Coprire tatuaggi negli onsen

Entrare in un onsen giapponese con dei tatuaggi è uno di quei temi che crea sempre mille dubbi. Qualcuno vi dirà che basta coprirli con un cerotto, qualcun altro che è impossibile, altri ancora giurano che “se li nascondi nessuno dice niente”. Ve lo dico subito: gli adesivi copritatuaggi possono aiutare, ma non cancellano le regole delle strutture, e a volte fanno la differenza solo dove c’è già un po’ di apertura.

Qui sotto provo a mettere in ordine cosa succede davvero quando si parla di tatuaggi e onsen, come funzionano gli adesivi, dove trovarli e in quali casi ha senso usarli, con una piccola distinzione tra onsen, sento e ryokan e qualche idea pratica per fare il bagno senza stress rispettando le abitudini locali.

Regole e tatuaggi

La prima cosa da accettare, anche se può dare fastidio, è che il divieto di tatuaggi negli onsen esiste davvero e non è solo una leggenda metropolitana. Molte strutture hanno un cartello chiaro all’ingresso che dice che chi ha tatuaggi non può usare i bagni, punto. In origine questa regola nasce per tenere fuori la criminalità organizzata, ma oggi finisce per coinvolgere anche chi ha un piccolo disegno sulla caviglia o una scritta sul braccio.

Quando leggete il divieto, la regola è quasi sempre pensata anche se coprite il tatuaggio. Cioè: ufficialmente, in tanti onsen il divieto vale comunque, che usiate cerotti, adesivi color pelle o qualunque altra soluzione. Non troverete scritto “vietato anche se coperto”, ma lo spirito è quello: niente tatuaggi in vasca, visibili o meno, perché per i gestori è più semplice avere una linea unica.

Nella pratica però succede questo: se il tatuaggio è piccolo, coperto bene con un adesivo e vi comportate in modo discreto, in molte strutture chiudono un occhio. Non perché sia un vostro diritto, ma perché nessuno ha voglia di controllarvi centimetro per centimetro se non date nell’occhio e non disturbate. Io onestamente vi direi di viverla così: gli adesivi non rendono “permesso” qualcosa che è vietato, ma riducono il rischio di problemi se l’ambiente è un minimo flessibile.

Su una cosa, però, c’è poco da discutere: sono le loro regole. Se il personale vi chiede di non entrare, o di uscire perché ha visto un tatuaggio, si può provare a spiegare con gentilezza, ma alla fine non c’è molto da contestare. Secondo me ha senso partire dall’idea di dover rispettare queste regole, e usare adesivi, orari strani e trucchetti vari solo come soluzioni di compromesso, non come “trucchi” per fregare il sistema.

Adesivi copritatuaggi

Gli adesivi copritatuaggi non sono i classici cerotti marroncini che trovate nel reparto medicazione. Sono fogli o patch color pelle, spesso sottili e impermeabili, pensati proprio per coprire tatuaggi, cicatrici o macchie visibili. In Giappone vengono venduti con nomi diversi, ma l’idea è sempre quella: un materiale opaco, abbastanza resistente all’acqua calda, che “mima” la pelle.

Di solito esistono in varie misure e forme: piccoli rettangoli per i disegni minuscoli, patch più grandi da tagliare su misura, fino a fogli formato cartolina che potete sagomare a seconda del tatuaggio. La gamma di colori in genere copre soprattutto carnagioni chiare o medio-chiare, perché il mercato principale è quello giapponese, quindi può essere un po’ più difficile trovare la tinta perfetta se avete la pelle molto scura.

Rispetto a un cerotto normale, questi adesivi sono più sottili e più “invisibili” da lontano, e soprattutto sono progettati per resistere a sudore e acqua calda per qualche ora. Alcuni modelli reggono anche uno o due giorni interi se non li staccate, altri iniziano a irritare la pelle se li tenete troppo a lungo: conviene sempre fare una prova rapida in hotel prima.

La cosa importante è capire il loro limite: funzionano bene su tatuaggi piccoli o medi, magari sparsi, ma non sono la soluzione magica per un braccio intero o una schiena piena di disegni. Più aumentano superficie e curve del corpo, più diventa difficile incollare qualcosa che non si noti o non si stacchi dopo pochi minuti in vasca. Ve lo dico sinceramente: se avete un tatuaggio grande stile “manica”, la strada più serena resta cercare strutture davvero tattoo-friendly o usare vasche private.

Dove comprarli

Se volete organizzarvi prima di arrivare all’onsen, gli adesivi copritatuaggi si trovano abbastanza facilmente sia online sia in Giappone. Negli ultimi anni sono diventati un prodotto normale, non una cosa “da addetti ai lavori”.

In Giappone potete cercarli nei drugstore (le grandi catene di farmacia-profumeria), dove spesso ci sono interi scaffali di cerotti, nastri color pelle e patch per coprire cicatrici e inestetismi. Nei negozi di discount tipo Don Quijote capita di trovare fogli di “tattoo cover” o “foundation tape” pensati proprio per chi vuole entrare in onsen o piscine senza mostrare i tatuaggi. A volte sono venduti come prodotti per coprire anche nei colloqui di lavoro o nelle cerimonie, quindi non stupitevi se sulla scatola non compare la parola “onsen”.

Un altro caso interessante sono le strutture che li vendono direttamente, spesso dove la regola dice che i tatuaggi sono vietati, ma possono entrare se completamente coperti con gli adesivi venduti in loco. Alcuni grandi complessi termali hanno introdotto questo sistema: all’ingresso comprate un set di patch approvate da loro, coprite tutto ciò che si vede e in quel caso l’accesso è permesso, ma se il personale nota un tatuaggio scoperto vi può comunque chiedere di uscire.

Se avete un tatuaggio piccolo e sapete già dove andrete, io vi consiglio di comprare gli adesivi in anticipo e tenerne sempre qualcuno nel bagaglio. Non occupano spazio, costano relativamente poco, e vi evitano di dover spiegare tutto a gesti davanti al banco dell’onsen quando magari c’è fila.

Onsen e sento

Per capire dove e come usare gli adesivi, secondo me aiuta distinguere onsen, sento e ryokan, senza fare un trattato ma giusto due punti chiave.

Gli onsen sono i bagni alimentati da acqua termale naturale, con requisiti precisi di temperatura e composizione minerale. Sono spesso in zone di montagna o in cittadine termali, ma esistono anche grandi complessi moderni nelle città. Qui i tatuaggi tendono a essere più “sensibili” perché il bagno è vissuto come un’esperienza tradizionale e rilassante, e i cartelli con le regole sono quasi sempre ben visibili.

I sento sono i bagni pubblici di quartiere, in genere con acqua normale riscaldata, nati per chi non aveva la vasca in casa e oggi frequentati anche da chi cerca un momento di relax in un ambiente semplice. Spesso le regole sui tatuaggi sono meno “scritte” e più affidate al buon senso del gestore e alla sensibilità dei clienti abituali: se c’è un cartello di divieto vale lo stesso discorso degli onsen, ma l’atmosfera può essere un po’ più informale.

I ryokan sono le locande tradizionali, dove dormite in camera tatami e di solito avete un bagno in stile onsen all’interno della struttura. Qui vale una cosa importante: i bagni sono solo per gli ospiti, quindi molti gestori sono più flessibili, o offrono vasche private che si possono prenotare proprio per chi vuole stare tranquillo, tatuaggi compresi.

Io di solito vi direi così: gli adesivi hanno più senso nei ryokan e nei grandi complessi cittadini, dove o c’è già un sistema dichiarato per coprire i tatuaggi, o potete scegliere fasce orarie più tranquille senza sentirvi troppo osservati.

Bagno di notte

Una strategia che vedo usare spesso, soprattutto nei ryokan, è quella del bagno a tarda notte. Molti bagni interni ai ryokan restano aperti fino a tardi o addirittura tutta la notte, proprio per permettere agli ospiti di entrare quando preferiscono. Se avete un tatuaggio piccolo, coperto bene con un adesivo, e andate in orari in cui non c’è nessuno o quasi, è molto più facile che nessuno dica niente.

Qui però bisogna essere onesti: la regola ufficiale non cambia. Se il ryokan ha un divieto di tatuaggi nei bagni comuni, quel divieto resta valido anche alle tre di notte. Semplicemente, quando non c’è nessuno e non date fastidio, il rischio che qualcuno si lamenti o chiami lo staff è molto più basso. È una soluzione “di fatto”, non “di diritto”.

Io onestamente vi consiglio questo approccio:

  • se il tatuaggio è molto piccolo, copritelo con un adesivo fatto bene
  • scegliete un orario molto tranquillo
  • entrate, lavatevi con calma e non allungate troppo la permanenza

Se in qualunque momento qualcuno vi fa notare il tatuaggio o vi chiede di non usare il bagno, accettate la richiesta senza mettervi a discutere. Non è il momento giusto per fare filosofia sui diritti, e ve lo dico proprio da persona che ama gli onsen ma vuole anche riuscire a tornare più volte nello stesso posto senza problemi.

Uso corretto

Per far funzionare davvero gli adesivi copritatuaggi la tecnica conta quasi quanto il prodotto. Un’applicazione fatta male si vede subito, o peggio si stacca dopo pochi minuti in acqua, creando proprio la situazione che volevate evitare.

Di solito io vi direi di seguire questi passaggi base:

  • Pulite bene la pelle, senza crema né oli: l’adesivo attacca meglio su una superficie asciutta e sgrassata
  • Se serve, accorciate i peli nella zona del tatuaggio (senza irritare la pelle il giorno stesso), così la patch aderisce meglio
  • Tagliate l’adesivo su misura, lasciando un bordo di pelle “pulita” tutto attorno al disegno, senza arrivare proprio fino al margine
  • Applicatelo con calma, partendo dal centro e spingendo verso i bordi, per evitare bolle e pieghe
  • Aspettate un po’ prima di entrare in vasca, lasciando che l’adesivo “prenda” bene sulla pelle

Alcuni modelli sono pensati per resistere più visite: c’è chi li mette la sera, fa il bagno, dorme, e li usa di nuovo la mattina dopo. Altri sono più spessi e un po’ meno comodi: magari reggono alla grande in acqua, ma dopo qualche ora iniziano a dare fastidio o arrossare la zona. Secondo me la cosa più saggia è testarli una volta in hotel, sotto la doccia, prima del “giorno vero” in cui volete andare all’onsen.

Un ultimo dettaglio pratico: portate sempre un paio di adesivi di scorta con voi. Se il primo si piega male, si sporca o si stacca appena vi asciugate, avete una seconda chance senza dover rinunciare al bagno.

Strutture tolleranti

La buona notizia è che negli ultimi anni sono aumentate le strutture tolleranti verso i tatuaggi. Alcuni onsen e ryokan dichiarano apertamente che i tatuaggi sono OK senza copertura, altri specificano che sono ammessi solo se coperti con adesivi, altri ancora propongono una combinazione di vasche comuni e bagni privati dove potete entrare da soli o in coppia senza problemi.

Ci sono anche complessi termali che hanno introdotto in modo ufficiale il sistema degli adesivi: il regolamento dice che i tatuaggi sono vietati, ma che è possibile entrare se completamente coperti con gli sticker venduti all’interno. In questo caso gli adesivi di fatto diventano una “chiave di accesso” riconosciuta dallo stesso gestore, non un trucco che sperate passi inosservato.

Per trovare questi posti, il mio consiglio è:

  • cercare nelle descrizioni parole come “tattoo OK”, “tattoo friendly” o l’indicazione che si accettano tatuaggi coperti
  • controllare se ci sono bagni privati prenotabili, spesso indicati come “family bath” o simili
  • quando prenotate un ryokan, scrivere una nota gentile spiegando che avete un tatuaggio piccolo e chiedendo se va bene coprirlo con adesivo

Vi giuro che molti gestori, soprattutto fuori dalle grandi città, sono molto più tranquilli di quanto si pensi, se vedono che vi state impegnando a rispettare gli altri ospiti e a non trasformare il bagno in un campo di battaglia culturale.

Conclusione

Alla fine la domanda è sempre la stessa: con tutte queste regole, vale la pena sbattersi con adesivi, orari strani e ricerche di onsen tattoo-friendly? Io vi direi di sì, se vi attira davvero l’idea di sedervi in una vasca all’aperto, con il vapore che sale e la montagna davanti, o di finire la giornata in città con un bagno caldo in un sento di quartiere.

Gli adesivi copritatuaggi non sono la soluzione perfetta, ma sono uno strumento in più per avvicinarsi agli onsen senza creare tensioni inutili. Funzionano bene quando avete tatuaggi piccoli, quando li usate in posti dove sono esplicitamente ammessi e quando li vivete come un gesto di rispetto verso chi vi ospita, non come un trucco per “fregare il sistema”.

Diciamocelo: su queste regole c’è poco da contestare. Possiamo non condividerle, possiamo sperare che in futuro cambino ancora, ma oggi chi gestisce un onsen o un sento ha l’ultima parola. Secondo me ha più senso scegliere bene dove andare, usare adesivi e bagni privati quando servono, e godersi il momento senza trasformare ogni bagno caldo in una battaglia di principio.

E magari, una sera qualsiasi, vi ritroverete anche voi in un piccolo bagno di ryokan, con il vostro tatuaggio piccolo e coperto, l’acqua calda fino alle spalle e un silenzio quasi totale. In quel momento vi accorgerete che tutta questa organizzazione, alla fine, aveva davvero un senso.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).