Vaccini per il Giappone
Quando si parla di vaccini per il Giappone la domanda è sempre quella: “Devo fare qualcosa di speciale prima di partire?”. Ve lo dico subito: io, che vivo qui, non faccio vaccini extra per viaggiare se non sono obbligatori. Non è una battaglia pro o contro: semplicemente non ho voglia di burocrazia in più per una cosa facoltativa.
La scheda ufficiale della Farnesina sul Giappone dice chiaramente che non ci sono vaccinazioni obbligatorie per chi arriva dall’Italia, e rimanda al sito dei CDC e al proprio medico di fiducia per valutare eventuali vaccini consigliati ma non necessari.
In questo articolo vi racconto come la vedo io sui vaccini per il Giappone, cosa dicono in pratica Farnesina e CDC, e in quali casi può avere senso pensare a qualche vaccino in più. Senza allarmismi, senza ideologia, e con un punto fermo: l’ultima parola spetta sempre al vostro medico.
Indice
Cosa sapere
Per il Giappone la distinzione è semplice: nessun vaccino è obbligatorio per entrare nel Paese, ma alcuni possono essere consigliati in base al tipo di viaggio. La Farnesina lo riassume in una riga: nessuna vaccinazione richiesta, e per il resto rimanda al sito di medicina dei viaggi dei CDC e al medico curante.
Io onestamente non ho nessuna voglia di mettermi a prenotare visite, spiegare che viaggio in un certo posto, discutere di pro e contro, magari dover tornare per richiami ravvicinati, perdere uno o due giorni solo per una cosa non richiesta da nessuno. Se un vaccino è obbligatorio, è un altro discorso. Ma se è solo “valuti col suo medico”, il mio approccio personale è non complicarmi la vita.
Detto questo, ve lo dico sinceramente: non voglio convincere nessuno né a vaccinarsi né a non vaccinarsi. Io vi racconto come ragiono e cosa vedo in giro, poi ognuno ha la sua storia clinica, le sue paure, il suo tipo di viaggio. Per qualcuno un vaccino in più può avere senso, per qualcun altro no.
Non si vaccina nessuno
Quando sento parlare di “vaccini per il Giappone” mi viene da sorridere, perché nella vita reale quasi nessuno si vaccina apposta per venire qui in ferie. Parlo dei viaggiatori che vedo, delle persone che mi scrivono, di amici e parenti che sono passati da Tokyo: nessuno mi ha mai detto “ho fatto tre vaccini solo per questo viaggio”.
Il motivo è semplice: il Giappone non è considerato una destinazione a rischio particolare, almeno per le malattie classiche da viaggio. La stessa scheda della Farnesina è estremamente tranquilla: nessuna vaccinazione obbligatoria indicata per chi arriva dall’Italia.
Quando scrivo “non si vaccina nessuno” ovviamente esagero un po’ per semplificare: qualche persona prudente che va in un centro di medicina dei viaggi e si fa consigliare c’è sempre. Ma rispetto a chi parte per certe zone di Africa o Sud-est asiatico, è davvero una minoranza. Io vi direi che, per la stragrande maggioranza di chi fa il classico viaggio di 10–15 giorni tra Tokyo, Kyoto e magari Osaka, i vaccini non sono nemmeno un tema che entra nella conversazione.
Vaccini di routine
Una cosa diversa sono i vaccini di routine, quelli che dovremmo avere aggiornati a prescindere dal Giappone: tetano, difterite, pertosse, morbillo e rosolia, polio, eventuali richiami dell’adulto. I CDC, nelle pagine dedicate al Giappone, ricordano che è importante essere in regola con queste vaccinazioni di base.
Secondo me ha più senso controllare questo che lanciarsi subito nei vaccini “esotici”. Se è da vent’anni che non fate un richiamo antitetanico, io vi consiglio di parlarne con il medico, perché il rischio di tagliarvi su qualcosa capita ovunque, non solo in viaggio. Lo stesso vale per morbillo, parotite e rosolia: sono malattie che ogni tanto tornano fuori un po’ ovunque.
Io personalmente il Giappone non lo uso come scusa per questi vaccini: se devo fare un richiamo, lo faccio quando capita, non “perché vado a Tokyo”. Però, se avete occasione di fare il punto con il vostro medico prima del viaggio, ha molto più senso mettere a posto le vaccinazioni di base che iniziare da quelle super specifiche.
Vaccini consigliati
Se si guarda alle schede dei CDC sul Giappone, si trovano alcuni vaccini consigliati in certe situazioni: epatite A, epatite B, encefalite giapponese, rabbia (in alcuni casi), più il solito discorso su influenza e altre malattie stagionali.
In pratica:
- Epatite A: di solito viene considerata per chi viaggia spesso, mangia spesso fuori, ama lo street food e ha uno stile di viaggio un po’ “avventuroso”. In Giappone l’igiene alimentare è molto buona, ma è un vaccino che alcuni medici consigliano comunque per chi viaggia molto.
- Epatite B: c’entra più con contatti medici, sangue, rapporti sessuali non protetti. Non è un vaccino che si fa “per il Giappone”, ma può avere senso come protezione generale.
- Rabbia: entra in gioco solo se prevedete contatti frequenti con animali o attività in zone molto rurali dove l’accesso alle cure è complicato. Per il classico giro città-templi-onset, onestamente, non è un tema per la maggior parte delle persone.
- Influenza e simili: se viaggiate in stagione influenzale e siete soggetti a complicazioni, il vostro medico potrebbe consigliarvi un vaccino antinfluenzale. Ma vale ovunque, non solo in Giappone.
Io onestamente vedo questi vaccini come una cosa da valutare caso per caso, in base a quanto viaggiate, al tipo di vita che fate, e soprattutto alla vostra tranquillità mentale. Se una puntura in più vi fa stare sereni, parlatene col medico. Se invece vi stressa più l’idea di fare il vaccino che quella di correre un rischio molto basso, anche quello è un dato da considerare.
Encefalite giapponese
Il nome spaventa: encefalite giapponese, uno dei vaccini che fa più paura anche solo a leggerne la descrizione. In realtà è una malattia virale trasmessa dalle zanzare, presente in varie zone dell’Asia, non solo in Giappone.
Qui è importante capire due cose:
- per la maggior parte dei viaggiatori il rischio è molto basso, con stime sotto 1 caso su 1 milione di viaggiatori verso l’Asia;
- la malattia è più legata a soggiorni prolungati in aree rurali, risaie, zone con allevamenti di maiali, soprattutto in certe stagioni calde e umide.
In Giappone molti bambini vengono vaccinati contro l’encefalite giapponese all’interno del calendario vaccinale, quindi i casi clinici sono relativamente pochi rispetto ad altri Paesi asiatici dove il virus circola di più e la copertura è minore. Questo non vuol dire che il rischio sia zero, ma che per il classico viaggio turistico urbano rimane una possibilità remota.
Se però state organizzando:
- mesi di vita in campagna, magari a lavorare in fattorie;
- campeggi prolungati in zone rurali d’estate;
- attività notturne all’aperto in aree con molte risaie,
allora la situazione è diversa. In questi casi io vi direi che ha senso valutare seriamente il vaccino con un centro di medicina dei viaggi, portando un itinerario dettagliato e chiedendo un parere mirato su di voi. Non è una cosa da decidere “a sentimento” leggendo due righe su internet.
Altri vaccini possibili
Oltre all’encefalite giapponese, i medici dei viaggi a volte citano altri vaccini “extra” che possono entrare nel discorso Giappone, ma sempre in modo molto personalizzato.
Per esempio:
- Epatite A e B, di cui parlavo prima, rientrano spesso nei consigli generali per chi viaggia spesso in Asia.
- Vaccino antirabbia può avere senso se avete in programma attività con animali, volontariato in rifugi, trekking lunghissimi in zone isolate dove una possibile morsicatura sarebbe difficile da gestire in tempi brevi.
- Vaccini pediatrici: se viaggiate con bambini, la cosa più importante è che siano in regola con il calendario vaccinale del Paese in cui vivete. Il Giappone non richiede nulla di aggiuntivo, ma viaggiare con un bambino non vaccinato per morbillo o polio è un rischio indipendente dalla destinazione.
Io, come regola personale, non inizierei da questi vaccini se il mio unico viaggio previsto è una vacanza di due settimane tra città, onsen, treni e ristoranti. Se invece avete in mente una lunga serie di viaggi in Asia negli anni, allora ha più senso ragionare in ottica protezione a lungo termine, sempre insieme al medico.
Assicurazione sanitaria
Secondo me una cosa molto più importante dei vaccini facoltativi per chi viene in Giappone è l’assicurazione sanitaria. La stessa Farnesina insiste sul fatto che la sanità è ottima ma molto costosa, e che il sistema sanitario italiano non copre le spese sostenute qui.
Io vi consiglio davvero di:
- fare una polizza viaggio seria, con coperture alte per ricoveri, esami e rientro sanitario;
- verificare che copra anche malattie pregresse, se avete problemi cronici;
- controllare bene franchigie e massimali, perché una notte in ospedale può costare parecchio.
Ve lo dico sinceramente: per il Giappone io metterei prima in budget una buona assicurazione e poi, eventualmente, qualche vaccino facoltativo in più. Il problema qui non è trovare un ospedale efficiente, è pagare il conto se succede qualcosa di serio.
Parlare col medico
Tutta questa storia, alla fine, torna lì: parlare col proprio medico. Non con un articolo su internet, non con un amico che “ha letto da qualche parte”, ma con una persona che conosce davvero la vostra storia clinica.
Se volete chiarirvi le idee prima del viaggio, secondo me ha senso:
- preparare una bozza di itinerario con città, durata e attività principali;
- dire al medico se avete in mente cose particolari: trekking lunghi, campeggio, lavoro in campagna, volontariato;
- chiedere: “In base a come sto io, ci sono vaccini che avrebbe senso aggiornare?”
- domandare esplicitamente se vede un motivo per consigliare vaccini extra per questo viaggio specifico.
Io, per come vivo e per come viaggio, ho scelto di non rincorrere vaccini facoltativi ogni volta che esco dal Giappone. Ma non voglio né scoraggiare né incoraggiare nessuno: la decisione finale sui vaccini spetta al vostro medico, non a me e non a un motore di ricerca.
Vale la pena?
Arrivati fin qui, la domanda è: vale la pena fare vaccini per il Giappone? Per come la vedo io:
- per il viaggio turistico classico tra città e luoghi molto frequentati, la priorità è avere vaccini di routine in regola, una buona assicurazione e un po’ di buon senso sull’igiene;
- i vaccini “da viaggio” più specifici diventano interessanti soprattutto se allargate lo sguardo all’Asia in generale, fate spesso viaggi lunghi o avete programmi particolari in campagna;
- l’encefalite giapponese è una malattia seria ma con un rischio molto basso per il turista medio, e lì la scelta è proprio da discutere a quattro occhi col medico.
Io onestamente preferisco non trasformare la preparazione di un viaggio in una maratona di appuntamenti, moduli, richiami e attese, soprattutto se non c’è nessun obbligo ufficiale. Preferisco usare quel tempo per scegliere il ramen che voglio assolutamente provare, sistemare l’itinerario, o semplicemente riposarmi prima di partire.
Poi ognuno ha il suo modo di sentirsi al sicuro. C’è chi si sente più tranquillo con un vaccino in più, chi con una buona assicurazione, chi studiando bene gli ospedali vicino all’hotel. L’importante, secondo me, è fare una scelta consapevole e serena, senza paura ma anche senza leggerezza totale.
Se dopo aver letto queste righe vi viene voglia di prendere il telefono, chiamare il vostro medico e dire “Ho in programma un viaggio in Giappone, cosa ne pensa?”, allora il mio obiettivo è raggiunto. Il resto, davvero, ve lo gestite tra voi, il medico… e magari una bella ciotola di ramen fumante appena atterrate.
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).