A 1602 metriHakkeijima Sea ParadiseA 1602 metri
Fantastico acquario.
Il Tempio Shomyo-ji è una delle sorprese più belle del sud di Yokohama. Siamo nel quartiere di Kanazawa, lontano dal centro e dal suo via vai: oltre il portale rosso vi aspettano un laghetto, un ponte curvo e una collina verde alle spalle. Le origini risalgono alla metà del 1200, quando il tempio nacque come luogo di culto privato del clan Hojo e diventò poi un centro di studi buddisti rinomato in tutto il paese.
Oggi resta uno degli angoli più tranquilli della città, con i tesori raccolti nei secoli conservati nel museo Kanazawa Bunko, subito accanto.
Oggi il fiore all’occhiello del tempio sono però i suoi giardini che attirano tanti visitatori in cerca di un angolo tranquillo e verde in cui passeggiare. Un lago occupa il cuore del giardino e si può percorrerne il perimetro, ammirando la vegetazione che si riflette sulle acque placide, le carpe colorate che nuotano sotto la superficie e attraversare il ponticello pittoresco che ne congiunge le sponde. I giardini sono ispirati alla descrizione del Paradiso buddista, con il lago che simboleggia l’oceano che separa il regno dei vivi da quello dei morti e il ponticello rosso che collega il mondo umano con quello di Buddha. I giardini sono una meta popolare per scattare splendide fotografie, soprattutto in autunno o in primavera durante la fioritura dei ciliegi.
Il laghetto ha un nome preciso, Aji-ike, e una forma che ricalca la lettera sanscrita A, la prima dell’alfabeto e centrale nel buddismo esoterico. Anche i ponti in realtà sono due: uno piatto porta all’isolotto centrale, l’altro è il ponte curvo che tutti fotografano, e insieme superano i trenta metri.
Quello che vedete è però una ricostruzione: il giardino era sparito per secoli ed è stato riportato alla forma originale nel 1987, seguendo un disegno del 1323 in cui il tempio compare con tutti i suoi edifici.
Oltre al giro nei giardini vale la pena fermarsi davanti al portale d’ingresso, dove montano la guardia due guardiani Nio in legno alti quattro metri, e davanti alla sala principale. Alle spalle della struttura principale, collegato al recinto da un tunnel scavato nella collina, sorge il Kanazawa Bunko: nato come biblioteca privata dei Hojo, oggi è il museo della prefettura di Kanagawa che custodisce i tesori del tempio, al suo interno include una collezione di libri, opere d’arte e oggetti artigianali legati alla religione buddista.
Il tempio nasce come tempio di famiglia dei Hojo di Kanazawa, il ramo del clan che amministrava questa parte della baia mentre il potere vero stava a Kamakura, dietro le colline. Hojo Sanetoki era un uomo di governo, ma soprattutto un collezionista di libri: accanto alla sua residenza mise insieme la raccolta di testi e documenti da cui sarebbe nato il Kanazawa Bunko.
Nel 1267 fece arrivare da Nara un monaco a guidare il tempio, che passò così alla scuola Shingon Ritsu, e il momento di massimo splendore arrivò con il nipote Sadaaki: il complesso contava allora sette grandi edifici e una pagoda a tre piani. Con la caduta dei Hojo, alla fine del periodo Kamakura, il tempio perse protettori e ricchezze: di quella stagione restano il giardino e i tesori che i monaci sono riusciti a proteggere.
Il modo più semplice è la linea Keikyu da Yokohama o da Shinagawa: scendete alla stazione di Kanazawa-Bunko e in poco più di 10 minuti a piedi, tra case e negozietti di quartiere, arrivate davanti al portale rosso del tempio.
Se invece state girando la zona della baia, tra Umi-no-Koen e Hakkeijima, conviene la Kanazawa Seaside Line: dalla stazione di Umi-no-Koen Shibaguchi sono una decina di minuti a piedi verso l'interno.
In auto lasciate perdere: il tempio non ha parcheggio.
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Tempio Shomyo-ji
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Dietro il recinto il tempio continua nel bosco: le tre collinette dello Shomyoji Shimin no Mori sono attraversate da sentieri che salgono e scendono per una settantina di metri di dislivello, in mezzo agli alberi e alle tombe di famiglia dei Hojo. È una passeggiata breve ma vera, con qualche scalinata ripida e il terreno che dopo la pioggia diventa scivoloso.
In cima al Kanazawa-yama vi aspetta uno spiazzo panoramico: da lassù si vedono il mare, il parco di Umi-no-Koen e l’isola di Nojima, e nelle giornate limpide anche il profilo della penisola di Boso dall’altra parte della baia. È il modo migliore per capire perché i Hojo scelsero proprio questo punto per il loro tempio.
Il campanile del tempio ha un posto nella storia dell’arte giapponese: la campana della sera di Shomyo è una delle otto vedute di Kanazawa, la serie di paesaggi che gli artisti dell’ukiyo-e resero celebri quando questa era ancora una costa di pescatori a un passo da Kamakura.
Il momento più speciale dell’anno arriva però tra fine aprile e inizio maggio, quando nel recinto viene montato un palco all’aperto per il takigi noh: il teatro noh recitato alla luce delle torce, con il giardino e la collina come fondale. È una tradizione a cui il quartiere tiene moltissimo, e vedere le maschere illuminate dal fuoco in un posto così è tutta un’altra cosa.
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).