Fumo in Giappone
Il fumo in Giappone funziona al contrario rispetto all’Italia. Oggi fuma circa il 15% degli adulti, con un divario enorme tra i sessi: quasi il 25% degli uomini contro meno del 7% delle donne, e i numeri scendono ogni anno. Quello che spiazza chi arriva per la prima volta è che in strada non si fuma e si rischia la multa, mentre al chiuso resistono ancora izakaya e sale fumatori dove è permesso. Il tabacco è vietato ai minori di 20 anni ed è arrivato sull’arcipelago nel Cinquecento con i portoghesi, altro che moda del dopoguerra. Qui trovate dove si può fumare, quanto costa e cosa si rischia.
Indice
- L'avvento del fumo in Giappone
- Il divieto di fumare in strada in alcune città del Giappone
- I posti dove fumare in Giappone
- Dove si comprano le sigarette
- E nei locali si può fumare?
- Quanto si rischia se si fuma per strada?
- La diffusione dei sigari in Giappone
- Tabacco riscaldato e sigarette elettroniche
- Marijuana in Giappone
- Donne e fumo in Giappone
- I giovani ed il fumo in Giappone
- I dati sul fumo
- Il fumo e la vita giapponese
- Foto
- Video: Vietato fumare in strada a Tokyo
L’avvento del fumo in Giappone
Il tabacco arriva in Giappone con i portoghesi, sbarcati a Tanegashima nel 1543 e presenti nell’arcipelago per tutto il secolo successivo. Nel giro di pochi decenni la pianta viene già coltivata sul posto e la pipa lunga, la kiseru, entra nella vita di tutti i giorni: lo shogunato prova più volte a vietarne il consumo nei primi anni del Seicento, senza riuscirci. Le sigarette all’occidentale arrivano invece con l’era Meiji, mentre il consumo di massa che conosciamo oggi è figlio del dopoguerra, tra tabacco americano e monopolio di stato. Quindi no, il fumo qui non è un’abitudine importata dagli americani: è una storia lunga quattro secoli.
Il divieto di fumare in strada in alcune città del Giappone
Passiamo ora a delineare come è regolato il fumo in Giappone, sia quello relativo alle sigarette, che ai sigari ecc.. Le sigarette in Giappone sono spesso le stesse che si trovano in altri paesi. I prezzi però sono diversi, in Giappone un pacchetto costa mediamente 600 yen, meno che in Italia ma molto lontano dai prezzi stracciati di una volta, visto che le accise sono state alzate più volte. Per il turista che si reca in Giappone per la prima volta è bene sapere che per strada, ad esempio a Tokyo, è severamente vietato fumare, soprattutto mentre si cammina. Verrebbe da chiedersi perchè è vietato se è possibile acquistare sigarette per strada. Una volta acquistate verrebbe subito di accendersene una, ed invece si rischiano sanzioni. Il motivo di una tale norma è dato dal fatto che in Giappone lo spazio ha una fondamentale importanza, specie in città molto grandi come Tokyo. Di conseguenza quando i marciapiedi sono affollati c’è il rischio di scottare con la sigaretta i passanti, è fatto divieto quindi di fumare in strada per semplici questioni di spazio. Oltre alla sicurezza dei passanti e alle questioni di spazio questa norma tutela anche i marciapiedi che non diventano così dei posacenere, questi che potrebbero sembrare problemi di poco conto in realtà hanno molto peso in agglomerati urbani del calibro di Tokyo. Prima di andare in Giappone come turisti è bene conoscere dove vige questo divieto. Di fatti non in tutto il Giappone è vietato fumare per strada. La norma varia da quartiere a quartiere. È possibile rendersi conto del divieto già dai cartelli presenti che sono molto eloquenti anche per chi non parla o legge il giapponese. Di fatti si tratta di cartelli con disegni spesso anche molto divertenti per i turisti, che sono invitati a non fumare per strada. Questa norma è apparsa in Giappone soprattutto nel corso dell’ultimo decennio. Comunque norme a parte in Giappone non è comunque visto di buon occhio chi fuma in strada, infatti è considerato sconveniente e maleducato. Di conseguenza sappiate che se vi recate in Giappone è bene non fumare per strada anche dove non c’è il divieto per non essere additati come maleducati. Un dettaglio che spiazza tutti: i mozziconi non si buttano da nessuna parte, perché per strada i cestini praticamente non esistono. Per questo i fumatori giapponesi girano con il posacenere tascabile, una scatolina che si compra al konbini e che risolve il problema. Buttare la cicca a terra è la cosa che irrita di più chi vi passa accanto, molto più del fumo in sé.
I posti dove fumare in Giappone
Vista la norma che vieta il fumo di sigaretta in strada viene da chiedersi: e allora dove si fuma? Solo nei luoghi privati? Solo nelle proprie abitazioni? I giapponesi hanno pensato alle esigenze di tutti, infatti per i fumatori esistono delle apposite aree, le cosiddette smoking area. Generalmente sono collocate nei pressi delle stazioni, oppure rappresentano spazi aperti. Ad esempio possono essere veri e propri parchi adibiti solo ai fumatori. Ci sono poi delle vere e proprie cabine, che non servono per telefonare a casa, ma per ritirarsi a fumare in pace.
Dove si comprano le sigarette
Le sigarette si comprano al konbini, che è di gran lunga la soluzione più semplice: sono dietro la cassa, numerate, e vi basta indicare il numero del marchio che volete. In alternativa ci sono le tabaccherie vere e proprie e i negozi tipo Don Quijote.
I vecchi distributori automatici per strada, un tempo l’immagine simbolo del Giappone dei fumatori, stanno invece sparendo: quelli rimasti leggono la patente giapponese o la My Number Card per verificare l’età, quindi per un turista sono del tutto inutilizzabili. Al momento del pagamento il cassiere vi farà toccare un tasto sullo schermo per confermare che avete almeno 20 anni: è una formalità, ma va fatta. Se fumate marchi europei li trovate praticamente tutti, accanto ai giapponesi come Mevius e Seven Stars.
E nei locali si può fumare?
Un tempo si fumava ovunque, oggi non più: al chiuso in Giappone il fumo è vietato. La legge sulla promozione della salute lo proibisce nei ristoranti, nei bar, negli uffici, negli alberghi e in generale nei locali aperti al pubblico, con sanzioni che possono arrivare a 300.000 yen. Le eccezioni però sono parecchie, ed è per questo che il viaggiatore ha ancora l’impressione di un paese pieno di fumo. I piccoli locali storici, izakaya e bar minuscoli in testa, possono continuare a lasciar fumare i clienti: lo dichiarano con un cartello all’ingresso, spesso solo in giapponese, e in cambio non possono far entrare chi ha meno di 20 anni. Tutti gli altri al massimo attrezzano una sala fumatori separata, dove non si può né mangiare né bere, mentre per il solo tabacco riscaldato è ammessa anche una sala in cui si consuma normalmente.
In pratica funziona così: nelle catene, nei ristoranti dei centri commerciali e nei locali grandi non sentirete odore di fumo. Se invece scegliete l’izakaya di quartiere con sei sgabelli al banco, o un bar da salaryman, mettete in conto di uscire con i vestiti che puzzano. Il cartello all’ingresso lo dice sempre, anche quando è solo in giapponese: cercate il simbolo della sigaretta, barrato o meno, di solito appiccicato sulla porta.
Anche negli internet café il fumo è confinato in cabine separate: al check-in vi chiedono se volete una postazione per fumatori oppure no, e la differenza si sente eccome.
Quanto si rischia se si fuma per strada?
In strada il divieto è ormai la regola in moltissime zone, ed è questa la cosa che spiazza di più chi arriva dall’Italia, dove nessuno vi multa se vi accendete una sigaretta camminando. Comunque le multe in questo ultimo caso sono abbastanza salate, si tratta di 1.000 yen la cifra minima fino ad arrivare anche a 20.000 yen a seconda dei casi. Come si è detto non tutte le città hanno questa norma, ma ormai l’hanno adottata moltissimi comuni e a Osaka il divieto vale su tutte le strade della città, in ogni quartiere, svapo compreso. Sui treni la questione è chiusa: sugli shinkansen il divieto è totale e anche le vecchie cabine per fumatori, quelle con la nebbia perenne che scoraggiava perfino il passaggio, sono state eliminate. Su una tratta lunga come Tokyo-Osaka non c’è modo di accendersi una sigaretta a bordo, quindi conviene approfittare delle stazioni, dove quasi sempre trovate un’area fumatori chiusa vicino ai binari o appena fuori dai tornelli.
La diffusione dei sigari in Giappone
Sebbene con una tradizione diversa rispetto ai paesi occidentali c’è da dire che anche in Giappone esistono i sigari ma la situazione è completamente diversa dalle sigarette. Di fatti i sigari in Giappone non sono così economici come le sigarette, anzi hanno prezzi molto molto elevati, inoltre rispetto alle sigarette non si trovano così facilmente per strada nelle macchinette automatiche anzi sono molto difficili da reperire. Vi sono infatti solo alcuni locali che vendono i sigari e permettono di fumarli. Ci sono tutti i maggiori marchi di sigari venduti anche in occidente, il cubano, il toscanello, etc… con la differenza che costano quasi il doppio che in Italia.
Tabacco riscaldato e sigarette elettroniche
Se in Giappone vedete qualcuno che sembra fumare un pennarello, è tabacco riscaldato: IQOS, glo e Ploom qui hanno avuto un successo enorme e ormai quattro fumatori su dieci li usano al posto della sigaretta. Per la legge restano tabacco a tutti gli effetti e valgono le stesse regole, con una differenza importante: certi locali hanno una sala per tabacco riscaldato dove si può anche mangiare e bere, cosa vietata nelle sale fumatori normali.
Discorso diverso per le sigarette elettroniche. In Giappone niente liquidi con nicotina, perché la legge li tratta alla stregua di un farmaco: nei negozi e nei konbini trovate solo liquidi senza. Potete portarvi i vostri da casa per uso personale, ma entro quantità limitate, e comunque svapare non vi mette al riparo dalle sanzioni: dove il fumo in strada è vietato, come su tutte le strade di Osaka, il divieto vale svapo compreso.
Marijuana in Giappone
Come altri paesi del mondo la Marijuana in Giappone è illegale, basta possederne un po’ per incorrere in reato penale. Le leggi nipponiche sono molto restrittive in materia. Si rischiano infatti multe severe se non addirittura il carcere. Sia che per uso personale o meno anche una piccola quantità di canapa può far passare guai grossi. La direzione presa dal Giappone è l’opposto di quella di tanti altri paesi: la legge è stata inasprita e oggi è reato anche il semplice consumo, non più solo il possesso o la coltivazione, con pene che arrivano a sette anni di carcere. L’unica apertura riguarda i farmaci derivati dalla cannabis, che ora un medico può prescrivere come qualsiasi altro medicinale sotto controllo stretto. Gli arresti intanto continuano ad aumentare, soprattutto tra i giovanissimi, ed è un tema di cui i telegiornali giapponesi parlano moltissimo. Per chi viaggia il messaggio è semplice: tolleranza zero, e non fa nessuna differenza che nel vostro paese sia legale. È curioso sapere che si è pensato anche alla coltivazione di Canapa per la bonifica delle aree intorno al disastro nucleare di Fukushima. Effettivamente una particolarità di questa pianta è infatti depurare il terreno in cui viene piantata. Lo stesso principio fu adottato per Chernobyl anche se fu fallimentare. In realtà quest’idea di piantare canapa per bonificare una zona radioattiva potrebbe funzionare solo nel caso di aree piccole e non troppo estese come lo sono invece quelle interessate dal disastro nucleare di Chernobyl.
Donne e fumo in Giappone
In precedenza ho illustrato il tasso percentuale di donne che fuma, molto basso rispetto a quello degli uomini. Le donne giapponesi fumatrici sono ormai meno del 7%, circa un quarto rispetto agli uomini. Ciò è dovuto principalmente ad una questione di ruoli. Di fatti la donna giapponese che fuma è considerata poco femminile. Il fumo è da sempre considerato un vizio tipicamente maschile dalla società nipponica. Per quelle che fumano è sconveniente accendere la sigaretta in pubblico. L’idea del fumo sconveniente nella donna è dato anche dal fatto che la società nipponica considera la donna come la portatrice della maternità e quindi l’unica che può far nascere sano un bambino e si sa che fumo e gravidanza non vanno d’accordo. Dalla metà degli anni 90 in poi le donne fumatrici in Giappone sono aumentate soprattutto le giovani donne che iniziavano a fumare. Molti studi confermano il fatto che la donna giapponese inizierebbe a fumare per motivi di stress, la sigaretta quindi aiuterebbe le persone a rilassarsi. Per alcuni le donne devono godere della parità anche nel fumo. Di fatti è curioso che in alcune fiction televisive non ci si preoccupa della sconvenienza e si riprendono donne che fumano.
I giovani ed il fumo in Giappone
Nel 2005 uno studio ha dato ottime notizie sul fronte giovani. Di fatti i giovani che fumavano in Giappone erano il 37% nel 2000, successivamente nel 2005 erano scesi al 22%, un calo significativo in quanto gli adolescenti giapponesi scoprono il fumo troppo presto. Un’indagine aveva ricercato gli inizi addirittura durante la frequentazione della scuola media. Dati statistici degli anni 90 erano ancora più preoccupanti con una percentuale alta di giovani che iniziava a fumare sigarette alle scuole medie per poi continuare alle superiori. Ho già fatto cenno al fatto che la legge impone il divieto di fumo ai minori di 20 anni, e oggi aggirarlo è molto più difficile di un tempo: i distributori automatici pretendono una verifica dell’età con un documento giapponese e al konbini il cassiere vi fa premere un tasto di conferma sul display. Si vede nei numeri: tra i ventenni i fumatori sono una minoranza netta, ben sotto la media nazionale, e la sigaretta ha smesso da un pezzo di essere il rito di passaggio dell’adolescenza.
I dati sul fumo
Passiamo ora ad analizzare i numeri sul fumo in Giappone. Ho già anticipato che si tratta di cifre alte per gli uomini adulti e meno alte per le donne adulte. Oggi fuma circa il 15% degli adulti, poco meno di 17 milioni di persone: quasi il 25% degli uomini contro il 6-7% delle donne. Il dato cala quasi ogni anno ed è ormai in linea con la media dei paesi sviluppati, anche se il divario tra i due sessi resta uno dei più larghi al mondo. La fascia più dedita al fumo è quella degli uomini tra 40 e 59 anni, dove si supera ancora il 30%. C’è poi una particolarità tutta giapponese: circa quattro fumatori su dieci non usano sigarette tradizionali ma dispositivi a tabacco riscaldato.
Le percentuali di fumatori hanno toccato l’apice negli anni 60, quando fumava circa metà della popolazione totale e tra gli uomini si superava l’80%: praticamente quattro maschi adulti su cinque. Unico picco per le donne fumatrici invece c’è stato nel 1998 quando il 18% della popolazione femminile dichiarava di essere dedita al fumo di sigaretta. Il quadro per fasce d’età è l’opposto di quello che ci si aspetta: a fumare di più sono gli uomini di mezza età, mentre tra i ventenni e le ventenni si registrano le percentuali più basse di sempre. Anche le giovani donne, che negli anni 90 avevano fatto segnare una crescita preoccupante, oggi fumano pochissimo. Il fumo in Giappone, insomma, è sempre più una cosa da over 40.
Le percentuali di fumatori variano da regione a regione. Le differenze però sono di qualche punto percentuale, non di venti: quello che cambia davvero l’aria che respirate non è la città, ma il tipo di locale in cui entrate. Un izakaya minuscolo di quartiere resta il posto dove si fuma di più, che siate a Osaka o a Tokyo.
Il fumo e la vita giapponese
Come si è detto il fumo è stato introdotto nelle isole nipponiche per mano dei portoghesi nel XVI secolo e diffuso poi dagli americani dopo la seconda guerra mondiale. Già in epoca Edo però il tabacco era una coltivazione diffusa in tutto il paese e veniva usato anche come merce di scambio. In pochi decenni il Giappone è diventato uno dei paesi più fumatori al mondo anche grazie alle poche politiche antifumo, sorte solo negli ultimi anni. L’opinione pubblica sul fumo non è molto accesa, di fatti anche i professionisti o medici giapponesi spesso fumano, quasi come se non fosse una questione di salute ma solo un fatto di abitudine. Spesso si regalano sigarette in beneficenza o una “macabra” usanza è quella di inserire pacchetti di sigarette nelle bare quando muore una persona dedita al fumo o di portare un pacchetto di sigarette al cimitero o mettere le sigarette vicino alla ceneri conservate a casa. I fumatori sono si privilegiati dall’avere un distributore ad ogni angolo, ma anche avvantaggiati dal fatto che il fumo è molto sponsorizzato. La pubblicità però non passa più dai canali di massa: in televisione, alla radio, al cinema e su internet gli spot delle sigarette non esistono più, cancellati da un codice di autoregolamentazione dell’industria. Restano gli annunci sulle riviste per adulti, i cartelloni nei punti vendita e soprattutto la spinta sul tabacco riscaldato, che è fortissima. Anche i vecchi voli per fumatori sono un ricordo: a bordo degli aerei non si fuma da decenni, in Giappone come ovunque.
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Video: Vietato fumare in strada a Tokyo
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).

