A 1692 metriTempio ChusonjiA 1692 metri
Con innumerevoli tesori.

A Hiraizumi, nella prefettura di Iwate, il Tempio Motsuji era in origine un grande complesso buddista che, assieme al Tempio Chusonji, rispecchiava la ricchezza e l’eleganza della città. Durante il periodo Heian, infatti, Hiraizumi era la “rivale” di Kyoto, all’epoca capitale del Paese: lo sviluppo attuato dal clan Fujiwara la rese una città sofisticata, ricca di cultura e potente a livello politico, tanto che oggi è Patrimonio Mondiale UNESCO.
Di quel tempio immenso restano soprattutto i giardini, che ne sono la maggiore attrattiva. Se visitate Hiraizumi, dedicate un po’ del vostro tempo a Motsuji: qui si percepisce ancora l’antica grandezza della città.
Il Tempio Motsuji è conosciuto principalmente per i suoi giardini che rappresentano un raro esempio di giardini in stile “Terra Pura” tipici del periodo Heian nei quali si tentava di riprodurre il concetto religioso di “Terra Pura” ovvero il paradiso buddista. I giardini si sviluppano attorno ad un lago centrale molto ampio e il modo migliore per coglierne appieno la bellezza è passeggiando lungo le sponde del lago percorrendone tutta la circonferenza. Durante la camminata avrete modo di osservare ogni dettaglio che caratterizza il paesaggio, dalla penisola sabbiosa che si protende sulle acque alle rocce che punteggiano le rive, i ponticelli dove fermarsi ad ammirare le acque popolate di carpe e, più in lontananza, il paesaggio collinoso e gli alberi che danno vita ad un contorno armonioso e idilliaco. Se guardate con attenzione vi accorgerete che ogni riva è costruita per imitare un paesaggio marino diverso: da una parte il suhama, la spiaggia di ciottoli che digrada dolcemente nell’acqua, dall’altra il dejima, la penisola rocciosa che si spinge nel lago e termina con una pietra verticale alta più di due metri, la stessa immagine di una costa battuta dalle onde. È un vocabolario di forme codificato nei manuali di giardinaggio del periodo Heian, e a Motsuji si legge ancora quasi per intero.
Nei pressi del lago è possibile inoltre ammirare alcuni resti degli antichi edifici: le fondamenta, visibili ancora oggi, sono segnalate da una serie di pannelli informativi, e permettono di immaginarsi come fosse il tempio all’epoca e quali dimensioni potesse avere. Le fondamenta sono le stesse che hanno ispirato il celebre poeta di haiku Basho in uno dei suoi più noti poemi nostalgici, in cui ricorda la gloria della città e invita a riflettere sull’aspetto effimero del potere e della ricchezza.
Sebbene i giardini siano la maggiore attrazione del tempio, vale la pena fermarsi a visitare gli edifici principali che lo compongono. Il primo luogo in cui vi consiglio di entrare è il Cultural Assets Repository, una sala dei tesori in cui è custodita una collezione di oggetti e reperti storici e culturali attraverso i quali si ripercorre la storia del tempio; in questa interessante mostra si riesce a conoscere meglio il passato di Motsuji e di come fosse la città nel periodo Heian.
Cuore del tempio di oggi è la Hondo, la principale sala di preghiera, in cui si svolgono le maggiori cerimonie buddiste. All’interno della sala è esposta una statua di Yakushi, Buddha della guarigione, dinanzi al quale i fedeli si ritrovano a pregare chiedendo buona salute e guarigione dalle malattie. Proprio all’esterno della sala di preghiera si può ammirare un monumento in pietra dedicato a Basho, sul quale sono incise le parole del suo noto poema dedicato al tempio.
L’edificio Kaisando Hall, che si trova un po’ in disparte rispetto alle altre strutture, è invece dedicato alla memoria del monaco fondatore del tempio, Ennin, e di alcuni membri del clan Fujiwara di cui si possono ammirare dei ritratti. Poco distante si trova il Jogyodo, la sala più antica rimasta in piedi a Motsuji: ricostruita nel 1732, custodisce una statua di Amida e, nella parte più interna, la figura segreta di Matarajin, mostrata al pubblico solo in rarissime occasioni. È qui che ogni 20 gennaio, a notte fonda, va in scena l’Ennen no Mai, una serie di danze tramandate dal periodo Heian e riconosciute come patrimonio culturale immateriale del Giappone: uno degli spettacoli più antichi che possiate vedere nel Tohoku.
Per una pausa durante la visita fate tappa al ristorante Shofuan, dove concedersi un dolcetto tipico accompagnato da un buon tè o una delle specialità a base di noodles e soba.
Il tempio fu fondato nell’anno 850 dal monaco Ennin, uno dei principali esponenti della scuola Tendai, ma la sua epoca d’oro arrivò quasi tre secoli dopo con il clan Fujiwara di Hiraizumi: nel periodo di massimo splendore Motsuji contava circa 40 edifici e centinaia di alloggi per i monaci, ed era considerato a pieno titolo il rivale di Chusonji per bellezza ed estensione.
Il destino del tempio seguì però quello dei suoi protettori. Con la fine del dominio Fujiwara gli edifici andarono perduti tra incendi e guerre, e di quel complesso enorme oggi restano soprattutto le fondamenta in pietra allineate sull’erba. Le sale che visitate sono ricostruzioni, mentre il disegno del lago e delle rive è ancora quello tracciato nel periodo Heian.
Grazie alla sua cornice verde incantevole, il tempio Motsuji è la location di tantissimi eventi durante tutto l’anno. Il principale è il festival Gokusui no En, che si svolge la quarta domenica di maggio, con i partecipanti che si riuniscono presso il ruscello che attraversa i giardini con indosso dei costumi eleganti tradizionali, tipici del periodo Heian. Tra le attività previste ci sono composizioni e letture di poemi, che si concludono con una degustazione di sakè.
Altri appuntamenti molto attesi sono il festival di primavera e dell’autunno che permettono di godersi i colori suggestivi del paesaggio tra spettacoli teatrali, danze e processioni.
Il giardino di Motsuji cambia volto con le stagioni ed è uno dei motivi per cui vale la pena scegliere con cura il periodo della visita. Il momento più spettacolare è la seconda metà di giugno, quando nell’ayame-en, il giardino degli iris ricavato accanto al laghetto, fioriscono 30.000 iris di trecento varietà diverse, disposti a fasce ordinate a pochi passi dalle rive.
A metà settembre tocca invece all’hagi, il cespuglio di lespedeza dai fiori minuti rossi e bianchi: cinquecento piante che ricadono sui bordi dei vialetti e accompagnano le cerimonie di fine estate. In autunno sono gli aceri delle colline dietro il lago a prendersi la scena, mentre con la neve sul laghetto il giardino restituisce forse l’immagine più vicina all’idea di paradiso buddista che vuole rappresentare.
Motsuji si raggiunge comodamente a piedi: dalla stazione di Hiraizumi uscite sul piazzale principale e imboccate la strada che porta verso ovest, in meno di dieci minuti siete davanti all'ingresso del tempio.
Se arrivate con il Tohoku Shinkansen scendete a Ichinoseki e proseguite con la linea locale JR Tohoku, sono una decina di minuti di treno.
Nei fine settimana e nei giorni festivi, da primavera a fine autunno, passa anche il bus turistico Run Run, che collega la stazione a Motsuji e a Chusonji: è la soluzione più pratica se volete unire i due templi senza farvi tutta la salita a piedi.
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Tempio Motsuji
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).