Italiani in Giappone
Vivere in Giappone da italiani è un’esperienza particolare. Chi vive in Italia a volte si immagina com’è la vita dall’altra parte del mondo per un nostro connazionale, e quasi sempre se la immagina diversa da com’è davvero. In questo articolo vi do alcune informazioni sulla vita degli italiani in Giappone: quanti siamo, che lavori facciamo, come ci vedono i giapponesi e perché una vera comunità non è mai nata. Vi racconto anche il lato che di solito non si legge da nessuna parte, cioè chi qua ha fatto fortuna e chi invece si è ritrovato a fare i conti con una realtà più dura del previsto.
Indice
- Girolamo Panzetta e Marco Togni
- Quanti sono gli italiani in Giappone
- Come sono visti
- Che lavori fanno
- Chi c'è dietro ai ristoranti italiani
- Depressi e frustrati
- Italiani di successo
- Comunità di italiani
- Quartiere italiano
- Collaborazioni tra italiani
- Video: Lavori per italiani in Giappone
- Video: Perché il Giappone adora gli italiani
- Video: Italiani tristi e depressi in Giappone
Girolamo Panzetta e Marco Togni
Tra i giapponesi l’Italiano più famoso in Giappone è certamente Girolamo Panzetta, di cui vi invito a leggere la pagina dedicata; se lo dovessi definire in due parole direi: un mito.
Per quanto riguarda i turisti, l’italiano più famoso in Giappone sono io. So che vi potrebbe sembrare assurdo, ma chiedete a 100 italiani che sono stati in Giappone di dirvi il nome di 3 italiani che vivono qua e vi renderete conto da soli che il mio nome è il più comune. Questa mia popolarità è dovuta principalmente ai miei video che faccio da oltre 10 anni, a GiappoTour e a molte cose che faccio e che hanno aiutato decine di migliaia di persone a venire in Giappone. Non lo sto dicendo per “tirarmela”, ma è la pura realtà.
Quanti sono gli italiani in Giappone
Se pensate a chissà quale colonia, vi sbagliate: gli italiani residenti in Giappone sono poco più di 5.000, una goccia nel mare per un Paese da oltre 120 milioni di abitanti. La gran parte si concentra tra Tokyo e Osaka, con piccoli gruppi sparsi a Nagoya, Yokohama e Saitama.
Il numero comunque cresce di anno in anno e siamo tra le comunità europee che si allargano più in fretta qua. Ve lo dico: incontrare un connazionale per strada resta una piccola sorpresa, non la normalità.
Come sono visti
Gli italiani in Giappone sono visti decisamente bene e i giapponesi amano il nostro Paese. La figura di Girolamo Panzetta poi ha contribuito molto, nel corso degli anni, a rafforzare lo stereotipo dell’italiano che sa come vivere la vita nel modo giusto e con stile.
Negli ultimi anni a causa di qualche problema che abbiamo avuto in Italia, come per esempio l’incidente della Costa Concordia e l’immigrazione sconsiderata e senza limiti dall’Africa, la considerazione verso il nostro paese è leggermente mutata, ma neanche troppo.
Che lavori fanno
Ovviamente la ristorazione è uno dei nostri punti forti e molti italiani lavorano come chef, pizzaioli, camerieri. Ci sono insegnanti di italiano dato che la nostra lingua è molto apprezzata qua, ricercatori universitari che si sono stabiliti da vari anni. C’è chi campa (male) anche con lavori occasionali facendo un po’ di tutto.
Chi c’è dietro ai ristoranti italiani
Una cosa che spiazza chi arriva: la stragrande maggioranza dei ristoranti italiani in Giappone è gestita da giapponesi, spesso bravissimi e con anni di gavetta fatti in Italia. Di italiani veri dietro ai fornelli ce ne sono molti meno di quanti pensiate.
Questo vuol dire che il connazionale che lavora nella ristorazione qua non ha vita facile: se la deve vedere con una concorrenza locale enorme e preparatissima, e il solo fatto di essere italiani non basta più per farsi assumere o per aprire un locale che stia in piedi.
Depressi e frustrati
Molti italiani sono venuti in Giappone per cambiare vita, con molti progetti e tante speranze per il futuro. Purtroppo però molti non avevano delle basi solide su cui poggiarsi e nel corso del tempo si sono trovati a dover fare i conti con la realtà, con lavori precari e malpagati.
Se parlate con italiani che vivono qua, vi capiterà probabilmente di imbattervi in persone che criticano aspramente il Giappone per ogni cosa, in quel caso dovete semplicemente dire “se non ti piace, torna in Italia!“.
Ovviamente è difficile vivere in città come Tokyo senza uno stipendio decente e vedere i giapponesi ed altri italiani che stanno bene e che possono permettersi di vivere dignitosamente crea una grande frustrazione in alcune persone.
Italiani di successo
Non per tutti il Giappone è una terra da criticare e basta e ci sono moltissimi che hanno fatto davvero fortuna qua. Oltre al già citato Girolamo, Salvatore Cuomo per esempio è uno chef di successo con moltissimi ristoranti in Giappone e in tutta l’Asia. Cuomo, tra l’altro, è cresciuto tra Napoli e il Giappone e il giapponese lo parla da sempre: qua non è arrivato all’avventura. Ed è più o meno il tratto comune di chi ce la fa, in cucina come nella moda o nel design: una competenza vera, la lingua parlata bene e anni di pazienza prima di vedere risultati. Chi arriva pensando che l’italianità basti di solito finisce dritto nel gruppo dei frustrati.
Comunità di italiani
Non esiste una vera e propria comunità di italiani in Giappone, ognuno fondamentalmente si fa i fatti propri. Ci sono gruppi su Facebook dove alcuni gruppetti si “divertono” a sparlare di altri italiani ed ogni tanto organizzano pranzi e cene per lo stesso scopo. Purtroppo manca del tutto uno spirito di unione. Se proprio cercate un punto di ritrovo, gli unici che reggono sono quelli istituzionali: l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo con mostre, concerti e proiezioni, e le iniziative dell’Ambasciata. Sono occasioni dove si conosce gente senza il chiacchiericcio dei gruppi online, anche se spesso ci trovate più giapponesi che italiani.
Quartiere italiano
Non esiste una “Little Italy” in Giappone, tuttavia a Tokyo nel quartiere di Shimbashi c’è una zona chiamata “Italy Town” in cui gli edifici ricordano vagamente quelli che è possibile trovare in Italia. Sconsiglio una visita in questa zona perché resterete parecchio delusi: di ristoranti e locali italiani ce ne sono davvero pochi, niente a che vedere con i quartieri italiani delle capitali del resto del mondo.
Collaborazioni tra italiani
Di tanto in tanto ricevo proposte di collaborazione da parte di italiani che vivono qua o che vogliono venire qua a vivere. Quasi sempre si tratta delle solite cose, cioè proposte di business che anche un bambino potrebbe pensare e che sono fatte da persone che non hanno la minima idea di cosa significhi vendere un prodotto. Tra le proposte più diffuse ci sono: esportare vino, salumi e olio in Giappone, importare prodotti giapponesi in Italia e venderli agli appassionati tramite internet.
Idee che possono funzionare se fatte nel modo giusto, di sicuro non come molti hanno in mente di fare.
La cosa più assurda è quando le persone mi scrivono per invitarmi a vedersi di persona o su Skype per propormi qualcosa, senza accennarmi minimamente cosa vorrebbero fare: un classico di chi ha tempo da perdere.
Video: Lavori per italiani in Giappone
Video: Perché il Giappone adora gli italiani
Video: Italiani tristi e depressi in Giappone
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).
