Cosa vedere ad Enoshima
Enoshima è una piccola isola molto bella da esplorare e si trova ad un breve tragitto in treno da Kamakura. Un ponte collega Enoshima alla terraferma rendendo ancora più facile scoprire le attrattive e meraviglie naturali di questo luogo che includono giardini, un famoso santuario, una torre di osservazione e una serie di grotte, a cui si aggiungono naturalmente vari servizi come negozi e ristoranti. L’isola è famosa anche per le viste splendide sul Monte Fuji che regala nelle giornate particolarmente limpide e per le sue specialità gastronomiche a base di pesce tra cui i famosi shirasu, dei minuscoli pesciolini serviti in molti ristoranti dell’isola.
Se siete curiosi di visitare Enoshima, eccovi qualche consiglio sulle principali cose da vedere sull’isola.
Indice
Santuario Enoshima
Il santuario di Enoshima comprende in realtà tre santuari collocati in punti diversi dell’isola. Il santuario principale include, tra gli altri edifici, una sala ottagonale che ospita una delle tre Benzaiten più venerate del Giappone: la statua della dea Benten, protettrice di Enoshima e dea della fortuna e della ricchezza. Tra i rituali più particolari del santuario c’è anche quello del “lavaggio delle banconote” che si effettua presso lo stagno del complesso nell’auspicio che i soldi si possano moltiplicare. La sala ottagonale vale la sosta anche solo per le due Benzaiten che custodisce: una a otto braccia, legata alle preghiere di Minamoto no Yoritomo, e una raffigurata nuda mentre suona il biwa, la più famosa dell’isola. Gli altri due santuari si incontrano salendo e proseguendo verso la punta, quindi conviene vederli tutti e tre e non fermarsi al primo.
Samuel Cocking Garden
Si tratta di un bellissimo parco costruito nel luogo in cui sorgeva la residenza del mercante britannico Samuel Cocking, il quale nel 1880 acquistò un vasto terreno dell’isola per realizzare un giardino botanico. Il parco include anche una torre di osservazione alta 60 metri che funge anche da faro. Del progetto originale è sopravvissuto più di quanto sembri: nel parco sono stati riportati alla luce i resti in mattoni della serra di Cocking, distrutta dal terremoto del Kanto del 1923 e poi dimenticata per decenni. Era una serra enorme per l’epoca, riscaldata a vapore e tra le prime del genere in Giappone.
Il resto del giardino cambia faccia con le stagioni, tra camelie e ortensie e le illuminazioni invernali che accendono la torre.
Grotte Iwaya
Situate lungo la costa meridionale dell’isola, le grotte Iwaya sono una delle maggiori attrazioni di Enoshima. Scavate dalla forza del mare lungo le scogliere rocciose, sono due grotte facilmente accessibili ai turisti con un percorso realizzato all’interno. All’interno di una delle due grotte sono ospitate alcune statue buddiste, mentre l’altra è dedicata alla leggenda di un drago che si dice avesse terrorizzato la zona prima di essere sconfitto dalla dea Benten.
Enoshima Daishi
Nel periodo del Rinnovamento Meiji tutti e tre i templi presenti su Enoshima furono demoliti fino a quando, negli anni ’90, si decise di riportare un tempio buddista sull’isola. Il tempio Enoshima Daishi è un complesso moderno, sede della scuola Shingon, che ospita al suo interno una statua alta 6 metri di Fudomyo, protettore del Buddismo.
Enoshima Island Spa
Per chi è alla ricerca di relax e benessere, consiglio una sosta presso il resort e spa Enoshima Island Spa, che sorge lungo la costa frastagliata di Enoshima. Offre diverse vasche termali, sia all’aperto che al coperto, alcune delle quali realizzate all’interno di grotte artificiali e altre che offrono belle viste sul Monte Fuji nei giorni di cielo limpido.
Acquario di Enoshima
L’Acquario di Enoshima sorge a ridosso della spiaggia nei pressi del ponte che collega l’isola alla terraferma. Si tratta di un acquario grande e moderno che ospita nelle sue vasche numerose specie ma si focalizza prevalentemente sull’habitat e sulla vita marina che caratterizza la baia di Sagami. Ad intrattenere i visitatori ci sono anche spettacoli di delfini, pinguini e foche.
Il pezzo forte, però, sono le meduse: l’acquario ne alleva decine di specie e ha una sala dedicata dove galleggiano illuminate dentro vasche cilindriche, con una sfera gigante al centro. Non è un caso, perché la riproduzione delle meduse è una delle specialità storiche di questo acquario.
Tempio Ryukoji
Il Tempio Ryukoji è un luogo dalla storia leggendaria: sorge nel punto in cui Nichiren, fondatore dell’omonima scuola buddista, stava per essere giustiziato prima che, secondo quanto si narra, un lampo di luce e un tuono convinsero gli esecutori a concedergli la salvezza. Il tempio è un bellissimo complesso composto da diversi edifici, tra cui spicca una pagoda a cinque piani risalente al periodo Meiji, la sala principale, uno stupa bianco e la grotta dove Nichiren fu imprigionato.
Spiagge
La costa di Enoshima è un alternarsi di scogliere rocciose e incantevoli spiagge, alcune più selvagge e isolate, mentre altre più attrezzate a livello turistico. Proprio accanto al ponte di Enoshima si trovano due spiagge popolari e ricche di servizi, tra cui ristoranti e bar che costellano il lungomare, hotel e negozi di noleggio di ombrelloni e attrezzatura per sport acquatici.
Chigogafuchi
Superata la zona dei santuari, la parte finale dell’isola scende verso Chigogafuchi, una piattaforma rocciosa scavata dal mare proprio sopra le grotte Iwaya. È il punto in cui conviene fermarsi più a lungo: tra gli scogli si formano pozze d’acqua piene di pesciolini e granchi, e nelle giornate limpide il tramonto sul Monte Fuji visto da qui è la cosa più bella di Enoshima.
Poco sopra, sulla collina, si trova il Ryuren no Kane, la campana degli innamorati legata alla storia d’amore tra il drago e la dea Benten: le coppie la suonano insieme e lasciano un lucchetto sulla rete accanto.
Benten Nakamise e cosa mangiare
Dal ponte al santuario si cammina lungo il Benten Nakamise, la via dei negozi larga meno di tre metri e rimasta uguale dal periodo Edo. È qui che si concentra quasi tutto il cibo di strada dell’isola.
La specialità da provare è la tako senbei: un polpo intero schiacciato su una piastra rovente e servito come una cialda gigante, croccante e ancora calda. Nei ristoranti della via il piatto simbolo è invece lo shirasu don, una ciotola di riso ricoperta di pesciolini, che si può assaggiare anche crudo nei mesi in cui la pesca è aperta.

Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).
