Wakakusa Yamayaki

Il fuoco è un elemento che da sempre spaventa e allo stesso tempo attrae i giapponesi, la cui storia è contrassegnata da ripetuti e violenti incendi. E per questo, alcuni grandi festival del Giappone sono dedicati al fuoco, come il festival Wakakusa Yamayaki, che si svolge ogni anno alla fine di gennaio nella prefettura di Nara. Il termine yamayaki indica appunto l’atto di incendiare una montagna ed è una pratica molto comune in Giappone: in alcuni casi è legata a vicende storiche o antiche tradizioni in cui il fuoco veniva usato per tenere alla larga animali selvaggi e insetti, in altri casi è visto come un evento simbolico di rigenerazione spirituale.

La location del festival è il monte Wakakusa, che viene dato alle fiamme in memoria di un evento storico: un conflitto tra i due templi Kofukuji e Todaiji, che si trovano ai piedi del monte; si trattava di una disputa per motivi territoriali e si concluse con un violento incendio che devastò interamente il monte Wakakusa.

Oggi il fuoco acceso durante il festival non raggiunge le proporzioni enormi di quel drammatico momento storico, ma dà vita ad uno spettacolo emozionante: ai monaci dei templi Todaiji, Kofukuji e del santuario Kasuga è riservato l’onore di accendere il fuoco e questo momento è accompagnato solitamente da vari rituali simbolici, in cui i monaci si raccolgono intorno al fuoco. Mentre il cielo notturno si illumina con un meraviglioso spettacolo di fuochi artificiali, il fuoco sacro viene passato alle torce dei vigili del fuoco di Nara, che appiccano le fiamme all’erba secca ai piedi del monte, da dove l’incendio sale verso la cima; a seconda delle condizioni, il fuoco può diffondersi in tutta l’area oppure limitarsi ad alcune zone e anche la durata dell’incendio è variabile.

Questo evento è preceduto da una serie di spettacoli e competizioni che intrattengono gli spettatori durante il pomeriggio. Per chi vuole godersi lo spettacolo da lontano, l’incendio e i fuochi artificiali sono visibili anche da vari punti della città di Nara.

Da dove si vede l’incendio

Ai piedi del monte lo spettacolo è il più diretto, ma è anche il punto dove si concentra tutta la folla e le fiamme si guardano dal basso verso l’alto.
Se volete la montagna intera davanti agli occhi, i prati del parco di Nara offrono una vista più aperta, mentre il laghetto Sagiike, con il padiglione Ukimido, ci aggiunge il riflesso sull’acqua. Funziona bene anche la spianata dell’antico palazzo di Heijo, più lontana ma con meno calca e la sagoma completa del monte in fiamme.

Il lancio dei senbei giganti

La gara più divertente del pomeriggio è il lancio dei senbei: non i biscotti che si danno ai cervi, ma versioni speciali larghe una ventina di centimetri, da scagliare dal pendio del monte come fossero frisbee.
Vince chi manda il proprio disco più lontano e possono partecipare grandi e piccoli, senza categorie. Intorno, mentre si aspetta il buio, si susseguono tamburi e danze tradizionali.

Le origini incerte del rogo

La storia della disputa tra i due templi è la più raccontata, ma non è l’unica: sull’origine del rogo circolano diverse versioni e nessuna è davvero documentata.
Una delle più curiose riguarda la tomba antica che si trova sulla cima del monte: si diceva che da lì uscissero degli spiriti e che bruciare l’erba fosse l’unico modo per tenerli buoni, tanto che non incendiare la montagna entro l’inverno era considerato un cattivo presagio. Al di là delle leggende, oggi il senso della cerimonia è chiaro: si prega per le anime dei defunti, per la protezione di Nara dagli incendi e per la pace.

Il fuoco sacro e la processione delle torce

Il fuoco che incendia il monte non viene acceso lì per lì: arriva da Kasuga Taisha, dove viene prelevato dal grande falò rituale e portato a valle da un corteo di una quarantina di persone, aperto dai suonatori di conchiglia e formato dai sacerdoti del santuario e dai monaci di Todaiji e Kofukuji.
La processione arriva al piccolo santuario Nogami, ai piedi della montagna, dove si celebra un rito per la buona riuscita dell’incendio. Solo a quel punto circa trecento uomini dei vigili del fuoco di Nara passano la fiamma alle proprie torce e, al segnale delle trombe, danno fuoco al pendio tutti insieme.

Quando si svolge

Il Wakakusa Yamayaki si tiene ogni anno il quarto sabato di gennaio e l’accensione arriva dopo il tramonto, a buio ormai fatto: è anche per questo che l’incendio si vede così bene da mezza città.
Molto dipende però dall’erba: se il prato è troppo bagnato o il tempo non collabora, l’accensione viene rinviata, quindi conviene controllare fino all’ultimo. Una volta partito, il fuoco consuma il pendio in mezz’ora o poco più e raramente supera l’ora, e a Nara questa serata è considerata l’annuncio della primavera.

Foto

By: Rocky T By: Rocky T Ti consiglio di venire in Giappone con GiappoTour! Il viaggio di gruppo in Giappone con più successo in Italia, organizzato da me! Ci sono pochi posti disponibili, prenota ora!
Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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