Tende colorate illuminate di notte con il monte Fuji sullo sfondo.

Campeggio in Giappone

Dormire in tenda guardando le montagne giapponesi è uno di quei momenti che ti fanno sentire davvero lontano dalla solita idea di Giappone. Il campeggio in Giappone è un modo per stare vicino alla natura, risparmiare rispetto a hotel e ryokan e scoprire angoli che la maggior parte dei viaggiatori non vede. Non è immediato come prenotare un business hotel, ma con qualche informazione in più può diventare una grande idea di viaggio.

In queste righe voglio raccontarvi come funziona davvero il campeggio in Giappone: tipi di campeggi, regole scritte e non scritte, costi, stagioni migliori, campeggio con bambini, auto-camping e glamping. L’idea è aiutarvi a capire se fa per voi e darvi abbastanza dettagli per organizzare in autonomia, sia che stiate programmando un viaggio di due settimane sia che viviate già qui e vogliate provare un weekend diverso.

Perché pensare al campeggio in Giappone

Quando si parla di Giappone, di solito vengono in mente Tokyo, Kyoto, treni veloci, grattacieli e magari qualche tempio famoso. La tenda e il fornellino sono un po’ fuori dal cliché, eppure il campeggio è molto diffuso: famiglie con bambini, coppie, gruppi di amici e appassionati di outdoor riempiono i campeggi da fine primavera all’autunno.

La prima motivazione è semplice: il campeggio è spesso un modo più economico per dormire. Esistono campeggi gratuiti o quasi, aree gestite dai comuni con servizi essenziali, fino a strutture super attrezzate con piazzole grandi, corrente elettrica e bagni perfetti. In molti casi riuscite a dormire con poche migliaia di yen a notte, cifre impensabili per altri alloggi in Giappone, soprattutto se siete in famiglia o in gruppo.

Marco Togni sdraiato in una piccola casetta di legno durante un campeggio.
Dopo una giornata fuori, la casetta di legno diventa il rifugio più semplice: cuscini, coperta e quella calma da campeggio che ti spegne il rumore in testa.
Tavolo da campeggio con cibo per barbeque a Kusatsu Onsen.
Sempre lì vicino, il tavolo si riempie di ingredienti per il barbecue: verdure tagliate, carne e pesce, tutto pronto prima che inizi la vera serata.

La seconda motivazione, almeno per me, è che il campeggio vi porta fuori dai circuiti classici. Laghi con vista Monte Fuji, parchi nazionali, fiumi dove la sera si sente solo l’acqua scorrere, boschi di cedri e betulle: è il Giappone che aiuta a rallentare. Se vi piace fotografare o semplicemente vi serve una pausa dal caos di Tokyo, una notte in campeggio cambia completamente il ritmo del viaggio.

Poi c’è l’aspetto culturale. Vedere come i giapponesi vivono il campeggio, con una cura maniacale per ordine, pulizia e silenzio, è quasi affascinante quanto il paesaggio. Tavoli sistemati al millimetro, barbecue curatissimi, lucine ovunque, tende montate come se fossero parte di una scenografia. Io onestamente trovo che il campeggio sia uno dei modi più interessanti per osservare il Giappone “normale”, quello delle famiglie del weekend, non solo delle grandi città.

Come funzionano i campeggi giapponesi

La prima cosa da sapere è che, in Giappone, di solito si campeggia in strutture ufficiali chiamate “camp-jo” o “auto-camp-jo”: sono campeggi veri e propri, con regole precise, orari e spesso gestione pubblica o semi-pubblica. Il campeggio libero “alla europea”, cioè piazzare la tenda dove vi ispira il panorama, non è la norma e spesso non è proprio consentito.

Quasi tutti i campeggi offrono almeno:

  • area pianeggiante dove montare la tenda
  • servizi igienici (spesso molto puliti)
  • punti acqua per bere e lavarsi
  • zona lavaggio per piatti e pentole

Le strutture più attrezzate aggiungono docce, corrente elettrica in piazzola, aree barbecue, piccoli negozi o distributori automatici, a volte perfino un onsen o un bagno pubblico nelle vicinanze. Nei campeggi vicino ai parchi nazionali non è raro trovare bungalow o casette in legno per chi non vuole dormire in tenda.

Casetta per campeggio a Inadani Campers Village di sera con luci accese.
A Inadani Campers Village la sera è questa: due sedie fuori, due chiacchiere e una luce morbida davanti alla casetta. Nessuna fretta, solo aria fresca.
Cartello artigianale con scritta "benvenuto a Inadani Campers Village" e disegni.
Il benvenuto arriva già dal cartello fatto a mano. In Giappone anche un campeggio sperduto riesce a sembrare curatissimo.

Una particolarità giapponese è il sistema delle tariffe: alcuni campeggi fanno pagare una combinazione di quota per la piazzola + quota per persona, altri solo a persona, altri ancora solo a piazzola. Vi consiglio di leggere bene la tabella prezzi, perché se siete abituati a contare solo “numero di persone” può spiazzare.

Un altro punto delicato è la lingua: molti campeggi hanno siti solo in giapponese. Però, una volta capiti i concetti base (date, numero di persone, tipo di tenda, eventuale auto), con un traduttore online e un po’ di pazienza si riesce a gestire. A volte io chiedo direttamente all’hotel della notte precedente di fare una telefonata per me: in Giappone sono quasi sempre gentili e disponibili ad aiutare.

Tipi di campeggi e cosa aspettarsi

Non tutti i campeggi giapponesi sono uguali, anzi. Se prenotate “a caso” rischiate di sognare il campeggio super curato e ritrovarvi in un prato polveroso con un bagno chimico. Vi racconto le grandi categorie, così potete capire cosa fa per voi.

Di solito si trovano:

  • campeggi comunali economici: aree gestite dai comuni, soprattutto in zone rurali, dove si paga pochissimo o addirittura nulla. Spesso sono molto basici, con prato o terra battuta e servizi essenziali, ma in cambio avete notti quasi a costo zero, magari vicino a un fiume o a una spiaggia.
  • campeggi standard a pagamento: la maggioranza dei camp-jo rientra qui. Piazzole numerate, servizi puliti, zona lavaggio stoviglie, raccolta differenziata super dettagliata, piccola reception. I costi di solito restano abbordabili rispetto ad altri alloggi.
  • auto-camping: piazzole ampie dove parcheggiate l’auto accanto alla tenda, spesso con elettricità e spazio enorme per tavoli, gazebo e tutto il resto. Perfetto se avete noleggiato una macchina e viaggiate con molta attrezzatura.
  • campeggi con bungalow o cabin: per chi vuole l’atmosfera del campeggio ma non ama l’idea di dormire per terra. Casette in legno, piccoli chalet o bungalow con letti, a volte con bagno privato.

Una cosa che vi giuro che mi ha colpito è quanto siano curate le aree comuni anche nei campeggi economici: rubinetti lucidi, bagni puliti, cartelli chiari su come buttare i rifiuti. Dove in altri Paesi ci si aspetterebbe caos e disordine, qui trovare un lavandino sporco è quasi più sorprendente del contrario.

Bagno in comune con vasca idromassaggio a Inadani Campers Village.
Ero in un camping economico e spartano, ma per qualche motivo il proprietario ci teneva molto al bagno. Per cui nella foresta ha messo questa vasca e sembra una spa di lusso.
Interno di biblioteca in legno con scaffali pieni di manga in un campeggio giapponese.
E poi scopri la stanza dei manga: scaffali pieni, sedie, finestra con adesivi. In campeggio leggi, piove, e non ti senti mai “bloccato”.

Campeggio libero e cosa è davvero “permesso”

La domanda che ricevo più spesso è sempre la stessa: “ma in Giappone si può fare campeggio libero?”.

La risposta secca è: in linea di massima no, o comunque non è qualcosa di incoraggiato. Il campeggio è pensato per svolgersi in aree designate: campeggi ufficiali, zone specifiche dentro ai parchi, terreni privati con permesso. Nelle montagne e nei parchi nazionali il campeggio libero è spesso vietato o fortemente scoraggiato per motivi ambientali e di sicurezza.

Detto questo, nella pratica esistono situazioni un po’ “grigie”: alcuni escursionisti piantano la tenda in zone molto remote, altri dormono in auto in parcheggi isolati. Io vi direi di considerare queste cose come eccezioni, non come regola. In Giappone il concetto di non dare fastidio agli altri è fortissimo, e basta poco perché qualcuno veda il campeggio libero come comportamento egoista.

Marco Togni in campeggio in Giappone con lattina di Pringles e Coca-Cola.
Quando hai fame vera, vincono le cose semplici: una bibita fredda e uno snack da supermercato. Anche in mezzo al verde ti ritrovi con mezzo mondo nello zaino.
Marco Togni cucina su una griglia durante un campeggio in Giappone di notte
La griglia di notte è il centro di tutto: lanterna accesa, pinze in mano e il tempo che rallenta mentre giri la carne e senti la brace.

Per un viaggio organizzato dall’estero, secondo me ha senso puntare sui camp-jo ufficiali:

  • meno stress su controlli e divieti
  • bagni decenti assicurati
  • raccolta rifiuti chiara e ben gestita
  • atmosfera generalmente tranquilla

Se proprio volete esplorare opzioni borderline, fatelo solo se avete davvero esperienza, in posti estremamente isolati, informandovi bene e lasciando il luogo meglio di come l’avete trovato. Io onestamente, se venissi una sola volta in Giappone per fare campeggio, non mi giocherei il viaggio per piazzare una tenda dove non è chiarissimo se sia ok o meno.

Scatola per affumicare cibo su pietre in un campeggio nella natura.
Questo affumicatore improvvisato sembra una cosa da bricolage, ma funziona. Lo monti su due pietre e ti ritrovi a cucinare come se fosse normale.
Cibo affumicato in preparazione su griglia con salsicce e pannocchie a Inadani Campers Village.
Dentro, salsicce e pannocchie cuociono lente. È il tipo di cena che in campeggio fai senza parlare troppo, perché l’odore dice già tutto.

Quando andare in campeggio in Giappone

La cosa bella del Giappone è che, volendo, si può campeggiare quasi tutto l’anno. La cosa meno bella è che non tutte le stagioni sono adatte a tutti.

In generale, i periodi migliori per il campeggio sono:

  • maggio: temperature miti, tanta vegetazione nuova, giornate spesso limpide
  • ottobre e inizio novembre: clima fresco e secco, con foglie d’autunno spettacolari in molte regioni

I periodi più complicati:

  • fine giugno–metà luglio: stagione delle piogge, con giornate umide e acquazzoni improvvisi che possono rovinare facilmente una notte in tenda
  • estate piena (metà luglio–fine agosto): caldo afoso, insetti, temporali, e campeggi strapieni per le vacanze scolastiche e l’Obon

Le mezze stagioni sono quelle dove, secondo me, il campeggio in Giappone rende di più: di giorno si sta bene, la sera basta una felpa, l’aria è pulita e c’è meno affollamento.

Un aneddoto: una volta ho portato un piccolo gruppo in un campeggio vicino a un fiume, a settembre. Di giorno si stava in maniche corte, la sera la temperatura è scesa di colpo e uno dei partecipanti aveva sottovalutato il sacco a pelo. Abbiamo improvvisato una “montagna” di vestiti sopra al sacco e ce la siamo cavata, ma da allora vi ripeto sempre: controllate bene le temperature notturne, perché in montagna in Giappone anche in estate fa freschino, e in autunno può fare proprio freddo.

Persona nel bosco, salendo verso la cima di Monte Jinba.
Sul sentiero nel bosco ti viene spontaneo toccare gli alberi, quasi per orientarti. In Giappone i trail sono curati, ma restano veri.
Persona cammina su passerella di legno nel Parco Nazionale di Oze in autunno.
A Oze la passerella taglia la pianura come una riga. Cammini in fila, zaino sulle spalle, e capisci perché qui proteggono tutto così tanto.

Costi e budget per il campeggio

Uno dei motivi per cui io amo il campeggio è che, se volete, può diventare una strategia furba per abbassare il budget del viaggio senza rinunciare a vivere posti belli.

Indicativamente, si può dire che:

  • i campeggi comunali o basici possono chiedere da poche centinaia di yen a persona, a volte sono addirittura gratuiti
  • i campeggi standard hanno spesso una combinazione di quota per piazzola + quota a persona, ma restano in un range accessibile rispetto a hotel e ryokan
  • gli auto-camp ben attrezzati, con piazzole grandi e magari elettricità, chiedono di solito qualche migliaio di yen a notte per la piazzola
  • il glamping e le strutture di lusso salgono su prezzi simili a quelli di un buon ryokan, ma con cena, colazione e tenda attrezzata inclusa

In pratica, anche senza diventare maniaci dell’ottimizzazione, il campeggio permette di risparmiare parecchio se viaggiate in famiglia o con amici.

Un esempio concreto: se dividete una piazzola auto-camping in quattro persone, spesso finite a pagare l’equivalente di un pranzo in città a testa per dormire in un luogo pazzesco, magari con vista lago o con il rumore di un fiume in sottofondo. Ve lo dico sinceramente: per chi ama la natura, sono soldi spesi davvero bene.

Come prenotare un campeggio in Giappone

Qui arriviamo alla parte che mette più ansia a chi non parla giapponese: la prenotazione. Molti campeggi hanno:

  • siti solo in giapponese
  • moduli di prenotazione poco intuitivi
  • oppure accettano prenotazioni solo telefoniche

La tendenza, soprattutto nelle aree più frequentate, è richiedere la prenotazione obbligatoria o comunque estremamente consigliata, perché nei periodi di punta si riempiono in fretta.

Qualche strategia pratica che io uso spesso:

  • se dormite in hotel o ryokan la notte prima, chiedete alla reception di chiamare il campeggio per voi
  • usate un traduttore online per capire almeno le parti chiave del sito: tariffe, calendario di apertura, numero massimo di persone per piazzola
  • per i campeggi dentro i parchi nazionali, controllate i siti ufficiali: spesso hanno una pagina riassuntiva in inglese con i contatti corretti

In bassa stagione o in zone meno famose, alcuni campeggi accettano ancora arrivi quasi “a sorpresa”, ma non fateci troppo affidamento se puntate a luoghi popolari come i laghi del Fuji, alcune valli di Nagano o Hokkaido in estate.

Un piccolo aneddoto: una volta, in Golden Week, ho provato a chiamare tre campeggi in zona Fuji la settimana prima del weekend. Tutto pieno. Alla fine ho cambiato completamente zona e siamo finiti in un campeggio semi-sconosciuto lungo un fiume, bellissimo. Da allora vi consiglio, se puntate a periodi caldi o a zone famose, di prenotare con largo anticipo e avere sempre un piano B.

 

Campeggiare senza auto: pro e contro

Una domanda molto pratica è: “posso campeggiare usando solo treni e bus?”

La risposta è sì, ma serve organizzazione. Molti campeggi sono raggiungibili con:

  • treno fino alla stazione principale più vicina
  • bus locale fino a una fermata nei dintorni
  • una camminata finale di 10–30 minuti

Alcune guide dei parchi nazionali indicano chiaramente i tempi di spostamento, tipo “30 minuti di bus dalla stazione X, poi 15 minuti a piedi”.

Senza auto, però, siete:

  • più vincolati agli orari dei bus
  • meno comodi nel trasporto di tenda, sacchi a pelo e cibo
  • meno flessibili in caso di pioggia o cambi di programma

Vi consiglio il campeggio senza auto se:

  • vi piace camminare e avete un minimo di abitudine al trekking
  • vi va l’idea di restare due notti nello stesso campeggio, usando il posto come base
  • viaggiate leggeri, con tenda compatta e attrezzatura essenziale

Se invece siete alle prime armi, io vi direi di partire con la combinazione auto a noleggio + auto-camping. È molto più indulgente su errori di logistica, meteo ballerino e cambi di idea all’ultimo minuto.

Auto-camping e dormire in macchina

L’auto-camping in Giappone è quasi un mondo a parte. Immaginate file di piazzole grandi, ognuna con posto auto, spazio per la tenda, tavolo, magari presa elettrica e area barbecue. Arrivano famiglie con minivan pieni di attrezzatura, montano tende gigantesche, gazebo, lucine, e in mezz’ora hanno ricreato metà soggiorno di casa.

Per chi noleggia un’auto, l’auto-camping offre:

  • la possibilità di portare più attrezzatura senza ammazzarsi di peso
  • un rifugio sicuro in caso di pioggia forte
  • spesso elettricità in piazzola per caricare telefoni, fotocamere, droni

Poi c’è il tema del dormire in macchina, molto diffuso tra chi fa road trip lunghi o viaggia low budget. In Giappone esistono:

  • le michi-no-eki, aree di sosta lungo le strade principali
  • i parcheggi di alcuni onsen e strutture termali
  • parcheggi di parchi naturali dove la sosta notturna è tollerata

Attenzione però: michi-no-eki e aree di servizio non sono campeggi. In generale è tollerato dormire in auto, ma non è ben visto montare tavoli, sedie, tende o fare barbecue nel parcheggio. La regola non scritta è: se sembri un automobilista stanco che riposa qualche ora, va bene; se sembri un campeggio improvvisato in mezzo all’asfalto, stai sbagliando posto.

Io vi consiglio di usare queste soluzioni:

  • per una notte di transito tra una zona e l’altra
  • oppure se arrivate tardi in zona e il campeggio è già chiuso

Per soste più lunghe, secondo me è meglio appoggiarsi ai camp-jo ufficiali: dormite meglio, siete in regola e non dovete preoccuparvi che qualcuno vi bussi al finestrino alle 3 di notte.

Glamping e campeggio “comodo”

Negli ultimi anni il Giappone è impazzito per il glamping, cioè il campeggio “glamour”. In pratica: tende fisse o strutture semi-permanenti, letti veri, arredi curati, spesso cena barbecue preparata per voi, bagni comodi e a volte persino onsen privati con vista.

Vi parlo di glamping in un articolo sul campeggio perché secondo me può essere:

  • un primo passo per chi non ha mai campeggiato
  • una bella idea per una notte speciale vicino al Fuji o al mare
  • la soluzione diplomatica se viaggiate con qualcuno che odia l’idea di dormire per terra

Le zone più dense di glamping sono quelle intorno al Monte Fuji e ai laghi, alcune aree di montagna come Nagano e Gunma, e varie zone costiere nel sud del Paese.

I prezzi si avvicinano a quelli di un buon ryokan, ma in genere includono tenda attrezzata, cena, colazione e un livello di comfort che fa dimenticare completamente la fatica di montare una tenda. A me piace proprio perché è un modo per godersi la natura giapponese in versione “soft”, senza ore passate a litigare con i picchetti.

Zone interessanti per campeggiare

Fare una lista completa dei campeggi sarebbe impossibile, ma posso indicarvi alcune macro-zone che, secondo me, hanno un ottimo equilibrio tra natura, accessibilità e atmosfera.

Una panoramica veloce:

  • Fuji Five Lakes (Yamanashi): perfetti se volete unire vista Fuji e campeggio. Molti campeggi sono sulle rive dei laghi, alcuni raggiungibili anche senza auto. In alta stagione si riempiono in fretta, ma in settimana o fuori dai periodi più caldi l’atmosfera è molto più tranquilla.
  • Nagano e Alpi giapponesi: se amate la montagna, i campeggi nelle valli alpine sono spettacolari. Potete combinare trekking, fiumi di acqua cristallina e notti fresche anche in piena estate. Alcuni campeggi sono collegati direttamente alla rete di sentieri.
  • Hokkaido: il paradiso per chi cerca spazi enormi e poca gente. Tanti campeggi economici, tanta natura e una sensazione di libertà totale. Serve però esperienza: distanze grandi, meteo che cambia in fretta, quasi obbligo di avere un’auto.
  • Coste e spiagge del sud: in zone di Kyushu, Shikoku e Okinawa esistono campeggi praticamente sulla spiaggia, spesso con tariffe basse e clima rilassato. Qui il campeggio diventa vita da mare: bagni, barbecue, tramonti, chiacchiere fino a sera (sempre con voce bassa!).
  • Campeggi vicino alle grandi città: se avete poco tempo, potete cercare campeggi nel Kanto (zona Tokyo) o vicino a Osaka e Kyoto. In pratica partite la mattina, uscite dalla città, montate la tenda, passate una notte in natura e tornate il giorno dopo. Non è il Giappone più selvaggio, ma per una “boccata d’aria” va più che bene.

Una volta, con un piccolo gruppo, abbiamo fatto proprio così: partenza da Tokyo al mattino, un’oretta e mezza di auto, campeggio lungo un fiume, cena semplice cucinata insieme e rientro il giorno dopo. Niente di complicato, ma per molti è stato il ricordo più forte di quel viaggio.

Attrezzatura essenziale senza esagerare

Qui bisogna essere realistici: non ha senso trasformare un viaggio in Giappone in una spedizione himalayana. Vi consiglio di trovare un equilibrio tra comodità e leggerezza, soprattutto se vi muovete con treni e bus.

In generale, io suggerisco:

  • tenda compatta e ben impermeabile
  • tappetino isolante, meglio se un po’ spesso
  • sacco a pelo adatto alla stagione (in montagna la notte le temperature scendono tanto)
  • piccola lampada o frontale
  • sacchi per la raccolta differenziata (spesso molto precisa)
  • repellente per insetti in estate

Molti campeggi offrono noleggio di attrezzatura: tende, sacchi a pelo, tavoli, sedie, a volte perfino set completi già pronti. È una soluzione perfetta se vivete in Giappone ma non volete riempire casa di attrezzatura, oppure se siete in viaggio e volete provare una sola notte in tenda senza comprare mezza ferramenta.

Se arrivate dall’Italia solo con zaino o valigia, una possibile strategia è:

  • comprare in Giappone una tenda economica e un tappetino
  • noleggiare sacchi a pelo e il resto nel campeggio
  • decidere a fine viaggio se portare la tenda a casa o regalarla/venderla

Così non stravolgete tutta la logistica solo per una o due notti di campeggio, ma vi concedete comunque l’esperienza.

Regole non scritte del campeggio giapponese

Più del regolamento ufficiale, quello che fa la differenza è il non detto culturale. Il campeggio in Giappone è in genere molto tranquillo, ordinato e rispettoso, e ci sono alcune abitudini importanti.

Il silenzio serale è sacro: anche se non sempre viene scritto nero su bianco, dopo una certa ora (spesso intorno alle 21–22) le voci calano tantissimo. Niente musica alta, niente grida, niente risate a volume da festa. Chi va in campeggio qui spesso lo fa per riposarsi davvero.

La raccolta rifiuti è un altro punto chiave: ci sono bidoni per combustibile, non combustibile, plastica, lattine, vetro e a volte ulteriori sottocategorie. Portate sempre qualche sacchetto in più e non lasciate mai rifiuti sparsi, nemmeno “solo per un attimo”.

I fuochi sono permessi solo dove indicato: molti campeggi consentono barbecue solo in aree designate o con griglie rialzate, mentre vietano espressamente i fuochi a terra. Meglio chiedere alla reception se avete dubbi, prima di accendere qualcosa.

Infine, c’è il rispetto per gli spazi altrui: le piazzole sono spesso ben delimitate, e sconfinare con tavoli, corde e auto non è ben visto. Ve lo dico subito: anche se nessuno verrà a rimproverarvi a voce alta, non è il modo giusto di inserirsi in un contesto dove tutti stanno attenti a non disturbare.

Campeggio con bambini

Se viaggiate in famiglia, il campeggio in Giappone può essere una esperienza bellissima per i bambini. Molti campeggi sono pensati proprio per loro, con:

  • piccoli parchi giochi
  • fiumi poco profondi dove giocare (sempre con attenzione!)
  • attività organizzate nei periodi di alta stagione

I giapponesi amano il campeggio in famiglia: vedrete tende enormi, tavoli pieni di cibo, barbecue infiniti e bambini che corrono in giro con una libertà che in città non avrebbero. Secondo me per un bambino è un modo perfetto per staccare dalle metropoli, dopo giorni passati tra Shinjuku, Shibuya e metropolitane affollate.

Vi consiglio solo di:

  • scegliere stagioni miti (primavera e autunno)
  • puntare su campeggi con bagni e docce in buone condizioni
  • evitare la piena estate se non sopportate caldo, umidità e zanzare

Una volta ho accompagnato una famiglia italiana in un campeggio vicino al lago, dopo vari giorni a Tokyo. I bambini hanno passato il pomeriggio a cercare insetti e a giocare in riva all’acqua, la sera abbiamo fatto un mini barbecue e la mattina dopo non volevano più tornare in città. A me queste cose ricordano perché vale la pena complicarsi un po’ la vita con tende e sacchi a pelo.

Ha senso fare campeggio al primo viaggio in Giappone?

Domanda molto personale. Io vedo il campeggio in Giappone come una seconda o terza fase del rapporto con il Paese: dopo aver visto le città principali e qualche classico, si passa a qualcosa di più “locale” e tranquillo.

Però, se:

  • vi piace davvero campeggiare
  • avete già esperienza di campeggio altrove
  • vi attira l’idea di una notte sotto le stelle con il Fuji sullo sfondo

allora ha senso inserire una o due notti di campeggio anche in un primo viaggio. Magari scegliendo un campeggio ben organizzato in zona Fuji Five Lakes o vicino a una valle di montagna facilmente raggiungibile.

Se invece non avete mai montato una tenda in vita vostra, può essere più saggio:

  • partire da un glamping, per capire se vi piace l’idea di dormire in mezzo alla natura
  • oppure prenotare un bungalow in campeggio, così fate una prova senza comprare attrezzatura

L’importante è non trasformare tutto il viaggio in una corsa dietro al meteo, alle prenotazioni dei campeggi e ai bus dell’ultimo minuto. Il campeggio dovrebbe essere un valore aggiunto, non una fonte continua di stress.

Conclusione

Per me il campeggio in Giappone non è solo una questione di risparmiare. È il silenzio della notte in montagna, il rumore di un fiume fuori dalla tenda, il caffè fatto sul fornellino mentre il sole sale dietro gli alberi, il vedere come anche in campeggio i giapponesi riescano a essere ordinati e rispettosi. Sono momenti semplici, ma che restano impressi.

Se state organizzando un viaggio e vi risuona l’idea, vi consiglio di partire in piccolo: una o due notti, in una stagione mite, in un campeggio facile da raggiungere e con servizi decenti. Se vi innamorate dell’esperienza, il Giappone ha abbastanza camp-jo, auto-camping e glamping per tenervi occupati per anni.

E se un giorno vi ritroverete a montare la tenda guardando il profilo del Fuji, o in un bosco silenzioso di Hokkaido, secondo me capirete subito perché valeva la pena complicarsi un po’ la vita con prenotazioni, tariffe strane e sacchi a pelo infilati nello zaino.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).