Bus turistico a Tokyo

Sedersi al piano alto di un bus scoperto e farsi portare in giro per Tokyo sembra una di quelle idee facili e sicure che mettono tutti d’accordo. Ti immagini già con le cuffiette, la brezza in faccia e la città che scorre sotto di te, come succede nei giri in bus di Londra o Parigi. Ve lo dico subito: il bus turistico a Tokyo è comodo, ma secondo me ha poco senso rispetto alle alternative che avete qui, soprattutto se è la vostra prima volta e volete davvero capire la città.

Tokyo è una città dove metro e treni funzionano talmente bene che il valore aggiunto del bus turistico si riduce parecchio. In più, dal finestrino si finisce spesso a guardare strade anonime, cavalcavia e palazzi d’ufficio, mentre il bello della città si trova nei vicoli, nelle passeggiate a piedi e nei continui “su e giù” dalla metro. A me il bus turistico qui sembra più un extra da valutare in casi particolari che un pilastro dell’itinerario.

Perché non lo consiglio

Il motivo principale per cui io non consiglio il bus turistico a Tokyo è semplice: non sfrutta il meglio della città. Qui il bello non è solo “vedere i monumenti” passandoci davanti, ma entrare nei quartieri, infilarsi nelle vie laterali, camminare tra negozi, templi e palazzi moderni. Dal bus gran parte di questa esperienza si perde, e vi ritrovate a guardare Tokyo da lontano, come se fosse una città qualunque.

Inoltre, i percorsi dei bus turistici devono per forza seguire strade larghe, facili da percorrere, con punti di sosta per un mezzo grande. Questo li porta spesso a privilegiare incroci, arterie di traffico e zone piene di uffici, che non sono proprio la parte più affascinante del viaggio. Intendiamoci: qualche scorcio carino c’è, soprattutto in certi tratti panoramici, ma in mezzo ci sono anche tanti minuti passati a osservare semafori, muri di palazzi e svincoli.

Un altro punto è il rapporto tempo/denaro. Un pass giornaliero per il bus turistico costa più o meno quanto una giornata intera ben organizzata tra metro e treni urbani, magari con uno o due taxi quando siete stanchi. Con la metro arrivate quasi ovunque in fretta, senza dipendere dagli orari e dalle fermate prestabilite del bus. Io onestamente, se devo scegliere dove investire il budget, vedo molto più senso nell’usare i mezzi pubblici e tenere un po’ di margine per altre esperienze.

Infine, c’è un aspetto psicologico: stare seduti sul bus dà una falsa sensazione di “aver visto la città”. Si torna a casa con l’idea di aver “coperto tutto”, ma in realtà si è rimasti quasi sempre dietro un vetro. Tokyo, secondo me, va capita camminando, perdendosi un minimo, salendo e scendendo dalla metro, non solo guardandola dall’alto di un sedile.

Strada urbana ad Asakusa con il Tokyo Skytree sullo sfondo.
Ad Asakusa lo Skytree diventa un faro: anche dal bus capisci subito dove sei, tra insegne e stradine che cambiano in pochi metri.
Vista panoramica di Tokyo al tramonto da Shibuya Sky, con grattacieli illuminati.
Da Shibuya Sky la mappa si fa reale: i giri in bus sembrano linee sottili, e capisci quanto Tokyo sia vasta prima di scendere in strada.

Perché attira

Detto questo, capisco benissimo perché il bus turistico a Tokyo attira così tanto. È una formula che funziona in mezzo mondo: sali, ti siedi, ti godi il giro senza preoccuparti di linee, cambi, biglietti, orari. Per chi non ha mai usato la metro in Giappone, l’idea di evitare subito il “trauma” dei treni affollati può sembrare una salvezza.

C’è anche l’illusione positiva del “faccio il giro panoramico e poi scelgo dove scendere”. Sulla carta è perfetto: un unico biglietto, una mappa chiara, fermate nei punti più famosi. Molte persone immaginano che, in poche ore, riusciranno ad avere una panoramica completa, con la sensazione di non perdersi nulla di importante.

Io stesso vedo spesso viaggiatori che mi dicono: “Tanto a Tokyo mi faccio il bus turistico e sono a posto”. E capisco l’idea: è rassicurante, soprattutto se avete pochi giorni e vi spaventa la dimensione della città. Il problema è che, a differenza di altre capitali, qui quello che vedete dal bus è solo una parte, e neanche la più interessante.

Differenze con l’Europa

In città come Londra, Parigi, Barcellona, il bus turistico funziona perché i monumenti principali si trovano davvero lungo il percorso: ponti, piazze storiche, palazzi famosi, viali monumentali. Dal piano alto del bus, spesso, la vista è già “da cartolina”: ti fai mezzo album di foto senza scendere.

Tokyo è costruita in modo diverso. Le attrazioni famose – Asakusa, Shibuya, Shinjuku, Odaiba, Skytree – non sempre si affacciano su strade che permettono a un bus turistico di fermarsi comodamente o di passare abbastanza vicino da farvi dire “wow” dal finestrino. Molte cose interessanti sono incastrate tra palazzi, in vie laterali, sopra scalinate o dentro vicoli che un bus non può fisicamente percorrere.

In più, la bellezza di Tokyo non è fatta solo di “monumenti” in senso classico. È il mix di quartieri residenziali, stradine piene di ristorantini, negozi minuscoli, templi dietro l’angolo. Tutto questo dal bus passa velocissimo o non lo vedete proprio. Lì dove a Londra il bus turistico ha senso quasi come “giro principale”, qui rischia di diventare un’esperienza un po’ piatta rispetto a quello che potreste vivere a piedi e in metro.

Trasporti a Tokyo

Il grande “nemico” del bus turistico qui è la qualità dei trasporti pubblici. A Tokyo treni e metro sono capillari, puntuali e frequenti, con stazioni ovunque. In una giornata potete spostarvi tra quartieri totalmente diversi con una facilità che in molte altre città è impensabile.

Molti si fanno spaventare dalla prima mappa: linee colorate, simboli, scritte in giapponese. In realtà, tra cartelli in inglese, annunci chiari e applicazioni che vi calcolano i percorsi passo passo, in pochi viaggi ci si abitua. Io vi consiglio di dedicarvi fin da subito a capire come funzionano una o due linee principali e come usare una IC card ricaricabile: vi cambia il viaggio.

Con metro e treni potete creare itinerari comodi come: mattina a Asakusa, pomeriggio a Skytree, sera a Shibuya, usando pochi cambi. Il tutto spendendo spesso meno di un pass per il bus turistico e con la libertà di fermarmi nei quartieri che vi ispirano, non solo dove il bus ha la fermata. È uno di quei casi in cui sforzarsi un minimo all’inizio ripaga tantissimo per il resto del viaggio.

Cosa si vede davvero

I percorsi dei bus turistici includono di solito le zone “classiche” – Asakusa, Tokyo Skytree, Tokyo Tower, Shibuya, Odaiba – ma la domanda da farsi è: cosa vedete davvero dal sedile? Nella pratica, spesso incroci, strade molto ampie, file di palazzi, semafori e cartelloni.

Quando il bus passa vicino a qualcosa di interessante, come un tempio o una torre, tutto succede in fretta: il tempo di orientarsi, cercare di fare una foto e siete già oltre. Non è il tipo di città in cui il solo “passare davanti” vi dà la sensazione di averla vissuta. Per luoghi come Shibuya, Shinjuku o Asakusa, la differenza la fa stare in mezzo alla gente, attraversare gli incroci, fermarsi davanti a un banchetto di street food, infilarsi in galleria o in un vicolo con le lanterne.

Un altro limite è la distanza: molte volte l’attrazione è visibile ma un po’ lontana, schermata da altri edifici o da strutture stradali. È il contrario di quelle città dove il bus ti sfiora i monumenti quasi a portata di mano. Qui, se volete davvero godervi una zona, secondo me è meglio arrivare in metro, fare due passi e costruirvi da soli il vostro “giro panoramico” a piedi.

Quando può avere senso

Detto tutto questo, non è che il bus turistico sia completamente inutile. Ci sono situazioni in cui può avere senso, e non mi tiro indietro dal dirlo. Se avete pochissimo tempo a Tokyo, magari solo una giornata piena, e arrivate già stanchi da un viaggio lungo, un giro completo può aiutarvi a farvi un’idea generale della città senza dover pianificare troppo.

Può essere un’opzione anche per chi ha difficoltà a camminare a lungo, ha problemi di mobilità o trova fisicamente impegnativi i corridoi, le scale e le stazioni enormi. In questi casi, salire su un bus, sedersi e guardare la città scorrere può rappresentare un compromesso accettabile per non rinunciare a vedere almeno una parte di Tokyo.

Lo vedo come una possibilità anche per chi ha un blocco forte verso la metro affollata. Fare un giro “protetto” al piano alto, guardare la città dall’esterno, ascoltare qualche spiegazione, può sciogliere un po’ di ansia e rendere più facile affrontare i mezzi pubblici nei giorni successivi. L’importante è avere chiaro che non sostituisce tutto il resto: è un supporto, non il modo definitivo per conoscere la città.

Meglio taxi?

Se il motivo per cui pensate al bus turistico è soprattutto la comodità, allora secondo me vale la pena valutare seriamente i taxi come alternativa. Non sono a buon mercato, ma nemmeno proibitivi se li usate in modo mirato: per esempio per collegare due quartieri quando siete stanchi, o per tornare in hotel la sera tardi.

Un pass per il bus turistico costa, più o meno, quanto una combinazione di viaggi in metro + un paio di corse in taxi ben piazzate. Se usate la metro per tutti gli spostamenti principali e vi “regalate” il taxi solo nei punti più strategici (dopo cena, sotto la pioggia, con le valigie), spesso avete una comodità superiore, con un controllo molto maggiore sul vostro itinerario.

Io, quando qualcuno mi dice che non vuole stress, tendo a consigliare proprio questo mix: metro come spina dorsale del viaggio e taxi come aiuto quando serve. È un modo per restare dentro la città, senza rinchiudersi in un percorso fisso, e allo stesso tempo non arrivare a sera distrutti.

Alternative più interessanti

Se l’obiettivo è avere una panoramica di Tokyo, vi assicuro che una giornata ben costruita tra passeggiate e metro vi dà molto di più. Un esempio semplice potrebbe essere: mattina a Shinjuku, con un osservatorio panoramico; poi treno per Harajuku, dove alternate santuario, vie dello shopping e parco; infine arrivo a Shibuya a piedi, attraversando incroci, gallerie e zone più tranquille dietro la stazione. In poche ore avete già un assaggio di tre volti diversi della città.

Potete replicare lo stesso approccio in altri punti: Asakusa + Skytree, Ueno + Yanaka, Ginza + zona di Tokyo Station. Con i treni urbani vi spostate in fretta e, tra una stazione e l’altra, vi costruite un percorso che ha sempre qualcosa di interessante da vedere: un tempio nascosto, un caffè curioso, un negozio tradizionale. È un modo di vivere Tokyo che secondo me le rende molta più giustizia.

Per chi cerca qualcosa di panoramico “pronto”, ci sono anche osservatori nei grattacieli, piccole crocierine sul fiume o nella baia, e persino passeggiate lungo certi argini o canali che al tramonto sono bellissimi. Sono alternative che, alla fine della giornata, lasciano ricordi più vivi di un lungo giro seduti nel traffico.

Conclusione

Se devo essere sincero, il bus turistico a Tokyo lo vedo come un extra da valutare in casi specifici, non come la scelta migliore per chi viene qui la prima volta. Con i mezzi pubblici che funzionano così bene e con tutto quello che si scopre a piedi, restare per ore su un bus mi sembra di solito un uso un po’ debole del tempo.

Se vi incuriosisce davvero, potete farci un pensiero, ma io vi direi di puntare prima su metro, passeggiate e qualche taxi mirato. È lì, negli spostamenti un po’ imperfetti e nei giri senza fretta nei quartieri, che Tokyo inizia davvero a farsi conoscere.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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