Kompirasan

Conosciuto anche con il nome di Kotohiragu, il Santuario Kompirasan è uno dei tanti santuari “Kompira” del Giappone dedicati ai marinai e a coloro che viaggiano in mare. Immerso tra la foresta lungo il pendio del Monte Zozu, nella cittadina di Kotohira, il santuario è da secoli una delle tappe più visitate dai pellegrini e dai fedeli, nonostante per raggiungerlo sia necessario salire 1.368 scalini, una fatica che però viene ricompensata dalle viste sensazionali che si godono dall’alto e dall’atmosfera che si respira nel complesso sacro. L’autunno è la stagione perfetta per cogliere le nostalgiche sfumature dorate e rosse della vegetazione, tipiche di questo periodo dell’anno.

Dettagli del passato

In origine nel complesso sacro si veneravano sia divinità shintoiste che buddiste, ma durante il Periodo Meiji il volere del governo di separare le due religioni portò a definire ufficialmente il Kompirasan come un santuario shintoista, seppur gli elementi architettonici del complesso rivelano le antiche origini e la simbiosi tra le due religioni.

Raggiungere il santuario

Sebbene i gradini da percorrere siano tanti, sarete forse contenti di sapere che il sentiero che conduce al santuario è diviso in due parti. La prima serie di 785 scalini comincia subito dopo un piccolo centro abitato dove si trovano negozietti di souvenir, sale da tè, cafè e ristoranti che propongono piatti a base di udon, la specialità locale. Qui potete fare il pieno di energie prima della salita oppure concedervi una pausa al ritorno per mangiare e acquistare qualche ricordo: tra i regali più gettonati ci sono dei particolari amuleti gialli della felicità e delle piccole statue di cane kompira, il simbolo del santuario. Ritroverete l’immagine del cane scolpita diverse volte lungo il percorso che conduce al santuario a ricordare un dettaglio storico importante e curioso: in passato quando ancora non esistevano i mezzi di trasporto, raggiungere il santuario per gli anziani e per chi viveva lontano era molto faticoso e per questo spesso i cani venivano inviati dal padrone al santuario per fare un’offerta alle divinità. Si usava porre al collo una piccola borsa che conteneva una targa in legno, l’offerta in moneta e del denaro come ricompensa per i viaggiatori, i quali lungo il cammino per il santuario guidavano i cani per fare in modo che arrivassero sani e salvi al complesso sacro. Una storia che sembra quasi tratta da un film ma che svela una delle realtà più belle legate a questo luogo.

Il primo tratto di scalinata si completa in circa 45 minuti e mentre salite approfittatene per respirare a pieni polmoni i profumi della vegetazione che vi circonda, ammirare i piccoli edifici del santuario sparsi qua e là lungo il sentiero e concedervi questi istanti di cammino spirituale per riconnettervi con le vostre emozioni e pensieri più profondi.

La sala principale

Gli scalini terminano di fronte alla sala principale del santuario, dove potete finalmente riposare qualche istante e approfittarne per visitare gli edifici del cortile, tra cui c’è la Sala Ema, un piccolo museo in cui sono custodite fotografie, targhe, modellini e pannelli informativi che si riferiscono a imbarcazioni importanti del passato e a battaglie navali. Tra gli oggetti più interessanti in esposizione c’è anche la riproduzione di un piccolo sottomarino. Dall’area attorno agli edifici principale si godono inoltre meravigliose viste sulle valli e le cittadine circostanti: vedrete in lontananza il monte Sanuki Fuji e la pianura di Sanuki, spaziando su tutta Kotohira fino al ponte Seto Ohashi Bridge.

Per molti visitatori questa rappresenta la parte finale del percorso, in quanto la maggioranza decide di non proseguire oltre, ma per i più allenati e coloro che hanno tempo a disposizione è possibile arrivare fino in cima salendo l’ultima serie di scalini.

L’ultimo tratto

Dal complesso centrale restano altri 583 gradini, quindi considerate altri 40-45 minuti circa, che vi separano dalla seconda parte del complesso. Qui il sentiero si snoda ancora di più tra la fitta vegetazione, che lascia spazio poi agli altri edifici sacri e a panorami ancora più sensazionali.

Per chi ha difficoltà a camminare

Per chi ha difficoltà a camminare è possibile usufruire del trasporto in autobus che parte con frequenza oraria dalle due stazioni della città, la JR Kotohira e la Kotoden Kotohira. L’autobus consente di saltare metà del primo tratto, ma in ogni caso è comunque necessario salire a piedi per la seconda parte del percorso. Chi non desidera o non può camminare ha anche un’altra possibilità: affittare una “portantina”, ovvero una sorta di trasportino per persone che viene sorretto da due addetti. Il costo è di 6.800 yen per un tragitto andata e ritorno, mentre la salita costa 5.300 yen e solo la discesa 3.200 yen.

L’autunno al santuario

Il santuario Kompirasan è considerato uno dei luoghi migliori per ammirare il foliage autunnale: a metà novembre il monte si riveste di gradazioni calde che sfumano dal giallo al rosso. E proprio in questo periodo di svolge un festival dedicato proprio all’autunno: processioni, danze tradizionali e bancarelle di street food e dolcetti rendono l’atmosfera del santuario particolarmente animata.

Come arrivare

L’inizio del percorso per il Santuario Kompirasan si trova a circa 10-15 minuti di passeggiata dalle stazioni JR Kotohira e Kotoden Kotohira, entrambe raggiungibili in circa un’ora da Takamatsu.

Informazioni generali per la visita

Il santuario è aperto dalle 9:00 alle 17:00 e la visita è gratuita.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 15 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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