Noleggio powerbank in Giappone
La batteria del telefono che scende verso il rosso succede sempre nel momento sbagliato. In Giappone, dove usiamo lo smartphone per tutto – mappe, traduzioni, biglietti, foto – avere un modo rapido per ricaricare non è solo comodo, è una specie di assicurazione mentale. Negli ultimi anni si è diffuso tantissimo il noleggio di powerbank: piccole colonnine da cui prendi una batteria portatile, la usi in giro e la riporti dove vuoi. È una di quelle cose che, quando ti serve davvero, ti salva la giornata.
Allo stesso tempo, ve lo dico sinceramente: powerbank da comprare se ne trovano ovunque in Giappone, dai conbini ai grandi negozi di elettronica. Il noleggio secondo me ha senso come “paracadute” quando sei in giro, magari con il tuo powerbank scarico o se ti sei dimenticato il cavo in hotel. Il trucco è capire quando conviene affittare e quando ha più senso investire in una batteria tutta tua.
Indice
Come funziona
Il principio è semplice: sono servizi di condivisione di batterie portatili, un po’ come il bike sharing ma per il telefono. In Giappone uno dei sistemi più diffusi è ChargeSPOT, con colonnine sparse in tutto il Paese. Funziona così: cerchi uno stand vicino a te sulla mappa dell’app, arrivi davanti alla colonnina, scanni un QR code e la batteria “salta fuori” da uno degli slot.
Quasi tutti questi powerbank hanno i cavi già integrati, con i connettori principali: USB-C, Lightning e spesso anche micro-USB. Questo, a me, piace proprio perché ti toglie dall’ansia di dover portare sempre il cavetto giusto. Colleghi il tuo telefono, infili il powerbank in tasca o nello zainetto e continui a girare. Quando hai finito, lo puoi restituire in qualsiasi colonnina compatibile, non per forza nella stessa dove l’hai preso.
In generale, secondo me il bello del noleggio powerbank è che ti permette di non stravolgere la giornata: non devi sederti vicino a una presa in un bar per 40 minuti, continui il giro e intanto recuperi batteria.
Dove trovarli
La risposta breve è: quasi ovunque, almeno nelle città più grandi. Le colonnine di noleggio powerbank si trovano di solito:
- nei conbini (i convenience store tipo 7-Eleven, Lawson, FamilyMart)
- nelle stazioni dei treni e delle metro
- nei centri commerciali e nei grandi complessi di negozi
- vicino a attrazioni turistiche, cinema, ristoranti, karaoke, hotel
I servizi più grossi dichiarano decine di migliaia di punti di noleggio in tutto il Giappone, con una presenza molto forte soprattutto a Tokyo, Osaka, Kyoto e negli aeroporti principali.
Questo significa che, se usi l’app, in genere vedi almeno uno o due punti nel raggio di pochi minuti a piedi, soprattutto nei quartieri centrali. Quando accompagno chi viene qui per la prima volta, vedo che molti si tranquillizzano tantissimo quando scoprono che “se rimango senza batteria, trovo una colonnina all’angolo”. E, ve lo dico subito, è davvero così: nelle zone turistiche è raro restare lontani da uno stand per più di qualche centinaio di metri.
Costi e pagamento
Dal punto di vista economico, il noleggio powerbank in Giappone di solito costa poche centinaia di yen per le prime ore, con una tariffa che sale a scaglioni in base al tempo di utilizzo. Spesso c’è una soglia massima giornaliera oltre la quale il costo non cresce più, oppure dopo un certo numero di giorni la batteria diventa praticamente tua e non sei più obbligato a restituirla.
Il pagamento può avvenire con carta di credito, carte virtuali o servizi di pagamento via smartphone. Molti viaggiatori si trovano bene ad associare direttamente la loro carta all’app del servizio, altri preferiscono usare app come i portafogli elettronici giapponesi. Dal punto di vista pratico, io vi consiglierei di impostare il pagamento una volta sola, magari la sera in hotel con calma, così quando vi serve la batteria siete pronti.
Un dettaglio importante: se non restituite il powerbank, dopo un certo limite di tempo scatta una tariffa più alta che copre il costo della batteria, più una eventuale penale. Non è un dramma, ma è bene saperlo: se sapete già che vi serve una batteria “per sempre”, probabilmente conviene comprarla invece che arrivare a quel punto.
Quando conviene davvero
La domanda vera è: quando ha senso noleggiare e quando no? Io onestamente vedo il noleggio come un piano B molto comodo in alcune situazioni precise.
Ha senso usare il noleggio powerbank quando:
- siete in giro tutto il giorno e non avete voglia di portarvi dietro un powerbank pesante
- il vostro powerbank è scarico e ve ne accorgete tardi
- vi siete dimenticati il cavo in hotel o in un altro zaino
- siete in più persone e uno o due telefoni vanno in rosso all’improvviso
- avete una giornata piena di treni, cambi, parchi a tema, foto, video, e volete una sicurezza in più
In tutte queste situazioni, vi direi che spendere poco per qualche ora di ricarica “al volo” è un compromesso più che ragionevole. Non dovete cambiare i vostri piani, non dovete cercare un bar con presa libera, non dovete viaggiare con il pensiero fisso al 10% di batteria.
Se invece vi fermate in Giappone per diversi giorni e sapete che userete tanto il telefono, ha più senso avere anche un powerbank vostro: il noleggio resta un salvagente, non il sistema principale su cui contare ogni singolo giorno.
Comprare un powerbank
Qui arriviamo al punto che spesso non viene detto con chiarezza: comprare un powerbank in Giappone è facilissimo. Li trovate:
- nei conbini più grandi, vicino agli scaffali di accessori per smartphone
- nei negozi di elettronica tipo Yodobashi Camera, Bic Camera, Yamada Denki
- in alcuni discount store e negozi di oggetti vari
- negli aeroporti, sia in arrivo che in partenza
Ci sono powerbank di tutte le fasce: da quelli piccoli “salva giornata” a quelli più pesanti ma con una capacità enorme, adatti se scattate mille foto e registrate video. A me capita spesso di consigliare di prenderne uno subito all’inizio del viaggio, così avete una base sicura, e poi usare il noleggio solo in caso di emergenza.
Un altro vantaggio dell’acquisto è che scegliete voi la capacità, il peso e la marca, e potete riutilizzarlo una volta tornati a casa. Se pensate di tornare in Giappone o di viaggiare spesso, è un investimento che secondo me ha molto senso. Tenete solo d’occhio il peso se vi muovete a piedi tutto il giorno: un powerbank enorme può diventare fastidioso nello zaino.
Cavi e compatibilità
Un tema che spesso crea confusione sono i cavi. I powerbank a noleggio di solito hanno più connettori integrati, per coprire i principali tipi di smartphone: USB-C per la maggior parte dei telefoni recenti, Lightning per molti iPhone e, a volte, micro-USB per dispositivi più vecchi.
Questo è uno dei motivi per cui il noleggio powerbank è comodo se:
- avete dimenticato il vostro cavo
- viaggiate in gruppo e ognuno ha un telefono diverso
- usate anche un secondo dispositivo, tipo un piccolo router tascabile o una fotocamera compatibile
Se invece comprate un powerbank, di solito dovete portare voi il cavo giusto. I negozi vendono anche cavi universali o set con più connettori, ma è un pensiero in più. Io vi direi di avere sempre almeno un cavo USB-C buono nello zaino, perché ormai tantissimi dispositivi si stanno spostando su questo standard; il noleggio poi copre il resto in caso di emergenza.
Attenzione solo alle cover molto spesse: se avete una custodia particolare, controllate che il connettore del powerbank a noleggio riesca a entrare bene. In casi estremi basta togliere la cover per il tempo della ricarica, ma è meglio saperlo prima.
Consigli pratici
Metto in fila qualche consiglio concreto, così potete organizzarvi senza troppi pensieri.
Prima di tutto, non aspettate il 2% di batteria per pensarci. Se vedete che state scattando tante foto, usando mappe e traduzioni e la batteria scende veloce, iniziate a guardare sulla mappa dell’app dove si trova il punto di noleggio più vicino. Vi giuro che è molto più rilassante arrivarci con il 15–20% che con il telefono già spento.
Quando prendete un powerbank a noleggio:
- controllate che la batteria sia ben carica (di solito ci sono delle lucine o un indicatore)
- verificate che il cavo faccia bene contatto con il vostro telefono
- segnatevi mentalmente in che zona lo avete preso, così avete un’idea dei punti vicini dove riportarlo
Io di solito consiglio di restituire il powerbank entro la giornata, appena arrivate in hotel o quando vi fermate per cena in una zona dove vedete un’altra colonnina. Non ha molto senso tenerlo in tasca per tre giorni “nel caso serva”: meglio liberarsene e, se proprio vi serve di nuovo, ne prendete un altro.
Last but not least, se usate spesso il telefono come navigatore, considerate l’uso della modalità aereo quando non vi serve la rete: aprite la mappa, memorizzate il percorso e rimettete i dati solo quando dovete aggiornare la posizione. Riduce tantissimo il consumo di batteria e, combinato con un powerbank (noleggiato o vostro), vi permette di arrivare a fine giornata molto più tranquilli.
Conclusione
Alla fine, il noleggio powerbank in Giappone è una di quelle cose che non cambiano il viaggio… finché un giorno vi salvano letteralmente la serata. Io vi consiglierei di non farci affidamento come unica fonte di energia, ma di considerarlo come un alleato in più: powerbank vostro nello zaino, e noleggio come piano B quando le cose non vanno come previsto.
Sapere che potete affittare una batteria in pochi minuti, ovunque siate, rende la giornata più leggera. Sapere che, se vi organizzate un minimo, potete anche comprare un powerbank in un conbini o in un grande negozio di elettronica vi dà ancora più margine. Alla fine quello che conta è godersi il Giappone, le passeggiate, le foto, i treni… non passare il tempo a fissare la percentuale della batteria.
Io, fossi in voi, mi farei una piccola strategia: una buona batteria portatile personale, un cavo di riserva e, nella testa, l’idea che “se va storto qualcosa, affitto un powerbank e non ci penso più”. Così potete concentrarvi su quello che conta davvero: il viaggio.
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).