Insegnare italiano in Giappone

Insegnare italiano in Giappone si può, davvero. Il sogno di molti italiani è quello di venire qui, insegnare italiano e vivere alla grande: secondo molte persone i “tempi d’oro” sono finiti, ma non è affatto così.
Non serve una laurea, servono professionalità e testa: chi si accontenta di fare conversazione al bar guadagna una miseria, chi invece si costruisce un nome trova studenti, scuole e cifre notevoli. Qui trovate come funziona il mercato, quanto si guadagna davvero e come farsi conoscere.

Non serve la laurea

Per insegnare italiano in Giappone, a livello legale non è necessaria una laurea. Poi è chiaro, se il vostro datore di lavoro vi chiede di essere laureati è un problema suo, ma di fatto voi potete insegnare italiano qualsiasi sia il vostro titolo di studio.
Un italiano che vive in Giappone e che ho conosciuto, aveva detto ad una scuola di essere laureato, quando invece non era assolutamente vero: gli hanno dato il posto di lavoro e credo non abbiano mai scoperto questo tranello. A parte questo furbetto comunque, sappiate che la laurea non è assolutamente necessaria.

Il visto per insegnare

Discorso diverso è il permesso di soggiorno. Per insegnare in Giappone dovete avere uno status che ve lo consenta, e quello più comune per chi fa lezioni di lingua è il visto per attività umanistiche e servizi internazionali: lì la laurea torna in gioco eccome, perché l’ufficio immigrazione chiede un titolo universitario oppure molti anni di esperienza documentata nel campo.
Se invece siete sposati con un giapponese, avete la residenza permanente o siete qui come studenti con l’autorizzazione al lavoro part time, il vostro titolo di studio non interessa a nessuno e potete insegnare senza problemi. È la prima cosa da chiarire prima di fare qualsiasi progetto, perché senza lo status giusto tutto il resto non conta niente.

Interesse per l’italiano

I giapponesi, da sempre, ammirano l’Italia. In particolare gli piace il nostro modo di fare, il cibo, le marche famose ecc. La lingua italiana è simile al giapponese per quanto riguarda la pronuncia e moltissimi giapponesi sono interessati a studiare italiano.
Col tempo però in Giappone l’Italia è finita anche in cattiva luce, per via di fatti di cronaca e di scandali politici che hanno fatto il giro dei giornali giapponesi. Tutto ciò ha creato un calo di popolarità per l’Italia e la lingua italiana, a favore di altre lingue come per esempio il francese.
Ma non disperate, ci sono ancora decine di migliaia di persone in Giappone che vogliono studiare italiano! 
Sappiate però chi vi troverete davanti. Gli studenti di italiano in Giappone sono in buona parte signore over 50 innamorate dell’Italia, appassionati di lirica che vogliono capire cosa cantano, cuochi e pasticceri, gente che sta preparando un viaggio o che studia arte e design. Quasi nessuno impara l’italiano per lavorarci davvero, ed è una differenza enorme rispetto all’inglese: il vostro compito è farli divertire e farli sentire in Italia per un’ora, non prepararli a un esame.

Insegnare al bar

In Giappone ci sono tanti italiani che insegnano usando come “classe” i tavolini di bar come Segafredo e Starbucks. In pratica si trovano gli studenti su internet o in qualche occasione, si va al bar a consumare qualcosa, si fa conversazione di italiano spiegando un po’ di cose e si guadagnano soldi.
Oltre alla consumazione di solito si guadagnano tra 1.000-1.500 yen l’ora.
Molti vanno fieri di tutto questo, per me sono dei poveracci che non meritano il minimo rispetto, perché il guadagno orario è davvero una miseria.

In una scuola

Nel corso degli anni le scuole di italiano in Giappone hanno chiuso i battenti, lasciando disoccupati molti insegnanti che hanno dovuto cercare altri lavori, altre scuole o talvolta tornare in Italia.
Spesso le scuole non assumono e vi pagano ad ore, per evitare di indebitarsi senza avere studenti interessati.
La paga può essere interessante, tra i 2.000 e i 4.000 yen orari per lezioni private, e molto di più per lezioni di gruppo.
Molte scuole proibiscono agli insegnanti di lavorare per altre scuole, il che è ridicolo se non si è assunti.
Il bello di lavorare per una scuola è che non dovete preoccuparvi di trovare studenti, il brutto è che siete totalmente in balia della scuola e della sua gestione.

Università e culture center

Oltre alle scuole di lingua ci sono altre porte a cui bussare, e spesso sono quelle che pagano meglio. Le università giapponesi tengono corsi di italiano come seconda lingua e cercano madrelingua ogni anno, ma qui servono titoli veri, di solito almeno un master, e i posti girano quasi solo su segnalazione: conta tantissimo conoscere qualcuno che è già dentro.

Ci sono poi gli Istituti Italiani di Cultura di Tokyo e Osaka, che organizzano corsi con insegnanti madrelingua e gestiscono anche gli esami di certificazione, e i culture center giapponesi, quei centri di corsi per adulti ospitati nei grandi magazzini o legati ai giornali e alle TV. Propongono di tutto, dallo yoga alla calligrafia, e l’italiano è una presenza fissa: classi piccole, pubblico di appassionati veri dell’Italia e un modo serio di lavorare senza dover rincorrere lo studente al bar.

Youtube per farsi conoscere

L’italiano più famoso in Giappone è Girolamo Panzetta, che all’inizio della sua carriera insegnava italiano nella principale TV nazionale giapponese.
Lui è davvero un mito, uno che ce l’ha fatta. Ripercorrere le stesse orme di Girolamo al giorno d’oggi è però difficile, per non dire impossibile.
Essere qualcuno” nella vita non serve solo per tirarsela, ma serve anche per campare, ciò significa che se non volete essere uno dei tanti sfigati che insegnano italiano al bar guadagnando 1.000 yen l’ora, dovete farvi conoscere. Youtube è certamente la possibilità migliore che avete, considerando il rapporto tra l’impegno e il risultato finale.

Ci sono persone in Giappone che insegnano lingue su Youtube e sono davvero molto popolari, come Bilingirl, una ragazza che insegna inglese che ha oltre un milione e mezzo di iscritti al canale ed una popolarità veramente immensa, tant’è che ha scritto un libro ed è spesso ospite in TV.

Non è che con un video di italiano diventerete subito conosciuti e non serve nemmeno arrivare ad avere numeri incredibili, ma se create un prodotto realmente valido e mostrate al pubblico giapponese chi siete, cosa fate e perché valete, sarà più facile per voi trovare gruppi di studenti a cui fare lezioni e guadagnare cifre notevoli. Oggi poi non siete obbligati a girare video lunghi. I video brevi funzionano benissimo con il pubblico giapponese e costano molta meno fatica: trenta secondi di pronuncia, un modo di dire, un piatto raccontato in italiano. Quello che serve davvero è una faccia riconoscibile e la costanza nel pubblicare, perché è la continuità a costruire il pubblico, non il singolo video fortunato. E parlate in giapponese o mettete i sottotitoli: se chi vi guarda non vi capisce, non vi seguirà mai.

Trovare studenti

Oltre a Youtube, per trovare studenti potete mettere annunci online su siti dedicati, cercare nei gruppi Facebook, farvi pubblicità online, crearvi un sito e partecipare ad eventi per appassionati dell’Italia.

Vi sconsiglio caldamente di “cercare amici” per proporre le vostre lezioni. Quello che voglio dire è che le amicizie devono essere sempre sincere e non false per poter guadagnare qualcosa; non è per una questione morale o etica ma è una questione pratica: il tempo che impiegate a trovare degli “amici” a cui fare lezione è meglio dedicarlo a migliorare il vostro bagaglio culturale, la vostra immagine, creare video e materiale che servano per promuovere le vostre lezioni.

La città migliore è certamente Tokyo. Molti credono che a Tokyo ci sia molta concorrenza e quindi sia meglio puntare ad altre località, ma ricordatevi che dove c’è concorrenza ci sono soprattutto molte opportunità, quindi l’unica cosa importante è riuscire ad imporsi sul mercato. Una volta partiti, in Giappone il passaparola vale più di qualsiasi annuncio: uno studente contento vi porta l’amica, la collega, il gruppo del corso di cucina, e nel giro di poco vi ritrovate l’agenda piena senza aver speso uno yen in pubblicità. Per questo trattate bene anche il primo studente, quello da cui non guadagnate quasi niente: siate puntuali e preparati, portate materiale vostro e non improvvisate mai la lezione.

Siate professionali

E’ inutile negarlo, quando un ragazzo insegna italiano ad una ragazza, prima o poi è probabile che succeda qualcosa tra i due. A me non è capitato, perché ho insegnato a persone “fuori target”, ma ho sentito di parecchi casi in cui è successo.
Se volete continuare con questo lavoro, è bene tenere separata la sfera professionale da quella sessuale, quindi siate professionali al 100%. 

In viaggio

Se siete in Giappone con il visto turistico, sappiate che è illegale lavorare. Non penso che la polizia vi faccia mai storie se intascate 2.000-3.000 yen durante un viaggio, ma di fatto tutto ciò è vietato e se vi beccano le pene sono pesanti, quindi vi sconsiglio caldamente di lavorare con il visto turistico.

In passato quando non vivevo ancora in Giappone ed ero un turista, ho insegnato anch’io italiano, così per vedere com’era e per conoscere persone. Ho insegnato gratuitamente, non tanto perché sarebbe stato illegale ricevere soldi, ma più che altro perché mi sembrava davvero stupido spendere un sacco di soldi per viaggiare e poi venire a lavorare per cifre ridicole.
Se siete turisti qua e volete insegnare, fatelo gratuitamente per qualche ora, così per divertirvi e vedere com’è. Gli insegnanti di italiano professionisti magari si arrabbieranno a sapere che insegnate gratis, ma fregatevene. 

Mettersi in proprio

Se davvero valete, non abbiate paura nel mettervi in proprio. Aprite la vostra società giapponese, create un gruppo di studenti affiatati, insegnate in qualche business room presa in affitto per qualche ora invece che al bar.

Pubblicare un libro

Nel corso del tempo, se siete in gamba e siete conosciuti, vi si potrebbe presentare l’occasione di pubblicare un libro sulla lingua italiana. In Giappone ci sono moltissimi testi a riguardo e ne vengono pubblicati di continuo. Io credo che questa sia una scelta azzeccata solo se siete davvero dei personaggi conosciuti e sapete di poter vendere almeno 20.000 copie, altrimenti è tempo buttato.

Aprire una scuola

Se avete un background notevole, con contatti, già diversi studenti da alcuni anni, ecc. aprire una scuola può essere una buona idea. Se partite dall’Italia con l’idea di aprire una scuola in Giappone e campare così, sappiate che è un’idea ridicola che vi riempirà di debiti.

Lezioni online

Con le lezioni in videochiamata potete insegnare italiano in tutto il mondo, non solo in Giappone. La paga può andare dai 1.000 yen orari in su, non male se pensate che potete lavorare tranquillamente da casa

I tempi d’oro

Diversi anni fa, diciamo tra il 1995 e il 2005, gli studenti di italiano erano molti e siccome gli insegnanti erano pochi venivano pagati molto bene.
Come ogni cosa pian piano ci fu un declino, perché gli studenti sono diminuiti e gli insegnanti sono aumentati.
I tempi d’oro però ci sono ancora: sta a voi dimostrare di non essere degli insegnanti falliti in partenza e riuscire ad affermarvi in questo campo in Giappone. In bocca al lupo!

Video: Lavori per italiani in Giappone

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).