Differenza tra sento, onsen, ryokan

Tra le esperienze più piacevoli che potete fare in Giappone c’è sicuramente quella di immergervi in una fumante vasca di acqua calda, il modo migliore per concludere la giornata e concedersi un po’ di relax, rilassando i muscoli e allontanando la fatica e lo stress. Se poi siete in mezzo alla natura, di fronte ad un paesaggio innevato o in un ambiente in legno che profuma di ricordi del passato, allora l’esperienza diventa un qualcosa di magico. Che siate in città o in uno dei piccoli villaggi che punteggiano le montagne e le valli del paese, non sarete comunque mai troppo lontani da un onsen: grazie all’attività vulcanica, il Paese è ricco di sorgenti termali naturali che da secoli i giapponesi sfruttano per il proprio benessere, trovando in queste acque ricche di minerali il rimedio più indicato per contrastare problematiche alla pelle, alla digestione, alle articolazioni e, per molti, anche uno dei segreti della bellissima pelle delle donne giapponesi.

Una tradizione centenaria

L’onsen non è solo un rituale di benessere e bellezza, ma molto di più: è una tradizione millenaria. Le sorgenti naturali erano infatti usate nell’antichità da pellegrini e monaci come rito di purificazione, e in seguito anche da samurai e signori feudali per curare le ferite e rigenerarsi. In breve tempo le proprietà curative e benefiche divennero conosciute e apprezzate da tutti portando alla realizzazione di stabilimenti e piccoli villaggi termali attorno alle sorgenti naturali.

Qual è la differenza tra sento e onsen?

Oltre agli onsen in Giappone sono comunissimi i sento, in particolare nelle grandi città e in quei luoghi in cui non ci sono sorgenti termali. I sento, infatti, sono degli stabilimenti pubblici simili agli onsen, in cui si può fare il bagno caldo ma in una vasca con acqua corrente riscaldata, non nell’acqua termale. Per essere definita “onsen”, l’acqua deve essere di una temperatura superiore a 25°C alla fonte e contenere 19 diversi minerali e una determinata concentrazione di altri elementi come lo zolfo così come viene specificata nella Onsen Law, la legge sugli onsen emanata dal governo nel 1948.

L’unica differenza è quindi nel tipo di acqua che alimenta le vasche, ma per il resto gli stabilimenti onsen e sento funzionano allo stesso modo: si entra pagando una quota di ingresso e, prima di accedere alla vasca si lasciano le proprie cose negli spogliatoi e si fa una doccia. Le vasche sono solitamente separate per generi e ci si fa il bagno nudi.

Come nascono i sento

Se gli stabilimenti onsen sono nati per i loro benefici curativi, i sento in Giappone nascono da un’esigenza vera e propria, in un passato in cui non tutte le case disponevano di una vasca da bagno in cui lavarsi. Questo avvenne in particolare nel periodo del dopoguerra quando un boom demografico portò le città ad essere sovrappopolate e le case divennero sempre più piccole, tanto da non trovare spazio per una vasca. Per questo i sento nascono a scopo igienico, come dei comuni stabilimenti pubblici per i cittadini che alla sera potevano così lavarsi e concedersi un bagno. Il termine sento, che è composto dai kanji “moneta” e “acqua calda” indica proprio l’usanza di “comprare” acqua calda. Negli anni ’60 si contavano oltre 20mila sento in tutto il paese, un numero oggi molto diminuito: si conta siano meno di 5mila, con circa 500-600 di essi solo nell’area di Tokyo. Sono tuttavia un elemento tradizionale che ancora si scorge nelle aree residenziali dove offrono l’opportunità di conoscere un aspetto culturale del Giappone. Sento e onsen sono considerati un vero e proprio rito giornaliero che oltre a donare benessere e relax al corpo, purificano lo spirito e offrono un’occasione per ritrovarsi in un ambiente comune e socializzare.

I vari tipi di onsen

Il termine onsen significa “sorgente calda” e in origine questa parola indicava semplicemente una sorgente di acqua calda termale naturale, che tutt’oggi in alcuni casi e zone è accessibile al pubblico. Tuttavia il significato del termine onsen si è in un certo senso allargato e si usa anche per indicare altre cose: onsen sono generalmente dei piccoli stabilimenti termali pubblici in legno che offrono vasche separate per generi e, in alcuni casi, vasche all’aperto chiamate rotenburo che consentono di godersi una bella vista sul paesaggio durante il bagno.

Ci sono naturalmente anche onsen più moderni dove le vasche sono più simili a delle piscine e si trovano vari servizi simili ad un centro benessere, come massaggi, idromassaggi e saune.

Onsen è un termine che troverete spesso aggiunto al nome di alcuni villaggi termali che hanno come principale attrattiva proprio le sorgenti termali, indicando così la presenza di numerosi stabilimenti e ryokan.

I ryokan

Oltre che negli stabilimenti pubblici, gli onsen si possono provare presso i ryokan, un tipo di hotel tradizionale, in genere di livello medio alto, che offre sistemazioni perlopiù in stile giapponese, una cucina locale solitamente servita in camera e, nella maggior parte dei casi, mette a disposizione dei suoi ospiti delle vasche termali private o pubbliche che di frequente sono accessibili ai visitatori esterni come un normale stabilimento, pagando una quota di ingresso.

Anche se vi invito a visitare uno dei tanti stabilimenti pubblici, i ryokan rappresentano spesso il modo migliore per provare l’esperienza dell’onsen mentre ci si immerge totalmente nella cultura giapponese. Ad esempio nei ryokan riceverete un tradizionale yukata da indossare, potrete dormire sul futon e spesso passeggiare in bellissimi giardini privati giapponesi. Tutto ciò permette sicuramente di apprezzare meglio l’onsen.

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