Nanzen-ji

Se state visitando Kyoto non potete perdervi quello che viene considerato non solo uno dei cinque migliori templi zen di Kyoto, ma anche uno dei più importanti a livello mondiale: il tempio Nanzen-ji. Il luogo in cui sorge è considerato un sito di estrema importanza storica a livello nazionale, mentre i suoi meravigliosi giardini sono tra i luoghi più belli del Giappone. Il tempio è il quartier generale della setta zen Rinzai e in origine l’edificio era la dimora dell’imperatore Kameyama.

Nonostante la sua importanza, il tempio Nanzen-ji non è famoso come altri edifici religiosi, e quindi è poco frequentato dai turisti; questo lo rende un luogo molto tranquillo, perfetto sia per i fedeli sia per chi semplicemente desidera meditare o rilassarsi avvolto dal silenzio.

Si può arrivare al Nanzenji dalla stazione della metro – fermata Geage sulla Tozai Line, oppure con l’autobus numero 5 fino alla fermata Nanzenji-Eikando.

Mappa:

Nome: Nanzen-ji


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Da palazzo a cuore del buddhismo

L’imperatore Kameyama dedicò gran parte della sua vita allo studio del Buddismo, per questo decise, nel 1291, di trasformare il suo palazzo reale in un tempio zen. Nel corso degli anni fu parzialmente distrutto dagli incendi, soprattutto durante la guerra civile; successivamente, intorno al 1600 fu ricostruito e ampliato diventando un complesso di numerosi edifici e occupando una vasta area. Il tempio Nanzen-ji divenne uno dei più importanti tempi zen di Kyoto e centro principale della scuola di Buddismo Rinzai Zen che si diffuse in Giappone verso il 1200 per opera del monaco cinese Ensai. Questa scuola di Buddismo si basava sull’uso dei koans, enigmi o domande paradossali usate per favorire la meditazione del monaco e aiutarlo a superare i limiti del ragionamento logico.  I migliori maestri Rinzai venivano poi scelti come abati del tempio Nanenzi-ji

Il tempo e i suoi giardini

Giunti al tempio potete oltrepassare la classica porta d’ingresso in legno, Sanmon, che viene posta solitamente all’ingresso dell’area considerata più sacra nei templi buddisti zen. La porta originale fu costruita nel tredicesimo secolo, ma poi andò distrutta e fu ricostruita nel 1628 da Todo Takatora per commemorare le vittime della guerra civile. Potete visitare l’interno della porta e attraverso una rampa di scale raggiungere il piano superiore che, da un’altezza di 22 metri, offre un piccolo scorcio sulla città e un bellissimo panorama sul tempio e gli edifici circostanti. Potrete inoltre soffermarvi ad ammirare alcune statue del Budda e splendidi dipinti custoditi all’interno. Fermatevi anche a scattare una foto alla statua di Goemon Ishikawa, un fuorilegge la cui storia assomiglia a quella di Robin Hood, che fu catturato dopo essersi nascosto per lungo tempo proprio all’interno della porta.

Una volta oltrepassata la porta vi ritroverete in quella che viene chiamata Hojo, ovvero le residenze dei monaci, un’area considerata di enorme valore per il patrimonio culturale nazionale sia per le splendide decorazioni artistiche che per la bellezza dei giardini. Quest’area viene comunemente chiamata anche Seiryo-den e fu realizzata per volere dell’imperatore Go-Yozei e donata al tempio. Entrati all’interno dell’edificio rimarrete affascinati dai meravigliosi dipinti realizzati dal celebre pittore Eitoku Kano nel sedicesimo secolo, che decorano le porte scorrevoli, le cosiddette fusuma. Questi pannelli scorrevoli avevano la funzione di separare le varie stanze dell’edificio. Una volta usciti dall’edificio prendetevi del tempo per passeggiare nel giardino zen, situato accanto al Hojo; fu realizzato nel 1600 dal grande architetto Kobori Enshu e rappresenta un capolavoro architettonico e uno dei migliori esempi di giardino karesansui, ovvero il classico giardino giapponese caratterizzato da un paesaggio secco e roccioso. Il giardino del Hojo è composto in maggioranza da ghiaia che ricopre quasi interamente il terreno; qua e là ci sono alcune rocce di varie dimensioni che sono insolitamente posizionate accanto ad azalee, aceri, pini e muschio in netta contrapposizione con il muro bianco che li circonda.

Proseguite la vostra visita all’esterno e avrete la possibilità di ammirare tanti altri edifici religiosi, che colpiscono il visitatore soprattutto per la bellezza dei loro giardini, e anche un antico acquedotto che risale alla fine dell’ottocento.

Approfittatene anche per ammirare il mausoleo e i giardini di Nanzen-ji, realizzati nel quattordicesimo secolo. Il periodo migliore per visitare il tempio è probabilmente l’autunno, quando  i giardini si tingono dei colori caldi dell’autunno e regalano ai turisti un paesaggio suggestivo e indimenticabile!

 





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