Una donna cammina di spalle in una strada di Hyakunincho a Tokyo, indossando un completo colorato a fiori e smile.

Donne sole in viaggio in Giappone

Viaggiare in Giappone da sole si può, e si può fare senza paura.
Ogni tanto mi scrive qualche ragazza che non trova nessuno che parta con lei, e spesso mi scrivono mamme preoccupate per le figlie: quello che vi posso dire è di stare tranquille. Il Giappone è un Paese davvero sicuro e la micro-criminalità è quasi inesistente: io sono andato in giro di notte, anche in quartieri “pericolosi” come Kabuki-cho, con attrezzatura molto costosa, con la quale ho anche dormito negli internet-cafe, senza mai sentirmi in pericolo.
Conosco ragazze che hanno girato da sole anche la notte senza nessun problema: più avanti vi parlo di alcune situazioni da conoscere, ma sono casi limite.

Minigonne

Prima di procedere a parlarvi di alcune tra le cose più deprimenti che esistono al Mondo, non solo nel Paese del Sol Levante, vi vorrei rassicurare sul vostro viaggio da sole. Come avete sicuramente già visto in Giappone moltissime ragazze hanno minigonne o pantaloncini cortissimi molto sexy e girano tranquille senza alcun problema, cosa che in Italia non sempre sarebbe possibile purtroppo. Il motivo è che i giapponesi sono generalmente molto rispettosi e la legge è severa, per questo vi dico di stare tranquille, seguendo ovviamente le principali precauzioni che adottereste normalmente.

Dormire da sole

La domanda che mi fanno più spesso è dove dormire viaggiando da sole, e qui il Giappone vi semplifica parecchio la vita. Quasi tutti gli ostelli hanno camerate solo femminili, spesso con bagni e docce separati, e negli ostelli giapponesi il silenzio e le regole si rispettano sul serio.
Anche i capsule hotel non sono più roba da soli uomini: molti hanno un piano riservato alle donne con accesso separato e in diverse città ne trovate di interamente femminili. Nei business hotel capita spesso di trovare camere pensate per le clienti donne, e in generale una stanza vicino alla stazione vi toglie il pensiero del rientro la sera.

Chikan: palpeggiatori sul treno

Esistono delle vere e proprie associazioni clandestine, soprattutto su internet, di persone che vanno su treni affollati esclusivamente per palpeggiare le donne per questo motivo sulle principali linee nelle ore di punta nella prima o nell’ultima carrozza non possono entrare uomini. Un chikan di solito sceglie con cura la sua vittima e questi bastardi su internet si scambiano informazioni su come capire chi è meglio colpire e chi no; sembrerebbe che per evitare di prendere una ginocchiata “lì sotto” hanno capito che è meglio non toccare le straniere. Le carrozze riservate alle donne si riconoscono al volo: adesivi e scritte rosa sui finestrini e sul pavimento del binario, con tanto di “women only” in inglese. Non valgono tutto il giorno, di solito solo nelle ore di punta dei giorni feriali, e non sono obbligatorie: se vi ci trovate meglio salite lì, altrimenti nessuno vi dice niente.
Se comunque vi capitasse di incontrare un chikan trattenetelo e cercate l’aiuto degli altri passeggeri e consegnatelo alla polizia. Tenete in considerazione un paio di cose però: non tutti gli uomini sono chikan e se siete su un treno affollato potreste fraintendere quello che succede quindi prima di pensare al peggio cercate di essere sicure.

Foto scattate di nascosto

Un’altra cosa di cui si parla poco è il tosatsu, cioè le foto rubate sotto le gonne, sulle scale mobili o negli spogliatoi. Se vi state chiedendo perché in Giappone i telefoni fanno quel rumore dell’otturatore che non si riesce a togliere nemmeno in modalità silenziosa, il motivo è esattamente questo: i telefoni venduti là lo hanno di serie per rendere difficile fotografare di nascosto.
Fotografare qualcuno in modo sessualmente esplicito senza consenso in Giappone è un reato vero e proprio, con pene che arrivano a tre anni di carcere. Nella pratica per voi cambia poco, ma se su una scala mobile affollata sentite uno scatto alle spalle sapete che non è normale e che potete dirlo a un addetto.

Stupri in Giappone

Tendenzialmente in Giappone non ci sono stupri come in Italia, anche perché là a differenza del nostro Paese se qualcuno fa una cosa del genere non torna in libertà dopo 2 giorni.
Alcuni poco accorti guardano le statistiche e notano che il Giappone è lo stato al mondo con meno stupri in percentuale, ma è solamente perché molti casi avvengono tra le mura domestiche o in contesti a cui non segue una denuncia; sono un po’ statistiche fasulle così come lo sono quelle relative ai suicidi in Italia (ma questa è un’altra storia).
E’ stato dimostrato che psicologicamente se uno ha cattive intenzioni si sente a disagio se la vittima sta telefonando al cellulare. Potreste credere che questa è una cavolata ma la polizia giapponese ha stampato dei poster a riguardo e penso che sia vero: se una persona è al cellulare è più facile chiedere aiuto ed è possibile che in poco tempo arrivi la polizia a braccare il malvivente.

Se avete bisogno di aiuto

In Giappone non dovete cercare la questura: quasi ogni quartiere e quasi ogni uscita della metro hanno un koban, un gabbiotto di polizia con dentro uno o due agenti, aperto a qualsiasi ora. Se qualcuno vi sta importunando entrate lì e fatevi capire anche a gesti, oppure fermate il personale della stazione: vi prendono sul serio e vi seguono passo passo.
Il numero della polizia è il 110, quello di ambulanza e vigili del fuoco il 119. Se invece siete su un treno la parola che risolve tutto è “chikan desu”, cioè “questo è un molestatore”: ditela ad alta voce, è il modo più rapido per farvi aiutare da chi vi sta intorno, e poi consegnate la persona al personale della stazione.

Senzatetto ed ubriachi

I senzatetto al massimo vi fanno qualche complimento in giapponese e tentano di attaccare bottone, ma capita anche agli uomini non preoccupatevi. Queste persone sono sole, rifiutate dalla società ancor più di quanto lo siano in Italia, e quando vedono uno straniero sanno che possono parlare qualche minuto sfoggiando il loro inglese per fare una breve amicizia e difficilmente vi daranno noie.
I giapponesi molto ubriachi potrebbero provarci o farvi qualche complimento come è accaduto ad una visitatrice di questo sito, ma di solito sono talmente ubriachi che non stanno in piedi da soli più di 2 secondi quindi non preoccupatevi. Il momento in cui ne incontrerete di più è il venerdì sera, nelle vie piene di izakaya e sull’ultimo treno, dove vedrete gente che dorme della grossa o canta da sola. La prima volta fa un certo effetto, ma è una scena del tutto normale e nessuno vi dà noia: se proprio vi sentite a disagio cambiate carrozza alla fermata successiva o mettetevi vicino alle porte, dove c’è più passaggio.
Concludo quindi con l’invitarvi ad andare in Giappone tranquille, tenendo sempre in considerazione che “non si sa mai” ma che comunque siete in uno degli Stati più sicuri al mondo.

Video: Passeggiata a Kabukicho, Tokyo

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).