A 585 metriHandsA 585 metri
Un negozio che vende di tutto. Fantastico.

Dietro le mura che costeggiano i vicoli del distretto di Nagamachi, si celano secoli di storia che raccontano avvincenti vicende familiari e le gesta dei guerrieri che abitavano queste eleganti residenze. Camminando qui si ha la sensazione di scivolare indietro nel tempo, tornando al periodo Edo, quando potenti famiglie di samurai risiedevano in questa zona; l’atmosfera è rimasta quella tradizionale dell’epoca, distante anni luce dal traffico e dai rumori della città, con i sentierini acciottolati che si fanno strada tra le alte mura e il suono dolce dell’acqua del canale Onosho, il più antico tra i 50 corsi d’acqua della città, che ancora scandisce i ritmi della giornata.
Il distretto di Nagamachi è poco visitato dai turisti, ma è un luogo che non potete assolutamente perdervi durante il vostro viaggio in Giappone, non solo perché rappresenta una delle eredità meglio conservate del periodo d’oro dei samurai, che non cessa di affascinare e sorprendere, ma anche perché offre scorci suggestivi e un’atmosfera tranquilla ideale per una passeggiata rilassante, complice anche il fatto che in alcune strade le auto non sono ammesse: la pavimentazione in pietra è costeggiata da caratteristici lampioni, i cortili delle case sono ombreggiati da imponenti alberi e nella bella stagione il dolce canticchiare delle cicale e degli uccelli interrompe di tanto in tanto il silenzio. Ogni stagione riserva un paesaggio diverso: le pareti color ocra in inverno vengono ricoperte da stuoie di paglia per proteggere i muri da neve e pioggia. Oltre alle dimore dei samurai passeggiando per i vicoli di Nagamachi ci si imbatte in ryokan, sale da tè e templi.
Nagamachi si trova a sud del centro di Kanazawa, una storica città situata nella prefettura di Ishikawa. Nel periodo Edo Kanazawa era la quarta città più grande del Giappone, ed una delle più ricche, grazie soprattutto all’enorme potere del clan dei Maeda, che regnava su Kanazawa. Per questa ragione nella città abitavano tanti samurai e, tra loro, c’era la famiglia dei Nomura, che agiva al servizio dei Maeda, ed era quindi una delle più influenti e benestanti famiglie dell’epoca; la ricchezza si rifletteva nella sontuosità della loro dimora, oggi aperta alle visite.
Al termine del periodo Edo, con il declino del potere dei signori feudali, anche l’influenza dei samurai cominciò a diminuire, e con essa le loro ricchezze, ma nonostante ciò la dimora della famiglia Nomura conserva ancora dei tesori straordinari e l’intensa opera di restauro ha restituito a questo luogo l’antico splendore. Lo stile architettonico raffinato e le pareti decorate da bellissimi dipinti affascinano chiunque entri in questa villetta di legno; stanza dopo stanza, si svelano aneddoti e abitudini della famiglia attraverso numerosi reperti, tra cui anche un’armatura posta accanto all’ingresso e tanti oggetti di vita quotidiana. Una delle parti più caratteristiche è senza dubbio il giardino di piccole dimensioni dove potete passeggiare attorno al laghetto di carpe e ammirare piante curatissime e alberi; in sottofondo lo zampillio delle cascatelle rende l’ambiente ancora più rilassato. Al termine della visita dirigetevi verso la piccola sala da tè situata dietro la casa, dove sedervi a bere una tazza di tè accompagnata da dolcetti tipici e godervi la vista sul giardino interno. Un’altra dimora che vale la pena visitare è quella della famiglia Takada; anche in questo caso il fiore all’occhiello è il giardino, dove piante e alberi incorniciano un laghetto centrale.
Della casa vera e propria oggi resta poco: quello che si visita è il portale nagayamon restaurato, la lunga costruzione che chiudeva la proprietà e che ospitava gli alloggi della servitù e la stalla. All’interno sono esposti oggetti e pannelli che raccontano chi lavorava al servizio dei samurai, un punto di vista che nelle altre dimore non trovate.
Il laghetto del giardino è alimentato dall’acqua del canale e tutt’intorno sono disposti con cura dei pini rossi giapponesi.
Camminando tra i vicoli quello che vi accompagna ovunque sono le mura di terra delle vecchie residenze: intonaco color ocra, tegole in cima e uno zoccolo di pietra alla base, un confine che serviva a proteggere la privacy delle famiglie di samurai e a delimitare i loro giardini. Nei mesi freddi vengono avvolte da stuoie di paglia legate una accanto all’altra, che riparano la terra da neve e pioggia gelata e cambiano completamente il colore dei vicoli. Questa operazione si chiama komogake e viene fatta a mano nel primo fine settimana di dicembre, legando le stuoie una a una lungo le mura di tutto il quartiere; restano al loro posto fino ai primi di marzo. Se passate di qui in inverno vi trovate davanti un Nagamachi completamente diverso, con il giallo ocra nascosto dalla paglia e, con un po’ di fortuna, la neve sopra le tegole.
A dare il ritmo alla passeggiata è invece il canale Onosho, scavato intorno al 1590: serviva a trasportare il legname per la costruzione del castello di Kanazawa e a portare acqua alle case, e ancora oggi alimenta i giardini delle dimore, laghetti e cascatelle compresi. Seguitelo con calma, perché è il filo che tiene insieme i pezzi del quartiere.
A breve distanza dalla casa della famiglia Nomura, si trova questo museo, collocato in un’antica farmacia del 1878. Ospita una serie di mostre molto interessanti, tra cui una dedicata proprio alle medicine e ai rimedi naturali che venivano utilizzati nel periodo Edo. Una sezione molto curiosa è dedicata ai regali di fidanzamento, che ci mostra come sono cambiate le tradizioni e le abitudini nel corso dei secoli. Nell’esposizione spiccano anche oggetti bizzarri come le alghe e i calamari, che però avevano dei significati simbolici importanti di fertilità e felicità. Proseguendo nella visita scoprirete anche quali erano le attività artigianali più in voga nel periodo Edo e conoscerete meglio una delle tradizioni più importanti del Paese: la cerimonia del tè, i cui passaggi e segreti sono svelati nella sala da tè creata all’interno del museo, mentre all’esterno potete passeggiare nel giardino dove viene coltivata questa pianta. Vale davvero la pena visitarlo per conoscere meglio il periodo d’oro dei samurai sotto altri aspetti della vita quotidiana.
Il nome stesso dice che cosa state visitando: shinise vuol dire bottega storica, e l’edificio è una di quelle case di mercanti con la bottega sul davanti e l’abitazione della famiglia sul retro. La parte anteriore ricrea l’atmosfera della vecchia rivendita di medicinali, mentre dietro si aprono le stanze della vita domestica: si capisce al volo come lavoro e famiglia convivessero sotto lo stesso tetto.
Un’altra tappa da non perdere è il museo Ashigaru Shiryokan, situato all’estremità occidentale del distretto di Nagamachi. Qui potete scoprire come viveva l’altra metà della popolazione, ovvero il ceto meno abbiente. Gli Ashigaru erano soldati di basso rango, gli ultimi nella scala gerarchica dei samurai, e per questo le loro case erano molto semplici sia a livello di struttura che come arredamento interno. Il museo comprende due esempi di dimore restaurate che potete esplorare liberamente, passando di stanza in stanza. Di certo noterete la differenza tra queste strutture e la residenza della famiglia Nomura. Anche se semplici, però, queste case erano un piccolo privilegio: nel dominio di Kaga gli ashigaru avevano un’abitazione indipendente con tanto di giardinetto, mentre negli altri feudi i soldati di basso rango vivevano ammassati nei nagaya, le lunghe case a schiera. Fate caso anche a come è diviso lo spazio interno: l’ingresso e la stanza per ricevere gli ospiti sono allineati su un lato, ben separati dalla parte in cui la famiglia viveva davvero.
Una volta che avrete terminato l’esplorazione di Nagamachi, ritornate indietro verso la zona Katamachi, il centro principale dello shopping e della gastronomia locale; qui troverete negozi, bar e persino una cioccolateria per concludere in dolcezza questa giornata.
Dalla stazione di Kanazawa uscite dal lato est e prendete un autobus fino a Korinbo: sono una decina di minuti, poi vi bastano 5 minuti a piedi verso ovest per infilarvi tra le mura di terra del quartiere.
Se invece siete già nella zona commerciale di Korinbo o a Katamachi, ci arrivate comodamente a piedi, mentre chi vuole scendere a due passi dalla casa della famiglia Nomura può usare la fermata Nagamachi Buke Yashiki, a un minuto dall'ingresso.
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Nagamachi
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).