Lavanderie a gettoni in Giappone

Fare il bucato in Giappone è una delle cose più semplici che vi capiteranno in viaggio. Con una valigia leggera e qualche moneta da 100 yen in tasca risolvete tutto in poco più di un’ora, senza spendere quasi niente.

Le lavatrici a gettoni sono ovunque nelle città, aperte a tutte le ore, e molti hotel ne hanno una zona dedicata al piano.

Vi racconto come funzionano davvero, dove cercarle, quanto si spende e i piccoli trucchi che mi hanno risparmiato più di una figuraccia davanti a un pannello tutto in giapponese.


Dove trovarle

Le lavanderie a gettoni in Giappone si chiamano coin laundry, o coin randori se provate a chiederlo a qualcuno, e le trovate un po’ dappertutto nelle zone abitate. Nei quartieri residenziali di Tokyo ne spunta una ogni pochi isolati, spesso vicino a un konbini o a un piccolo supermercato.

Quasi tutte sono aperte senza orari fissi e senza nessuno dietro un bancone: entrate, usate le macchine, uscite.

Per trovarne una comoda vi basta cercare coin laundry sulla mappa del telefono e vedere quella più vicina all’hotel. Se siete in una zona molto turistica e centrale, tipo intorno a Shinjuku o Shibuya, potreste doverne cercare una un po’ defilata, perché nel pieno del centro commerciale ce ne sono meno che nelle strade dove la gente vive davvero.

Il segnale da cercare è una vetrina illuminata con le file di oblò, di solito con insegne blu o arancioni.

Tre lavatrici Sharp in fila all'interno del JR East Hotel Mets Premier Akihabara di Tokyo.
Trovare lavatrici a gettoni in albergo permette di viaggiare con bagagli leggeri. Le istruzioni sono tradotte e i macchinari moderni accettano anche carte elettroniche.
Due lavatrici a gettoni Sharp posizionate in una stanza del Mitsui Garden Hotel Toyosu Premier a Tokyo.
Gli schermi indicano il tempo esatto del ciclo. Ricordate sempre il numero della macchina usata per ritirare il bucato senza il rischio di aprire l'oblò di un altro cliente.

In hotel c’è sempre?

No, e questa è la prima cosa da controllare quando prenotate. La regola generale è che i business hotel e gli ostelli hanno quasi sempre una piccola stanza lavanderia a un piano, con due o quattro macchine a gettoni a disposizione degli ospiti.

Gli hotel di fascia alta e i ryokan tradizionali molte volte non ce l’hanno, e vi propongono invece un servizio di lavaggio a capo che costa parecchio.

Se il bucato in autonomia vi interessa, io vi direi di guardare questi punti prima di confermare la stanza:

  • Controllate la descrizione: verificate se compare la parola laundry tra i servizi, perché non tutti la mettono in evidenza.
  • Fasce di hotel: negli economici e negli ostelli la macchina è quasi scontata, nei quattro-cinque stelle spesso no.
  • Chiedete in reception: se non c’è la lavanderia, di solito vi sanno indicare quella più vicina in strada.
  • Con più tappe: alternate, fate il bucato dove c’è la macchina e tenete leggeri gli altri hotel.

Un’idea comoda quando si cambia città spesso è accumulare i panni sporchi e spedire la valigia in avanti con il servizio di corriere, il takkyubin, verso l’hotel dove sapete che c’è la lavanderia. Arriva lì e vi aspetta, e voi viaggiate con lo zaino leggero.

Come funziona

Il meccanismo è più facile di quanto sembri, anche se il pannello è tutto in giapponese. Ci sono tre tipi di macchine e vi conviene riconoscerli subito, perché a occhio si somigliano parecchio e più di una persona ha pagato l’asciugatrice pensando di aver avviato il lavaggio.

  • La lavatrice normale: ci mettete i panni, chiudete, pagate e parte da sola. Un ciclo dura sui 20-40 minuti.
  • L’asciugatrice: si paga a tempo, di solito qualche minuto ogni 100 yen, e potete aggiungere monete anche mentre gira.
  • La macchina tutto in uno: lava e asciuga senza spostare niente, comoda se non volete fare la guardia.

Il modello più diffuso ormai è quello con l’oblò davanti e il cestello a tamburo, quello che fa tutto da solo. In molti casi, prima di caricare, la macchina fa un risciacquo del cestello da vuota per pulirlo, quindi non spaventatevi se sentite l’acqua girare prima ancora di aver messo i panni.

Il punto a cui fare più attenzione è non riempire troppo: fermatevi a circa due terzi del cestello, altrimenti lava male e soprattutto non asciuga bene.

Quanto si spende

Ve lo dico subito, è una delle cose più economiche che farete in Giappone. Una lavatrice normale costa più o meno tra i 200 e i 400 yen a ciclo, l’asciugatrice va a tempo con qualcosa come 100 yen ogni dieci minuti circa, e la macchina che lava e asciuga insieme sta su una fascia più larga, intorno ai 500-1.200 yen.

Per un viaggiatore che deve rinfrescare qualche giorno di vestiti è pochissimo, soprattutto se lo paragonate al lavaggio a capo dell’hotel, che è tutta un’altra spesa.

Le macchine funzionano quasi sempre con le monete da 100 yen, che qui diventano il vostro miglior amico. Alcune lavanderie hanno il cambiamonete, ma non tutte, quindi la prima cosa che vi consiglio è passare al konbini e farvi un bel gruzzolo di pezzi da 100.

I prezzi cambiano da posto a posto e ogni tanto si aggiornano, perciò date sempre un’occhiata al pannello prima di infilare le monete.

Il detersivo

Nella maggior parte delle lavanderie a gettoni moderne il detersivo è già incluso e viene dosato in automatico dalla macchina. Non dovete portare niente e, cosa importante, non dovete aggiungerne altro: il cartello che lo spiega spesso è solo in giapponese, quindi tenetelo a mente.

Le macchine grandi mettono da sole anche l’ammorbidente.

Poi ci sono i posti più vecchi dove il detersivo va comprato a parte, di solito da un distributore lì dentro. In quel caso io preferisco prenderlo prima al konbini o al supermercato, perché nel distributore della lavanderia costa un po’ di più e la scelta è minima.

Negli hotel capita che alla reception vi diano una bustina gratis, mentre altrove c’è il distributore a pagamento. Nel dubbio, una confezione piccola comprata fuori vi copre tutto il viaggio e pesa niente in valigia.

L’asciugatrice

Qui c’è la vera comodità del sistema giapponese, e ve lo dico da persona che d’inverno o nella stagione delle piogge non riuscirebbe mai a far asciugare niente in stanza. Le asciugatrici delle coin laundry vanno a gas, buttano aria molto calda e tirano fuori i vestiti asciutti e morbidi in poco tempo.

Roba leggera come magliette e asciugamani si asciuga in una ventina o trentina di minuti, i jeans e i tessuti spessi vogliono qualche minuto in più.

Si paga a tempo, quindi il consiglio è partire con poco e aggiungere monete a scaglioni se serve, invece di riempire tutto subito e sprecare.

Un’accortezza sui capi delicati: il calore è forte davvero, e i tessuti sintetici o le cose delicate rischiano di rovinarsi. Quelli meglio tenerli fuori dall’asciugatrice e stenderli, oppure impostare un tempo corto.

Molte persone usano queste macchine solo per asciugare, magari quando piove da giorni: portate i panni già lavati e in mezz’ora sono pronti.

Lavare in stanza

Se avete pochi capi e non vi va di cercare una lavanderia, lavare a mano nel lavandino della camera è una soluzione che uso spesso per l’essenziale, tipo intimo, calzini e una maglietta. Quasi tutti gli hotel giapponesi hanno un filo o stendino richiudibile sopra la vasca del bagno, pensato proprio per questo.

Molti bagni hanno anche l’asciugatrice ad aria calda della stanza da bagno, che aiuta a far girare l’aria e velocizza tutto.

Due cose piccole fanno la differenza qui:

  • Tappo da lavandino: portatelo da viaggio, piatto in silicone, perché non tutti i lavelli ce l’hanno.
  • Mollette o gancio: così stendete meglio i capi piccoli e occupano meno filo.

Ve lo dico sinceramente: per un viaggio lungo il lavaggio a mano da solo non basta, si asciuga lento e vi ritrovate il bagno pieno di roba umida. Va benissimo come rattoppo occasionale, non come sistema unico.

Errori da evitare

Ci sono un paio di scivoloni classici che vedo fare in continuazione, e con un minimo di attenzione li saltate tutti. Il più comune è confondere lavatrice e asciugatrice, perché da fuori si assomigliano: guardate sempre l’icona o chiedete conferma prima di pagare.

Il secondo è strapieno il cestello, che rende il lavaggio scadente e l’asciugatura infinita.

  • Niente detersivo extra: se la macchina lo dosa da sola, altrimenti vi ritrovate i vestiti pieni di schiuma.
  • Non lasciate il bucato dentro: dopo la fine del ciclo, perché il ricambio è veloce e c’è chi aspetta.
  • Piegate al tavolo comune: senza monopolizzarlo, e liberate in fretta la macchina.
  • Tenete d’occhio il tempo: così tornate quando è finito e non fate accumulare persone.

La regola non scritta qui è la buona educazione verso chi viene dopo di voi. Nessuno controlla, ma un turnover rapido e ordinato è quello che tiene queste lavanderie pulite e sempre libere.

Vale la pena?

Secondo me sì, e senza pensarci troppo. Viaggiare con quattro o cinque cambi e fare il bucato ogni tanto vi alleggerisce la valigia, vi fa risparmiare sul servizio dell’hotel e vi toglie il pensiero di arrivare a fine viaggio con la borsa dei panni sporchi che scoppia.

Io una sera a metà viaggio la dedico volentieri alla lavanderia: metto su la lavatrice, faccio due passi fino al konbini, torno e infilo tutto nell’asciugatrice.

In un’oretta e con qualche moneta da 100 yen mi ritrovo tutto pulito e asciutto, pronto per ripartire leggero. Voi come lo gestite di solito il bucato in viaggio?

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).