Il Monte Fuji ha un magnetismo particolare. Quando vivi in Giappone, o anche solo se ci passi qualche settimana, diventi quasi ossessionato dal cercare la sua sagoma all’orizzonte. Non importa quante volte io l’abbia visto, ogni volta che spunta tra le nuvole o dietro un grattacielo mi fermo a guardarlo. Spesso prendo la macchina o il treno proprio per andare in zone dove la visuale è pulita, sperando in una giornata limpida e senza foschia.
In città la presenza del vulcano è discreta ma potente. Io vi consiglio di salire sugli osservatori gratuiti o di prenotare una camera ai piani alti, specialmente in inverno quando l’aria è secca e tagliente. Nelle mattine serene, prima che si alzi l’inquinamento cittadino, la montagna sembra vicinissima e crea un muro naturale dietro il cemento.
La Skytree taglia il cielo di Tokyo, mentre il profilo innevato del Fuji osserva la metropoli in lontananza. Un contrasto netto tra natura e modernità.
I grattacieli di Shinjuku si accendono con la luce dorata del tramonto. Il vulcano sullo sfondo ricorda che la natura domina sempre, anche sulla città.
Una distesa infinita di cemento e vetro che si ferma solo davanti alla montagna. L'aria invernale rende i contorni degli edifici incredibilmente nitidi.
Svegliarsi a Toyosu con i grattacieli freddi del mattino e il vulcano all'orizzonte. Una prospettiva che ordina il caos cittadino in modo quasi geometrico.
A Fujiyoshida la strada principale guida lo sguardo direttamente verso la montagna, unendo la frenesia di quartiere a una vista impressionante.
Il viaggio stesso verso l’interno offre scorci continui. Dal finestrino dello Shinkansen si ha quella manciata di secondi perfetta per scattare, mentre in auto sulla superstrada la vetta ti fa compagnia dritto davanti al parabrezza. Io trovo che guidare fin lì la mattina presto, con la strada vuota, sia uno dei momenti più rilassanti del viaggio.
Il treno ad alta velocità sfreccia sul fiume, una linea bianca metallica contro il blu del cielo. Un'immagine classica che racconta il dinamismo giapponese.
Dal finestrino del treno si scorgono ciminiere e capannoni industriali. È il volto produttivo del paese che scorre veloce sotto la vetta innevata.
Guidare verso Kawaguchiko significa farsi accompagnare dalla montagna per chilometri, tra boschi fitti di conifere e asfalto perfetto.
La simmetria della strada veloce invita al viaggio. Man mano che ci si avvicina, la cima bianca diventa sempre più imponente e definita.
Dal treno in corsa si coglie un riflesso rapido sull'acqua. Pochi secondi per osservare l'ambiente urbano prima che il paesaggio cambi di nuovo.
Il minimarket sotto la montagna è ormai un simbolo della quotidianità locale, una comodità moderna che si scontra con il panorama maestoso.
Andare ai piedi del monte cambia tutto. L’acqua ferma del primo mattino crea riflessi nitidi, e il silenzio è assoluto. Ve lo dico sinceramente, spesso mi basta prendere un caffè caldo, sedermi su una panchina vicino alla riva e godermi l’aria gelida che arriva dall’acqua. Se capitate ad Hakone, le imbarcazioni sul lago Ashi offrono un punto di vista stabile, utile soprattutto per chi viaggia con ritmi più lenti o in famiglia.
Le prime luci dell'alba sul lago Kawaguchiko annullano il confine tra acqua e cielo. Una barca solitaria scivola nel silenzio più totale della mattina.
Il rosso acceso del battello e del torii sull'acqua spezza i toni freddi del lago Ashi. Un paesaggio che incarna l'immaginario classico di Hakone.
Il veliero colorato attraversa le acque di Hakone, una scena pittoresca circondata dal verde delle colline e dominata dalla sagoma del vulcano.
Camminare tra l'erba alta vicino al lago Motosu regala un senso di isolamento totale, molto lontano dalle zone turistiche più affollate.
I fili d'erba dorati si alzano verso il cielo azzurro invernale. Una composizione naturale semplice che esalta le sfumature grezze della terra.
Un momento di pausa al parco Oishi con un gelato, circondati dal freddo invernale e da una visuale frontale completamente sgombra.
La luce naturale fa risaltare i colori nel parco, mentre la vegetazione secca ricorda che siamo nei mesi più freddi e limpidi dell'anno.
Quando le foglie cambiano colore, il paesaggio fa un salto di qualità visivo enorme. Strutture tradizionali come la pagoda Chureito si riempiono di persone, ed è normale, ma l’impatto estetico giustifica la folla. Se volete un’atmosfera più silenziosa, vi direi di esplorare i villaggi storici o i santuari antichi nascosti tra i boschi. L’odore del legno vecchio e del fumo dei fuochi rende l’esperienza molto fisica.
Le case dai tetti di paglia a Oshino riportano indietro nel tempo. L'autunno colora gli alberi, mentre il laghetto riflette la tranquillità rurale.
La pagoda Chureito incorniciata dal rosso autunnale. È una prospettiva ricercata da chiunque passi per Fujiyoshida, unendo architettura e natura.
La luce del tramonto accende la struttura a cinque piani. Gli alberi in parte spogli lasciano intravedere la montagna che lentamente scivola nell'ombra.
Catturare la luce dorata della sera davanti alla pagoda richiede tempismo, ma ripaga sempre con un'atmosfera sospesa e molto contemplativa.
I rami incorniciano la cima imbiancata mentre il rosso della struttura si fa più intenso. L'equilibrio tra opera umana e paesaggio è perfetto.
Il calore del fuoco al santuario Kitaguchi Hongu Fuji Sengen. Un luogo spirituale immerso nella natura, circondato da foreste fitte e pietre antiche.
Natura e altitudini
Non serve sempre stare ai piedi del vulcano per apprezzarne la stazza. Salire sulle montagne vicine richiede un po’ di cammino ma regala prospettive ampie, dove il Fuji domina un mare di colline verdi. Quando si esplorano le zone più naturali, ci si accorge subito di alcune cose:
Le fioriture primaverili: cambiano totalmente la palette di colori del terreno.
Il campeggio in quota: offre cieli notturni che in città semplicemente non esistono.
I campi agricoli: creano geometrie pulite che guidano l’occhio verso la montagna.
La distesa rosa dei fiori di Shibazakura segna l'arrivo della primavera. Una tappezzeria naturale che contrasta fortemente con la roccia vulcanica.
Le file ordinate delle piantagioni di tè guidano lo sguardo verso la cima. Un paesaggio agricolo curato che sfrutta le pendici fertili della regione.
Tende illuminate come lanterne nelle Alpi giapponesi. Il campeggio notturno offre un cielo stellato e una nebbia leggera che avvolge il fondovalle.
Le sfumature rosa e oro del tardo pomeriggio riscaldano l'orizzonte rurale. La mole della montagna sovrasta le piccole abitazioni contadine sottostanti.
Osservare il vulcano dall'alto, che buca letteralmente lo strato di nuvole grigie, restituisce le vere proporzioni di questo gigante isolato.
Sulla cima del monte Takao, l'aria primaverile e i colori dei cerchi olimpici offrono un punto di vista diverso e decisamente carico di energia.
Ammirare l'orizzonte dal Takao in tarda mattinata. L'assenza di ombre dure permette di godersi i verdi intensi della vegetazione circostante.
Un piccolo ristoro rustico sul monte Jinba, con i ciliegi in fiore. Raggiungerlo a piedi rende la vista sul panorama ancora più appagante.
Alla fine, viaggiare per fotografare questa montagna è solo una scusa per passarci del tempo vicino. Che sia dal finestrino di un treno veloce, dalla vetrata di un grattacielo o vicino a un lago ghiacciato, è uno di quei panorami che rimette tutto in prospettiva. Io scelgo sempre il silenzio del mattino presto, con una visuale aperta e l’aria fredda sulla faccia.
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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