
Kagoshima
Spesso definita la “Napoli dell’Oriente” per il clima mite, la bellezza del mare e del suo cielo azzurro e soleggiato, ma soprattutto per la presenza di un vulcano a dominare la città, Kagoshima è il capoluogo dell’omonima provincia di Kagoshima, centro economico e culturale dell’intera parte meridionale dell’isola di Kyushu, di cui occupa proprio l’estremità sudoccidentale.
La maggior parte della città sorge su un terreno collinare, quasi al 100% di origine vulcanica. La città gode inoltre di un clima subtropicale con temperature miti, che la rendono piacevole da visitare nella maggior parte dell’anno. A 4 Km di distanza dal centro sorge il vulcano attivo di Sakurajima, che domina la città e ne è diventato il simbolo indiscusso, così come il Vesuvio per Napoli: nel corso dei secoli si sono succedute oltre trenta grandi eruzioni, la più violenta nel 1914, in seguito alla quale Sakurajima ha smesso di essere un’isola e si è saldata alla penisola di Osumi, nel momento in cui la lava fuoriuscita dal cratere ha riempito lo stretto che la separava dalla terraferma.
In virtù della straordinaria somiglianza con la città partenopea, nel 1960 è stato sancito un gemellaggio ancora oggi attivo e molto sentito da entrambe le parti. L’amministrazione di Kagoshima ha dedicato a Napoli alcuni tram e persino una strada, la Napori dori (viale Napoli), che si trova nei pressi della stazione di Kagoshima-Chuo. Napoli ha dal canto suo dedicato una strada alla città giapponese, ossia Via Kagoshima, che sale per 300 metri sulla collina del Vomero con una pendenza del 10%. Nel 2010, in occasione delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del gemellaggio, l’area del Centro Direzionale di Napoli compresa tra gli edifici C1 e B5 è stata intitolata “Largo Kagoshima“.
Indice
Cosa vedere
Imperdibile il Sengan-en, meraviglioso esempio di giardino giapponese, concepito nel 1658 come villa del signore feudale allora al potere. Dal giardino si gode di un’ottima vista sul golfo di Kinko e sul vulcano Sakurajima sullo sfondo.
All’interno del giardino sorge lo Shoko Shuseikan, sede di un museo che espone monete e documenti storici relativi ai 700 anni di regno dei feudatari Shimazu.
Poco distante dal centro urbano, il bosco di Shiroyama offre suggestive vedute sulla città, oltre ad essere stato teatro della battaglia finale della ribellione di Kagoshima, il luogo dove l’eroe nazionale Takamori Saigo si tolse la vita insieme ai suoi compagni.
Il Museo d’Arte della città di Kagoshima ospita una grande collezione di lavori di pittori della prefettura di Kagoshima, oltre ad opere di artigianato locale e utensili tradizionali.
Il Reimeikan, ossia il Museo storico della Provincia di Kagoshima, racconta cultura e storia della città, con l’ausilio di supporti audiovisivi e vari schermi multipli.
Il Parco memoriale di San Francesco Saverio e l’omonima chiesa furono realizzati nel 1949 per celebrare il quattrocentesimo anniversario dell’arrivo di san Francesco Saverio a Kagoshima, ossia il primo missionario che introdusse il cristianesimo in Giappone.
Tappa imperdibile è sicuramente l’acquario di Kagoshima, uno dei più grandi di tutto il Giappone, dove si possono ammirare esemplari di lontre marine e delfini.
Il Museo della Restaurazione Meiji si trova nel quartiere di Kajiya-machi, luogo d’infanzia di Takamori Saigo: il materiale esposto illustra il periodo della Restaurazione Meiji, grazie a ricostruzioni rese possibili grazie ad avanzate tecnologie.
Il parco Minato Odori si estende dal palazzo municipale fino al lungomare ed è ricco di fontane e monumenti, un luogo molto amato e frequentato dai locali.
Infine la Board walk è una piacevole passeggiata che si estende lungo tutto il lungomare di Kagoshima, dalla quale si può ammirare il porto, la spiaggia e i traghetti in partenza per il vulcano.
Salire su Sakurajima
Il vulcano non è solo lo sfondo delle cartoline: si visita, ed è la gita classica di chi passa da Kagoshima. Dall’altra parte del golfo un bus turistico fa il giro dell’isola e si ferma all’osservatorio di Yunohira, il punto più alto aperto ai visitatori, con il cratere fumante praticamente addosso.
Ai piedi del vulcano c’è lo Yogan Nagisa Park, con un sentiero tra le colate di lava e uno dei pediluvi più lunghi del Giappone, gratuito e affacciato sul mare. Poco più in là il torii del santuario di Kurokami sbuca appena dal terreno: il resto è ancora sepolto sotto la cenere dell’eruzione del 1914.
Sull’isola vivono circa quattromila persone, con una media di centinaia di esplosioni all’anno: la cenere fa parte della vita quotidiana e si raccoglie in appositi sacchetti, come un normale rifiuto.
Quando andare
Il miglior periodo per visitare Kagoshima è certamente in primavera o in autunno, quando il clima è mite e si sta bene all’aperto. L’estate è invece calda e umida, ed è anche la stagione dei tifoni, che da queste parti arrivano più spesso che nel resto del Giappone.
Come arrivare
Da Tokyo l'aereo è la scelta più sensata: due ore di volo fino al Kagoshima Airport, poi il bus vi porta alla stazione di Kagoshima-Chuo in una quarantina di minuti. In Shinkansen si arriva anche via terra, ma servono quasi sette ore con cambio a Hakata.
Da Osaka il treno torna competitivo, con i diretti Mizuho e Sakura in circa quattro ore, mentre da Fukuoka basta poco più di un'ora.
Una volta a Kagoshima-Chuo il tram vi lascia in centro, a Tenmonkan, in una decina di minuti; i traghetti per Sakurajima partono invece dal porto, accanto all'acquario.
Informazioni utili
- Stazione di Kagoshima-Chuo (Kyushu Shinkansen, linee JR, tram 1 e 2): arrivo dei treni e dei bus dall'aeroporto
- Fermata Tenmonkan-dori (tram 1 e 2): centro dei negozi e dei locali
- Porto di Kagoshima: traghetti per Sakurajima, in funzione 24 ore su 24
Mappa
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Kagoshima
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Cosa si mangia a Kagoshima
La cucina di qui è roba di terra e di mare: il maiale nero kurobuta, servito in tonkatsu spessi o nello shabu shabu, il manzo wagyu della prefettura e i kibinago, pesciolini argentati disposti crudi a raggiera e intinti in una salsa di miso e aceto. Sulla tavola arrivano quasi sempre anche i satsuma-age, frittelle di pesce fritte, e il tonkotsu, costine di maiale stufate a lungo con shochu e zucchero di canna.
Lo shochu, appunto: da queste parti si distilla dalla patata dolce e nelle izakaya è più diffuso del sake, di solito allungato con acqua calda.
Il dolce simbolo è invece lo shirokuma, una montagna di ghiaccio tritato con latte condensato e frutta, nato a Tenmonkan alla fine degli anni Quaranta e ormai copiato in tutto il Giappone.
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).


