Viaggio di nozze in Giappone

Partire per un viaggio di nozze in Giappone è una scelta che vi cambia il ritmo addosso: città gigantesche, templi silenziosi, cibo incredibile e quella sensazione continua di essere dentro un film. Se lo fate bene, vi ritrovate a fine viaggio più complici di prima, non solo con una cartella di foto.


Pianificare insieme

In Giappone esiste perfino un termine ironico, “Narita Divorce”, per indicare quelle coppie che si sfaldano subito dopo il viaggio di nozze. Non perché il Giappone “rovina” qualcosa, ma perché un viaggio lungo mette alla prova: stanchezza, fusi, scelte continue, aspettative diverse.

Io ve lo dico sinceramente: la cosa più intelligente che potete fare è costruirlo in due, anche se uno dei due è “quello che organizza”. Non serve fare 50 riunioni con Excel, basta chiarire due o tre punti che evitano il 90% delle frizioni:

  • che tipo di ritmo vi piace davvero: pieno di cose o con spazio per respirare
  • quanto volete “spingere” su hotel belli rispetto al resto
  • quali sono le due o tre cose non negoziabili per ciascuno (una sola lista corta, non un catalogo)

Se fate questa mini-intesa prima di partire, poi sul posto potete improvvisare senza litigare. Ed è lì che il viaggio diventa leggero.

Quando andare

La stagione, in un viaggio di nozze, non è un dettaglio romantico: è una scelta pratica che cambia prezzi, folla e stanchezza. Primavera e autunno sono i periodi più desiderati, e non è un mistero: clima spesso più gentile e giornate perfette per camminare. Il rovescio della medaglia è che tante persone la pensano come voi, quindi prenotazioni e costi salgono, e alcune zone diventano un po’ “a imbuto”.

Se volete tenere il viaggio più rilassato, io di solito vedo che funziona bene scegliere finestre meno “iconiche” ma più tranquille: inizio primavera prima del pienone, fine autunno, oppure inverno se vi attira l’idea ryokan e onsen con l’aria fredda fuori. In estate si può fare, ma va impostato con criterio: pause vere a metà giornata, hotel comodi e magari una tappa mare o natura per staccare dal cemento.

Budget con senso

Il budget di un viaggio di nozze in Giappone non va “abbassato” a tutti i costi. Va distribuito bene. Secondo me ha senso spendere dove vi cambia davvero l’esperienza e risparmiare dove non ve ne accorgete nemmeno.
Le tre voci che fanno la differenza, quasi sempre, sono:

  • una o due notti speciali (ryokan con onsen, oppure hotel alto con vista)
  • trasporti lunghi comodi (shinkansen, sedili decenti, orari sensati)
  • qualche cena “memoria” (senza farne una gara a chi spende di più)

Su tutto il resto potete essere furbi: colazioni semplici, pranzi leggeri, giornate con street food, e magari una cena più easy ogni tanto. Vi giuro che in Giappone si mangia bene anche senza impostare ogni sera come “la sera importante”.

Nigiri di otoro al ristorante Ginza Kyubey di Tokyo su piatto bianco.
Il sushi di alto livello è un'esperienza indimenticabile.
Via stretta con lanterne e tavoli nei ristoranti di Yurakucho Yokocho.
Stradine tradizionali e non turistiche a Yurakucho (Tokyo), tutte da esplorare.

GiappoTour

Lo so che qualcuno, quando sente “tour”, pensa subito a stress e tabelle. Però GiappoTour per un viaggio di nozze ha una logica diversa, e ve lo dico perché l’ho visto funzionare tante volte: avete assistenza, avete un percorso collaudato, e non state ogni sera a discutere su dove dormire domani o come incastrare i treni.

La parte che secondo me è perfetta per una coppia è questa: potete stare nel gruppo e godervi la tranquillità dell’organizzazione, ma se un giorno vi va di “sparire” per farvi i fatti vostri, potete staccarvi senza problemi. Noi vi diamo indicazioni chiare su dove arrivare e quando, e voi nel mezzo vi prendete la vostra parentesi. È una formula che riduce il carico mentale, e in un viaggio di nozze quello conta più di quanto si pensi.

Ritmo quotidiano

Il Giappone vi tenta a fare tutto. Ed è proprio lì che nasce la fatica. Io vi direi di ragionare per energia, non per lista di cose da spuntare.

Una giornata che di solito funziona bene, soprattutto se siete in città grandi, è questa:

  • mattina “forte” con la cosa principale (un quartiere, un tempio, un museo)
  • pranzo semplice e veloce, senza trasformarlo in una missione
  • pomeriggio più leggero, con margine per cambiare idea
  • sera con un punto solo: cena buona oppure passeggiata bella, non entrambi “obbligatori”

Se invece vi fate mattina piena, pomeriggio pieno, sera piena, dopo tre giorni iniziate a guardarvi con la faccia di chi sta lavorando, non viaggiando.

Dove dormire

Scegliere gli hotel in Giappone non è solo questione di stelle. È questione di comodità. E in viaggio di nozze io darei priorità a due cose: posizione e qualità del sonno.

Nelle grandi città, una base vicina a una stazione importante vi salva tempo e nervi. Non per stare sempre in treno, ma per avere la libertà di rientrare quando volete, fare una doccia al volo, cambiare scarpe, ripartire. Sembra una banalità, ma è la differenza tra una giornata “fluida” e una giornata a incastri.

Poi c’è il tema camera: in Giappone molte camere sono più piccole di quanto ci si aspetti. In un viaggio di nozze, io eviterei di fare i contorsionisti tra valigie e letti. Meglio meno cambi hotel, meglio camere un po’ più comode, e soprattutto un posto dove rientrare la sera vi faccia dire “ok, qui si sta bene”.

Marco Togni in corner room al Canopy by Hilton Osaka Umeda con vista notturna su Osaka.
Dentro una corner room ad Osaka: la città è lì fuori come un plastico acceso.
Vista panoramica di Osaka al tramonto dalla corner room dell'Osaka Marriott Miyako Hotel.
In un altro hotel, sempre ad Osaka, al tramonto capisci quanto è grande questa città: griglie di strade, mare lontano, e il silenzio da quota alta.

Ryokan e onsen

Se c’è una cosa che, in viaggio di nozze, vale la pena mettere in mezzo, è una notte in ryokan con onsen. Non tanto per la “tradizione” in sé, ma per il cambio di ritmo: dal rumore delle città a un posto dove l’unica cosa da fare è rallentare.

Un punto pratico però va detto chiaro: nelle terme giapponesi in genere si entra nudi, si lava bene il corpo prima di entrare in vasca, e non è il posto dove fare confusione.
Se vi imbarazza l’idea, ci sono soluzioni che rendono tutto semplicissimo: vasche private in camera, oppure bagni prenotabili a uso esclusivo. Io lo consiglio spesso alle coppie perché vi godete l’onsen senza pensieri e senza “tecnicismi”.

E una cosa che molte persone sottovalutano: una notte in ryokan non va riempita di altro. Arrivate, fate check-in con calma, vi rilassate, cena, bagno, dormita. Se ci infilate anche mille spostamenti, perdete il senso.

Spostamenti chiari

Muoversi in Giappone è facile, ma non sempre intuitivo al primo giorno. Nelle città avete più compagnie ferroviarie e metropolitane, e a volte il “pass perfetto” sulla carta diventa una seccatura se poi non copre proprio la linea che vi serve.

Io di solito ragiono così:

  • per gli spostamenti lunghi tra città, lo shinkansen è la scelta più comoda e pulita mentalmente
  • dentro le città, spesso pagare a consumo è più semplice, soprattutto se fate giornate non troppo “geometriche”
  • i pass cittadini convengono solo se sapete già che farete tante corse su quelle linee specifiche

E qui entra il punto luna di miele: voi non dovete diventare esperti di tariffe. Dovete scegliere un sistema che vi fa pensare meno. Se ogni volta che entrate in metropolitana dovete fare un calcolo, non è il viaggio giusto per quel tipo di sforzo.

Vista del Monte Fuji dal treno shinkansen con edifici in primo piano.
Dal finestrino dello shinkansen il Fuji appare all’improvviso, tra palazzi e acqua, e dura pochi minuti. Se lo perdi, finisci a rincorrerlo per giorni.
Interno del treno shinkansen di Hello Kitty con sedili viola e decorazioni a tema.
Poi sali sul vagone Hello Kitty e il Giappone cambia registro: ordine da treno serio, ma con il kawaii ovunque. È impossibile non guardarsi intorno.

Itinerario esempio

Una delle cose che vedo succedere più spesso è questa: si parte con un’idea vaga, poi ci si perde tra mille proposte diverse, e si finisce per fare un viaggio “standard” senza carattere. Invece, soprattutto in viaggio di nozze, vale la pena prendere un itinerario già ragionato e usarlo come base.

Io vi consiglio di guardare i miei Itinerari in Giappone proprio per avere una struttura che sta in piedi, con tempi realistici e spostamenti sensati. Poi sopra ci mettete voi: una notte speciale in più, un giorno lento in più, una deviazione che vi attira.

Questo è un esempio di ritmo, per darvi un’ossatura, scritto apposta in modo secco, giusto per darvi un’idea. Poi potete allungare, tagliare, cambiare ordine.

Io vi direi solo una cosa: i giorni liberi non sono “giorni vuoti”. Sono i giorni che vi salvano il viaggio. Servono per dormire un’ora in più, per fare shopping senza fretta, per cambiare idea se piove, o per infilarci una serata che vi viene voglia di vivere senza guardare l’orologio.

Tokyo di coppia

Tokyo può essere romanticissima, ma non nel senso da cartolina. È romanticissima quando vi create quei momenti piccoli, in mezzo a una città enorme.

Due cose che consiglio spesso:

  • scegliere una sera in cui non avete nulla “da vedere” e vi concentrate solo su cena e passeggiata
  • cercare punti alti, viste, luci, magari anche solo un bar tranquillo con panorama, senza trasformarlo in una caccia al posto perfetto

E poi c’è l’aspetto pratico: Tokyo vi stanca soprattutto per la quantità di stimoli. Se siete stanchi, invece di forzare, fate una cosa semplice: un quartiere solo, pochi spostamenti, rientro presto. Il giorno dopo vi ringraziate.

Kyoto con calma

Kyoto è splendida, ma ha due trappole: la prima è voler fare troppi templi in un giorno, la seconda è muoversi nelle ore sbagliate.

Secondo me Kyoto rende al massimo se vi scegliete poche zone al giorno e le vivete bene. Un paio di visite “forti” e poi tempo per camminare, fermarsi, entrare in un giardino, bere qualcosa, guardare le persone. Non è una città da prestazione.

E se avete in programma luoghi molto famosi, io vi consiglio di giocarvela sugli orari: o presto, o più tardi. Le ore centrali sono quelle che vi fanno perdere energia e pazienza. Non perché “c’è gente” in generale, ma perché il flusso diventa continuo e vi ritrovate a fare tutto più lentamente.

Hiroshima e Miyajima

Farle in giornata si può, ed è una scelta che molti fanno per incastrare bene il viaggio. La cosa importante è non trattarla come una corsa. È una tappa che cambia tono rispetto al resto, e secondo me va vissuta con un minimo di respiro.

Io non vi direi “dovete assolutamente”, perché ognuno ha la sua sensibilità. Però vi dico anche questo: per molte coppie diventa una delle giornate più forti, proprio perché è diversa. E, paradossalmente, vi fa apprezzare ancora di più la parte leggera del viaggio nei giorni successivi.

Love hotel

I love hotel esistono davvero, sono parte della cultura urbana, e spesso sono vicino alle grandi stazioni. Sono hotel pensati per la privacy, e alcuni hanno stanze molto scenografiche. In un viaggio di nozze, può essere una parentesi divertente se vi va l’idea di fare una cosa “da Giappone” senza prenderla troppo sul serio.

L’unica cosa che vi consiglio è di viverla per quello che è: un’esperienza curiosa, non “la notte romantica perfetta”. Se avete in mente una notte speciale, meglio puntare su ryokan o su un hotel con vista. Il love hotel è più una storia da raccontare, e ci sta benissimo.

Tappa al mare

Se pensate al mare in Giappone, la prima risposta sensata è Okinawa. È l’arcipelago tropicale più famoso del Paese: mare turchese, sabbia chiara, e una cultura che si sente diversa dal Giappone “classico”.

Qui però la scelta dell’isola cambia tutto. L’isola principale, quella dove arrivate se volate su Naha, è comoda e piena di hotel, ma spesso il mare più “da cartolina” lo trovate andando oltre. Se volete un mix tra vita urbana locale e qualche spiaggia, può funzionare. Se invece avete in testa giornate lente e acqua davvero spettacolare, conviene puntare su isole più piccole.

Miyakojima la consiglio a chi cerca tranquillità e spiagge bellissime, con ritmi più lenti. Ishigaki è ottima se vi piace l’idea di esplorare e fare escursioni, anche verso isole vicine, con un pizzico di avventura in più. Se volete approfondire bene questa scelta, vi rimando al mio articolo su quale isola di Okinawa scegliere.

Tramonto sul mare a Mimikiri Beach, Okinawa, con cielo arancione e riflessi sull'acqua
A Okinawa il tramonto a Mimikiri Beach è semplice e totale: acqua ferma, cielo che si accende e tu che non hai più fretta. Dopo, la voglia di muoversi torna.
Marco Togni davanti alle Cascate di Pinaisara con giubbotto rosso
A Iriomote si passa dal mare alla giungla: giubbotto salvagente e si va verso la cascata. Io mi scatto la foto, ma il rumore dell’acqua fa da guida.

Il mio consiglio

Il viaggio di nozze in Giappone, per me, riesce quando vi togliete la voglia di vedere le cose importanti e allo stesso tempo vi lasciate spazio per essere una coppia, non due persone che inseguono tappe. Io sceglierei un ritmo comodo, una notte in ryokan, un paio di serate “solo per noi” senza programmi, e un giorno libero messo lì apposta come cuscinetto.

E poi, una cosa semplice: una sera qualunque, rientrate in hotel un po’ prima, prendete una tortina al conbini, vi mettete vicino alla finestra e guardate le luci. Senza fare niente. È spesso lì che vi resta il Giappone addosso.

Ti consiglio di venire in Giappone con GiappoTour! Il viaggio di gruppo in Giappone con più successo in Italia, organizzato da me! Ci sono pochi posti disponibili, prenota ora!
Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).