A 214 metriTempio TokeijiA 214 metri
Con un bel giardino.

Circondato dal verde della foresta, il Tempio Jochiji è un tranquillo e piccolo tempio zen che si colloca all’inizio del percorso di trekking Daibutsu Trail, un sentiero piuttosto popolare di Kamakura che conduce in circa un’ora al Grande Buddha, l’attrazione principale della città.
Il Tempio Jochiji è uno dei cinque grandi templi di Kamakura e la sua atmosfera serena è quasi contagiosa e invita i visitatori al relax e alla meditazione, lasciandosi avvolgere dai colori e dai profumi della foresta, emozionanti in ogni stagione ma in particolare in autunno quando i colori caldi e malinconici degli alberi rendono questo luogo ancora più affascinante.
Il tempio appartiene alla scuola Engakuji del buddismo zen Rinzai e sebbene le strutture attuali siano state ricostruite dopo il terremoto del 1923. la storia di Jochiji inizia tanti secoli fa, esattamente nel 1283. La costruzione venne voluta dal clan Hojo, che all’epoca governava la regione, per commemorare la scomparsa prematura di Hojo Munemasa, morto a soli 28 anni.
Nel periodo di massimo splendore il tempio era un grande complesso, composto da tanti edifici e strutture, in gran parte andati distrutti durante il Grande Terremoto del Kanto del 1923. Del suo antico prestigio resta il titolo: il Jochiji è il quarto dei cinque templi zen più importanti di Kamakura, e alla sua apertura contribuirono anche monaci venuti dalla Cina, come Gottan Funei. Cuore del tempio è la sua sala principale, Dongeden, in cui è conservato il maggior oggetto di venerazione e preghiera: la trinità buddista composta dalle tre figure di Amida Buddha, Shaka Buddha e Miroku Buddha che rappresentano il passato, il presente e il futuro. All’esterno troverete anche altre strutture come una piccola pagoda di pietra e una torre con campana, tutte costruzioni dai profili semplici e senza troppi decori come prevede la disciplina zen.
Già l’ingresso del Jochiji è uno dei suoi angoli più fotografati. Prima del portale incontrate un piccolo stagno con un ponticello di pietra e, accanto, il Kanro no I, il “pozzo della rugiada dolce”, uno dei dieci pozzi storici di Kamakura.
Salita la scalinata di pietra consumata dal tempo, vi trovate davanti allo Shoromon: è porta e campanile insieme, in stile cinese, con la campana custodita al piano superiore. L’edificio è stato restaurato nel 2007, ma la campana è del 1340, uno dei pochi pezzi sopravvissuti ai secoli e al terremoto.
Prima di uscire dal tempio concedetevi una passeggiata nei giardini che possono essere esplorati con un percorso circolare attraverso prati fioriti e distese di bambù che consente di coglierne appieno la bellezza; lungo il sentiero avrete anche modo di ammirare anche alcune grotte e un cimitero buddista.
Una delle attività più amate dai visitatori è un simpatico rituale che prevede di strofinare la pancia della statua di Hotei, il Buddha sorridente, collocata in una piccola grotta del tempio: si dice che porti fortuna e felicità!
Le grotte che incontrate lungo il percorso nel giardino non sono anfratti naturali: sono yagura, tombe scavate nella roccia tipiche di Kamakura, dove nel Medioevo venivano sepolti monaci e guerrieri.
Con il muschio e le felci che le ricoprono hanno un’atmosfera quasi magica, e in una di queste c’è proprio la statua di Hotei. La sua figura fa parte del pellegrinaggio dei Sette Dei della Fortuna di Kamakura ed Enoshima: per questo vedrete spesso visitatori che si fanno timbrare il libretto dei templi.
Dalla stazione di Kita-Kamakura imboccate la strada principale verso Kamakura: superate il Tokeiji e in circa 8 minuti a piedi arrivate allo stagno e al ponticello di pietra che segnano l'ingresso del tempio.
Se siete già al Grande Buddha potete arrivare anche a piedi nel bosco, percorrendo al contrario il Daibutsu Trail: serve circa un'ora.
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Tempio Jochiji
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Proprio dietro il tempio, oltre il cimitero, parte il Daibutsu Trail, il sentiero citato all’inizio. I primi tratti sono i più impegnativi: radici e gradini di roccia che salgono ripidi nel bosco, da affrontare con scarpe comode.
Poi il percorso si fa più dolce: passa per il santuario di Kuzuharaoka e il parco Genjiyama e scende verso il Grande Buddha. Partire dal Jochiji vuol dire unire zen e natura in un’unica mattinata.
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).