Marzo in Giappone

A marzo in Giappone le giornate si allungano, l’aria è ancora fresca ma più gentile e in tantissime zone iniziano a comparire alberi fioriti. Non sempre sono i “ciliegi da cartolina” che avete in mente, ma la sensazione è chiarissima: la primavera sta arrivando e il paese si sta lentamente svegliando dall’inverno.

Se avete libertà di scelta, marzo in Giappone è un periodo da considerare seriamente. All’inizio del mese trovate meno turisti e più tranquillità, verso la fine iniziano a comparire fioriture più scenografiche e con loro anche più movimento e prezzi più alti. Io onestamente, se dovessi scegliere per un viaggio centrato sui fiori e sull’atmosfera, vi direi senza troppi dubbi che la fine di marzo (e l’inizio di aprile eventualmente) è il momento migliore.

Inizio e fine marzo

La prima cosa da chiarire è che l’inizio di marzo e la fine di marzo sembrano quasi due periodi diversi.

Nella prima parte del mese:

  • fa ancora piuttosto freddo, soprattutto la mattina e la sera
  • nelle zone centrali si vedono già molti alberi in fiore, ma in gran parte sono ume (prugni giapponesi) o altre specie, non i sakura “classici”
  • l’atmosfera è più tranquilla: meno turismo internazionale, meno gruppi organizzati, più vita quotidiana

Per chi ama viaggiare con calma, girare i templi senza folle e non ha l’ossessione del sakura “giusto”, l’inizio di marzo è un periodo molto piacevole. Vi godete il Giappone che si prepara alla primavera, non quello già invaso dai teloni blu nei parchi.

Nella seconda metà di marzo, invece, la situazione cambia:

  • il clima diventa più mite, senza essere caldo
  • iniziano ad aprirsi i primi veri ciliegi nelle città centrali
  • aumentano turisti, eventi, illuminazioni serali, prezzi degli hotel e delle tratte più richieste

È proprio in questi giorni che si entra nel cuore della stagione delle fioriture. Non vuol dire che trovate ovunque la piena fioritura perfetta, ma è il momento in cui le probabilità di vedere sakura “come nelle foto” diventano molto alte. Di conseguenza, sale anche tutto il resto: affollamento, prenotazioni da fare in anticipo, attenzione ai costi.

Se mi chiedete cosa consiglierei per un viaggio a marzo, io vi direi così:

  • se vi interessa di più la tranquillità e la vita quotidiana, valutate anche l’inizio del mese
  • se l’obiettivo principale sono le fioriture e l’hanami, puntate chiaramente verso la fine di marzo

Clima e valigia

A marzo in Giappone non si gela più come a gennaio, ma non è primavera “da maglietta”. In gran parte del paese si sta in quella zona di mezzo in cui il sole scalda abbastanza per camminare volentieri, ma appena cala l’aria torna frizzante.

Io vi consiglio di pensare l’abbigliamento così:

  • strato base: maglie a maniche lunghe in cotone o tessuto tecnico leggero
  • strato intermedio: felpa o maglioncino medio, non troppo pesante
  • strato esterno: giacca leggera o piumino sottile comprimibile, facile da infilare nello zaino

Per le gambe basta di solito un buon paio di jeans o pantaloni lunghi comodi. Se siete freddolosi o avete in programma molte ore all’aperto di sera, un intimo termico leggero può essere utile nei primi giorni del mese o nelle zone più a nord.

Le scarpe devono essere:

  • comode per camminare tanto
  • minimamente resistenti alla pioggia: marzo può regalare giornate limpide, ma anche pioggerelline improvvise

Nello zaino io metterei sempre:

  • un ombrellino pieghevole (o la disponibilità a comprare un ombrello trasparente al primo conbini)
  • una sciarpa leggera o un foulard per le serate
  • se soffrite di allergie, una mascherina può aiutare quando il polline decide di esagerare

L’idea è semplice: dovete stare bene in un clima da “tardo autunno mite”. Strati facili da mettere e togliere, più che un unico capo magico, sono la soluzione migliore.

Fiori diversi

Un punto importante, che a marzo si nota subito, è che la stagione delle fioriture non è fatta solo di sakura. Nelle prime settimane tantissimi alberi che vedrete in fiore sono ume, prugni giapponesi, o altre specie che a un occhio non allenato sembrano ciliegi. I fiori sono spesso rosa chiaro o bianchi, i rami pieni, l’effetto visivo bellissimo.

In altri articoli ho già sottolineato una cosa: la stagione “rosa” nelle zone centrali del Giappone dura quasi due mesi. Se prendiamo Tokyo e Kyoto come riferimento:

  • da metà febbraio iniziano a comparire i primi alberi in fiore nelle zone più miti o riparate
  • fino a circa il 20 aprile si trovano ancora petali di ciliegio che cadono, varietà tardive e alberi che “resistono” un po’ di più

Dentro questa finestra lunga, marzo è proprio il cuore del cambiamento. La cosa importante è non fissarsi troppo sul nome dell’albero. Gli ume hanno un fascino incredibile, spesso con profumo più intenso dei ciliegi, e regalano scatti stupendi. I sakura sono ricercati per il loro significato e per l’impatto visivo, ma quando siete lì, davanti a una collina piena di fiori, la differenza tecnica passa in secondo piano.

Se volete riconoscerli, di solito:

  • gli ume hanno fiori leggermente più “tondi”, che spuntano spesso direttamente dal ramo, e fioriscono prima
  • i sakura hanno un aspetto più “vaporoso”, con grappoli di fiori e un effetto nuvola più marcato

Ma, lo ripeto: non è un esame di botanica. L’obiettivo è godersi lo spettacolo, non passare il viaggio a ripetere “questo è ciliegio, questo no”.

Hanami a marzo

Quando si parla di hanami, molti immaginano un unico periodo brevissimo in cui tutto il Giappone si tinge di rosa e poi finisce tutto. In realtà, come dicevo prima, la stagione complessiva è lunga, ma per ogni singolo gruppo di alberi il picco di piena fioritura è davvero breve, spesso solo 2–3–4 giorni, influenzati tantissimo dal meteo.

A marzo, secondo me, l’atteggiamento giusto è questo:

  • pensare alla piena fioritura come a un bonus, non come all’unico obiettivo del viaggio
  • accettare che, anche se non siete qui nel “giorno perfetto”, troverete comunque molti alberi in fiore
  • sfruttare il fatto che nella stessa città, o tra quartieri diversi, potete trovare alberi precoci, alberi al massimo e alberi in fase di “pioggia di petali”

L’errore classico è inseguire solo i parchi più famosi nel giorno del picco ufficiale. Si finisce:

  • in mezzo a fiumane di persone
  • con difficoltà di trovare posto per sedersi
  • spesso con foto tutte uguali a quelle di migliaia di altri viaggiatori

Io vi consiglio un approccio diverso: usate i grandi parchi come riferimento (Ueno, Maruyama, i classici li conoscete già), ma poi dedicate tempo a:

  • piccoli parchi di quartiere
  • viali lungo i fiumi meno turistici
  • cortili di santuari e templi fuori dai giri più noti

Spesso, l’emozione più grande arriva proprio lì: magari solo due o tre alberi, pochissime persone attorno, petali che cadono piano in silenzio. È in quei momenti che si sente davvero l’essenza dell’hanami, non per forza nella foto perfetta da social.

Dove andare

Marzo non è un mese “uniforme”: cambia molto a seconda della zona del Giappone in cui vi trovate. Per questo, secondo me, ha senso scegliere la destinazione in base al tipo di viaggio che volete fare.

Nelle zone centrali (Tokyo, Yokohama, Kyoto, Osaka, Nara):

  • l’inizio di marzo è perfetto per chi vuole città vivibili, prime fioriture, aria fresca e meno affollamento
  • la fine di marzo è ideale se puntate a vedere i sakura classici, con parchi che iniziano a riempirsi e tante opportunità per l’hanami

Nel nord del paese, soprattutto Hokkaido e alcune aree lungo il Mar del Giappone, marzo è ancora molto legato all’inverno. Qui:

  • potete trovare neve, piste da sci, paesaggi bianchi
  • le fioriture arrivano più tardi, quindi marzo ha più senso per chi vuole un ultimo assaggio di inverno piuttosto che i ciliegi

All’estremo opposto, nel sud del Giappone (Kyushu, Shikoku, alcune zone di Honshu meridionale e poi Okinawa):

  • il clima è più mite
  • alcune fioriture anticipano di parecchio il resto del paese
  • potete trovare un’atmosfera quasi da inizio estate, con alberi già in piena forma quando al centro si è ancora in fase di risveglio

Un’idea che mi piace molto, se avete tempo, è combinare una grande città e una zona più tranquilla. Per esempio:

  • qualche giorno a Tokyo o Kyoto
  • poi spostarsi in una zona di onsen o in campagna, dove gli alberi fioriti si mischiano alle case, alle scuole, alla vita di tutti i giorni

In questo modo vedete sia la parte “iconica” che quella più intima, senza restare bloccati solo nei soliti quattro angoli fotografati da tutti.

Costi e turismo

Dal punto di vista dei costi e dell’affollamento, marzo è un mese “in salita”. All’inizio:

  • hotel con più disponibilità, soprattutto infrasettimanale
  • meno gruppi grandi, meno tour di massa
  • ristoranti e attrazioni frequentati, ma senza l’effetto “marea umana”

Man mano che ci si avvicina alla fine del mese:

  • aumenta il turismo legato alle fioriture
  • gli hotel nelle zone più richieste si riempiono (soprattutto quelli più comodi per i parchi famosi)
  • i prezzi tendono a salire sulle date più “calde”

La differenza tra prima e ultima settimana di marzo la si sente, eccome. Se avete un budget più limitato o non amate la confusione, ha senso:

  • valutare quartieri un po’ più decentrati per dormire
  • prenotare con anticipo le strutture principali se puntate alla fine del mese
  • organizzare le visite ai parchi famosi la mattina presto o in orari meno popolari

Io vi direi anche questo: se il vostro obiettivo non è avere la foto “perfetta” del giorno di picco, ma godervi un misto di città, natura e vita quotidiana, non è necessario incastrare le date sui tre giorni più richiesti. Basta stare nella finestra giusta e avere un minimo di flessibilità.

Eventi e atmosfera

Marzo non è speciale solo per le fioriture. È anche il mese in cui si percepisce benissimo che il Giappone sta chiudendo un capitolo e preparando il successivo. L’anno scolastico e molte carriere lavorative si chiudono a marzo, con:

  • cerimonie di laurea e fine corso
  • studenti in abiti eleganti che fanno foto sotto gli alberi
  • famiglie riunite nei campus e davanti alle scuole

Passeggiando per i quartieri residenziali o vicino alle università, può capitare di vedere intere classi che festeggiano, gruppi che si fanno fotografare sotto i ciliegi del cortile, insegnanti che salutano i ragazzi. Non è un “evento turistico”, ma è una parte reale dell’atmosfera di questo periodo.

In molte città, verso la fine del mese, iniziano anche illuminazioni serali dei ciliegi e piccoli festival primaverili. L’idea del yozakura, i ciliegi di notte, cambia completamente la percezione:

  • luci calde tra i rami
  • riflessi sull’acqua nei parchi con laghi e stagni
  • persone che passeggiano lentamente, spesso in coppia o in piccoli gruppi

A me piace molto questa parte del mese perché le serate non sono più glaciali, ma resta quell’aria fresca che rende ancora più piacevole tornare poi in hotel, magari dopo una ciotola di ramen bollente.

Consigli finali

Se state scegliendo le date, io vi consiglierei di ragionare così:

  • se la vostra priorità è viaggiare con calma, spendere un po’ meno e vivere un Giappone più quotidiano, ha senso guardare alla prima metà di marzo
  • se volete massimizzare le possibilità di vedere sakura scenografici, organizzare hanami e godervi illuminazioni serali, puntate chiaramente alla fine del mese

In entrambi i casi, ricordate una cosa: la stagione delle fioriture non è un interruttore acceso/spento. È una fase che dura settimane, in cui i fiori compaiono, esplodono, cadono, e in cui, anche se arrivate un po’ prima o un po’ dopo il picco ufficiale, avrete comunque ottime possibilità di trovare alberi bellissimi da fotografare.

Io vi direi di non costruire il viaggio solo attorno all’ansia del “giorno perfetto”. Pensate a marzo come a un grande corridoio di due mesi in cui il Giappone passa dall’inverno alla primavera, e voi vi infilate lì nel mezzo a vedere cosa succede. Che si tratti di ume, sakura o di quei parchi minuscoli con solo due alberi in fiore, l’importante è prendersi il tempo per fermarsi sotto i rami, guardare i petali e respirare un attimo.

Alla fine, è questo che resta davvero, più di qualunque data scritta sul calendario.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).