Tender Buttons

Ogni giorno i proprietari di Tender Buttons sentono ripetere la stessa identica frase decine di volte: “Ho perso un bottone”. E in questo minuscolo negozietto incastonato nell’Upper East Side non è difficile trovare il bottone più adatto alla propria camicia o giacca: lungo le pareti ce ne sono milioni, da quelli più grandi a quelli più piccoli, da quelli a due fino quelli a quattro fori, di ogni colore, forma e materiale, più o meno preziosi.

Più che un negozio, il Tender Buttons è un museo del bottone e attraverso questi minuscoli oggetti si può persino ripercorrere la storia del mondo: ci sono bottoni che risalgono alla Rivoluzione Francese, altri indossati da George Washington e dai soldati durante le  guerre, bottoni realizzati per celebrare la nascita delle ferrovie e collezioni umoristiche come quelli con disegnati i cetrioli sottaceto.

Tutto è lì, impresso in maniera indelebile sui dei minuscoli oggetti che ci accompagnano in ogni momento della nostra vita e che a volte appaiono così insignificanti. Per questo curiosare nel negozio Tender Buttons è un’esperienza unica, un po’ come fare un viaggio nel tempo e nel mondo e riscoprire l’importanza e la bellezza delle piccole cose. E per ricercare questi minuscoli oggetti Millicent Safro e  Diana Epstein, i fondatori di Tender Buttons, hanno girato il mondo a partire dagli anni ’60.

La storia di Tender Buttons

Tender Buttons è il titolo di un’opera della scrittrice americana Gertrude Stein e Diana Epstein e Millicent Safro scelsero questo nome per il piccolo negozio di bottoni che aprirono nel 1964. Ma all’inizio non si trattava di un vero e proprio negozio: era uno spazio dedicato all’arte e agli eventi dove era esposta una vasta collezione di bottoni che i due soci avevano acquistato da un eccentrico commerciante. Ben presto però un numero sempre maggiore di persone cominciò a rivolgersi al negozio dopo aver perso dei bottoni e così quella divenne l’attività principale di Tender Buttons. E da quel momento Epstein e Safro si tuffarono nel mondo dei bottoni, studiandone la storia, il design e la fabbricazione e cominciando a viaggiare in ogni angolo del pianeta alla ricerca dei modelli più rari, strani e preziosi.

Visitare il Tender Buttons

L’atmosfera e l’arredo del negozio è un mix tra una biblioteca e un museo. Lo spazio è molto ridotto, dando quasi l’impressione di essere in un lungo corridoio e nel centro sono posti dei tavoli di legno con lampade antiche che permettono di visionare meglio e “studiare” i vari bottoni. Lungo le pareti si susseguono scatole di cartone su cui sono affissi i tantissimi bottoni, suddivisi per colori e materiali. I bottoni più moderni e semplici sono economici, con un prezzo che varia da quasi 3 a 30 dollari a seconda del materiale.

Molto più costosi sono invece i bottoni storici, vintage e rari, molto ambiti dai collezionisti. Questi sono conservati in teche di vetro e ce ne sono davvero di ogni materiale e colore: particolari sono quelli del 1700 fatti di avorio e decorati con bellissimi disegni, i primi bottoni cinesi in porcellana, quelli francesi di perla e i primi in plastica prodotti in epoche più moderne, alcuni dei quali rendono omaggio a icone della cultura pop o personaggi amati dai bambini come Topolino. Proprio per i bambini esiste una collezione di bottoncini molto carini con disegni di orsacchiotti, rane, coniglietti, ecc. Alcuni modelli, specie quelli più antichi, sono davvero sorprendenti per la precisione dei dettagli e le linee raffinate ed elaborate se si considerano le scarse strumentazioni disponibili all’epoca.

Oltre ai collezionisti e agli appassionati di oggetti d’antiquariato, a Tender Buttons si rivolgono tanti  stilisti, sarti e cacciatori di nuove tendenze che lavorano nella moda e necessitano di bottoni particolari ed eleganti da abbinare agli abiti.

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Nome: Tender Buttons


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