Teatro Kanamaruza

Dopo anni di trascuratezza, il Teatro Kanamaruza è stato dichiarato Bene Culturale Importante nel 1970 e da allora si è avviato un intenso progetto di restauro che ha permesso di riportalo allo splendore originale. Situato nella cittadina di Kotohira, il teatro venne costruito nel 1835, una data che lo rende il più antico teatro di spettacoli kabuki del paese: incredibilmente sul suo palcoscenico va ancora in scena la tradizione giapponese con gli stessi mezzi e strumenti di una volta.

Cos’è il teatro kabuki?

Il teatro kabuki è una performance recitata le cui origini risalgono a più di 400 anni fa. Una delle caratteristiche particolari del kabuki è che tutti i personaggi, sia femminili che maschili, sono interpretati da uomini i quali adottano costumi tradizionali e un make up molto stravagante. I movimenti e le espressioni nel teatro kabuki sono molto enfatizzati e questo consente a tutti, anche a chi non parla giapponese, di comprendere cosa accade nella scena.

Gli spettacoli al Teatro Kanamaruza

Il teatro ospita spettacoli di kabuki per un mese all’anno, generalmente in primavera durante la fioritura dei ciliegi e per i cittadini di Kotohira rappresenta un momento molto atteso e un’occasione per immergersi in atmosfere di un tempo: la struttura infatti è priva di elettricità e l’illuminazione deriva da candele e lanterne che ricreano lo stesso clima magico e suggestivo del passato.

Visitare il teatro

Quando non vanno in scena spettacoli il teatro è aperto al pubblico con tour guidati che permettono di visitare i vari ambienti dell’edificio, dai camerini alla zona del palcoscenico e gli spalti su cui siedono gli spettatori. Il teatro dispone di tre entrate, di cui due di dimensioni standard poste sulla destra e sulla sinistra dell’edificio, mentre la terza, quella centrale, è molto più piccola e viene soprannominata “porta del topo”: questo accesso era usato nel periodo Edo per controllare l’ingresso dei cittadini comuni ed evitare che si entrasse senza pagare il biglietto, mentre le altre due porte erano riservate a samurai e signori feudali. Ammirate le particolarità architettoniche dell’edificio, dalle finestre che servono per illuminare o oscurare il teatro durante alcuni momenti delle performance al soffitto dominato da un intreccio di bambù che crea un motivo decorativo e le lanterne in carta appese alle pareti. I pavimenti in tatami che caratterizzano l’area degli spettatori e dell’orchestra rendono l’ambiente profumato e nostalgico, mentre le pareti dietro al palco sono decorate con immagini di ciliegi e altri simboli naturali tradizionali che fungono da scenografia. Tuttavia una delle cose che più affascina i turisti è la possibilità di scoprire alcuni dettagli, effetti visivi e trucchetti usati un tempo nei teatri del Giappone: vedrete il meccanismo che consente di ruotare il palco in maniera manuale per cambiare scenografia e i passaggi utilizzati dagli attori che interpretano ninja e fantasmi per “scomparire o apparire” in scena durante gli spettacoli: i passaggi sono collegati ad un piano interrato, posto sotto il palco, usato dagli attori per cambiarsi e occupato in parte dal meccanismo che muove il palcoscenico. C’è inoltre un piccolo ascensore manuale che solleva gli attori permettendo loro di recitare a posizione sopraelevata.

Tutti questi piccoli elementi rendono il teatro indubbiamente un luogo affascinante per scoprire com’era il teatro di un tempo.

Come arrivare

Il Teatro Kanamaruza si trova a circa 10-15 minuti a piedi dalle stazioni JR Kotohira e Kotoden Kotohira. Nelle vicinanze, a circa 200 metri, si trova l’accesso al Santuario Kompirasan, un’altra importante attrattiva della cittadina.

Informazioni generali per la visita

Il teatro è generalmente aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 17:00. Il costo di ingresso per la visita è di 500 yen.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 15 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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