Pachinko
Entrando in una sala di pachinko per la prima volta quello che penserete è che lì dentro sono tutti matti; difficilmente se non ve lo spiegano potreste capire il senso di tutto ciò.
Il pachinko è un gioco d’azzardo, è una specie di flipper ma non richiede nessuna abilità: basta semplicemente tenere ferma la mano ed osservare le vincite o le perdite. La cosa strana è che in tutte le sale da gioco c’è un rumore fortissimo. Ogni singola macchina infatti produce suoni come un videogioco ma oltre a questo il rumore più forte lo fanno le biglie d’acciaio che sono la componente principale di questo gioco; immaginatevi un salone con 300 macchine di pachinko con altrettanti giocatori e come se non bastasse in alcune sale c’è anche una musica da discoteca come sottofondo.
Chi gioca a Pachinko è stregato: le biglie in acciaio luccicanti e il rumore assordante fanno entrare in trance il giocatore.
Indice
Fare una partita con una trentina di biglie costa 100 yen, e in qualche ora si possono perdere o vincere migliaia di yen. Le sale sono attività legali e regolamentate, controllate dalla polizia: in passato la Yakuza aveva le mani sul settore, oggi le grandi catene sono normali aziende.
Per la legge giapponese non è possibile fare gioco d’azzardo e quindi nelle sale di pachinko non si vincono soldi ma solamente premi che vanno da un semplice pacchetto di caramelle a premi molto più pregiati. Per invogliare i giocatori uno dei premi consiste in un gettone d’oro posto all’interno di una scatoletta. Questi gettoni si possono cambiare in soldi veri andando in un “ufficio cambio” che si trova nei pressi delle sale di pachinko. Si tratta di due attività ufficialmente separate quindi: la sala di pachinko che come premio dà dell’oro ed un ufficio che “compra oro e paga in contanti“; questo consente di tenere aperte le sale senza infrangere la legge, continuando a invogliare i giocatori.
Come si gioca a Pachinko
Purtroppo non ho mai fatto un video in cui spiego come giocare a Pachinko ma appena avrò l’occasione lo farò dato che in molti vogliono sapere come funziona esattamente.
Il Pachinko non richiede alcuna abilità particolare, bisogna solamente ruotare una manopola in senso orario per dare la “potenza” alle palline d’acciaio che vengono “sparate” automaticamente alla frequenza di circa una al secondo dalla parte destra del pachinko. Praticamente se voi girate troppo la manopola date troppa potenza e quindi la pallina va verso la parte sinistra in alto dove c’è un buco e la perdete, se date poca potenza la pallina resta nella parte destra e la perdete. Dovete semplicemente girare la manopola un pochino ma non troppo e stare a guardare.
Le palline scendono nel pachinko attraversando vari chiodi e deviazioni e se entrano in un buco vincente succede qualcosa per darvi il premio. In alcuni pachinko ad esempio se una pallina va in un foro vincente viene automaticamente attivata una slotmachine e se esce una combinazione fortunata vincete altre palline che potete rigiocare o cambiare in premi. Quando decidete di smettere non dovete girare per la sala con le vaschette in mano: si preme il tasto di chiamata sopra la macchina e arriva un addetto, oppure in molte sale portate voi le biglie alla macchina conta-palline. Le sfere vengono ingoiate in pochi secondi e al loro posto ricevete uno scontrino con il numero esatto di palline, che va consegnato al bancone dei premi. Lì scegliete cosa prendere e nessuno vi parlerà mai di soldi: la parola contanti, dentro la sala, non esiste.
Le macchine a tema anime e manga
Girando tra le file vi accorgerete che quasi ogni macchina ha alle spalle una licenza famosa: Evangelion, Hokuto no Ken, Ultraman, Lupin III, insieme a idol, film e vecchi programmi tv. Non è solo decorazione, perché gli schermi mandano spezzoni animati con le voci e le sigle originali, e moltissimi giocatori scelgono la postazione in base alla serie che amano invece che alla macchina che paga.
È per questo che le vetrine sono tappezzate di personaggi giganti e le insegne cambiano di continuo, ogni volta che esce il modello dedicato a un titolo che va forte. Se non conoscete l’anime di riferimento vi perderete metà dello spettacolo: le sequenze più lunghe sullo schermo sono proprio quelle che stanno decidendo se avete vinto.
Il Pachinko nel film Tokyo Ga
Nel film Tokyo Ga il regista Wim Wenders parla delle sale di Pachinko e mostra per la prima volta al grande pubblico del cinema questo aspetto della cultura giapponese. Wenders dedica al pachinko una lunga sequenza, cercando di capire il fascino che il gioco aveva già nei film di Ozu: inquadra i giocatori uno accanto all’altro, soli davanti alla macchina, con il fragore delle biglie che copre ogni altro suono. Nel commento racconta che il pachinko è arrivato dopo la guerra e che vincere conta poco: quello che conta è il tempo che passa e la sensazione di dimenticare qualcosa. È esattamente la stessa scena che vedrete ancora oggi spingendo la porta di una sala.
Il fumo nelle sale di pachinko
Per anni entrare in una sala voleva dire uscirne con i vestiti che puzzavano di sigaretta per giorni: si fumava seduti alla macchina e la nuvola restava lì sopra le teste. Oggi non è più così, perché la legge giapponese ha spostato il fumo in stanze separate e chiuse, e nelle sale delle grandi catene si gioca in un ambiente senza fumo.
Restano però locali piccoli e vecchi dove l’aria è ancora pesante e ferma, e in ogni caso il ricambio d’aria non fa miracoli con centinaia di macchine accese e le porte che si aprono in continuazione. Diciamocelo: tra il fragore delle biglie e l’odore che resta addosso, la sala di pachinko è un’esperienza fisica prima ancora che un gioco.
Video: Coda per giocare a pachinko a Ueno
Video: Ho sbancato il casinò di Tokyo!
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).
