1 giorno a Nara
Un giorno a Nara è una gita che vi fa sentire subito il Giappone “classico”, ma senza complicazioni. In poche ore vi portate a casa templi enormi, una passeggiata nel verde e quella sensazione rara di giornata che scorre liscia. Se la impostate bene, è una di quelle uscite che finiscono con voi soddisfatti e non distrutti.
Io la consiglio quando avete voglia di una giornata “pulita”: poche scelte giuste, camminata bella, e niente corse inutili. Poche tappe fatte bene battono sempre la lista infinita.
Indice
Stazioni e arrivi
La prima cosa da sapere è che Nara ha due stazioni diverse e scegliere bene vi evita subito un errore classico: camminate extra senza senso. Avete JR Nara e Kintetsu-Nara. La differenza pratica è semplice: Kintetsu-Nara è più vicina al parco, quindi vi mette quasi già dentro la zona “da cartolina”. La JR Nara resta comoda, e non è lontanissima, ma vi aggiunge un tratto a piedi prima di entrare nella parte più bella.
Se partite da Kyoto, io deciderei così: se fate Nara e poi tornate a Kyoto, non cambia la vita e scegliete la soluzione più comoda per voi. Se invece avete in mente una serata a Osaka, allora secondo me la scelta diventa strategica: la Kintetsu Line vi porta diretta verso Namba, e Namba è perfetta per cena, luci serali e rientro semplice. Qui ve lo dico sinceramente: l’errore che vedo spesso è scegliere “JR per abitudine” e poi ritrovarsi a fine giornata con cambi inutili quando siete già stanchi.
Consiglio pratico immediato: se avete uno zaino serio o una borsa pesante, fate subito la cosa più intelligente del mondo e usate i locker in stazione. Nara è una città da camminare, e un peso addosso vi rovina il ritmo più di quanto immaginiate.
Giro perfetto
La tentazione è sempre la stessa: “già che ci sono, vedo tutto”. Il problema è che la Prefettura di Nara è enorme, e in una sola giornata rischiate di trasformare una gita piacevole in una corsa a ostacoli. Io onestamente farei una scelta netta: concentratevi sul Parco di Nara e su quello che avete lì attorno. È la versione che vi lascia più soddisfatti con meno stress.
Il giro che consiglio più spesso è costruito per non farvi crollare a metà pomeriggio:
- prima parte: colpo d’occhio subito forte
- pausa a metà: reset mentale vero
- seconda parte: camminata nel verde
- finale: rientro tranquillo senza ansia
Il bello è che non dovete inventarvi nulla: la zona del parco è già un itinerario naturale. E se vi avanza tempo, non lo “riempite” per forza: tenetevi un margine per camminare senza meta, perché Nara rende proprio così.
Todai-ji
Il Todai-ji è il classico posto che dal vivo sembra più grande di come ve lo ricordavate. E la cosa importante è questa: non è solo “entro e guardo”, è anche l’avvicinamento, i viali, la scala del complesso. Io qui vi consiglio una regola semplice: non trattatelo come un timbro.
Se avete tempo, fate una cosa che sembra banale ma cambia tutto: fermatevi e guardate i dettagli del legno, le proporzioni, la luce. Bastano pochi minuti fatti bene e vi resta addosso l’impressione giusta, quella da “ok, questo era davvero enorme”. Se invece lo fate di fretta, vi resta solo una foto e stop.
Pro pratico: è una tappa impossibile da sbagliare, perché anche se c’è gente, il posto ha una presenza pazzesca. Contro pratico: nelle ore centrali può essere molto affollato, quindi o arrivate relativamente presto oppure accettate che ci sarà un po’ di folla e non vi rovinate l’umore.
Isuien
Il Giardino Isuien è la mia pausa preferita in questa gita, perché non è “un’altra cosa da vedere”: è proprio una pausa che cambia tono. Dopo templi, cervi, foto e persone, entrare in un giardino curato vi fa rallentare in modo naturale. Ve lo dico subito: se vi piace l’idea di una giornata equilibrata, questa tappa vale oro.
Io lo uso come reset a metà giornata. Camminate più lente, silenzio, dettagli piccoli. È uno di quei posti che vi ricordano che il Giappone non è solo “monumenti”: è anche questo modo di costruire spazi che vi fanno respirare.
Contro realistico: se piove forte o avete pochissimo tempo, è la prima cosa che molti tagliano. Io però lo terrei proprio perché è qualità pura, non una tappa doppione.
Kasuga Taisha
Il Kasuga Taisha è diverso dal Todai-ji: meno “botta” e più percorso, verde, atmosfera. A me piace perché qui il bello è anche lo spostamento per arrivarci. È una tappa che premia chi accetta un ritmo più lento e non vuole fare tutto a tempo record.
Secondo me rende al massimo se vi concedete il lusso di non correre. Camminate, guardate, e lasciate che sia un pezzo di giornata “lunga” e non una visita da cinque minuti. Se invece siete in modalità sprint, può sembrarvi solo “un altro santuario” e perde senso.
Pro concreto: è perfetto se cercate una camminata nel verde senza uscire dall’itinerario principale. Contro concreto: se odiate camminare o avete tempi strettissimi, qui lo sentite, perché la bellezza passa anche dai passi.
Cervi e regole
Il Parco di Nara non è bello solo per i cervi. È bello perché è spazioso, verde, e vi lascia camminare per ore senza la sensazione di “città che vi schiaccia”. I cervi però sono l’elemento che può diventare super divertente o super fastidioso, dipende da come vi comportate.
- tenete snack e cibo chiusi in borsa, perché loro capiscono al volo se avete qualcosa
- se date i biscotti, fatelo con calma: quando si crea il gruppetto, possono diventare insistenti e invadenti
Non è per spaventarvi, è solo realismo. Se restate tranquilli, vi godete la parte più divertente: quei momenti assurdi in cui state facendo una foto e vi ritrovate un cervo a un palmo dall’obiettivo.
Horyu-ji e oltre
Il Tempio Horyu-ji meriterebbe una visita dedicata. Il problema è che molti provano a infilarlo nella giornata “classica” insieme a Todai-ji e Kasuga, e lì iniziano i guai: più spostamenti, più tempo perso, e la gita si trasforma in corsa contro l’orologio.
Io qui sarei netto: se avete un solo giorno, scegliete la versione che vi lascia felici e non sfiniti, e tenete Horyu-ji per un’altra volta. Se invece avete un viaggio più lungo e potete dare a Nara più spazio, allora ha senso farlo diventare una tappa principale.
La cosa importante è questa: Nara non va “vinta”. Va goduta. E spesso il modo migliore per godersela è scegliere cosa non fare.
Pausa pranzo
A Nara io non trasformerei il pranzo in un evento lunghissimo, a meno che non sia una vostra priorità. La giornata è fatta di camminate, quindi vi conviene una pausa semplice e poi ripartire con energia.
Il trucco pratico è gestire bene il corpo: una pausa breve ma fatta bene vi fa arrivare al pomeriggio ancora lucidi. Io di solito consiglio anche di tenere una bottiglietta d’acqua sempre con voi, perché tra foto e passi vi dimenticate e poi vi crolla addosso la stanchezza tutta insieme.
Micro-consiglio che sembra stupido: scarpe comode davvero. Nara è facile, ma è una gita di passi, e le scarpe sbagliate ve la rovinano più di qualunque stazione scelta male.
Serata a Osaka
Se chiudete la giornata a Osaka, secondo me l’abbinata migliore è Nara di giorno e Namba la sera. È un finale che funziona perché cambia energia: Nara è verde e lenta, Osaka è più accesa e “serale”. E vi dà la sensazione di aver vissuto due Giappone diversi nello stesso giorno, senza fare una maratona.
Qui torna utile la scelta iniziale: con la Kintetsu Line avete un rientro più diretto verso la zona giusta, e vi risparmiate l’ultima fatica mentale quando siete già stanchi. Io la vedo così: finite il giro nel parco quando vi sentite soddisfatti, poi vi spostate e vi regalate una cena semplice. Senza complicazioni.
Errori comuni
Queste sono le cose che vedo sbagliare più spesso, e che vi fanno perdere tempo senza darvi niente in cambio:
- scegliere la stazione “a caso” e poi fare camminate extra
- voler infilare troppe tappe e finire in modalità checklist
- sottovalutare la folla e andare in tilt quando è pieno
- pensare ai cervi come peluche e ritrovarsi in mezzo a un gruppetto insistente
Io vi direi: fate meno, ma fatelo meglio. Nara vi ripaga subito, perché è una gita che funziona quando vi lasciate spazio.
Il mio consiglio
Se avete un solo giorno, io punterei su una Nara “pulita”: Todai-ji, pausa a Isuien, Kasuga Taisha, e poi camminata lunga nel parco finché vi va. È la combinazione che vi dà impatto + respiro, e vi evita quella sensazione di “ho corso tutto il giorno per vedere cose”.
E poi, se vi avanza energia, chiudete a Osaka. Una sera a Namba, due passi, una cena semplice. Magari anche solo una tortina presa al volo e le luci della città che vi fanno da sfondo.
A me Nara piace proprio per questo: non vi chiede di essere perfetti, vi chiede solo di camminare e guardare.
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).