Orari di apertura e chiusura in Giappone
Capire gli orari di apertura in Giappone è una di quelle cose che ti cambia il viaggio. Non perché sia difficile, ma perché i ritmi sono diversi da quelli a cui molte persone sono abituate. Tra negozi che chiudono presto, conbini aperti sempre, festività in cui sembra tutto fermo e regole come il last order nei ristoranti, il rischio è dare tutto per scontato e ritrovarsi davanti a una serranda abbassata. Io vi racconto come funziona davvero, così potete organizzare le giornate con calma e senza sorprese.
Indice
Ritmi quotidiani
Io di solito vi consiglio di non contare troppo sulla fascia dopo cena per fare acquisti “seri”: se vi serve comprare souvenir, vestiti o elettronica, cercate di pensarci nel pomeriggio. È più facile trovare aperti i grandi magazzini e i centri commerciali, che spesso tengono un orario tipo 10–20, ma anche lì non aspettatevi le 22.
Un altro dettaglio che spiazza chi arriva la prima volta è la pausa pranzo fuori dalle zone turistiche. In tante aree non centrali alcuni ristoranti fanno un pranzo breve, ad esempio 11:30–14:00, e poi chiudono fino alla cena. Se arrivate alle 14:05 rischiate di trovare già tutto in fase di pulizia, con luci dimezzate e menù ritirati.
Negozi e centri commerciali
I grandi magazzini delle zone centrali (penso alle aree vicino alle stazioni principali) sono la cosa più “affidabile” per lo shopping. Di solito aprono verso le 10 o le 11 e chiudono tra le 20 e le 21. Qui trovate di tutto: abbigliamento, cosmetici, alimentari nei piani sotterranei, librerie, articoli per la casa. È il posto giusto se volete concentrare le commissioni in un’unica tappa.
Nei centri commerciali moderni spesso il piano ristorazione ha un orario leggermente diverso dal resto: i negozi chiudono alle 20, mentre i ristoranti restano aperti un po’ di più. Anche qui però non si parla di orari notturni: molte volte l’ultima fascia utile è intorno alle 21–22, e poi si tira giù tutto.
Le strade commerciali coperte (le classiche shotengai) hanno orari molto variabili. Alcune botteghe aprono presto e chiudono nel pomeriggio, altre stanno aperte fino a sera. Qui secondo me ha senso prendere l’abitudine di osservare: se vedete che i negozianti stanno iniziando a ripiegare gli espositori, vuol dire che la giornata è agli sgoccioli anche se non è ancora buio.
Ristoranti e izakaya
Gli orari dei ristoranti sono uno dei punti chiave del viaggio. In Giappone è molto comune che un locale abbia due blocchi distinti: pranzo e cena, con chiusura totale in mezzo. Il classico orario è qualcosa come 11:30–14:00 e poi 17:00–22:00, ma naturalmente cambia a seconda della zona e del tipo di cucina.
Io onestamente vi consiglio di cenare un po’ prima rispetto alle abitudini “tardive”. Se arrivate alle 21:15 in un posto che chiude alle 22, potreste essere ancora in tempo, ma con un menù ridottissimo. Nei ristoranti tradizionali, nelle piccole vie o negli izakaya più raccolti è abbastanza normale che la cucina chiuda prima dell’orario indicato come “chiusura locale”.
Un altro dettaglio è il giorno di chiusura settimanale. Molti ristoranti hanno un giorno fisso di riposo, spesso il lunedì o il martedì, ma non esiste una regola nazionale. Per i locali famosi o per quelli fuori dalle zone super turistiche, io vi direi di controllare sempre il giorno di chiusura e gli orari, perché può capitare di fare strada per niente.
Conbini e catene
La grande eccezione alla regola sono i conbini, i minimarket come 7-Eleven, Lawson, FamilyMart. Tantissimi sono aperti 24 ore su 24, e anche quando non lo sono hanno orari molto lunghi. Questo è quello che salva la vita quando arrivate tardi, quando avete fame a ore strane o quando vi serve qualcosa all’ultimo minuto.
Oltre ai conbini, molte catene di fast food, caffetterie e family restaurant hanno orari più generosi rispetto ai ristoranti indipendenti. Alcune caffetterie aprono presto, già dalle 7, diventando perfette per la colazione. Alcune catene restano aperte fino a tarda sera, e in certe zone si trovano ancora locali aperti dopo l’ultimo treno, anche se non sono la norma.
Io uso i conbini come “piano B” fisso: se un ristorante è già in fase di chiusura, so che posso sempre prendere una bento box, qualche onigiri o un dolcetto e cenare lo stesso senza stressarmi a caccia di alternative all’ultimo secondo.
Uffici, banche e servizi
Per quanto riguarda uffici e servizi, il Giappone resta abbastanza tradizionale. Le banche di solito hanno orari molto limitati per lo sportello: apertura al mattino e chiusura nel primo pomeriggio. Se dovete fare operazioni particolari allo sportello, vi conviene programmare il tutto in giorni feriali e in orari centrali.
Gli sportelli automatici spesso hanno orari più ampi, ma non sempre sono h24, soprattutto nelle zone meno centrali. Io vi consiglio di non aspettare l’ultimo minuto per prelevare, soprattutto se vi trovate in paesi o quartieri residenziali dove le opzioni sono meno numerose.
Gli uffici pubblici e i municipi lavorano quasi sempre su orari d’ufficio, con chiusura serale e festiva netta. Le cliniche mediche e gli studi dentistici fanno spesso due turni (mattina e pomeriggio) e chiudono uno o due giorni a settimana. Se dovete prenotare qualcosa di sanitario, non date per scontato che sia aperto sabato pomeriggio o nei giorni festivi: in genere è il contrario.
Festività e chiusure
Oltre agli orari normali, in Giappone ci sono periodi dell’anno in cui il ritmo cambia completamente. Qui entrano in gioco Capodanno, Golden Week e Obon, che sono i tre momenti in cui molte attività rallentano o chiudono del tutto.
A Capodanno, nei giorni intorno al 1º gennaio, è molto comune che tanti ristoranti, negozi e perfino alcuni supermercati chiudano per uno o più giorni. Alcuni aprono solo a orario ridotto, altri proprio no. In compenso, alcuni grandi centri commerciali ripartono dopo i primi di gennaio con saldi molto forti, quindi si passa dal “è tutto chiuso” al “è tutto pieno” nel giro di pochi giorni.
Durante la Golden Week (fine aprile–inizio maggio) la situazione è un po’ diversa: molte attività restano aperte, ma i luoghi turistici sono strapieni e alcuni servizi possono ridurre gli orari o sospendere determinati giorni. Secondo me ha senso considerare la Golden Week più come un periodo di affollamento che di chiusura, ma comunque non è il momento migliore per contare su uffici, cliniche o servizi “di routine”.
A Obon, ad agosto, succede un po’ un misto: ci sono aziende che chiudono per ferie, piccoli ristoranti che si prendono qualche giorno di pausa e, nello stesso tempo, grandi centri commerciali e luoghi turistici pieni di famiglie. Se programmate un viaggio in questi periodi, ve lo dico sinceramente, è fondamentale non improvvisare troppo con prenotazioni e orari, perché è facile trovare il cartello con scritto che il locale è in pausa stagionale.
Last order
Il concetto di last order (spesso abbreviato in L.O. sul menù o all’ingresso) è qualcosa che secondo me andrebbe esportato ovunque. Il last order è l’ultimo momento utile per ordinare cibo e bevande, prima che la cucina chiuda. Di solito è 30–60 minuti prima dell’orario ufficiale di chiusura.
Se vedete, ad esempio, “19:00–23:00 (L.O. 22:00)”, vuol dire che alle 22 è l’ultimo momento per chiedere un piatto caldo o un drink. Dopo quell’ora potete finire con calma quello che avete sul tavolo, ma non potete più aggiungere ordini. Io vi consiglio di tenere sempre d’occhio la scritta L.O. quando scegliete dove cenare, soprattutto se arrivate verso sera.
E qui lo dico proprio col cuore: bisognerebbe farlo anche in Italia in modo chiaro e rispettato. Così camerieri e cuochi smetterebbero di doversi lamentare dei clienti che arrivano all’ultimo minuto, ma senza aver messo delle regole comprensibili. In Giappone di solito le cose sono molto semplici: se il last order è alle 22, chi lavora in sala lo dice subito e chi entra tardi sa che deve decidere cosa mangiare senza perdersi in mezz’ora di indecisioni.
Per voi che viaggiate, il vantaggio è che sapete subito se un locale è ancora una scelta sensata o se conviene spostarsi, invece di sedervi e scoprire, dopo un po’, che la cucina è già chiusa.
Musichetta di chiusura
Un altro dettaglio tipicamente giapponese è la musichetta di chiusura. In tanti supermercati, centri commerciali e talvolta anche in altri luoghi pubblici, poco prima dell’orario di chiusura parte una melodia dolce, spesso sempre la stessa, che serve a dire “ragazzi, è ora di andare verso le casse e poi a casa”.
Non è un annuncio aggressivo, nessuno vi caccia, ma l’effetto è chiarissimo: le luci cambiano, la musica parte, gli annunci ringraziano per la visita e si percepisce che la giornata è finita. A me piace proprio perché è un modo gentile di far capire la situazione senza dover ripetere mille volte “stiamo chiudendo”.
Anche qui, diciamocelo, sarebbe utile in tanti altri paesi. Senza discussioni infinite su “ma sono entrato prima, ho diritto a…”. In Giappone quando parte la musichetta la maggior parte delle persone si muove in automatico verso l’uscita, chiude rapidamente gli acquisti e non pretende di iniziare una sessione di shopping da zero in quell’istante.
Se vi trovate in un negozio e sentite questa musica, il mio consiglio è semplice: prendete le ultime due cose che vi servono, andate alla cassa e considerate chiusa la missione shopping. Anche se sull’orologio mancano ancora dieci minuti. È il modo migliore per rispettare chi lavora e anche per evitare situazioni stressanti.
Come organizzarsi
La cosa più importante, alla fine, è organizzare le giornate pensando a questi ritmi. Io vi consiglio di concentrare shopping e commissioni tra tarda mattina e pomeriggio, di scegliere la cena con un po’ di anticipo e di usare conbini e catene come rete di sicurezza per gli orari strani.
Se dovete fare qualcosa che dipende da orari rigidi – banche, uffici, cliniche, ristoranti famosi con last order severo – pianificate in base a quello e lasciate il resto più libero. Quando vi muovete in periodi come Capodanno, Golden Week e Obon, date il doppio peso agli orari indicati e tenete sempre un piano B, perché tra ferie, code e orari ridotti è facile cambiare programma all’ultimo.
Alla fine il bello del Giappone è anche questo: imparare a entrare nel ritmo locale. E ve lo dico sinceramente, dopo un po’ fa quasi piacere avere serate in cui tutto chiude un po’ prima, si torna in hotel, si prende una tortina al conbini e ci si gode la città dalle finestre, senza correre dietro all’ennesimo negozio aperto fino a mezzanotte.
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).