Un treno Shinkansen N700 Supreme bianco con il simbolo della Green Car e il numero 10 su una banchina ferroviaria.

Classi dei treni Shinkansen

Il treno proiettile è una delle cose che convince quasi tutti del Giappone, e a ragione. Parte al secondo giusto, è pulito, scivola via silenzioso e ha quel profilo lungo e affilato che fa venire voglia di fotografarlo.

Detto questo, dentro non aspettatevi la meraviglia: è comodo, ordinato, fa il suo lavoro, ma non è un salotto volante. Qui vi spiego come sono divise le classi, cosa cambia davvero tra un posto e l’altro, e quando vale la pena spendere di più.

Come sono divise

Le classi principali sono tre, ma sulla maggior parte delle linee che userete voi ne trovate solo due. C’è la classe ordinaria, che è quella standard, usata dalla stragrande maggioranza dei passeggeri. Poi c’è la Green Car, cioè la prima classe, riconoscibile dal simbolo del quadrifoglio sulla fiancata. Infine la GranClass, il gradino più alto, che però gira solo su alcune linee del nord e del centro.

Sul corridoio più battuto dai viaggiatori, quello che collega Tokyo, Kyoto, Osaka, Hiroshima e Fukuoka, la scelta è sempre e solo tra ordinaria e Green Car. La GranClass lì non esiste, quindi se il vostro viaggio è tutto su questa tratta potete già togliervela dalla testa. Ci torno più avanti perché è un mondo a parte.

La classe ordinaria

La classe ordinaria è il posto dove viaggerete il 90% delle volte, e ve lo dico subito: va benissimo così. I sedili sono disposti in file da cinque, due da un lato del corridoio e tre dall’altro, con lo schienale reclinabile e un tavolinetto ribaltabile davanti, un po’ come su un aereo. Lo spazio per le gambe è onesto, il sedile pulito, e sui treni più recenti girano tutti nel senso di marcia perché li ruotano di 180 gradi al capolinea.

Non c’è niente di lussuoso, e non deve esserci. È una carrozza fatta per portarvi da A a B in fretta e senza pensieri, e da questo punto di vista è difficile trovarle un difetto. Su alcuni treni delle linee del sud, tipo il Sanyo, i posti ordinari sono addirittura disposti in file da quattro, quindi vi capiterà di stare più larghi senza pagare un centesimo in più.

Prenotato o libero

Dentro la classe ordinaria dovete fare una scelta che confonde parecchie persone al primo viaggio: posto prenotato o posto libero. La differenza è semplice ma importante, perché cambia il modo in cui salite.

  • Con il posto prenotato: scegliete carrozza e sedile in anticipo, e quel posto è vostro e basta, anche se il treno è pieno zeppo.
  • Con il posto libero: salite in una delle carrozze apposite e vi sedete dove trovate spazio, senza garanzie: se è pieno, restate in piedi.
  • I treni più veloci come il Nozomi hanno pochissime carrozze a posto libero, a volte nessuna nei periodi di punta.
  • Nei giorni di grande traffico, come Capodanno, la settimana dei ciliegi in fiore, la Golden Week di inizio maggio e Obon ad agosto, il posto libero diventa una lotteria.

Io onestamente, se viaggio in una tratta lunga o in un periodo affollato, prenoto sempre. La flessibilità del posto libero è comoda solo se viaggiate leggeri e vi va bene l’idea di stare in piedi mezz’ora nel peggiore dei casi. Per tutto il resto, la tranquillità del numero fisso vale la pena.

Detto questo, il posto libero ha il suo momento buono: sugli Hikari e sui Kodama le carrozze senza prenotazione sono molte di più che sui Nozomi, e fuori dalle ore di punta le trovate mezze vuote. Se avete una tratta breve e vi piace l’idea di salire sul primo treno che passa, lì il gioco vale la candela.

Un treno Shinkansen modello N700S Supreme in sosta alla stazione di Tokyo sotto la pensilina della banchina.
Il profilo aerodinamico del modello N700S Supreme. Riconoscere il tipo di convoglio aiuta a capire l'offerta e la disposizione degli spazi a bordo.
Interno ordinato della carrozza di uno Shinkansen con sedili in tessuto grigio e poggiatesta bianchi.
Gli interni cambiano a seconda della linea. Su alcuni convogli i pavimenti in moquette e i dettagli in legno rendono l'ambiente della classe base molto curato e silenzioso.

La Green Car

La Green Car è la prima classe, e la differenza più evidente la vedete appena entrate: i sedili sono in file da quattro, quindi più larghi e con più spazio per le gambe rispetto all’ordinaria. C’è il poggiapiedi, la luce di lettura personale, i braccioli più grandi, e la carrozza è quasi sempre più silenziosa perché chi ci sale tende a stare zitto. Niente comitive rumorose, niente gruppi di bambini: chi ha pagato per il silenzio in genere se lo tiene.

Tutti i posti della Green Car sono prenotati, non esiste il posto libero. Questo vuol dire che dovete per forza passare da una macchinetta, dall’app o dallo sportello prima di salire, non all’ultimo minuto.

Ve lo dico sinceramente: la Green Car è più comoda, ma la differenza non è enorme. La prendo a volte quando mi muovo dentro il Giappone, soprattutto se ho da lavorare al computer o se il viaggio è lungo e voglio arrivare riposato. Ma non è per niente fondamentale, e se dovete risparmiare la togliete senza rimpianti. Su una tratta di un’ora o due, l’ordinaria fa più che bene il suo lavoro. La consiglio davvero solo su percorsi lunghi, dalle tre ore in su, dove quei centimetri in più e il silenzio si iniziano a sentire sul serio.

Marco Togni con cuffie e sciarpa fa il segno di vittoria davanti a un bento sulla green car di uno shinkansen N700 Supreme.
I tavolini ribaltabili dei posti superiori sono ampi e robusti. Consumare un pasto a base di carne grigliata durante il tragitto è pratico e non disturba i vicini.
Interno della green car sul treno shinkansen N700 Supreme con sedili color bronzo e poggiatesta rosa in fila.
Entrando nelle carrozze di prima classe si nota subito la configurazione a quattro posti per fila. L'ambiente garantisce maggiore spazio per le gambe e per le spalle.

La carrozza per chi lavora

Se dovete lavorare ma la Green Car vi sembra un lusso, sui Nozomi c’è una via di mezzo che quasi nessuno conosce: la carrozza 7 è la S Work, una carrozza ordinaria pensata per chi tira fuori il computer. Il posto costa come un normale posto prenotato, ma lì dentro le regole cambiano: potete fare una chiamata dal sedile, seguire una riunione con gli auricolari, battere sulla tastiera senza sentirvi in colpa.
Alcuni sedili di quella carrozza hanno anche un pannello divisorio e un tavolino più grande, con un piccolo supplemento.
L’unico limite vero è che si prenota solo online, dal servizio ufficiale di prenotazione: allo sportello o alla macchinetta non ve la danno. Se vi muovete spesso per lavoro tra Tokyo e Osaka, vale la pena ricordarsela.

GranClass

La GranClass è tutto un altro discorso, ed è anche l’unica classe dove secondo me si arriva a un livello che sorprende. Sedili in pelle disposti in file da tre, due e uno, larghissimi, con schienale che si reclina parecchio, plaid, pantofoline e, sui treni giusti, un assistente dedicato che porta pasti leggeri e bevande incluse nel prezzo. È la versione giapponese della prima classe aerea, portata su rotaia.

Il punto è che non la trovate ovunque. La GranClass gira solo sulle linee di JR East, quindi verso il nord e il centro: Tohoku, Hokkaido, Hokuriku e Joetsu. Se andate verso Kyoto o Osaka non la incrocerete mai. E attenzione che non tutti i treni con GranClass hanno l’assistente e i pasti: su alcuni la carrozza c’è ma senza il servizio completo.

Chi ci sale di solito la prende per un’occasione, tipo salire verso Aomori o Kanazawa e volersi godere il viaggio come esperienza. Se siete tipi a cui piace l’idea del treno come esperienza in sé, secondo me una volta nella vita ha senso provarla. Su una tratta breve, invece, la lascerei stare: fai in tempo appena a scaldare il sedile.

Prese, wifi e servizi

La domanda che mi fanno tutti è dove attaccare il telefono. Sui treni più nuovi, i modelli N700S che stanno diventando la norma sulle linee principali, c’è una presa a ogni posto, sia in ordinaria sia in Green Car, dentro al bracciolo. Sui treni più vecchi le prese ci sono solo vicino al finestrino e nelle file di testa e coda, quindi puntate a un posto lato finestrino.

Il wifi a bordo c’è su molte linee, ma non aspettatevi granché: va e viene, soprattutto nelle gallerie, e per lavorare seriamente vi conviene il vostro pocket wifi. Una cosa a cui fare attenzione sono i bagagli grandi: sulle linee principali le valigie oversize richiedono la prenotazione di un posto dedicato, altrimenti rischiate di non sapere dove metterla. Se viaggiate con un trolley enorme, sistematelo quando prenotate e non all’ultimo.

Dettaglio dei pulsanti sul bracciolo per regolare il sedile sulla green car a green car sul treno shinkansen N700 Supreme.
Ogni seduta di livello superiore dispone di una presa elettrica dedicata nel bracciolo. Un dettaglio essenziale per ricaricare i dispositivi e lavorare durante il viaggio.
Dettaglio di due pulsanti grigi integrati nel bracciolo bordeaux per regolare il sedile sulla green car sul treno shinkansen.
I comandi per reclinare lo schienale sono integrati nella struttura. A differenza dei posti base, l'ampio angolo di inclinazione permette di riposare senza sacrificare lo spazio.

Mangiare a bordo

Una cosa che spiazza chi torna in Giappone dopo qualche anno: sulle linee principali il carrello del cibo non passa più. In classe ordinaria, se volete mangiare o bere qualcosa, dovete comprarlo prima di salire: ekiben, caffè, birra, tutto quello che vi serve lo prendete in stazione e ve lo portate al posto.

Sulle linee tra Tokyo, Osaka e Fukuoka, in Green Car il servizio invece è rimasto, solo in versione moderna: a ogni sedile trovate un codice da inquadrare col telefono, ordinate dal menu e ve lo porta il personale fino al posto. Su un viaggio lungo è uno di quei dettagli che fanno pendere la bilancia verso la carrozza verde più di quanto pensiate. In GranClass, come vi dicevo, il pasto leggero è già compreso.

Il posto per il Fuji

Se prendete il treno da Tokyo verso Kyoto o Osaka e volete vedere il Monte Fuji, il posto giusto c’è ed è preciso. In classe ordinaria chiedete il posto E, quello lato finestrino sul lato destro nel senso di marcia. In Green Car lo stesso lato corrisponde al posto D.

Il Fuji compare sulla destra 40-45 minuti dopo la partenza, dalle parti di Shin-Fuji. Tenetevi pronti col telefono, perché passa in fretta e se siete girati dall’altra parte ve lo perdete. Nelle giornate coperte non si vede niente, questo mettetelo in conto, ma quando è limpido è uno di quei momenti che da soli valgono il posto al finestrino.

Al ritorno vale lo stesso identico posto: i treni non si girano al capolinea, quindi la E resta la fila del Fuji anche salendo da Osaka o Kyoto verso Tokyo, solo che stavolta ve lo ritrovate sulla sinistra. Cambia il momento: sulla via del ritorno il Fuji arriva verso la fine, una quarantina di minuti prima di entrare a Tokyo.

Marco Togni con cuffie a bordo di uno shinkansen N700 Supreme guarda verso la vista del Monte Fuji dallo shinkansen.
Indico la sagoma del Monte Fuji che compare dal finestrino. Per assicurarvi questa visuale viaggiando verso sud è necessario prenotare i sedili sul lato destro della carrozza.
Vista frontale del Monte Fuji innevato e del paesaggio circostante ripresa dall'interno di uno shinkansen.
La nitidezza dei vetri permette di scattare ottime foto anche ad alta velocità. L'assenza di riflessi interni nelle carrozze superiori facilita l'osservazione del panorama.

Quanto costa

Sui prezzi vado sul generico, perché cambiano e conviene sempre controllare quelli aggiornati. La classe ordinaria con posto prenotato è la scelta più equilibrata e quella che consiglio a occhi chiusi.

  • La Green Car: costa parecchio di più dell’ordinaria, grosso modo intorno al doppio sulle tratte principali.
  • La GranClass: è ancora più cara, la classe più costosa in assoluto, pensata per chi vuole trattarsi bene una volta.
  • Chi usa il Japan Rail Pass base: ha diritto ai posti in classe ordinaria, per la Green Car serve il pass versione Green oppure un supplemento a parte.
  • La GranClass: non è coperta da nessun pass, lì paghi la tariffa piena.

Tenete presente che il Japan Rail Pass ha un costo alto e non è più il grande affare di una volta per tutti: se fate poche tratte, spesso conviene comprare i singoli biglietti. Fatevi due conti sul vostro itinerario prima di decidere.

Il mio consiglio

Se dovessi dirvi cosa faccio io: classe ordinaria con posto prenotato nella quasi totalità dei casi, e ogni tanto una Green Car quando il viaggio è lungo o ho voglia di lavorare in pace. La GranClass la tengo per le linee del nord, quando il treno stesso fa parte del bello della gita.

Non impazzite troppo con le classi, insomma. Il treno proiettile è già una gran cosa così com’è, e il resto sono solo centimetri e silenzio in più. Voi da che parte vi sedete, lato Fuji o lato ombra?

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).