A 12451 metriCastello di TakamatsuA 12451 metri
Con un fossato di acqua di mare.
Costruito quasi interamente sottoterra come suggerisce il suo nome, il Museo d’Arte Chichu è uno dei capolavori più apprezzati del rinomato architetto Tadao Ando.
Si colloca su una collina affacciata sulla costa meridionale dell’isola di Naoshima, della quale rappresenta la più grande attrazione, tanto che Naoshima viene spesso soprannominata “l’isola dell’arte”: è una delle 12 isole che ospitano la Triennale Setouchi, uno degli appuntamenti di arte contemporanea più importanti del Giappone.
La visita al Museo d’Arte Chichu è un’esperienza che non vivrete in alcun altro tempio dell’arte: l’edificio stesso è il maggior capolavoro, in quanto realizzato per gran parte sottoterra in materiali come vetro, acciaio e legno, e illuminato esclusivamente dalla luce naturale: osservare le opere d’arte sotto la luce del sole che filtra negli ambienti offre un’esperienza visiva molto particolare, con percezioni che cambiano a seconda del momento della giornata e della stagione, e sentendosi in totale sintonia con l’ambiente naturale circostante.
Anche l’ingresso al museo avviene in maniera singolare: dalla biglietteria del museo, si accede attraverso un incantevole giardino che evoca i paesaggi fioriti ritratti spesso dal pittore francese Claude Monet, al quale è riservata una mostra all’interno del museo.
Dall’esterno del museo non si vede quasi nulla: Ando ha scavato la collina e ci ha incastrato dentro un edificio che dall’alto appare soltanto come una serie di tagli geometrici nel verde, un triangolo e un quadrato aperti sul cielo.
Quei cortili non sono un vezzo estetico, sono il motore di tutto: portano la luce naturale fino alle sale più profonde e vi fanno perdere la percezione di quanto siete sottoterra.
Il percorso che li collega è fatto di lunghe rampe e corridoi di cemento a vista, stretti e volutamente disorientanti, che vi obbligano a rallentare prima di ogni sala: è il modo di Ando per farvi arrivare davanti alle opere già predisposti al silenzio.
La collezione d’arte del museo non è molto ampia e dà spazio solamente a tre artisti, ma è composta da pezzi d’arte che vi conquisteranno. La visita parte da una galleria dedicata al pittore Claude Monet: vi ritroverete in una sala rivestita di marmo bianco che ospita cinque tele della serie delle “Ninfee”, dipinte dall’esponente dell’impressionismo francese negli ultimi anni della sua vita. Dopo Monet si prosegue con tre lavori di James Turrell, che sfrutta la luce come parte delle sue installazioni artistiche, una tecnica che al museo è perfettamente riassunta nella sala “Open Sky“. Le tre opere di Turrell vanno affrontate con calma, perché sono l’una il rovescio dell’altra: in “Afrum, Pale Blue” un cubo di luce proiettato in un angolo sembra solido come un oggetto, mentre in “Open Field” si sale una scalinata e si entra dentro la luce, in una stanza che sembra non avere più né pareti né profondità.
“Open Sky” è invece una sala con un’apertura quadrata nel soffitto: ci si siede sulla panca di pietra lungo i muri e si guarda il cielo cambiare colore, incorniciato come un dipinto.
Il terzo artista ospitato nel museo è Walter de Maria con la sua unica installazione artistica “Time/Timeless/No Time” che occupa la sala più grande del museo, catturando lo sguardo dei visitatori con le sue forme geometriche che decorano la stanza mentre al centro domina una sfera di poco più di 2 metri di diametro. Attorno alla sfera di granito lucidissimo sono disposte 27 sculture in legno ricoperte d’oro, distribuite lungo le pareti e sui gradini della scalinata monumentale che attraversa la sala.
Il gioco sta tutto qui: la luce cambia con le ore e i riflessi dorati sulla superficie della sfera non sono mai gli stessi, tanto che la stanza vista alle 10 e vista alle 16 sembra due opere diverse.
La collezione permanente non varia e non ci sono mostre temporanee proprio perché il museo è stato realizzato appositamente attorno a queste opere contemporanee.
Prima di uscire dal museo vi consiglio di fare una sosta al cafè che offre viste incredibili sul mare e sul paesaggio dell’isola. Il negozio del museo è perfetto per acquistare souvenir a tema artistico: libri, fotografie e articoli per la casa sono alcune delle idee regalo che potreste trovare.
Si parte quasi sempre dal porto di Miyanoura, dove arrivano i traghetti da Uno e da Takamatsu: da lì prendete il bus urbano di Naoshima (100 yen) fino al capolinea di Tsutsujiso, che è anche la fermata di chi arriva da Honmura.
A Tsutsujiso si cambia sulla navetta gratuita del Benesse Art Site, che in una decina di minuti vi lascia alla biglietteria del museo, da cui si prosegue a piedi attraverso il giardino.
Se preferite muovervi da soli, da Miyanoura sono 30-40 minuti di passeggiata in salita oppure una ventina di minuti in bicicletta: l'ultimo tratto è ripido, quindi conviene una bici elettrica.
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Museo d'arte Chichu
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A 14250 metriNella città di Takamatsu.
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A 24817 metriVeramente molto bello.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).