Urabandai
Conosciuta anche come “altopiano Bandai”, Urabandai è una meravigliosa destinazione turistica che attira tanti appassionati di natura e attività all’aperto. Si trova sull’altopiano a nord del Monte Bandai ed è nata in seguito ad un’eruzione vulcanica che ha bloccato il corso dei fiumi della zona, creando i tanti piccoli laghi che oggi punteggiano il paesaggio, offrendo uno scenario particolarmente romantico che invita i turisti a passeggiare sui sentieri di trekking e lasciarsi ammaliare dalle sfumature della vegetazione. Urabandai è molto gettonata in autunno, quando appassionati e fotografi affollano i percorsi per catturare con lo sguardo, o con l’obiettivo, le calde tonalità della natura.
Indice
A piedi tra i laghi Goshikinuma
A Urabandai troverete diversi percorsi di trekking di varia difficoltà e durata, ma il più popolare è senza dubbio il Goshikinuma Walk, chiamato anche “Percorso dei laghi dai cinque colori”. Non è un percorso impegnativo, in quanto perlopiù pianeggiante e non troppo lungo: si snoda per circa 4 km, quindi considerate un’ora di camminata, e passa attraverso un’incantevole foresta, in cui si fanno spazio tanti laghi più o meno grandi. I laghi hanno ciascuno un proprio nome, ma vengono comunemente chiamati laghi Goshikinuma per via delle cinque tonalità delle acque, che variano dal verde smeraldo al turchese, passando per il blu cobalto. Il colore delle acque dipende da una serie di fattori, tra cui il clima, la posizione, i minerali di origine vulcanica contenuti nell’acqua, ecc. Il percorso ha due accessi, entrambi raggiungibili in auto o in bus, quindi potete percorrere il tragitto nel senso che preferite. Il più grande della serie è il Bishamonnuma, che trovate all’ingresso orientale: è l’unico su cui potete salire in barca a remi e allontanarvi un po’ dalla riva, con il Monte Bandai che si specchia nell’acqua. Gli altri si susseguono uno dopo l’altro e ognuno ha la sua sfumatura, dal verde lattiginoso al turchese quasi finto, e nel giro di pochi passi il colore può cambiare del tutto a seconda della luce e del cielo. Conviene fermarsi spesso: è proprio il confronto tra un laghetto e l’altro a rendere speciale questa passeggiata.
Lago Hibara
Altri sentieri sono quelli che costeggiano il Lago Hibara, il più grande di Urabandai con i suoi 31 km di circonferenza. In ogni stagione il lago contribuisce a rendere il paesaggio ancora più magico, con alberi di ciliegi in fiore e una vegetazione verde tra la primavera e l’estate, per poi riflettere sulle sue acque i colori nostalgici dell’autunno e circondarsi di bianco con le abbondanti nevicate invernali. Proprio in inverno la superficie del lago ghiaccia a tal punto che si riesce persino a camminarci sopra. Il piccolo isolotto Sakura Island sorge nel cuore del lago, ospitando, come suggerisce il nome, una schiera di alberi di ciliegio che in primavera fioriscono decorando il lago con il loro colore delicato.
Durante la bella stagione, indicativamente da aprile a novembre, vengono effettuate crociere turistiche in barca che permettono di fare un giro completo del lago e cogliere ancora meglio i dettagli del paesaggio, tra cui spicca la vetta imponente del Monte Bandai.
Gli altri laghi dell’altopiano
Il Lago Hibara non è l’unico: insieme a Onogawa e Akimoto forma quelli che da queste parti chiamano i tre laghi di Urabandai, tutti nati dalla stessa eruzione che ha sbarrato le valli. Gli altri due sono molto più tranquilli, con poche case intorno e nessuna folla, e sono il posto giusto se volete scendere in canoa o in kayak e attraversarli con calma, tra rive boscose e riflessi.
Akimoto in particolare è un classico dei fotografi alle prime ore del mattino, quando la nebbia si alza dall’acqua e il profilo del Monte Bandai si accende con la prima luce. In autunno i colori che si specchiano su questi laghi non hanno niente da invidiare a quelli dei sentieri più battuti.
Scalare il Monte Bandai
Più impegnativo è il percorso di trekking che permette di arrivare alla cima del Monte Bandai partendo da Urabandai. In totale richiede 3-4 ore di passeggiata e parte nei pressi dell’accesso occidentale del percorso Goshikinuma Walk.
Osservatorio Nakasenuma
L’osservatorio Nakasenuma è uno dei punti privilegiati più gettonati per ammirare il paesaggio di Urabandai. Si raggiunge in circa 15 minuti passeggiando sul percorso Nakasenuma Pond Walking Trail. Lungo questo sentiero potrete circondarvi di prati ricchi di fiori alpini colorati, piante e alberi autoctoni di questa zona fino a che, a un certo punto, si aprirà di fronte a voi il bellissimo paesaggio di laghi e foreste di Urabandai, con alle spalle il profilo maestoso del Monte Bandai.
In macchina sulla Bandai-Azuma Lake Line
Un’alternativa per immergersi nei paesaggi di Urabandai è percorrere in macchina le strade panoramiche che attraversano la regione. Tra queste c’è la Bandai-Azuma Lake Line che offre viste sensazionali su tutta l’area dell’altopiano, passando anche accanto a meraviglie naturali come la Gola Nakatsugawa.
Urabandai in inverno
Se venite tra gennaio e marzo trovate un posto completamente diverso: qui la neve cade in abbondanza e copre laghi, sentieri e tetti, e il grande richiamo diventa la pesca dei wakasagi, i pesciolini che si tirano su da un buco nel ghiaccio del Lago Hibara, seduti dentro casette o tende riscaldate. È un’attività alla portata dei principianti assoluti, con canne ed esche fornite sul posto, e in molti punti il pescato potete farvelo friggere in tempura appena finito.
L’altro modo di vivere l’inverno di Urabandai sono le ciaspole: i percorsi estivi, Goshikinuma compreso, si trasformano in itinerari sulla neve da fare con una guida, e vi portano anche davanti alle cascate ghiacciate della zona. Mettete in conto freddo vero, giornate corte e strade innevate.
Alloggiare a Urabandai
Tra i laghi e le foreste di Urabandai si inserisce la piccola cittadina omonima che offre una serie di alloggi tradizionali, da quelli più piccoli a gestione familiare fino ai ryokan più ampi e moderni, dotati di onsen. Nella città si trova anche un museo dedicato al Monte Bandai e alla sua ultima eruzione. Quell’eruzione è quella del 1888, ed è la ragione per cui Urabandai ha l’aspetto che ha oggi: il fianco settentrionale della montagna è franato di colpo, seppellendo i villaggi ai suoi piedi e facendo quasi cinquecento vittime. Le frane hanno sbarrato i corsi d’acqua e riempito le vallate, ed è così che sono nati i laghi che oggi venite a fotografare. Il museo racconta quella mattina di luglio e vi spiega come si è formato l’altopiano: una tappa breve, ma dopo guardate il paesaggio in un altro modo.
Come arrivare
Per raggiungere Urabandai potete prendere un autobus dalla stazione di Inawashiro o di Kitakata. Da Inawashiro troverete all’incirca un autobus all’ora che conduce all’accesso orientale del percorso Goshikinuma per poi fare tappa anche nel centro della cittadina di Urabandai e proseguire per l’accesso occidentale del percorso.
Dalla stazione di Kitakata sono disponibili linee di autobus, con partenze ogni 2 ore circa, che effettuano il tragitto contrario, fermando dapprima all’ingresso ovest del percorso per poi concludere la corsa a quello orientale.

Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).
