Tempio Shomyo-ji

Il Tempio Shomyo-ji è una delle sorprese più belle del sud di Yokohama. Siamo nel quartiere di Kanazawa, lontano dal centro e dal suo via vai: oltre il portale rosso vi aspettano un laghetto, un ponte curvo e una collina verde alle spalle. Le origini risalgono alla metà del 1200, quando il tempio nacque come luogo di culto privato del clan Hojo e diventò poi un centro di studi buddisti rinomato in tutto il paese.
Oggi resta uno degli angoli più tranquilli della città, con i tesori raccolti nei secoli conservati nel museo Kanazawa Bunko, subito accanto.

Il tempio oggi: i giardini

Oggi il fiore all’occhiello del tempio sono però i suoi giardini che attirano tanti visitatori in cerca di un angolo tranquillo e verde in cui passeggiare. Un lago occupa il cuore del giardino e si può percorrerne il perimetro, ammirando la vegetazione che si riflette sulle acque placide, le carpe colorate che nuotano sotto la superficie e attraversare il ponticello pittoresco che ne congiunge le sponde. I giardini sono ispirati alla descrizione del Paradiso buddista, con il lago che simboleggia l’oceano che separa il regno dei vivi da quello dei morti e il ponticello rosso che collega il mondo umano con quello di Buddha. I giardini sono una meta popolare per scattare splendide fotografie, soprattutto in autunno o in primavera durante la fioritura dei ciliegi.
Il laghetto ha un nome preciso, Aji-ike, e una forma che ricalca la lettera sanscrita A, la prima dell’alfabeto e centrale nel buddismo esoterico. Anche i ponti in realtà sono due: uno piatto porta all’isolotto centrale, l’altro è il ponte curvo che tutti fotografano, e insieme superano i trenta metri.
Quello che vedete è però una ricostruzione: il giardino era sparito per secoli ed è stato riportato alla forma originale nel 1987, seguendo un disegno del 1323 in cui il tempio compare con tutti i suoi edifici.

Gli edifici

Oltre al giro nei giardini vale la pena fermarsi davanti al portale d’ingresso, dove montano la guardia due guardiani Nio in legno alti quattro metri, e davanti alla sala principale. Alle spalle della struttura principale, collegato al recinto da un tunnel scavato nella collina, sorge il Kanazawa Bunko: nato come biblioteca privata dei Hojo, oggi è il museo della prefettura di Kanagawa che custodisce i tesori del tempio, al suo interno include una collezione di libri, opere d’arte e oggetti artigianali legati alla religione buddista.

Le origini e i Hojo di Kanazawa

Il tempio nasce come tempio di famiglia dei Hojo di Kanazawa, il ramo del clan che amministrava questa parte della baia mentre il potere vero stava a Kamakura, dietro le colline. Hojo Sanetoki era un uomo di governo, ma soprattutto un collezionista di libri: accanto alla sua residenza mise insieme la raccolta di testi e documenti da cui sarebbe nato il Kanazawa Bunko.
Nel 1267 fece arrivare da Nara un monaco a guidare il tempio, che passò così alla scuola Shingon Ritsu, e il momento di massimo splendore arrivò con il nipote Sadaaki: il complesso contava allora sette grandi edifici e una pagoda a tre piani. Con la caduta dei Hojo, alla fine del periodo Kamakura, il tempio perse protettori e ricchezze: di quella stagione restano il giardino e i tesori che i monaci sono riusciti a proteggere.

Come arrivare

Il modo più semplice è la linea Keikyu da Yokohama o da Shinagawa: scendete alla stazione di Kanazawa-Bunko e in poco più di 10 minuti a piedi, tra case e negozietti di quartiere, arrivate davanti al portale rosso del tempio.
Se invece state girando la zona della baia, tra Umi-no-Koen e Hakkeijima, conviene la Kanazawa Seaside Line: dalla stazione di Umi-no-Koen Shibaguchi sono una decina di minuti a piedi verso l'interno.

In auto lasciate perdere: il tempio non ha parcheggio.

Informazioni utili

Nome: Tempio Shomyo-ji
Orario: Lunedì - Domenica: dalle 8:30 alle 16
Costo a persona: Tempio e giardino: ingresso gratuito - Museo Kanazawa Bunko: 250 yen, 400-500 yen durante le mostre speciali
Durata visita: Vi suggerisco circa 1 ora per visitare il tempio e il giardino; calcolate 1,5 ore se volete esplorare anche i sentieri sulla collina.
Giorni di chiusura: Museo Kanazawa Bunko: chiuso il lunedi e dal 28 dicembre al 4 gennaio, mentre il tempio e il giardino restano visitabili
Consigli utili: Dal recinto del tempio parte un tunnel scavato nella collina che porta dritto al museo Kanazawa Bunko: è un passaggio di origine medievale, quasi nessuno lo nota e vi evita il giro dall'esterno. Prima di uscire mettetevi davanti al ponte rosso con la sala principale sullo sfondo: è la fotografia che tutti cercano.
Trasporti:
  • Stazione Kanazawa-Bunko (linea Keikyu): 12 minuti a piedi
  • Stazione Umi-no-Koen Shibaguchi (Kanazawa Seaside Line): 10 minuti a piedi
Indirizzo: 212-1 Kanazawachō, Kanazawa Ward, Yokohama, Kanagawa 236-0015, Japan
Sito Internet: Tempio Shomyo-ji
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La collina alle spalle del tempio

Dietro il recinto il tempio continua nel bosco: le tre collinette dello Shomyoji Shimin no Mori sono attraversate da sentieri che salgono e scendono per una settantina di metri di dislivello, in mezzo agli alberi e alle tombe di famiglia dei Hojo. È una passeggiata breve ma vera, con qualche scalinata ripida e il terreno che dopo la pioggia diventa scivoloso.
In cima al Kanazawa-yama vi aspetta uno spiazzo panoramico: da lassù si vedono il mare, il parco di Umi-no-Koen e l’isola di Nojima, e nelle giornate limpide anche il profilo della penisola di Boso dall’altra parte della baia. È il modo migliore per capire perché i Hojo scelsero proprio questo punto per il loro tempio.

La campana della sera e il Noh sotto le torce

Il campanile del tempio ha un posto nella storia dell’arte giapponese: la campana della sera di Shomyo è una delle otto vedute di Kanazawa, la serie di paesaggi che gli artisti dell’ukiyo-e resero celebri quando questa era ancora una costa di pescatori a un passo da Kamakura.
Il momento più speciale dell’anno arriva però tra fine aprile e inizio maggio, quando nel recinto viene montato un palco all’aperto per il takigi noh: il teatro noh recitato alla luce delle torce, con il giardino e la collina come fondale. È una tradizione a cui il quartiere tiene moltissimo, e vedere le maschere illuminate dal fuoco in un posto così è tutta un’altra cosa.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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