Marco Togni sorridente sotto un albero di ciliegio in fiore a Tokyo.

Primavera in Giappone

La primavera in Giappone è la stagione in cui il Paese ti invita proprio a muoverti: treni pieni di studenti con le uniformi nuove, parchi che si riempiono piano, strade che escono dall’inverno e si allungano verso sera. Non è solo “la stagione dei ciliegi”: è il periodo in cui è più facile incastrare tanti tipi di viaggio diversi, dalle grandi città ai paesini, dalle camminate leggere agli onsen. Se vi interessa un Giappone da vivere in giro, con lo zaino in spalla e giornate lunghe, secondo me la primavera è uno dei momenti migliori per partire.

È una stagione più lunga di quanto spesso si racconta: fra clima, fiori ed eventi, la primavera giapponese, per chi viaggia, va tranquillamente da inizio marzo fino a fine maggio. Dentro questo arco ci sono viaggi molto diversi, dal marzo ancora fresco alle giornate quasi estive di fine maggio. Il bello è proprio questo: potete scegliere il tipo di primavera che vi assomiglia di più.

Perché primavera

Rispetto ad altre stagioni, la primavera è quella che rende il viaggio più “guidabile”. Non c’è il caldo umido pesante dell’estate, non ci sono le giornate corte e il freddo pieno dell’inverno: avete temperature più gentili, abbastanza luce e una natura che cambia sotto i vostri occhi mentre vi spostate da una zona all’altra.

Marco Togni entusiasta sotto i fiori di ciliegio illuminati a teamLab Botanical Garden Osaka.
Al teamLab Botanical Garden l’hanami è notturno: i ciliegi sembrano sospesi e la gente parla piano, come in un museo all’aperto.
Fiori di ciliegio in fiore lungo un canale a Naka Meguro.
A Nakameguro i rami chiudono il canale come un corridoio naturale. Se arrivate presto, ve lo godete prima della folla.

Per chi vuole visitare più città, cambiare hotel e fare tanti spostamenti, è una stagione comoda: potete camminare tanto senza arrivare distrutti a metà giornata, fermarvi in un parco per una pausa, cenare in giro la sera senza dover scappare per il gelo o per il caldo soffocante. Io vi direi che è il periodo ideale se vi piace fare itinerari dinamici, con tanti piccoli spostamenti e qualche deviazione non prevista.

Un altro motivo per cui ve la consiglio è che la vita quotidiana giapponese è nel pieno. Le scuole sono in attività, gli uffici lavorano, sui treni si mescolano pendolari, turisti, classi in gita, famiglie. Non avete l’effetto “fuori stagione” o le città svuotate per ferie: vedete il Giappone nel suo ritmo normale, solo con la luce più morbida e quella voglia generale di stare all’aperto che arriva ogni primavera. Ve lo dico sinceramente: per capire come funziona davvero il Paese, questo aiuta tanto.

Ciliegi in fiore lungo un sentiero nel Parco di Hirosaki.
Hirosaki è uno di quei posti che capisci al primo passo: un tunnel di sakura e petali a terra, senza bisogno di spiegazioni.
Scivolo in un parco giochi di Tokyo sotto un ciliegio in fiore.
Un parchetto qualunque, ma con lo scivolo sotto il ciliegio. In Giappone la primavera entra anche nelle cose più normali.

Quando partire

Per semplificare, per chi viaggia la primavera in Giappone va da inizio marzo a fine maggio. Dentro questa fascia, però, ci sono tre “momenti” abbastanza diversi, sia come atmosfera che come organizzazione.

Possiamo riassumerli così:

  • Inizio stagione (inizio marzo – circa metà marzo): clima ancora fresco, giornate che si allungano, qualche fioritura precoce, meno turisti stranieri rispetto al picco.
  • Cuore della primavera (da fine marzo a metà aprile): periodo più richiesto, molte persone in viaggio, clima di solito mite, città vivissime e tanta gente nei parchi.
  • Fine primavera (da metà/fine aprile fino a fine maggio): giornate già molto luminose, temperature spesso quasi estive di giorno, natura molto verde, presenza di Golden Week in mezzo.

La parte centrale, fra fine marzo e metà aprile, è la più affollata e di solito anche la più costosa per voli e hotel, ma è anche quella che molti immaginano quando pensano alla “primavera in Giappone”. L’inizio di marzo e la seconda metà di maggio sono un po’ più tranquilli: magari trovate meno ciliegi al top, ma guadagnate qualcosa in termini di spazi, prezzi e calma.

Dentro questo quadro cade anche la Golden Week, una serie di giorni festivi concentrati fra fine aprile e inizio maggio. In quel periodo i giapponesi stessi viaggiano tantissimo: treni pieni, autostrade più trafficate del solito, hotel prenotati da tempo. Se potete, io vi consiglio di stare leggermente ai lati di quella settimana, oppure di fissare davvero bene alloggi e spostamenti con largo anticipo, sapendo che in quei giorni tutto il Paese è in movimento.

Tulipani colorati in fiore al parco Tachikawa Kinen Koen.
A Tachikawa i tulipani non sono solo aiuole: sono strisce larghe come campi. Ci si perde a scegliere dove guardare.
Persona sotto ciliegi in fiore a Tokyo in primavera lungo la strada.
Sotto i ciliegi c’è sempre qualcuno che corre o pedala. La città va avanti, anche quando tutti si fermano a guardare i sakura.

Fiori e hanami

Anche se qui voglio parlare di primavera in chiave viaggio, non si può ignorare il fatto che questo è il periodo dei fiori, soprattutto di quel dialogo continuo fra ume e sakura. Per semplificare: i prugni giapponesi (ume) sono spesso i primi a fiorire, con colori che vanno dal bianco al rosa intenso, e danno il via alla stagione nei giardini e nei templi più riparati. A un occhio non allenato possono sembrare ciliegi, ma sono un’altra cosa.

I ciliegi (sakura) arrivano dopo, con il famoso effetto “nuvola rosa” che si vede nelle foto. La cosa importante da capire è che, anche se il picco di ciascuna zona dura solo pochi giorni, la finestra totale in cui si possono incontrare alberi in fiore è lunga. Nelle città principali, in pratica, per un bel pezzo di primavera avrete sempre qualcosa da guardare: boccioli che si aprono, alberi al massimo, petali che cadono e tappeti rosa per terra.

Quello che vi suggerisco è di non trasformare il viaggio in una corsa dietro alla data perfetta. Ha molto più senso scegliere un periodo “buono” per il tipo di itinerario che volete fare e poi, una volta in Giappone, adattarsi al meteo e a quello che trovate: un viale di quartiere pieno di petali può regalare un ricordo più forte di un parco superfamoso in mezzo alla folla.

Fiore di pruno rosa ricoperto di neve in Giappone.
Ume e neve insieme: succede più spesso di quanto si pensi. La fioritura arriva presto, ma il freddo non chiede permesso.
Gatto su un albero di ciliegio in fiore al Parco di Ueno.
A Ueno i gatti fanno quello che vogliono, anche arrampicarsi sui ciliegi. E la scena diventa subito più giapponese di così.

Eventi e feste

La primavera è ricca di eventi e ricorrenze che potete incrociare quasi senza volerlo. Non parlo solo dei grandi festival famosi, ma di tante piccole cose che cambiano l’atmosfera delle città e dei paesi.

A inizio marzo c’è Hinamatsuri, la festa delle bambole: in molte case e in vari luoghi pubblici compaiono le classiche bambole in abiti tradizionali, esposte su gradoni rossi. È una festa legata soprattutto alle bambine e alla famiglia, ma per chi viaggia è l’occasione di vedere interni di templi, scuole, centri comunitari decorati in modo diverso dal solito.

Ad aprile, in diversi templi buddhisti, si celebra Hanamatsuri, la “festa dei fiori” collegata al compleanno del Buddha. Si vedono piccoli altari decorati, cerimonie, un via vai di fedeli che portano offerte. Non è per forza un evento “spettacolare” sul piano fotografico, ma aiuta a capire come la religione si intrecci con la stagione.

Visitatori nel giardino delle azalee al tempio Nezu a Tokyo in primavera.
Al Nezu il sentiero tra le azalee ti obbliga a rallentare. Si passa in fila, e intanto si guarda ogni cespuglio come fosse unico.
Pedalò a forma di cigno rosa sul lago del Parco di Ueno con fiori di ciliegio in primo piano.
Il cigno rosa sul lago di Ueno sembra una trovata kitsch, ma con i sakura davanti diventa parte del rito, soprattutto verso sera.

Fra fine aprile e i primi di maggio, oltre alla già citata Golden Week, compaiono le koinobori, le carpe colorate di stoffa che sventolano appese a pali e balconi per celebrare i bambini. Vederle tutte in fila su un fiume o sopra un parco dà subito l’idea di una primavera piena di famiglie in giro, picnic, giornate all’aperto.

Se vi piace l’idea di inserire un festival nel viaggio, la cosa migliore è informarsi sul posto: spesso gli uffici turistici o lo stesso hotel possono indicare matsuri di quartiere in quelle date. Non devono per forza essere i tre più famosi del Giappone per essere interessanti: anzi, un festival medio, con bancarelle e gente del posto, permette di vivere la primavera giapponese in modo molto diretto.

Bandiere a forma di carpa colorata sventolano al Parco Showa Kinen.
I koinobori nel cielo annunciano che la primavera sta cambiando fase. In Giappone è anche il segnale che arriva maggio.
Persone in kimono osservano kukurizaru colorati al Yasaka Koshindo, Kyoto.
A Yasaka Koshindo i kukurizaru sono desideri appesi in bella vista. E chi passa in kimono si ferma sempre, anche solo per scegliere il colore.

Grandi città

In primavera le grandi città sono perfette per camminare. A Tokyo, ad esempio, potete permettervi di collegare a piedi quartieri che sulla mappa sembrano lontani: una passeggiata lungo un fiume, un viale alberato, un parco cittadino. Con la temperatura giusta, fermarsi su una panchina per una onigiri o un caffè da conbini diventa parte naturale della giornata.

Io vi consiglio di prevedere almeno una giornata intera dedicata a “camminare e basta”: niente programma serrato, solo una zona di riferimento e la libertà di deviare ogni volta che vedete un parchetto, un santuario, una scala che sale fra le case. In primavera queste deviazioni sono quelle che rendono il viaggio più vivo: bambini che giocano in uniforme, signore che curano le piante, studenti che si fanno foto per l’inizio dell’anno scolastico.

A Kyoto, la primavera è fatta di colline di verde tenero, corsi d’acqua pieni e templi che spuntano fra gli alberi. Anche qui, più che incastrare troppi luoghi “imperdibili”, secondo me ha senso scegliere 2–3 zone per giornata e godersi il tempo fra un punto e l’altro. La luce di primavera, soprattutto al mattino presto e nel tardo pomeriggio, rende i luoghi noti più morbidi e meno “cartolina”.

Osaka, Nagoya, Fukuoka e le altre città permettono di combinare giornate intere fuori casa con serate lunghe, piene di locali, ristoranti, vie illuminate. Non è ancora il caldo opprimente dell’estate, quindi è piacevole girare a piedi anche dopo cena, senza l’ansia di rientrare subito in hotel per ripararsi dal clima.

Natura e onsen

La primavera è un ottimo momento per inserire nel viaggio natura e paesaggi, senza doversi spingere in condizioni estreme. Le montagne più alte possono avere ancora neve o temperature rigide, ma tante zone collinari e sentieri panoramici sono già accessibili con una giacca leggera e scarpe adatte.

Se vi piace l’idea di un viaggio un po’ più vario, vi consiglio di affiancare alle città una zona di campagna o di montagna: un paesino con risaie che si preparano alla stagione, una valle con onsen, un tratto di costa tranquilla. In primavera si vede molto bene il passaggio dall’inverno a qualcosa di più vivo: campi lavorati, scuole con i campi sportivi pieni, gente che sistema i giardini.

L’accoppiata vincente, in questa stagione, è spesso camminata leggera + ryokan con onsen. Si fa una passeggiata panoramica durante il giorno, magari lungo un fiume o su un sentiero non troppo impegnativo, e la sera ci si immerge nelle vasche calde, con l’aria ancora fresca fuori. Io onestamente trovo che sia uno dei momenti in cui la primavera giapponese si sente di più sulla pelle, in senso letterale.

Valigia e abbigliamento

Dal punto di vista pratico, la primavera è la stagione degli strati, più che dei capi pesanti. Invece di una giacca unica “definitiva”, ha più senso portare cose che potete combinare in base alla giornata. Un set di base, secondo me, dovrebbe includere:

  • qualche maglia leggera a maniche lunghe o corte da usare a cipolla
  • un pile o maglioncino di medio spessore
  • una giacca leggera impermeabile o antivento
  • pantaloni comodi per camminare, non troppo pesanti ma neanche estivi al 100%

Le scarpe sono fondamentali: qui si cammina tanto, spesso più di quanto si pensi guardando il programma sulla carta. Vi consiglio scarpe già rodate, con una buona suola, e magari un paio di calze un po’ più spesse per i giorni in cui l’aria è ancora fresca.

Ci sono poi quei piccoli oggetti che in primavera tornano utilissimi e occupano poco:

  • un ombrello pieghevole o una mantellina compatta
  • una sciarpa leggera o buff per la sera
  • un cappellino o berretto sottile per il sole
  • una bustina da tenere nello zaino con farmaci base, cerotti, salviette

Ve lo dico subito: avere questi dettagli dietro vi evita di perdere tempo a cercare negozi proprio quando vorreste solo godervi la giornata.

Costi e affollamento

La primavera è considerata alta stagione per il Giappone, soprattutto per chi arriva dall’estero. I voli tendono a costare di più rispetto ad altri periodi, gli hotel nelle zone più popolari si riempiono prima e alcuni luoghi simbolo possono essere davvero affollati nel cuore della stagione.

Questo non significa che sia impossibile organizzarsi, ma conviene avere chiaro qualche punto:

  • gli alloggi nelle città più richieste (Tokyo, Kyoto, Osaka) vanno prenotati con anticipo, soprattutto fra fine marzo e inizio aprile
  • durante Golden Week, se vi muovete in treno, è meglio scegliere i posti riservati e fissare gli orari per tempo
  • nelle giornate di punta può essere utile giocare “controcorrente”: alzarsi molto presto, visitare i luoghi famosi di prima mattina e lasciare le passeggiate di quartiere per il pomeriggio

A livello di budget, non c’è una regola fissa perché molto dipende dal tipo di alloggio, dai ristoranti e dai trasporti che scegliete. Però è utile sapere fin da subito che primavera e autunno sono, in generale, i periodi meno economici. Se viaggiate in coppia o in famiglia, avere le idee chiare su date e tappe vi aiuta a non entrare in un circolo di prenotazioni “all’ultimo minuto” che spesso fa salire i costi.

Vale la pena?

Se dovessi scegliere una stagione per chi vuole un primo viaggio equilibrato in Giappone, con un po’ di tutto senza estremi, io metterei la primavera molto in alto. Non è perfetta: qualche giorno di pioggia può capitare, i prezzi non sono i più bassi e in alcuni momenti la folla si sente. Ma mette insieme davvero tante cose: clima gestibile, città vive, eventi, paesaggi che cambiano mentre vi spostate, giornate in cui si esce al mattino e si rientra a sera con la sensazione di aver sfruttato ogni ora.

Io onestamente la vedo così: se vi piace l’idea di un Giappone in movimento, di treni presi quasi per curiosità, di serate in giro con una giacca leggera sulle spalle, di piccoli festival scoperti per caso e di quartieri residenziali pieni di vita, la primavera vi somiglierà parecchio. Magari non tornerete con la foto perfetta del ciliegio proprio al massimo, ma porterete a casa qualcosa di più importante: la sensazione di essere arrivati in un momento in cui il Paese si sta riaccendendo, e il vostro viaggio ha seguito questo stesso movimento. E, ve lo dico sinceramente, è una sensazione che resta addosso molto più a lungo delle singole cartoline.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).