
Uji
Uji è una cittadina pittoresca ed elegante che si inserisce tra Kyoto e Nara: la vicinanza alle due ex capitali l’ha portata a svilupparsi come centro culturale e religioso, con alcuni dei templi e dei santuari più antichi del Giappone.
Le dolci colline verdi che la abbracciano sono un susseguirsi di coltivazioni di tè verde, il prodotto per cui la città è rinomata, mentre i quartieri adagiati sulle sponde del fiume avrebbero ispirato “La Storia di Genji” e il ponte Uji resta uno dei punti preferiti dalle coppie.
Raggiungibile in breve tempo da Kyoto, Uji è perfetta per un’escursione giornaliera o per una fuga dalla modernità.
Indice
Cosa vedere
Riscoprire le origini del tè verde
Il monaco Eisai (1141-1215), considerato colui che introdusse il Buddismo Zen in Giappone, portò dalla Cina i semi del tè e li affidò al monaco Myoe, che dopo le prime piantagioni a Toganoo scelse le colline di Uji per il loro clima nebbioso. Da lì nacque il tè di Uji, che in breve tempo divenne famoso in tutto il paese per la sua qualità assoluta. Oggi il tè verde è diventato la maggiore attrattiva di Uji: passeggiate tra i ristorantini e nei negozi che punteggiano il viale Byodoin Omotesando per assaggiare una vasta gamma di specialità e dolci a base di tè verde o acquistare dei souvenir, prendete parte alla cerimonia del tè o ai laboratori offerti in città e visitate il più antico negozio di tè del Giappone, Tsuen.
Se visitate Uji in ottobre non perdetevi l’Uji Tea Festival un evento tutto dedicato al tè che si svolge presso il Tempio Koshoji.
Cosa assaggiare a Uji
A Uji il matcha non si beve soltanto, si mangia. Lungo il viale che porta al Byodoin le sale da tè storiche servono parfait a strati, gelati che virano dal verde dolce all’amaro più intenso e i chasoba, i soba impastati con il tè verde e serviti freddi con la salsa a parte.
D’estate il must è il kakigori, la montagnola di ghiaccio annegata nello sciroppo di matcha con i fagioli dolci, mentre tutto l’anno trovate dango grigliati e warabimochi sepolti sotto la polvere di tè. Se il matcha vi sembra troppo amaro ripiegate sull’hojicha, il tè tostato dal gusto quasi di nocciola, oppure fatevi versare un gyokuro, il vero orgoglio di Uji: si beve tiepido, in tazzine piccolissime, ed è talmente concentrato da sembrare un brodo.
Il lato romantico di Uji
Il fiume Uji attraversa il cuore della città dividendola in due e lungo le sue sponde è piacevole passeggiare ammirando il paesaggio e immergendosi nelle ambientazioni che hanno ispirato il più famoso racconto giapponese. Lungo le sponde nei pressi dei ponti che attraversano il fiume, si possono ammirare diverse statue che evocano alcuni dei personaggi de “La Storia di Genji” e una scultura dell’autrice, la dama di corte Murasaki Shikibu. Se siete curiosi di conoscere meglio questo racconto, visitate il museo dedicato The Tale of Genji Museum.
Il ponte Uji, sebbene sia stato ricostruito, risale all’anno 646 ed è una delle attrattive principali della città, immortalato in tanti dipinti e illustrazioni. Uno dei modi più romantici per visitare il fiume ed esplorare la città è sicuramente a bordo di una crociera giornaliera o serale.
Scoprire il santuario più antico del Giappone
Le origini del Santuario Ujigami risalgono al 1060: si tratta del più antico santuario shintoista del Giappone, una “longevità” che si riflette nel mix di diversi stili architettonici degli edifici, risalenti a varie epoche storiche. Il santuario è anche uno dei siti che compongono il Patrimonio dell’Umanità di Kyoto, e sia l’edificio principale sia la sala delle preghiere sono Tesori Nazionali: il primo resta nascosto dietro il secondo, tanto che molti visitatori se ne vanno senza averlo davvero guardato. Accanto all’ingresso sgorga la fonte Kirihara, una delle sette acque famose di Uji, ancora oggi usata per le abluzioni e un tempo scelta per la cerimonia del tè.
Visitare i templi
Uji è punteggiata da templi storici bellissimi, ciascuno dotato di una propria particolarità. Il famoso Tempio Byodoin è inserito nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO e molti visitatori potrebbero riconoscerlo in quanto appare sulle monete da 10 yen. Il Tempio Mimurotoji è soprannominato il “tempio dei fiori” per i suoi rigogliosi giardini, mentre il Tempio Mampukuji, sede del Buddismo Zen, si contraddistingue per l’enorme influenza cinese nell’architettura degli edifici e nei giardini. Il Mampukuji fu fondato nel 1661 dal monaco cinese Ingen, che portò in Giappone un modo diverso di intendere lo Zen: nei corridoi si notano subito il grande pesce di legno che scandisce la giornata dei monaci e le finestre tondeggianti di gusto cinese. Qui si può anche assaggiare la fucha ryori, la cucina vegetariana della scuola Obaku, servita in piatti da condividere e molto più ricca della sobria shojin ryori.
Come arrivare
Da Kyoto il mezzo più comodo è la JR Nara Line: con i treni rapidi dalla stazione centrale si arriva alla stazione JR di Uji in una ventina di minuti, e da lì bastano dieci minuti a piedi lungo le vie dei negozi di tè per ritrovarsi davanti al Byodoin.
Se partite dal centro di Kyoto potete usare la linea Keihan cambiando a Chushojima: la stazione Keihan Uji vi lascia sulla riva del fiume, a due passi dal ponte e dalla salita verso il santuario Ujigami.
Da Nara si arriva in una mezz'ora sempre con la JR Nara Line, mentre per il Mampukuji conviene scendere una stazione prima, a Obaku, e per il Mimurotoji fermarsi a Mimurodo sulla linea Keihan.
Informazioni utili
- Stazione JR Uji (JR Nara Line): 10 minuti a piedi dal Byodoin
- Stazione Keihan Uji (linea Keihan Uji): accanto al ponte, sul lato dei santuari
- Per i templi più defilati fermano anche Obaku (Mampukuji) e Mimurodo (Mimurotoji)
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Uji
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Uji stagione per stagione
Uji cambia parecchio con le stagioni e vale la pena sceglierne una. In primavera i ciliegi si specchiano nello stagno del Byodoin e accompagnano le sponde del fiume; tra la fine di aprile e l’inizio di luglio il Mimurotoji si riempie prima di azalee e poi di ortensie a migliaia, con serate in cui il giardino resta aperto e illuminato.
L’estate porta sul fiume l’ukai, la pesca notturna con i cormorani, che a Uji è portata avanti soprattutto da donne. In autunno il rosso degli aceri incendia le rive e i cortili dei templi, mentre l’inverno è la stagione più silenziosa, quella in cui le sale da tè si godono meglio.

Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).





