Una parete rosa coperta da numerose stampe di arte manga che raffigurano lo stesso personaggio femminile.

Stereotipi sul Giappone

Quando si pensa al Giappone molti italiani hanno in mente gli stessi stereotipi: alcuni sono reali, altri sono completamente falsi. In questo articolo analizzo le dicerie più famose sul Giappone, una per una, dicendovi ogni volta se sono vere, false o vere solo in parte, e soprattutto da dove nascono.
Prendetelo come una analisi antropologica: ci sono casi che confermano quello che sto scrivendo, così come ce ne sono che dicono il contrario.

Costa tantissimo

FALSO. Quando in Italia avevamo la Lira andare in Giappone aveva costi molto elevati e negli anni ’80 in Giappone ci fu una bolla economica durante la quale tutto costava tantissimo e giornali e TV ne parlavano spesso; ancora oggi molte persone sono ancora convinte sia così.
Al giorno d’oggi un viaggio in Giappone di un paio di settimane è assolutamente fattibile per chiunque (guardate i prezzi di GiappoTour ad esempio). Trasporti, cibo, hotel ecc. hanno prezzi assolutamente normali e spesso i turisti si stupiscono perché molte cose costano meno che in Italia.
Vivere in Giappone può avere un costo più alto rispetto all’Italia su alcune voci, ma su tante altre si spende meno e gli stipendi medi sono più o meno in linea con quelli italiani.

Mangiano solo pesce

FALSO. I giapponesi sono in realtà dei grandi mangiatori di carne. Trovare un ristorante di sushi in Giappone, per quanto possa sembrarvi strano, non è poi così facile: ovviamente ce ne sono tanti, ma non è che ad ogni angolo ne trovate uno. A volte anche in zone centrali potreste faticare a trovare un ristorante che faccia sushi, mentre sono diffusissimi posti dove mangiare riso con carne, cotoletta di maiale (tonkatsu), spiedini di pollo, ecc.
Non mancano poi un’infinità di ristoranti vegani e vegetariani.
Molti credono che i giapponesi mangino solo pesce perché per centinaia di anni la dieta dei giapponesi è stata a base di pesce e i ristoranti giapponesi all’estero servono quasi sempre solo sushi e sashimi.

Molta tecnologia

Parzialmente FALSO. Il Giappone è la patria della tecnologia, producono praticamente di tutto ed hanno inventato un sacco di cose. Quando si tratta di utilizzare la tecnologia però sono abbastanza restii. Nelle biglietterie delle stazioni per esempio hanno ancora stampanti ad aghi prodotte negli anni ’80, ci sono società anche importanti che usano computer decisamente datati e lenti, e in vari posti per gestire ordini e prenotazioni di anche 50 clienti non usano un comodo software ma lavagnette magnetiche dove appuntano le cose con pennarelli e calamite. Quando ho aperto un conto in banca mi hanno mostrato tutte le varie informazioni su un sito e guardando la data di creazione di quella pagina ho notato che non era aggiornato da ben 14 anni!!

Lavorano sempre

Parzialmente VERO. L’idea del giapponese che vive in ufficio ha un fondo di verità: gli straordinari sono ancora tantissimi e capita spessissimo di vedere gente in giacca e cravatta che alle 22 torna a casa ancora con la borsa del lavoro in mano. Esiste perfino una parola apposta, karoshi, per indicare la morte da eccesso di lavoro.
Le cose però stanno cambiando: sono arrivate leggi sugli straordinari, molte aziende hanno introdotto il telelavoro e in tanti settori si stacca a un orario normale. E soprattutto non tutte le ore passate in ufficio sono ore produttive: spesso si resta alla scrivania solo perché il capo è lì.

La frutta è carissima

FALSO. Frutta e verdura in Giappone hanno un costo un po’ più alto che in Italia, ma in linea con gli stipendi. A casa mangio ogni giorno frutta e mi faccio delle grandi insalatone.
E’ molto diffusa la frutta da regalo, che fa sempre scioccare gli stranieri, dato che un melone può arrivare a costare anche l’equivalente di 200Euro e un grappolo d’uva anche 300Euro, ma è frutta visivamente perfetta, creata con tecniche particolari. La frutta da consumo ha prezzi assolutamente abbordabili e normali.

Non reggono l’alcol

Parzialmente VERO. Molti asiatici non riescono a reggere l’alcol come gli occidentali, ma credetemi, i giapponesi possono bere veramente tantissimo se vogliono, a costo di superare il limite e crollare ed addormentarsi nei posti più assurdi e nelle posizioni più strane.

Tutto grattacieli

FALSO. Nelle città, in particolare a Tokyo, ci sono moltissimi grattacieli, ma quasi il 70% del territorio è coperto da foreste e tra i paesi industrializzati il Giappone è secondo solo alla Finlandia. Vi basta spostarvi leggermente dal centro e troverete enormi distese di boschi e natura incontaminata.
Ci sono parchi naturali immensi, patrimonio dell’Unesco anche per via delle diversità di fauna e flora, non solo nel Nord ma in tutto il Giappone.

Parlano bene l’inglese

FALSO. Non solo non lo parlano bene, ma molti non lo parlano proprio. Se venite in Giappone e vi aspettate di andare in giro riuscendo a farvi capire in inglese, vi sbagliate di grosso. Anche giovani intorno ai 20 anni, nonostante abbiano studiato un po’ di inglese a scuola, non sanno dire più di qualche frase. La cosa curiosa è che l’inglese scritto lo capiscono molto meglio di quello parlato, perché a scuola studiano soprattutto grammatica e traduzione. Nelle grandi città poi cartelli, menu e annunci nelle stazioni sono quasi sempre tradotti, quindi girare senza sapere il giapponese è più facile del previsto.

Pronuncia difficile

FALSO. Le regole della lingua giapponese non sono per niente difficili e soprattutto la pronuncia è molto facile ed è simile a quella della lingua italiana. L’unica cosa molto difficile sono i kanji, cioè gli ideogrammi che utilizzano nella scrittura. Le vocali si leggono tutte come in italiano e ogni sillaba si pronuncia esattamente come si scrive: se dite “arigato” o “Kyoto” come li leggereste in italiano, un giapponese vi capisce benissimo. Le uniche due insidie sono la erre giapponese, una via di mezzo tra la nostra r e la l, e le vocali lunghe, che cambiano il significato della parola: “obasan” è la zia o la signora, “obaasan” è la nonna.

Sono razzisti

Parzialmente VERO. I giapponesi sono molto gentili, soprattutto con i turisti, tuttavia è un popolo che geograficamente è sempre vissuto “ai confini del mondo”, con rapporti limitati con altre nazioni, inoltre e giustamente per il lavoro favoriscono le assunzioni di connazionali invece che di stranieri. La difficoltà che hanno con l’inglese poi, li porta a comportarsi in modo che qualcuno potrebbe definire “razzista”, quando in realtà non lo è.

Non c’è criminalità

Parzialmente VERO. Il Giappone è davvero uno dei posti più sicuri in cui possiate mettere piede: potete girare da soli di notte, lasciare la borsa sul tavolino di un bar per andare in bagno e ritrovarla lì, e se perdete il portafoglio c’è un’ottima probabilità che ve lo riportino indietro con dentro tutti i soldi.
Questo non vuol dire che la criminalità non esista: ci sono i borseggiatori nelle zone più turistiche, ci sono le truffe e sui treni affollati esiste il problema delle molestie sui vagoni, tanto che su molte linee ci sono carrozze riservate alle donne. Insomma, potete stare tranquilli, ma senza spegnere il cervello.

Donne facili

Parzialmente VERO. Per la religione cattolica il sesso è un tabù, mentre non lo è per lo shintoismo, i giapponesi quindi a differenza nostra vivono il sesso in modo più libero; ciò non significa ovviamente che tutte le ragazze ci stiano con il primo che passa, ma l’apertura mentale che hanno riguardante il sesso è di gran lunga superiore alla nostra.

Leggono molti manga

VERO. I manga sono molto diffusi in Giappone e ne vengono prodotti migliaia di volumi ogni anno. Non tutti i giapponesi li leggono, ma i manga sono veramente popolari e diffusi in ogni fascia d’età, dai bambini agli anziani.

Sono pervertiti

Parzialmente VERO. Complice la censura nei film per adulti, alcune leggi restrittive e vari aspetti culturali tradizionali e moderni, è risaputo e dimostrabile che in Giappone ci sia un alto livello di “perversione”. Va però detto che si tratta di perversioni per noi italiani, ma nella realtà nessuno può dire cosa sia la “normalità”, quindi c’è poco da scandalizzarsi.

Bravi nel sumo

Parzialmente VERO. Il sumo è lo sport nazionale del Giappone e solo qua è praticato a livello professionistico, tuttavia ci sono moltissimi lottatori di sumo professionisti stranieri che riescono ad ottenere splendidi risultati. Basta guardare i nomi dei campioni degli ultimi vent’anni: i mongoli hanno dominato il sumo per un’intera epoca, con diversi yokozuna uno dietro l’altro, e sul ring sono passati lottatori estoni, georgiani, bulgari, hawaiani e brasiliani. Per entrare in una scuderia però bisogna vivere da giapponese, con regole rigidissime su tutto, e ogni scuderia può avere un solo straniero.

Arrabbiati per la bomba atomica

FALSO. Le bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki furono una tragedia e ancora oggi tutti ne sono tristi a ripensarci, ma i giapponesi non portano rancore per quanto accaduto. Raramente troverete un giapponese che ancora oggi sia arrabbiato per quanto accaduto in tempo di guerra.

Hiroshima è radioattiva

FALSO. Hiroshima non presenta livelli di radioattività superiori alla norma, ed è assolutamente sicuro andarci, non esiste una sola fonte che supponga l’opposto.

Fukushima è deserta

FALSO. Subito dopo l’incidente fu evacuata tutta la zona nel raggio di 20km dalla centrale, ma quasi tutte le aree sono state riaperte e restano chiuse solo le cosiddette zone di difficile ritorno, poco più del 2% della prefettura. La città di Fukushima, in ogni caso, si trova a una sessantina di chilometri dalla centrale. Ci sono stato diverse volte dopo lo tsunami, è una città assolutamente viva, piena di negozi e ristoranti. I livelli di radioattività nella città di Fukushima sono più elevati della norma, ma non a livelli preoccupanti. Nelle zone fuori dalla prefettura di Fukushima inoltre, non ci sono livelli di radioattività superiori alla norma, secondo fonti governative ed indipendenti.

Terremoti in continuazione

VERO, ma non come ve lo immaginate. Il Giappone è uno dei paesi più sismici del mondo e di scosse ce ne sono davvero tante, però la stragrande maggioranza non le sentite nemmeno: vi accorgete che è successo qualcosa solo perché lo dice la TV.
Gli edifici sono costruiti con criteri antisismici tra i più avanzati al mondo e i giapponesi convivono con i terremoti da sempre, con una calma che spiazza: durante una scossa leggera quasi nessuno smette di fare quello che stava facendo. Non è certo un motivo per rinunciare al viaggio.

Sono tutti uguali

FALSO. Potrei accettare che un bambino italiano sostenga che tutti i giapponesi abbiano la faccia uguale, così come un bambino asiatico potrebbe sostenere che tutti gli europei abbiano la faccia uguale, ma ovviamente non è così.

Video: Il Giappone è perfetto

Video: Vivere in Giappone: costa davvero tanto?

Video: Giapponesi: popolo triste?

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).