Taglie di vestiti in Giappone
Le taglie giapponesi si capiscono in fretta, molto più in fretta di quanto pensiate. Il sistema qui si basa quasi tutto sui centimetri, che è il modo più onesto di comprare vestiti.
Il problema vero non sono i numeri. È che i capi sono tagliati su un corpo diverso da quello a cui molti sono abituati: spalle più strette, maniche più corte, gambe più asciutte.
Basta sapere tre cose, cioè come si legge un’etichetta, quanto salire di taglia e dove cercare se portate una taglia abbondante o avete il piede grande, e non perdete più mezz’ora in camerino per niente. Sono anche le domande che mi fanno più spesso prima di partire.
Indice
Come si leggono le taglie
Qui si ragiona in centimetri, punto. Che sia una maglietta, un paio di pantaloni o le scarpe, dietro l’etichetta con la lettera c’è quasi sempre una misura reale del corpo.
Per questo, una volta che sapete i vostri numeri, comprare in Giappone diventa più semplice che a casa. La regola che vi salva è una sola: le taglie giapponesi corrono di solito una o due misure più piccole di quelle americane. Se a casa portate una M, qui vi conviene provare direttamente la L, a volte la LL.
Non è una questione di peso ma di proporzioni. Le maniche finiscono prima, il punto vita è tagliato stretto e una spalla larga si sente appena infilate il braccio.
Il perché è semplice: l’altezza media in Giappone è più bassa, intorno ai 171 cm per un uomo e ai 158 cm per una donna, e questo si vede sugli scaffali. I negozi tengono in magazzino quello che vende alla maggior parte delle persone, per cui trovate montagne di taglie centrali e poche estreme.
Ogni tanto vi capita anche un’etichetta senza lettere né numeri dispari, con una scala che parte da 0 o da 1: succede spesso nei negozi multimarca e nei marchi più ricercati. Lì è facile, perché 1 è la S, 2 è la M e 3 è la L, con lo 0 al posto della XS. Anche in quel caso l’unica cosa che conta davvero resta la tabella in centimetri stampata sul cartellino.
| A casa portate | In Giappone provate | Con la scala numerica |
|---|---|---|
| XS | S | 0 o 1 |
| S | M | 1 o 2 |
| M | L | 2 o 3 |
| L | LL, a volte 3L | 3 |
| XL | 3L | raramente esiste |
| XXL | 4L | raramente esiste |
Regola indicativa per magliette, camicie e giacche. Da Uniqlo e Muji di solito potete restare sulla vostra taglia. Nella scala numerica 0 è la XS, 1 la S, 2 la M e 3 la L.
Taglie donna
L’abbigliamento femminile qui usa spesso i numeri, e la prima volta disorienta. Il sistema va a numeri dispari: 5, 7, 9, 11, 13, 15, 17, e i pari non si usano. Non cercate la taglia 8 o la 10, non esistono proprio.
Il riferimento da tenere a mente è la 9, la taglia adulta più diffusa, che corrisponde più o meno a una US 4-6. Da lì salite o scendete di due punti alla volta.
| Giappone | Lettera | USA | Italia |
|---|---|---|---|
| 5 | SS / XS | 0 – 2 | 36 – 38 |
| 7 | S | 2 – 4 | 38 – 40 |
| 9 | M | 4 – 6 | 40 – 42 |
| 11 | L | 8 | 42 – 44 |
| 13 | LL | 10 | 44 – 46 |
| 15 | 3L | 12 | 46 – 48 |
| 17 | 4L | 14 | 48 – 50 |
Corrispondenze indicative: il taglio giapponese è più stretto di spalle e più corto di busto, quindi nel dubbio provate il numero sopra.
Accanto ai numeri trovate anche le solite lettere S, M, L, LL, e più su le taglie forti. Il consiglio che do sempre è di non fissarvi sulla lettera: una ragazza che a casa porta una small può ritrovarsi con una large qui, ed è del tutto normale.
Con busto, vita e fianchi in centimetri alla mano, le tabelle giapponesi diventano una ricerca precisa invece di un indovinello.
Reggiseni e intimo
Il reggiseno è l’unico capo che non segue le lettere viste finora, e la prima volta davanti allo scaffale ci si perde. La taglia si scrive con la coppa attaccata al sottoseno in centimetri: B70 vuol dire coppa B e sottoseno 70.
| Coppa | Giro seno meno sottoseno |
|---|---|
| AA | circa 7,5 cm |
| A | circa 10 cm |
| B | circa 12,5 cm |
| C | circa 15 cm |
| D | circa 17,5 cm |
| E | circa 20 cm |
| F | circa 22,5 cm |
| G | circa 25 cm |
Esempio: giro seno 85 cm e sottoseno 70 cm fanno 15 cm di differenza, quindi coppa C, cioè C70.
I numeri del sottoseno vanno di cinque in cinque, 65, 70, 75, 80, e la coppa esce dalla differenza tra giro seno e sottoseno. La lettera non coincide quasi mai con quella di casa, perché qui il conto si fa in centimetri e non in pollici.
Lasciate perdere la vostra coppa abituale: misuratevi i due numeri prima di partire e cercate la combinazione giusta. Sopra la E la scelta nei negozi normali si assottiglia in fretta, e conviene puntare ai marchi grandi come Wacoal e Triumph oppure direttamente all’online.
Se vi serve solo qualcosa di comodo per il viaggio, i bra top di Uniqlo vanno a S, M, L e XL e vi tolgono dai calcoli.
Taglie uomo
Da uomo è più lineare, ma ci sono due trappole. Magliette e camicie vanno a S, M, L, LL e poi 3L, mentre i pantaloni sono quasi sempre indicati con il girovita in centimetri.
Se conoscete il vostro girovita in pollici, moltiplicate per 2,54 e avete il numero da cercare.
Il taglio è la parte che inganna di più. Maniche e gambe sono spesso più corte e il petto è tagliato più stretto.
Se avete il collo largo, provate sempre ad abbottonare il primo bottone di una camicia prima di comprarla, perché è lì che stringe subito. La conversione che uso quando aiuto qualcuno è secca: chi porta una L americana qui punta di solito a una LL giapponese, a volte a una 3L.
C’è un’eccezione che vi semplifica la vita, e vale sia per uomo che per donna: da Uniqlo e Muji, per la maggior parte dei capi, la taglia è vicina agli standard internazionali e potete restare sulla vostra. Per i capi aderenti controllo comunque la tabella, ma è un buon punto di partenza per capire il vostro numero giapponese.
La trappola della free size
Prima o poi vi capita un’etichetta con scritto F, oppure la dicitura free size. Non vuol dire che va bene a tutti: di solito è pensata per l’altezza media giapponese, intorno ai 158 cm, con una struttura da taglia M, e su chi è alto o ha forme più piene calza in modo strano.
Nei negozietti dei centri commerciali, soprattutto quelli per i più giovani, la taglia unica è comunissima. Ai piani di Shibuya 109 molti articoli esistono in una sola misura, e se non avete la corporatura media trovare qualcosa che cada bene diventa difficile.
Io onestamente, quando vedo la F su una maglia strutturata o su qualcosa con le maniche, la lascio dov’è. Su un cappello o su un capo morbido e largo ci sta, sul resto è una lotteria.
Le scarpe
Le scarpe sono la parte più facile e la più frustrante insieme. Facile perché il numero è la lunghezza del piede in centimetri: una 25.0 significa piede lungo 25 cm dal tallone alla punta.
Misuratevi il piede a casa una volta e non sbagliate più, né in negozio né online. Le misure vanno di mezzo centimetro alla volta, per cui trovate la 24.5 e la 25.0 e niente in mezzo.
Se cadete tra due numeri prendete quello sopra, perché la calzata qui è già stretta di suo: mezzo centimetro in più non lo notate, mezzo in meno lo sentite dopo dieci minuti di cammino.
C’è anche un dettaglio che a casa non esiste. La larghezza è indicata a parte, con sigle come E, EE, EEE, EEEE: se avete il piede largo cercate quelle con più E.
La parte frustrante è la disponibilità dei numeri grandi. Ve lo dico subito così non perdete tempo:
- Da donna, nei negozi normali trovate fino a circa 25 cm, poi si fa dura.
- Da uomo si arriva più o meno a 27-28 cm senza problemi, oltre serve cercare altrove.
- Sopra questi numeri conviene puntare direttamente ai negozi grandi specializzati o all’online.
Nei reparti femminili esistono poi le cosiddette model size, un’etichetta che all’inizio sembra strana. Indicano le scarpe più grandi, sopra i 24 cm, e il nome viene dal fatto che le modelle sono spesso più alte della media e hanno il piede più lungo. Se leggete quella dicitura non pensate a un difetto: è lì che stanno i numeri che vi servono.
Se portate una taglia forte
Qui casca l’idea che in Giappone non esistano taglie grandi. Esistono, solo che non stanno appese in mezzo al negozio: bisogna sapere dove cercare.
La catena che consiglio sempre è Sakazen, specializzata proprio in questo. Ha un assortimento molto ampio di taglie forti da uomo, 3L, 4L, 5L, fino a 8L e oltre, con completi, camicie, jeans, T-shirt e giacche: ci trovate di tutto, non solo il capo di ripiego.
Per chi passa da Tokyo, il punto vendita di Shinjuku è il più fornito, con taglie forti, taglie normali e perfino le XS, ed è molto frequentato dai clienti stranieri. Se avete poco tempo e dovete rifornirvi, partite da lì.
Da donna serve più pazienza. Marchi come Punyus di Wego sono nati sull’idea di tutte le taglie invece della taglia unica, e arrivano fino alla 6L.
In generale il segreto è l’online: molti negozi tengono in vetrina solo le misure centrali e mettono le taglie grandi e le linee tall solo sul sito, anche quando lo stesso marchio in negozio si ferma alle misure standard.
Un altro trucco che uso: puntate sui capi over o relaxed fit. Sono tagliati larghi di loro e vi danno margine senza dover per forza inseguire la taglia più grande.
Taglie bambino
Con i bambini il sistema è il più semplice di tutti, e conviene saperlo perché i vestiti per i piccoli sono tra le cose che si comprano di più. Il numero sull’etichetta è l’altezza in centimetri, non l’età: 100 vuol dire bambino alto un metro, 110 alto centodieci, e si sale di dieci in dieci fino alla 160.
Per i neonati si scende alla 50, 60, 70 e 80, sempre con lo stesso criterio. L’unica misura che vi serve è quella presa contro il muro prima di partire, e se il bambino cresce in fretta prendete il numero sopra senza pensarci troppo.
| Taglia | Altezza del bambino | Età indicativa |
|---|---|---|
| 50 – 60 | fino a 60 cm | neonato, primi mesi |
| 70 | fino a 70 cm | 6 – 9 mesi |
| 80 | fino a 80 cm | circa 1 anno |
| 90 | fino a 90 cm | circa 2 anni |
| 100 | fino a 100 cm | 3 – 4 anni |
| 110 | fino a 110 cm | 4 – 5 anni |
| 120 | fino a 120 cm | 6 – 7 anni |
| 130 | fino a 130 cm | 7 – 8 anni |
| 140 | fino a 140 cm | 9 – 10 anni |
| 150 | fino a 150 cm | 11 – 12 anni |
| 160 | fino a 160 cm | dai 13 anni |
L’età è solo un’idea: conta l’altezza misurata. Se il bambino sta tra due taglie, prendete quella sopra.
Anche le scarpe da bambino vanno a centimetri esatti, per cui vale il solito trucco del piede misurato a casa.
In camerino
Il camerino giapponese ha delle regole precise. Nei negozi potete girare con le scarpe mentre guardate, ma le dovete togliere prima di entrare a provare.
Il pavimento del camerino è spesso rialzato o con la moquette: è il segnale che le scarpe restano fuori, esattamente come all’ingresso di casa.
Poi c’è l’oggetto misterioso che lascia perplessi quasi tutti: un telo bianco semitrasparente da infilare in testa quando provate maglie e vestiti che passano dalla testa. Serve a non lasciare trucco o macchie sul capo.
Non è un sacchetto per la spesa, anche se all’inizio uno ci pensa. È una cortesia verso chi comprerà quel capo dopo di voi, e trovo che sia una di quelle piccole abitudini giapponesi che hanno perfettamente senso.
Un paio di cose pratiche da tenere a mente quando provate:
- Dentro trovate spesso uno specchio e a volte un paio di tacchi di prova, da usare al volo per capire come cadono pantaloni e gonne.
- Se volete vedere l’insieme con le vostre scarpe, uscite un attimo dal camerino e rimettetele davanti allo specchio grande.
- Provare più taglie è normale e nessuno vi guarda male: i camerini sono fatti per quello.
Misurarsi prima di partire
Questo è il consiglio che vale più di ogni tabella. Prima di mettervi a fare shopping, segnatevi le vostre misure in centimetri sul telefono: è l’unica cosa che rende il sistema giapponese comodo invece che un rompicapo.
I numeri che vi servono sono pochi e li prendete in cinque minuti a casa con un metro da sarto:
- Altezza, per capire se vi servono le linee tall.
- Petto, nel punto più largo, con il metro sotto le ascelle.
- Vita, nel punto più stretto, sopra l’ombelico.
- Fianchi, nel punto più largo del bacino.
- Cavallo interno, dall’inguine alla caviglia, per la lunghezza dei pantaloni.
Aggiungete la lunghezza del piede per le scarpe e salvate tutto sul telefono: in negozio basta mostrare i numeri.
- L’altezza, per capire se vi servono le linee tall.
- Petto e girovita, che sono la base di magliette, camicie e pantaloni.
- I fianchi, utili soprattutto per l’abbigliamento femminile, per gonne e vestiti.
- Il cavallo interno della gamba, per non ritrovarvi con i pantaloni alla caviglia.
- La lunghezza del piede e, se la sapete, la larghezza, per le scarpe.
Con questi numeri in mano potete farvi aiutare dai commessi, che qui sono davvero disponibili: mostrate le misure scritte in centimetri e vi trovano il capo giusto senza problemi di lingua. Nei grandi magazzini in molti spiccicano un po’ d’inglese, e le tabelle sono spesso appese vicino ai camerini.
Se comprate online le lettere non bastano. Guardate sempre le misure reali scritte nella scheda prodotto, tipo petto 88 cm o lunghezza 60 cm, invece di fidarvi solo della S o della L.
Farsi accorciare i pantaloni
Comprare una taglia più grande e farla sistemare è spesso la mossa migliore, e in Giappone è una cosa normale e veloce. Se una maglia vi va bene sul petto ma le maniche sono corte, o i pantaloni sono giusti in vita ma lunghi, non rinunciate al capo: si aggiusta.
Molti negozi, Uniqlo compreso, orlano i pantaloni sul posto, a volte gratis o per pochi spiccioli, e ve li consegnano in meno di un’ora. È un servizio che uso spesso e che quasi nessuno si aspetta.
Per lavori più complessi cercate le insegne con scritto reform: sono le sartorie di riparazione, rapide e precise, e un capo stretto su misura lì vi torna a casa come se fosse fatto apposta per voi.
Se fate accorciare dei pantaloni, portatevi le scarpe che userete con quel capo e infilatele mentre vi prendono la misura: l’orlo cambia di un paio di centimetri e fa tutta la differenza. Sui jeans capita che vi chiedano anche come volete la cucitura, normale oppure rifatta uguale a quella originale, e se il modello vi piace davvero vale la pena dire di sì alla seconda.
Vale la pena?
Comprare vestiti qui a me piace proprio perché, una volta capito il meccanismo dei centimetri, smettete di indovinare e andate a colpo sicuro. La taglia sull’etichetta è solo una lettera, non un giudizio, e la LL non deve mettervi tristezza: è un numero tarato su un corpo diverso dal vostro, tutto lì.
Portatevi le misure scritte, provate sempre prima di comprare, e se un capo vi piace ma non cade bene ricordatevi che qui l’orlo si fa mentre girate per il negozio. Voi cosa preferite, la caccia al capo giusto in negozio o l’ordine online con le misure alla mano?

Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).
