Giornali e riviste a New York

Capitale del giornalismo mondiale, New York è la sede di tante riviste e quotidiani che narrano vicende e cronache internazionali e locali.  Del resto New York è una fonte di ispirazione continua per i giornalisti: sede di una delle Borse più importanti al mondo e delle Nazioni Unite, è anche il cuore di movimenti artistici e culturali e location di tantissimi eventi.

Per i turisti i giornali e le riviste di New York non solo un modo per conoscere fatti e cronaca della città, ma anche per restare aggiornati sui futuri eventi nel campo dell’arte, della musica, dello sport, degli intrattenimenti notturni e della cultura.  Troverete quindi informazioni ad esempio su futuri concerti e finali sportive da non perdere, le mostre più interessanti della città e i festival a cui prendere parte.

Tra tutti i giornali e le riviste ce ne sono alcuni più prestigiosi e famosi, altri invece hanno una lunga e affascinante storia alle spalle. Si possono consultare sia online che in forma cartacea e naturalmente si distinguono per gli argomenti trattati, che possono spaziare dalla finanza al gossip. Alcuni quotidiani sono famosi, oltre che per i contenuti proposti, anche per l’edificio storico o particolare che li ospita e che vale la pena visitare se siete a New York.

The Wall Street Journal

Famoso anche in Italia, il Wall Street Journal è il quotidiano più venduto a New York e il più diffuso negli USA, oltre che uno dei più rinomati per la qualità, con quasi 40 premi Pulitzer vinti. Venne fondato nel 1889 da Charles Dow, Edward Jones e Charles Bergstresser: i primi due fondatori sono anche coloro che hanno creato l’Indice Dow-Jones, ovvero l’indice del mercato azionario della Borsa Wall Street. Si incentra più che altro sull’informazione finanziaria e politica, sia statunitense che internazionale, cosa che lo porta ad essere diffuso in tutto il mondo con circa 2 milioni di copie pubblicate giornalmente.

Di recente il giornale si è ampliato, arrivando a coprire altri settori come l’arte, la moda, la gastronomia, i viaggi, ecc. che possono trovarsi nel giornale principale o in inserti pubblicati settimanalmente o mensilmente. La sezione “Greater New York” è interamente dedicata alla Grande Mela, coprendo tematiche come lo sport, la cronaca, la cultura e il settore immobiliare.

Da qualche anno il Wall Street Journal è passato alla News Corp, la società del magnate australiano Rupert Murdoch, ed ha debuttato anche online in una versione a pagamento che registra tra i più elevati numeri di abbonati. La sede del Wall Street Journal è a Manhattan, al 1211 di Avenue of the Americas, in un grattacielo conosciuto anche come News Corp. Building. Si tratta di un edificio completato nel 1973 come parte del complesso del Rockefeller Center e ospita le principali società di proprietà di Rupert Murdoch, tra cui la 21st Century Fox e News Corp, e gli studi televisivi di Fox News Channel. Nel grattacielo hanno sede anche gli uffici di un altro quotidiano, il New York Post.

The New York Times

Fondato nel 1851, il New York Times fu tra i primi quotidiani della Grande Mela e tra i più prestigiosi. La sua storia è profondamente legata a quella della città, che occupa grande spazio nelle pagine del quotidiano, con numerose sezioni dedicate alla cronaca locale e inserti settimanali dedicati agli eventi della città, con informazioni su spettacoli teatrali, concerti, mostre, festival e tanto altro ancora. Alla domenica viene venduto assieme alla rivista New York Times Magazine, che riscuote enorme successo tra i lettori. Tanti sono i temi trattati anche a livello nazionale, con pagine ed editoriali dedicati al business, alla salute, alla gastronomia, ai viaggi, ecc., oltre naturalmente a cronaca e politica.  È il secondo quotidiano più venduto a New York, ma per i newyorchesi resta un’istituzione: è da questo giornale che prende il suo nome la celebre Times Square, perché l’edificio in cui era ospitato in origine, il One Times Square, si affaccia proprio sulla celebre piazza. Oggi il New York Times ha cambiato sede e si trova sulla 8th Avenue, in un grattacielo “green” progettato da Renzo Piano e chiamato New York Times Building: ad oggi è uno degli edifici più alti e innovativi della Grande Mela.  Oltre al New York Times qui hanno sede altri prestigiosi quotidiani nazionali, come il Boston Globe.

Il motto del giornale, “All the News That’s Fit to Print”( Tutte le notizie che vale la pena di stampare), trasformato in “All The News That’s Fit to Click” dopo la nascita della versione digitale, è famoso a tutti i newyorkesi. Il giornale è conosciuto, oltre che per la sua storia e la qualità editoriale, anche per la sua grande presenza online: è stato infatti uno dei primi ad essere presente sul web, con un debutto che risale al 1995 e l’implemento di vari canali di comunicazione, dalle app alla rete sociale TimesPeople, e un sito che rende accessibile l’intero archivio del giornale. Immancabile, in ogni edizione del New York Times, il famoso cruciverba che spesso viene citato anche nei telefilm.

Il New York Times è il giornale che ha vinto più premi Pulitzer in assoluto, ben più di 100.

New York Post

Il New York Post è il più antico quotidiano non solo di New York, ma dell’America e fu fondato nel 1801 da Alexander Hamilton, uno dei padri della Costituzione Americana. Nel corso dell’800 il New York Post era molto elogiato e rinomato in tutto il mondo, ma in seguitò cambiò più volte proprietà fino a che non venne acquistato da Rupert Murdoch che lo trasformò in un tabloid ispirato agli altri prodotti inglesi e australiani di Murdoch, come il Sun. Incentrato sulle vicende di cronaca nazionali e internazionali, conta anche varie colonne dedicate al gossip, allo sport, ai media, alla moda, alla tecnologia e al lifestyle. È famoso per i suoi scoop e per le copertine e i titoli che mirano un po’ a scandalizzare e suscitare interesse nel lettore, ma che a volte sono considerati troppo aggressivi. Tra i titoli più ricordati c’è quello legato ad un omicidio: «Headless body in a topless bar», premiato uno dei migliori titoli del giornalismo americano.

Pur non essendo ai primissimi posti per le vendite, è uno tra i più famosi in città. Ha sede nello stesso edificio del Wall Street Journal.

New York Daily News

Un altro giornale storico è il New York Daily News,  fondato nel 1919 da Joseph Medill Patterson, ispirandosi al Daily Mirror britannico.  È stato il primo giornale ad essere pubblicato in formato tabloid e ha introdotto diverse innovazioni, tra cui quella di dare ampio spazio alla fotografia: in origine il nome del giornale era infatti “Illustrated Daily News” e sin dalla nascita, nel logo compare il simbolo di una macchina fotografica. Il formato, comodo da leggere in metropolitana, e la presenza di tante immagini lo ha fin da subito fatto apprezzare dai pendolari e dagli immigrati che ancora non avevano molta dimestichezza con la lingua inglese. Inoltre, nonostante il New York Daily News si occupi anche di cronaca nazionale e internazionale, uno spazio importante è dato ai fatti di New York: il Daily News, forse più di qualunque altro giornale, è considerato il quotidiano della Grande Mela, con tante sezioni interessanti su sport, intrattenimenti, eventi e festival,  temi sociali, lifestyle, gossip, ecc.

Di particolare interesse è anche il grattacielo in cui è stato ospitato il Daily News fino al 1995, situato al 220 East 42nd Street vicino alla Second Avenue. L’attuale sede è al 4 New York Plaza nella Lower Manhattan ma la precedente è ancora conosciuta come il The News Building ed è molto popolare tra gli appassionati di cinema e fumetti: la hall è dominata da un mappamondo gigante che ha ispirato i creatori di Superman per la realizzazione del Daily Planet. Proprio in questo grattacielo furono anche girate delle scene del primo film.

The Village Voice

Dai suoi esordi nel 1955, il Village Voice è stato il settimanale preferito dai newyorchesi assieme al New Yorker, per il suo taglio particolare e perché tratta principalmente di ciò che accade nella Grande Mela, incentrandosi per lo più sui temi di costume, cultura alternativa e società.  Il nome della rivista deriva dal quartiere Greenwich Village, spesso chiamato semplicemente The Village, culla della Beat Generation e dei principali movimenti dei diritti civili, e infatti a fondare il settimanale sono stati Dan Wolf, Ed Fancher e lo scrittore della Beat Generation Norman Mailer. Per anni il Village Voice è stato un punto di riferimento per il settore culturale e artistico di New York, in quanto tra le sue pagine hanno trovato spazio ogni forma di arte e genere musicale, dal punk al rock, con tante news e articoli sulla New York più bohémien che l’hanno portato a vincere tre premi Pulitzer. Fino a poco tempo fa veniva distribuito gratis in forma cartacea, mentre oggi si trova solo online, ma è sempre consultabile gratuitamente. A mio avviso è uno dei settimanali più interessanti della Grande Mela, perché oltre ad articoli su vari argomenti, tra cui i fatti di cronaca, l’economia, la cultura e la musica, pubblica recensioni e interviste di spettacoli, concerti, film e tanti eventi culturali di New York.

Ci sono anche sezioni specifiche che trattano del panorama gastronomico di New York con recensioni su ristoranti, interviste ai manager e informazioni sulle nuove aperture; tra i temi trattati trovano spazio anche l’azienda dei trasporti MTA, le forze dell’ordine e reportage sulla comunità LGBT.

The New Yorker

Infine, concludiamo la lista di riviste e giornali con un altro celebre settimanale molto apprezzato dai newyorchesi. Nato nel 1925 copre vari argomenti che spaziano da reportage e articoli su politica, cronaca, scienza, cultura popolare, scienza, tecnologia, e tanto altro ancora sia a livello locale che nazionale e internazionale.  È un magazine molto particolare, dal profilo originale e satirico, con grande spazio dedicato a poesia, letteratura, cucina, humor e vignette comiche. Sono proprio queste ultime la parte più famosa del giornale: presenti ad ogni numero, alcune anche in copertina, sono realizzate da alcuni tra i più importanti illustratori americani tra cui Roz Chast, Peter Arno, Charles Barsotti, ecc. Alcune vignette hanno poi dato origine a telefim e graphic novel, il caso più celebre sono le vignette di Charles Addams pubblicate negli anni ’50, diventate poi il telefilm e film “La famiglia Addams”.

Punto di orgoglio del New Yorker è la sua sezione culturale dedicata alla letteratura contemporanea: tanti scrittori affermati hanno pubblicato racconti e saggi per la rivista, mentre altri sono diventati famosi proprio dopo aver scritto sul giornale.

Il New Yorker è di proprietà della società Condé Nast Publications, che pubblica anche altre riviste come Vanity Fair, Vogue, Wired, Architectural Digest, GQ, ecc.

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