Scogliera al tramonto sulla Penisola di Kii, con sentiero panoramico lungo la costa.

Penisola di Kii

La penisola di Kii è la più grande penisola dell’isola di Honshu in Giappone. La zona è caratterizzata dalla presenza di una densa foresta pluviale ed è interessata da un alto tasso di precipitazioni e tifoni; il territorio peninsulare è suddiviso nella prefettura di Wakayama, che occupa l’intera parte meridionale, la prefettura di Osaka, la Prefettura di Nara e la prefettura di Mie. Ad ovest della penisola si trova il Mare Interno di Seto, mentre a sud è bagnata dall’Oceano Pacifico.

Cosa vedere

Tempio Garan a Koyasan circondato da alberi e visitatori.
Il tempio Todai-ji di Nara, in primavera.
Tramonto sui terrazzamenti di riso a Kumano, Giappone.

Una penisola ricca di tesori

La penisola è ricca di luoghi interessanti, come ad esempio Nara, l’ex capitale del Giappone, il Santuario di Ise, il Distretto di Yoshino, zona selvaggia ricca di foreste e montagne e il Monte Koya, sede del gruppo buddhista Shingon, oltre a numerosi luoghi sacri e di pellegrinaggio sparsi lungo la catena montuosa della penisola, alcuni dei quali sono stati proclamati Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

I templi shintoisti e buddisti delle montagne di Kii rappresentano lo straordinario incontro tra queste due secolari culture e sono collegati tra loro da una fitta rete di sentieri in mezzo alla natura selvaggia delle alte vette di questa zona, che arrivano a sfiorare i 2000 metri. Proprio qui sorgono tre siti sacri, meta di fedeli fin dal IX secolo: si tratta dei siti di Yoshino e Omine, Kumano Sanzan e Koyasan, visitati sia da pellegrini sia dagli amanti dell’escursionismo, grazie alla loro splendida posizione tra boschi, torrenti e cascate. Ognuno dei tre siti ospita templi, statue e altri edifici per lo più costruiti in legno, a richiamare l’architettura tipica delle case tradizionali giapponesi.
I percorsi di montagna sono stati concepiti per essere ardui e accrescere l’esperienza spirituale di coloro che li percorrono. Molti comprendono gradini in pietra e tratti lastricati che agevolano il cammino, come i 34 km di pavimentazione in pietra lungo la via che collega Kumano Sanzan e Ise Jingu.
Il contrasto affascinante tra la natura selvaggia della montagne di Kii e il paesaggio marino della penisola, attraggono ogni anno milioni di visitatori e fanno di questa area una delle più interessanti e variegate di tutto il Giappone.

Kumano Sanzan

Questo sito è famoso per le sue straordinarie architetture in legno e ospita tre santuari principali e due templi, collegati tra loro da sentieri.

Yoshino e Omine

Il sito si trova a nord della penisola, non lontano dalla città di Nara. Yoshino è uno dei principali luoghi sacri per la setta buddista di Shugen. Omine, più a sud, era anch’esso un luogo di pratica ascetica, favorita dalla presenza delle aspre montagne. Questo sito ospita edifici dallo stile architettonico unico, esempio di fusione tra shintoismo e buddismo.

Koyasan

Questo sito sorge a sud di Nara ed è il cuore del buddismo Shingon: venne fondato nell’816 dal monaco Kukai e oggi raccoglie oltre cento templi, il complesso del Danjo Garan e il cimitero di Okunoin, dove si trova il mausoleo dello stesso Kukai.

Origini culturali e religiose

Dal III al II secolo a.C., quando venne introdotta la cultura del riso in Giappone, si iniziò a diffondere il culto scintoista, che prevedeva la venerazione di elementi naturali come montagne, boschi, rocce e alberi. Gli dei della montagna erano associati al controllo dell’acqua, essenziale per la coltivazione del riso in pianura. L’introduzione del buddismo avvenne invece verso la metà del VI secolo, di pari passo con lo sviluppo di un sistema centralizzato di leggi, e con la volontà del governo di adottare una religione nazionale.
Piano piano si cominciò a considerare le montagne come luogo privilegiato per il raccoglimento spirituale e si iniziò a costruire numerosi templi e santuari. La consacrazione dei tre principali siti nelle montagne di Kii guadagnò un notevole sostegno da parte di coloro che desideravano fuggire dal peggioramento delle condizioni di vita dovute a tensioni e conflitti sociali. Le famiglie aristocratiche finanziarono la costruzione di nuovi templi, come mezzo per garantire una vita migliore nell’aldilà.
A partire dal XIX secolo i siti diventarono ambiti anche da turisti ed escursionisti e i percorsi per raggiungerli vennero migliorati e incrementati, facendo di questa zona una delle più visitate del paese.

I cammini del Kumano Kodo

Il Kumano Kodo non è un sentiero solo, ma una rete di cammini che convergono sui tre grandi santuari di Kumano. Il più battuto è il Nakahechi, che parte da Takijiri e sale tra i villaggi di montagna fino a Kumano Hongu Taisha: è la scelta giusta la prima volta, perché è ben segnalato e trovate dove dormire lungo la strada.
Il Kohechi collega Koyasan a Hongu superando tre passi sopra i mille metri ed è di gran lunga il più duro, solo per camminatori allenati. L’Iseji scende dal versante di Mie verso il mare con i suoi tratti lastricati in mezzo ai cedri, mentre l’Ohechi segue la costa del Pacifico ed è il più panoramico.

Non serve percorrerli per intero: molte tappe si camminano in mezza giornata e si incastrano con gli autobus che risalgono la valle, la soluzione più semplice se avete pochi giorni.

Come arrivare

Il fronte più comodo da cui entrare nella penisola è quello di Osaka: da Shin-Osaka il limited express Kuroshio scende lungo la costa fino a Kii-Tanabe in poco più di due ore, ed è da qui che partono gli autobus per Takijiri e per Kumano Hongu Taisha, il punto d'ingresso classico del Kumano Kodo.
Per il Monte Koya si parte invece da Osaka Namba con la linea Nankai Koya fino a Gokurakubashi, dove una funicolare di cinque minuti vi porta sull'altopiano: in tutto circa un'ora e quaranta.

Da Nagoya si attacca il versante orientale: il limited express Nanki costeggia la prefettura di Mie fino a Shingu e Kii-Katsuura, la base migliore per la cascata di Nachi. Sempre da Nagoya, o da Osaka, i treni Kintetsu portano a Ise in due ore scarse per il santuario di Ise Jingu.

Informazioni utili

Nome: Penisola di Kii
Durata visita: Almeno 3-4 giorni per mettere insieme Koyasan e la zona di Kumano; per camminare il Nakahechi da Takijiri fino a Nachi servono 4-5 giorni
Prenotazione: Per visitare non serve, ma gli alloggi sono pochissimi: i minshuku lungo il Kumano Kodo e i templi di Koyasan si esauriscono con mesi di anticipo in primavera e autunno. Prenotate appena avete le date, sul sistema ufficiale Kumano Travel o direttamente ai templi.
Consigli utili: Ritirate il libretto dei timbri gratuito all'ufficio turistico di Tanabe o al Kumano Kodo Kan di Takijiri: lungo il Nakahechi i timbri stanno in casette di legno accanto ai piccoli santuari oji, e a Kumano Hongu Taisha vi danno quello finale, quello che vale il certificato di pellegrinaggio.
Trasporti:
  • Stazione di Kii-Tanabe (JR Kisei, limited express Kuroshio): autobus per Takijiri e Kumano Hongu Taisha
  • Stazione di Koyasan (Nankai Koya più funicolare da Gokurakubashi): bus per Okunoin e Danjo Garan
  • Stazioni di Shingu e Kii-Katsuura (limited express Nanki da Nagoya): accesso al versante di Mie e a Nachi
Indirizzo: Kii Peninsula, Hongucho Shizukawa, Tanabe, Wakayama 647-1714, Japan
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Quando andare

La penisola è uno degli angoli più piovosi del Giappone: le montagne fermano l’umidità che arriva dal Pacifico ed è quest’acqua ad aver scavato le gole e a riempire le cascate. Mettete in conto un acquazzone in qualunque stagione e portate una giacca impermeabile seria, non il poncho da emergenza.
Il momento migliore per camminare è tra aprile e maggio o tra ottobre e novembre, quando l’aria è asciutta e le temperature restano gentili. A Yoshino i ciliegi coprono i fianchi della montagna di solito tra inizio e metà aprile, ed è il periodo più affollato dell’anno.

L’estate è calda e umida, e tra agosto e settembre arriva la stagione dei tifoni: capita che i sentieri chiudano per frane e che gli autobus saltino le corse, quindi controllate la situazione prima di mettervi in marcia. In inverno la costa resta mite, ma sulle vette di Omine ci sono neve e ghiaccio e i percorsi alti non sono per tutti.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).