Monte Kinabalu

Gunung Kinabalu, come è nota in malese, è la montagna più alta della Malesia e con i suoi 4.095m si erge nel cuore del parco nazionale Kinabalu, sito Patrimonio dell’Umanità. È alta quasi il doppio delle vicine montagne che compongono la catena conosciuta come Crocker Range, culminando in una corona di guglie di granito, che la rendono una vetta particolarmente suggestiva da ammirare. Inoltre la montagna è apprezzata per la sua straordinaria biodiversità botanica e biologica con piante di origine himalayana, australiana e indo-malese. Il Monte Kinabalu attira migliaia di scalatori ogni anno.

Un monte sacro

Il monte è il teatro delle leggende del popolo KadazanDusun, il più grande gruppo etnico dello stato di Sabah. I KadazanDunsun credono che la montagna sia il sacro luogo di riposo degli spiriti dei loro antenati e per questo il nome del monte deriverebbe dalla parola indigena “Aki Nabalu”, che significa “il luogo venerato dei morti”.

Scalare il Monte Kinabalu

Raggiungere la cima del monte è abbastanza impegnativo e richiede almeno un paio di giorni con pernottamento in un rifugio di montagna e l’accompagnamento di una guida esperta.

Quando andare?

La stagione secca, ovvero il periodo da marzo ad agosto è considerato il momento migliore per scalare il Monte Kinabalu. In ogni caso prima di prenotare è consigliabile controllare il programma del parco e verificare eventuali chiusure dell’accesso alla cima per via delle condizioni climatiche.

I sentieri

Ci sono principalmente due sentieri per salire sul Monte Kinabalu: il sentiero Ranau e il sentiero Kota Belud, entrambi accessibili dal Timpohon Gate. I due sentieri condividono lo stesso tratto iniziale per poi separarsi lungo il percorso.

Il sentiero Ranau è un sentiero standard “turistico” adatto agli scalatori principianti in quanto è relativamente più facile e sicuro perché è meno ripido e per lo più fatto di scale di legno e gradini di roccia gestibili. Il sentiero Kota Belud è invece riservato agli esperti scalatori e richiede la classica attrezzatura per l’arrampicata (corde, ecc.).

Durante la salita avrete modo di osservare una grande varietà di scenari, che cambiano a seconda dell’altitudine: passerete attraverso la foresta, dove si stima vivono tra le 5.000 e 6.000 specie di piante, per poi camminare tra aridi paesaggi lunari. La tappa di arrivo della prima giornata è Laban Rata (il campo base), dove si trova l’alloggio. Qui si resta per la sera e si riposa per poi svegliarsi all’1:30 del mattino e iniziare la salita verso la vetta. In una giornata limpida la vista è sconfinata e si riesce a vedere fino alle Filippine, ma in alcune giornata la montagna è avvolta dalle nuvole quindi il panorama è più limitato.

Il costo

Per scalare il Monte Kinabalu è necessario ottenere un permesso di salita, in quanto vi è un numero limitato di accessi giornalieri per proteggere l’ecosistema del monte. La tariffa per un permesso è di 200 ringgit (40euro circa) a cui vanno aggiunti il costo dell’alloggio e la quota da pagare per la guida.

In generale è consigliabile optare per un pacchetto comprensivo di permessi di arrampicata, guida alpina, assicurazione, biglietti d’ingresso al parco e alloggio: i costi si aggirano intorno ai 1.000 ringgit (200 euro) per il pacchetto. È importante prenotare con un po’ di anticipo per assicurarsi i posti soprattutto in alta stagione.

Non solo scalata

Per chi non vuole cimentarsi in una scalata così impegnativa è possibile anche solo fare un’escursione. I panorami mozzafiato del Monte Kinabalu sono accessibili anche a coloro che non riescono a salire fino in cima ed un’opzione molto più economica in quanto si paga solo l’ingresso al parco Kinabalu.

Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 15 anni fa.
Mi piace viaggiare, in particolare in Asia e non solo, e scoprire cibi, posti e culture.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore del libro Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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