Conbini
Entrare in un conbini in Giappone è una di quelle cose che fanno innamorare subito del Paese. In pochi metri quadrati trovi spuntini curiosi, bevande di ogni tipo, piatti pronti, dolci, prodotti per la vita quotidiana e mille dettagli che raccontano la vita di tutti i giorni in Giappone meglio di tante guide. Sono piccoli negozi aperti quasi sempre, ma soprattutto sono un punto di appoggio comodissimo quando si viaggia.
Ve lo dico subito: i conbini in Giappone sono perfetti per un viaggio, per una colazione al volo o una cena improvvisata in hotel, ma non sono pensati per sostituire per sempre una cucina di casa con cibo vero. Durante una vacanza funzionano benissimo, nella vita quotidiana io onestamente li uso come appoggio, non come regola. E secondo me è il modo migliore per goderseli davvero.
Indice
Cosa sono
I conbini sono minimarket di prossimità dove puoi trovare un po’ di tutto: cibo pronto, bevande, dolci, prodotti per l’igiene, riviste, batterie, ombrelli, servizi di pagamento. L’idea di base è semplice: tutto quello che ti serve “adesso”, senza dover fare un giro al grande supermercato. Di solito si trovano agli angoli delle strade, vicino alle stazioni, sotto gli uffici, nei quartieri residenziali.
Rispetto ai minimarket a cui qualcuno è abituato in altri paesi, i conbini giapponesi hanno uno standard di ordine, pulizia e organizzazione che colpisce subito. Gli scaffali sono in genere perfetti, il personale ti saluta, lo spazio è sfruttato al massimo. Non sono negozi “turistici”, sono una parte normalissima della vita quotidiana, ed è proprio questo che, secondo me, li rende interessanti da vivere.
Conbini e vita quotidiana
Chi vive in Giappone usa i conbini come punti di appoggio durante la giornata: una merenda al volo, una bevanda calda in inverno, un pranzo rapido portato in ufficio, una bottiglia d’acqua prima di salire sul treno. Io li vedo un po’ come un’estensione del frigorifero: non hai tutto, ma hai sempre qualcosa di pronto quando serve.
Allo stesso tempo, non sono pensati come “cucina fissa” per tre pasti al giorno, tutti i giorni, per mesi. Ve lo dico sinceramente: per quanto alcune cose siano buone, pratiche e anche meglio di quello che ci si aspetterebbe da un negozio così, il cibo fatto in casa con ingredienti freschi resta un’altra cosa. I piatti dei conbini hanno spesso conservanti, zuccheri, grassi e ingredienti studiati più per la conservazione e la praticità che per essere il massimo della salute.
Per un viaggiatore invece la situazione è diversa. Se state in Giappone due settimane o un mese, mangiare spesso ai conbini è assolutamente accettabile, basta fare un minimo di attenzione a cosa si sceglie. Io di solito consiglio di usarli per colazioni, snack, qualche cena veloce quando siete troppo stanchi per andare al ristorante, e magari alternarli a pasti in izakaya, ristoranti di ramen, sushi, ecc. Così vi godete la comodità, ma senza trasformare gli scaffali del conbini nel vostro menù fisso.
Non sono supermercati
Una cosa che molti viaggiatori non afferrano subito è che i conbini non sono supermercati. La differenza principale è il tipo di spesa che ci fai: al supermercato vai per riempire la dispensa, al conbini vai per prendere quello che ti serve nell’immediato o quasi.
Questo si vede anche dai prodotti disponibili. Nei conbini trovi:
- porzioni singole o piccole confezioni
- piatti pronti, onigiri già confezionati, insalate, snack
- bevande fresche e calde, spesso in bottigliette o lattine
- qualche prodotto base (latte, pane, uova), ma non una grande scelta “da dispensa”
Manca tutta la parte di prodotti freschi in grandi quantità, offerta ampia di frutta e verdura, tagli di carne, pesce crudo, scaffali interi di detersivi e prodotti per la casa. Il conbini serve per oggi o domani, non per riempire la cucina di casa per settimane.
Secondo me ha senso pensarli così: se volete fare davvero spesa di tutti i giorni, cercate un vero supermercato o un negozio di quartiere. Se vi serve qualcosa di veloce, pratico e già pronto (o quasi), il conbini è perfetto. Diciamocelo: usarlo come supermercato principale è comodo, ma alla lunga rischia di significare tanto cibo confezionato e poca cucina vera.
Cibo pronto
Il cuore del conbini è la zona cibo pronto. Qui iniziano le tentazioni. Nei frigoriferi trovate bento già pronti con riso, carne, pesce o verdure, onigiri con ripieni di ogni tipo, insalate, piatti di pasta in stile giapponese, zuppe instant, dessert. Ogni catena ha le sue ricette, ma la logica è la stessa: prendere, pagare, scaldare, mangiare.
Se volete fare scelte un po’ più leggere, ci sono insalate già lavate, verdure cotte confezionate, tofu, piattini di contorni tipici giapponesi. Non è il paradiso del biologico, ma si può cercare un equilibrio: un onigiri semplice, un po’ di verdure, magari uno yogurt o un frutto confezionato, e avete un pasto decente senza distruggere completamente la dieta.
Quello che io di solito sconsiglio di prendere troppo spesso sono i piatti più pesanti, pieni di salse e fritti: buoni, per carità, ma se diventano l’abitudine di ogni sera, lo stomaco dopo un po’ si fa sentire. Come tutto, la chiave è usarli con un minimo di buon senso.
Colazioni veloci
Per la colazione il conbini è una miniera d’oro, soprattutto se avete poco tempo al mattino o la colazione in hotel non è inclusa (o non vi convince). Si trovano brioche confezionate, dolci in stile giapponese, yogurt, latte aromatizzato, succhi di frutta, caffè freddi già pronti, panini semplici e tanta roba salata perfetta per iniziare la giornata in modo un po’ diverso dal solito.
Io onestamente la trovo una soluzione ideale quando si ha un programma fitto: invece di perdere un’ora in un locale, prendete tutto al conbini, mangiate con calma dove vi pare e partite. Ovviamente non è la colazione “da sogno” di un ryokan, ma come colazione di viaggio pratica e rapida funziona benissimo, e vi permette di testare un po’ di prodotti strani che non vedrete da altre parti.
Caffè e pollo
Uno dei campi in cui i conbini si fanno davvero concorrenza è caffè e pollo fritto. Sembra una combinazione strana, ma chi vive qui sa che è uno dei temi caldi: 7-Eleven e FamilyMart, in particolare, si fanno battaglia su chi abbia il caffè migliore e il pollo fritto più buono.
Sul fronte caffè, il sistema è simile: pagate alla cassa, vi danno il bicchiere, andate alla macchina e scegliete la bevanda. Il caffè non è da bar italiano, ma per un caffè al volo a prezzo basso è sorprendentemente decente. Ci sono varianti calde e fredde, latte, cappuccino, ecc. Io vi direi di provarli entrambi, magari in giorni diversi, e scegliere quello che vi piace di più: per un viaggio diventa quasi un rituale mattutino.
Ve lo dico sinceramente: non aspettatevi l’espresso perfetto, ma per il rapporto qualità-prezzo e comodità è difficile batterli quando siete in giro tutto il giorno.
Bakery 7-Eleven
In alcune zone, 7-Eleven fa un passo in più e sembra quasi una piccola panetteria. Non parlo solo dei soliti prodotti confezionati, ma proprio di pane e dolci sfornati in sede, con profumo di forno che vi arriva appena entrate.
Capita di trovare biscotti al cioccolato morbidi, croissant, melonpan, panini dolci e salati e altre cose preparate direttamente lì, con una qualità che sorprende. Non è paragonabile a una grande boulangerie artigianale, ma per essere dentro un conbini la resa è davvero alta. Quando trovate un 7-Eleven con il corner “bakery”, secondo me vale la pena fermarsi e prendere almeno un dolce da provare.
Questi prodotti freschi rendono il conbini molto più interessante per le colazioni o per uno spuntino pomeridiano. Se vi fermate più giorni nella stessa zona e scoprite un 7-Eleven con bakery buono, finisce che ci tornate spesso. A me piace proprio perché unisce la comodità del conbini con qualcosa che assomiglia un po’ alla panetteria “di quartiere”.
Daily Yamazaki
Quando si parla di pane e panini, non si può ignorare Daily Yamazaki. È una catena un po’ meno “famosa” tra chi visita il Giappone la prima volta, ma ha un’identità forte: tanta attenzione a pane, dolci e prodotti da forno, spesso con panini e dolci che richiamano un po’ le panetterie giapponesi tradizionali.
Una delle immagini più tipiche di Daily Yamazaki sono i panini incelofanati iconici, allineati sugli scaffali: sandwich morbidi con ripieni vari, dall’uovo alla insalata di patate, dal tonno ai ripieni più particolari in stile locale. Visivamente sono molto riconoscibili, tutti sistemati con cura, ognuno nella sua confezione trasparente.
Se vi incuriosisce l’idea di una panetteria-conbini, Daily Yamazaki è il posto giusto da tenere d’occhio. Non è ovunque come 7-Eleven o FamilyMart, ma quando lo trovate può essere un’ottima alternativa per una colazione diversa o una pausa pranzo veloce, soprattutto se vi piacciono panini e dolci soffici in stile giapponese.
Cibo e salute
Arriviamo al punto delicato: quanto è “sano” mangiare spesso ai conbini? La risposta breve è: dipende da cosa prendete e da quanto li usate. Durante un viaggio è normale lasciarsi andare un po’, ma se iniziate a usare i conbini per tutti i pasti per settimane, l’effetto sul corpo prima o poi si sente.
Molti prodotti sono molto lavorati, con zuccheri, grassi e conservanti pensati per far durare il cibo e mantenerne il sapore anche dopo ore in frigorifero. Non è “cibo spazzatura” nel senso più estremo del termine, perché esistono anche piatti relativamente equilibrati, ma non è nemmeno la cucina casalinga preparata con ingredienti freschi.
Io di solito suggerisco un approccio semplice:
- usare i conbini per colazioni e spuntini
- scegliere piatti più “semplici”: onigiri con ripieni basici, insalate, piatti di verdure
- alternare con pasti in ristoranti, izakaya, ramen-ya, quindi con cibo cucinato espresso
Se vivete in Giappone, secondo me ha proprio senso considerare i conbini come soluzione di emergenza o di supporto, non come base quotidiana per tutti i pasti. Nulla vieta la sera di prendere ogni tanto un bento pronto perché siete stanchi, ma farlo diventare la regola significa rinunciare alla ricchezza della cucina di casa e di tanti piccoli ristoranti di quartiere che meritano molto di più.
Per chi è in viaggio qualche giorno o qualche settimana, invece, non mi farei troppi problemi: basta non trasformare “assaggio curioso” in abitudine fissa, e il gioco è fatto.
Servizi utili
- sportelli ATM compatibili con carte internazionali
- macchine per stampare documenti, fotocopie, foto
- sistemi per pagare bollette e tasse locali (utile per chi vive qui)
- possibilità di spedire pacchi o ritirare consegne
- biglietteria per eventi, concerti, mezzi a lunga percorrenza (dipende dal conbini)
Per un viaggiatore, la parte più utile è di solito il bancomat che accetta carte straniere, la stampa dei biglietti elettronici, l’acquisto di ricariche o simili. Può capitare che abbiate bisogno di stampare una prenotazione o un documento in cartaceo, e il conbini diventa improvvisamente il vostro ufficio improvvisato.
Un altro dettaglio pratico: nei conbini trovate oggetti di emergenza come ombrelli, caricabatterie, calze, piccoli prodotti per l’igiene, fazzoletti, mascherine. Niente di super sofisticato, ma è proprio quel genere di cose che servono quando qualcosa va storto e non avete voglia di mettervi a cercare negozi specializzati.
Conbini in viaggio
Per chi viaggia, i conbini sono una sorta di base logistica permanente. Io consiglio spesso di usarli così:
- per fare scorta di bevande prima di mettersi in giro
- per comprare snack da tenere nello zaino, soprattutto se avete bambini
- per una cena veloce quando tornate in hotel tardi e non avete energie
- per riempire i buchi tra un pasto e l’altro con spuntini curiosi che non trovereste altrove
Una cosa utile è che i conbini hanno spesso prodotti stagionali e edizioni limitate, quindi anche tornare più volte non è noioso: cambiano gusti di snack, bevande particolari, dolci a tema. Se vi piace esplorare il lato “pop” del Giappone, basta guardare gli scaffali e vi rendete conto di quanta creatività e varietà ci sia persino nel reparto merendine.
Vi giuro che, dopo qualche giorno, entrare in un conbini nuovo diventa quasi un gioco: cercare il dolce diverso, il gusto di tè freddo mai visto, il gelato strano. È un modo semplice per aggiungere piccoli momenti di scoperta alla giornata, senza spendere cifre enormi.
Come usarli al meglio
Usare bene i conbini significa trovare un equilibrio tra comodità e curiosità, senza esagerare né in un senso né nell’altro. Io vi consiglio di:
- provarli subito, appena arrivati, per capire cosa offrono
- decidere quali saranno le “voci fisse”: per esempio colazione, snack, drink
- mantenere i pasti principali, quando possibile, in ristoranti, izakaya, ramen-ya, sushi-ya
- usare i conbini come piano B quando qualcosa va storto o i piani cambiano
Ricordatevi che non sostituiscono il supermercato: se vi fermate in un appartamento con cucina e volete davvero cucinare, conviene cercare un supermercato grande, magari un po’ fuori dalla zona ultra centrale. Il conbini resta il vostro alleato per i momenti tra una tappa e l’altra.
Diciamocelo: parte del fascino di un viaggio in Giappone è proprio perdersi anche in questi dettagli della vita quotidiana. I conbini fanno parte di questa immagine, ma non sono “la soluzione a tutto”. Usateli per quello che sanno fare meglio: darvi qualcosa di buono e pratico, subito, a qualsiasi ora.
Conclusione
I conbini sono uno dei modi più semplici per entrare in contatto con la quotidianità giapponese, osservare cosa comprano le persone, scoprire sapori nuovi e rendere la vita in viaggio molto più semplice.
Io onestamente non immaginerei più un soggiorno in Giappone senza la sicurezza di avere un conbini a portata di mano. Allo stesso tempo, cerco sempre di ricordare che il cibo vero, cucinato con calma, è un’altra cosa e merita il suo spazio. Per chi vive qui, la regola secondo me è chiara: i conbini sono comodi, ma non possono sostituire per sempre una cucina di casa. Per chi è in viaggio, invece, sono un alleato prezioso, da usare senza paura ma con un minimo di buon senso.
Alla fine la scena perfetta, per me, è questa: tornare in hotel dopo una giornata piena, passare al conbini sotto casa, prendere un pollo fritto ancora caldo, un dolce curioso, magari un caffè o una bevanda particolare, e mangiare guardando fuori dalla finestra le luci della città. Non è alta cucina, ma è uno di quei piccoli momenti che restano legati al ricordo del Giappone. E secondo me, è esattamente così che i conbini danno il meglio di sé.
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).
