la prima cosa che si blocca quando il tempo gira male
Se fate questo, anche un periodo più “rischioso” diventa gestibile. Se non lo fate, anche un periodo teoricamente perfetto può trasformarsi in una serie di incastri stressanti.
Piano B
Il mio consiglio? Quando organizzate un viaggio a Okinawa, prenotate anche un piano B. Un’altra destinazione, con hotel cancellabile gratuitamente, da tenere lì pronta in caso serva. Se poi il meteo è buono e andate a Okinawa, cancellate l’alternativa. Ma se invece vedete che sta arrivando un tifone, invertite i piani in tempo, senza dover improvvisare tutto all’ultimo.
Sembra una cosa da maniaci dell’organizzazione, ma in realtà vi regala libertà. Perché il vero incubo non è “cambia il meteo”. L’incubo è scoprire tre giorni prima che non avete più alternative decenti, che i prezzi sono saliti, che gli hotel buoni sono finiti, e che state prendendo decisioni con l’ansia addosso.
Con un piano B fatto bene succede l’opposto: guardate le previsioni, decidete con calma, e non vi sentite fregati dagli eventi. Diciamocelo: è un trucco semplice, ma cambia proprio il modo in cui vi godete la preparazione.
Se arriva il tifone
Quando si avvicina un tifone, la cosa più importante è non aspettare “vediamo domani”. Il tempo di reazione è tutto. Se vi muovete presto, spesso riuscite a spostare voli e hotel con perdite minime o nulle. Se aspettate troppo, vi ritrovate con poche opzioni e con prezzi più alti.
Io farei così, in modo molto pratico:
- controllate la traiettoria e soprattutto la velocità: ci sono perturbazioni che passano rapide e altre che vi bloccano due o tre giorni
- non fissatevi sul singolo giorno di pioggia: guardate l’insieme, perché il mare mosso può durare più del “centro” del tifone
- se avete barche, snorkeling o escursioni, mettete in conto che verranno cancellate prima ancora dei voli
- se avete un piano B pronto, decidete in anticipo la soglia: “se entro X giorni” la previsione resta questa, cambio
Non serve essere esperti. Serve solo non arrivare all’ultimo secondo.
Quando conviene
Se devo darvi una risposta semplice e utile, io la metterei così: Okinawa rende al massimo quando il vostro programma è coerente con la stagione.
Ha senso puntare ai mesi caldi se volete mare caldo e giornate da spiaggia, accettando l’idea che potreste dover spostare qualcosa per il meteo. Ha senso scegliere periodi più miti se volete esplorare, guidare tanto e vivere l’isola anche fuori dall’acqua. E ha senso scegliere l’inverno se volete un’Okinawa più calma e magari avete in mente attività specifiche come l’avvistamento delle balene.
Il trucco non è trovare “il mese perfetto”. Il trucco è costruire un viaggio che non si rompe se la realtà fa la realtà.
Il mio consiglio
Io sceglierei sempre un periodo in cui posso fare mare, sì, ma anche vivere bene le giornate senza rincorrere l’aria condizionata. E, soprattutto, mi porterei a casa la serenità del piano B: una prenotazione cancellabile che mi permette di cambiare rotta senza farmi venire il mal di stomaco.
Perché Okinawa è bellissima anche quando non va tutto dritto. Basta non mettersi nelle condizioni di soffrire ogni deviazione. E quando vi ritrovate la sera con una giornata andata bene, magari con il rumore del mare vicino e il programma del giorno dopo ancora aperto… vi giuro che è lì che capite di aver scelto il periodo giusto.
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).
