Spedire in Giappone

Mi è capitato spesso di spedire in Giappone dall’Italia. A volte arriva tutto velocemente, a volte è una mezza tragedia: dipende quasi sempre dal servizio che scegliete e da quanto siete stati chiari con la dogana.
In questa pagina ho raccolto i metodi di spedizione che si possono usare dall’Italia, con qualche opinione: quanto ci mettono davvero, quali sono tracciabili, quanto costano più o meno e cosa conviene scrivere sul modulo doganale per non far bloccare il pacco. Se dovete mandare un regalo o dei documenti, qui trovate come muovervi.

Quanto ci impiega?

E’ la domanda che sicuramente desiderate fare agli addetti dell’ufficio postale italiano, la domanda che vi preme di più di ogni altra. La risposta è “noi dall’Italia lo spediamo velocemente, poi dipende dagli altri stati quanto ci mettono a consegnarlo”. In realtà se un pacco arriva in Giappone in 2-3 giorni fa la dogana ed è consegnato, tutto il tempo in più è quello che serve per mandare il pacco dal vostro ufficio postale alla dogana italiana e da quest’ultima all’aereo che lo porta in Giappone.

In realtà non si sa quanto ci impiega, dipende da vari fattori, soprattutto dal tipo di spedizione. Una cosa che spiazza è il tracking: finché il pacco è in Italia sembra fermo per giorni, poi appena atterra e viene preso in carico in Giappone gli aggiornamenti diventano precisissimi, quasi ora per ora.
Se resta bloccato qualche giorno sulla voce dello sdoganamento è del tutto normale, non vuol dire che sia perso. E se il destinatario non è in casa non ve lo rispediscono indietro: lasciano l’avviso e la riconsegna si prenota, anche più volte.

Via aerea o su superficie?

I pacchi mandati per via aerea teoricamente impiegano meno di quelli spediti per nave, in pratica però se dall’Italia fate una spedizione con nave spesso viene comunque mandato per via aerea facendovi risparmiare un po’ di soldi. Se non avete consegne importanti e urgenti e volete risparmiare provate la superficie (nave), potrebbe arrivare comunque in tempi abbastanza rapidi.

Raccomandata

Una raccomandata per il Giappone non si sa bene quando arriva. Ci può mettere dai 5 ai 20 giorni, se ci mette di più bisogna iniziare a preoccuparsi. Ci sono dei limiti di dimensioni e peso – si arriva fino a 2kg – e il costo è tutto sommato onesto. Attenzione però: con la raccomandata internazionale si possono spedire solo documenti, per gli oggetti e i regali dovete per forza usare un altro servizio. La raccomandata è tracciabile.

Ems

E’ un corriere internazionale diffuso molto anche in Giappone. In Italia potete fare una spedizione con EMS andando alla Posta.
E’ più costoso della raccomandata ma con EMS il pacco può essere più grande e superare i 2kg.
Per farvi un’idea, per un pacco abbastanza ingombrante di 4-5kg con all’interno dei regali ho pagato 45Euro.
Ci mette meno della raccomandata e come quest’ultima è tracciabile.

Ups

Probabilmente è il miglior corriere che c’è, il problema è il costo. Per spedire un piccolo pacchetto vi possono chiedere anche 80€. Vale la pena solo se dovete far arrivare assolutamente qualcosa in 2-3 giorni.
E’ tracciabile. Lo stesso identico discorso vale per DHL e FedEx, che in Giappone lavorano bene e stanno più o meno sulla stessa fascia di prezzo. Il vantaggio, oltre alla velocità, è che il pacco è sempre sotto controllo e la pratica in dogana la seguono loro.
Per un regalo spedito con calma, però, restano soldi buttati.

Assicurare oppure no?

A meno che il pacco non sia decisamente di valore vi sconsiglio di assicurarlo, è solo una spesa in più.

Posta prioritaria

Se si spedisce con posta prioritaria in Italia bisogna fare il segno della croce per sperare che arrivi, figuratevi se fate una spedizione internazionale. Va bene solo per lettere e cartoline poco importanti, per un pacchetto anche se è una cavolata vi sconsiglio questo tipo di spedizione.
Non è tracciabile, è spedito senza alcuna garanzia e quindi può andare perso.

Come si scrive l’indirizzo

L’indirizzo giapponese potete scriverlo tranquillamente in romaji, non serve nessun carattere giapponese e i portalettere sono abituatissimi. Scrivetelo pure nell’ordine occidentale, partendo dal nome del destinatario e scendendo fino al paese: arriva lo stesso.
Quello che non deve mancare mai è il codice postale, quello a sette cifre con il trattino in mezzo tipo 100-0005, perché in Giappone è lui che smista davvero la consegna. Aggiungete anche il numero di telefono di chi riceve: i corrieri e le poste giapponesi lo usano per avvisare e per accordarsi sulla riconsegna, e senza vi ritrovate con ritardi inutili.
Se spedite a un albergo, mettete bene in evidenza il nome della struttura e il nome di chi ci soggiorna, altrimenti alla reception non sanno a chi consegnare.

Dogana: cosa si può spedire?

Alla posta dovrebbero consegnarvi un tagliando verde sul quale scrivere cosa è contenuto nel pacco. Ci sono alcune limitazioni soprattutto per quanto riguarda gli alimenti freschi, profumi ecc. Se scrivete il vero contenuto cercate di non lasciare spazio a fraintendimenti, “oggetti pelle cane” potrebbero essere degli oggetti ornamentali fatti con pelle di cane oppure dei guinzagli per cane in pelle. I doganieri ovviamente ci arrivano in questo caso estremo, però considerate che in dogana hanno pochi uomini ma moltissima merce da controllare quindi è normale che ci possano essere errori, fraintendimenti ecc.
Soprattutto se spedite cibo cercate di essere precisi ma senza causare dubbi, per esempio dato che è vietato spedire salumi in Giappone, se state spedendo un dolce tipico fatto principalmente con biscotti secchi, se il dolce ha la forma di salame scrivete “biscotti secchi” e non “salame di biscotti”. Sono banalità, ma spesso per fraintendimenti il pacco può ritardare di molto. Per farvi un’idea di cosa passa: pasta, caffè, cioccolato, biscotti e dolci confezionati non danno problemi, ed è poi quello che di solito si manda a chi sta in Giappone. Formaggi e latticini, invece, vengono fermati quasi sempre.
Occhio anche ai medicinali: il Giappone ha regole strette anche su prodotti che da noi si comprano al supermercato, quindi non infilateli nel pacco insieme al resto sperando che passino.

Chi paga la dogana in Giappone?

Quando il pacco arriva, la dogana giapponese guarda il valore dichiarato. Fino a 10.000 yen complessivi non si pagano dazi né imposta sui consumi, quindi per un regalo piccolo non succede assolutamente niente.
Sopra quella soglia scatta invece il conteggio, e a pagare non siete voi che spedite ma chi riceve, spesso direttamente al portalettere al momento della consegna: come sorpresa per un regalo non è il massimo, per cui è meglio avvisare. Ci sono poi delle categorie trattate a parte, per esempio borse e scarpe in pelle e la maglieria, su cui qualcosa può essere chiesto comunque.
Morale: dichiarate il valore vero ma senza gonfiarlo, perché gonfiarlo fa pagare solo il destinatario. E non provate a spezzare la spedizione in tanti pacchetti per stare sotto la soglia, perché la dogana somma tutti gli invii.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).