Indirizzi in Giappone
Leggere un indirizzo in Giappone è più semplice di quanto sembri. Le vie non hanno un nome ed è facile perdere l’orientamento, ma dietro a quei numeri separati dai trattini c’è una logica precisa: si parte dalla zona grande e si stringe fino al singolo edificio.
Qui vi spiego come si legge un indirizzo pezzo per pezzo, come funziona la numerazione dei piani, perché conviene fidarsi delle mappe con i riferimenti visivi e perché, quando proprio non ne venite fuori, la mossa giusta è chiedere alla polizia. Ecco i miei consigli.
Indice
- Come leggere l'indirizzo
- Per trovare gli indirizzi vi faccio un esempio:
- Come fare a leggerlo?
- Basatevi su mappe con riferimenti
- Google Maps e gli indirizzi giapponesi
- Chiedete alla polizia!
- Le eccezioni: Kyoto e Sapporo
- Video: Mai chiedere indicazioni in Giappone
- Video: Come funzionano davvero gli indirizzi in Giappone
Come leggere l’indirizzo
Dimenticatevi completamente il sistema che si usa in Italia, in Giappone le strade non hanno un nome, salvo quelle principali.
Per girare in Giappone non vi serve una mappa, se ne trovano appese in tutte le stazioni e in molte strade. Io di solito se devo trovare qualcosa arrivo in stazione e faccio una foto alla mappa e poi guardo la foto dalla fotocamera. E’ un metodo spartano ma funziona benissimo.
Per trovare gli indirizzi vi faccio un esempio:
L’indirizzo di Ippudo Hakata Ramen è:
Come fare a leggerlo?
Partite dal fondo. Mi sembra abbastanza ovvio che stiamo parlando di un locale che si trova a Tokyo; Taito-ku è uno dei 23 quartieri speciali di Tokyo dentro i quali si trovano vari quartieri come Ueno, Asakusa, Yanaka ecc. In questo caso stiamo parlando di Ueno.
Per trovare questo indirizzo andate quindi a Ueno.
Ora bisogna decifrare i 3 numeri iniziali. Leggeteli in ordine: il primo numero, in questo caso il 3, indica il Chome cioè la zona di Ueno dove bisogna recarsi. Sulle mappe sono sempre indicati chiaramente e ogni Chome è di solito abbastanza grande.
Arrivati al Chome numero 3 dovete guardare il secondo numero, in questo caso il 17. Ogni chome è diviso in varie piccole zone, se guardate la mappa riuscirete a trovare il 17, altrimenti se non avete la mappa dovete andare un po’ “a caso” e cercare di avvicinarvi fino a trovare la zona 17.
Appena vedete negli indirizzi sulle case “3-17″ siete molto vicini, ora dovete guardare il terzo numero, in questo caso il 5, che rappresenta il numero dell’edificio. I numeri degli edifici non sono sempre in ordine, quindi non è detto che il 5 sia vicino al 4, ma tutto sommato in pochi istanti troverete quello che state cercando.
A volte nell’indirizzo trovate una T con una linea sopra, a voi non serve, è semplicemente il codice postale. Quel simbolo lo trovate soprattutto negli indirizzi scritti in giapponese, per esempio sul sito di un ristorante, e lì c’è una differenza che spiazza: l’ordine è completamente rovesciato. Loro partono dal grande e stringono verso il piccolo, cioè prima la prefettura, poi la città, poi il quartiere e solo alla fine i tre numeri. Se lo leggete dal fondo tornate esattamente all’ordine che vi ho spiegato prima.
Vi basta riconoscere qualche pezzo ricorrente: -ken è la prefettura, -shi la città, -ku il quartiere speciale, -cho e -machi le zone più piccole, -dori le poche strade che un nome ce l’hanno. I numeri con i trattini invece restano identici nelle due versioni, ed è quella la parte che vi serve davvero.
Quello che vi potrebbe servire invece è quando scrivono all’inizio dell’indirizzo un numero con una F che sta ad indicare il piano.
L’indirizzo che ho analizzato poco sopra potrebbe essere 3F 3-17-5 Ueno, Taito-ku Tokyo, cioè lo stesso identico edificio, ma al piano numero 3.
Non è un’informazione inutile perché soprattutto se cercate qualcosa in un grattacielo conoscere il piano è molto importante.
Fate attenzione che in Giappone non esiste il “piano terra” ma iniziano a contare direttamente dal numero 1. Quindi il piano terra è l’1, il nostro “primo piano” è il 2 e così via. Il nostro “decimo piano” per loro è l’11. Questo vi serve soprattutto per non sbagliare se decidete di salire le scale. Occhio anche ai piani interrati, che in Giappone sono pieni di vita: quando davanti al numero vedete una B, come in B1F o B2F, vuol dire che dovete scendere e non salire. Sotto le stazioni e i grandi magazzini ci trovate ristoranti, izakaya e interi reparti di alimentari, quindi capita spesso che l’indirizzo che state cercando stia proprio lì.
Nei palazzi con tanti locali il modo più veloce è leggere l’insegna verticale all’ingresso: i nomi sono elencati piano per piano, con la sigla accanto, e vi risparmiate un bel po’ di giri a vuoto.
Basatevi su mappe con riferimenti
Il modo migliore per trovare un indirizzo in Giappone è basarsi su una mappa in cui sono segnati alcuni riferimenti importanti. Molti negozi, hotel, ristoranti ecc. hanno sul loro sito questo genere di mappe in cui di solito sono segnati conbini, fast food, semafori e simili. Il segreto è quindi arrivare all’incirca nella zona dove dovete andare e poi guardarvi intorno per trovare i riferimenti che sono sulla mappa.
Google Maps e gli indirizzi giapponesi
La prima mossa è aprire Google Maps, ed è giusto così: in Giappone funziona molto bene e riconosce senza problemi l’indirizzo scritto in romaji, numeri con i trattini compresi. Il consiglio è di incollarlo tutto intero, dal numero fino al nome del quartiere e del ku, perché le stesse cifre si ripetono identiche in mille zone diverse e rischiate di ritrovarvi dall’altra parte della città.
Se il locale non salta fuori, provate a cercare il codice postale: vi porta comunque nella zona giusta e da lì ve la cavate a occhio.
L’unica cosa su cui non farei affidamento cieco è il segnaposto, che ogni tanto è spostato di qualche decina di metri o vi manda sul retro dell’edificio. Ecco perché capire la numerazione resta utile anche con il telefono in mano, e perché vale la pena salvarsi le tappe prima di uscire: la rete non manca quasi mai, ma nei corridoi sotterranei delle stazioni il segnale fa i capricci.
Chiedete alla polizia!
I giapponesi stessi vanno in panico quando devono trovare qualcosa e gli uffici di polizia presenti ovunque sono lì apposta per aiutarvi.
Non chiedete a sconosciuti per strada, si sentirebbero in dovere di aiutarvi e li mettereste a disagio perché non saprebbero darvi una risposta. Rivolgetevi direttamente ai piccoli uffici di polizia (koban). So che a qualcuno sembra di disturbare la polizia per un’informazione così semplice ma in realtà in Giappone funziona proprio così quindi non esitate! Per farvi capire al volo mostrate l’indirizzo invece di leggerlo ad alta voce: lo schermo del telefono va benissimo, e se ce l’avete scritto in giapponese è ancora meglio. Nel koban hanno mappe dettagliatissime del quartiere, con il numero di ogni singolo edificio, e spesso vi disegnano il percorso su un foglietto o escono con voi per indicarvi l’angolo giusto.
La stessa cosa vale con i tassisti: l’indirizzo scritto e mostrato risolve molto più in fretta di qualsiasi tentativo di pronuncia.

Le eccezioni: Kyoto e Sapporo
Un paio di città fanno storia a sé, e conviene saperlo prima di trovarsi davanti a un indirizzo che sembra scritto in un’altra lingua. A Kyoto le strade hanno un nome, tutte, e gli indirizzi si costruiscono incrociando due vie: leggete qualcosa tipo Shijo-dori Karasuma, cioè l’incrocio tra quelle due strade, seguito da una parolina che vi dice da che parte spostarvi. Agaru vuol dire salire verso nord, sagaru scendere verso sud, higashi-iru andare a est e nishi-iru a ovest. Sembra complicato e invece è il sistema più chiaro del Giappone: leggete l’indirizzo e sapete già l’angolo esatto in cui andare.
A Sapporo funziona ancora diversamente, con una griglia a coordinate: Kita e Minami sono i blocchi verso nord e verso sud, Nishi e Higashi quelli verso ovest e verso est, contati a partire dal centro. Un indirizzo come Kita 4 Nishi 5 vi dice esattamente quanti isolati percorrere in ciascuna direzione, ed è quasi impossibile perdersi.
Video: Mai chiedere indicazioni in Giappone
Video: Come funzionano davvero gli indirizzi in Giappone
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).
