Noleggio ombrelli in Giappone

I noleggi di ombrelli in Giappone sono una di quelle cose semplici che ti cambiano la giornata. Ti ritrovi sotto la pioggia, senza nulla, e in pochi secondi hai in mano un ombrello robusto senza dover correre al conbini a comprarne un altro. Per me il servizio di noleggio ombrelli iKasa (iKasa) è diventato una sorta di “backup” fisso: so che, ovunque mi muova, ho sempre un ombrello a portata di QR code. E ve lo dico sinceramente: è uno di quei piccoli dettagli che rendono viaggiare in Giappone ancora più comodo.

Dietro a questo sistema non c’è solo la praticità di non bagnarsi. C’è l’idea di ridurre gli ombrelli usa e getta, risparmiare soldi e avere meno ingombri in mano. In questo articolo vi racconto perché, secondo me, ha davvero senso abituarsi al noleggio ombrelli in Giappone e perché iKasa è diventato il servizio che io uso da anni quando vengo sorpreso dalla pioggia.

Cos’è iKasa

iKasa è il principale servizio di noleggio ombrelli in Giappone, nato alla fine del 2018 come primo sistema di umbrella sharing strutturato nel paese. L’idea è semplice: invece di comprare ogni volta un ombrello di plastica, lo “prendi in prestito” per il tempo che ti serve e poi lo riporti in uno dei tanti punti distribuiti in città. L’azienda che lo gestisce ha come missione dichiarata quella di rendere più piacevoli le giornate di pioggia e di arrivare, nel lungo periodo, a ridurre a zero gli ombrelli usa e getta.

Nel corso degli anni il servizio è cresciuto tantissimo: dai primi esperimenti a Tokyo si è esteso a diverse prefetture in tutto il Giappone, con migliaia di punti di ritiro e riconsegna e centinaia di migliaia di utenti registrati. Oggi si può parlare tranquillamente di una piccola “infrastruttura della pioggia”: un sistema che accompagna chi si sposta con treni, metro e centri commerciali, e che punta a cambiare il modo in cui le persone pensano all’ombrello, da oggetto personale a bene condiviso.

Io onestamente lo considero un servizio maturo: non è più la curiosità da start-up di qualche anno fa, ma uno strumento che uso davvero quando voglio viaggiare leggero e non riempire casa di ombrelli dimenticati.

Come funziona

Usare iKasa è molto più semplice di quello che sembra se lo si guarda da fuori. In pratica basta avere uno smartphone con l’app di iKasa installata (all’inizio si passava da LINE, oggi c’è un’app dedicata) e un metodo di pagamento registrato. Una volta fatto l’accesso, sull’app compare una mappa con tutti gli “iKasa Spot” vicini: sono gli espositori pieni di ombrelli che si trovano in giro per la città.

Quando inizi a piovere, apri l’app, scegli il punto più comodo, vai fisicamente allo stand e scansiona il QR code sul manico dell’ombrello. In pochi secondi l’ombrello viene “sbloccato” e la corsa parte a livello di tariffa. Quando hai finito di usarlo, non devi per forza tornare allo stesso posto: lo puoi restituire in qualsiasi altro iKasa Spot, sempre tramite l’app, agganciando l’ombrello nella rastrelliera e confermando la riconsegna.

Le tariffe sono pensate per essere più convenienti rispetto all’acquisto di un ombrello nuovo: in genere paghi una piccola cifra per le 24 ore di utilizzo e c’è un tetto massimo mensile oltre il quale non sali più, oppure un abbonamento mensile per chi lo usa spesso. In pratica, anche se dimentichi di restituirlo al volo, non ti ritrovi con cifre folli sulla carta.

Quello che mi piace è che tutta l’operazione è davvero rapida: in molte situazioni mi è bastato aprire l’app mentre già cominciava a piovere, guardare il punto più vicino e, nel giro di un minuto, avevo in mano un ombrello robusto, senza dovermi mettere a cercare un negozio.

Dove si trova

Uno dei punti di forza di iKasa è la capillarità dei punti di noleggio. Gli ombrelli non sono solo in centro a Tokyo, ma sparsi in tante zone dove la gente passa davvero: stazioni di treni e metro, complessi commerciali, conbini, università, edifici per uffici. L’idea è che tu non debba mai fare una deviazione enorme: sali dalla metro, vedi la rastrelliera, prendi l’ombrello e continui la tua giornata.

Negli ultimi anni il servizio è stato installato anche lungo le principali linee ferroviarie urbane, comprese linee iconiche come la Yamanote, e si sta espandendo in collaborazione con varie aziende di trasporto, includendo sempre più stazioni di metro e ferrovie. In alcune città il progetto prevede addirittura l’installazione di iKasa in tutte le stazioni della rete metro, segno che il noleggio ombrelli viene visto come un pezzo dell’infrastruttura quotidiana, non come un servizio marginale.

Per chi viaggia, questo si traduce in una cosa molto concreta: puoi uscire dall’hotel senza ombrello, guardare il cielo, e se a metà giornata ti sorprende un temporale trovi uno spot in stazione o in un grande magazzino. Io di solito faccio così: parto leggero e, se serve, apro l’app solo quando vedo che le nuvole stanno diventando troppo minacciose.

Vantaggi pratici

Il primo vantaggio è banalissimo ma fondamentale: con iKasa non devi comprare ogni volta un nuovo ombrello. Chi ha fatto qualche viaggio in Giappone lo sa: basta un paio di settimane di piogge improvvise e ti ritrovi con una collezione di ombrelli trasparenti da conbini che non sai più dove mettere. Con il noleggio ombrelli prendi quello che ti serve, lo usi e lo riconsegni quando torna il sole.

Il secondo aspetto, per me, è la libertà di movimento. Non sei costretto a portarti dietro l’ombrello tutto il giorno “nel caso piova”: esci senza, ti godi la giornata, e se la pioggia arriva davvero lo prendi nel punto più vicino. Appena smette, puoi lasciarlo subito in un altro spot e tornare di nuovo con le mani libere. Questo è comodissimo se devi prendere tanti treni, fare foto, tenere lo zaino, o semplicemente non vuoi avere sempre qualcosa in mano.

Un altro punto pratico è il risparmio. Un ombrello di plastica preso al volo sembra costare poco, ma se ti succede spesso, alla fine spendi molto di più rispetto a qualche noleggio ben usato. Con iKasa paghi solo quando ti serve davvero, senza accumulare oggetti che poi restano sul fondo dell’ingresso di casa o in hotel. A me capita spesso di consigliare questo sistema a chi sta in Giappone qualche settimana: per tutta la durata del viaggio, rispetto all’acquisto compulsivo, può fare la differenza.

Infine c’è la qualità: gli ombrelli di iKasa sono pensati per essere più robusti dei classici ombrelli economici, spesso con strutture in materiali resistenti al vento. Non sono oggetti di lusso, però reggono meglio gli acquazzoni improvvisi che ogni tanto arrivano anche con vento forte.

Impatto ambientale

Uno dei motivi per cui io vi direi di provare seriamente iKasa è l’aspetto ambientale. In Giappone ogni anno vengono consumati decine di milioni di ombrelli usa e getta, soprattutto in plastica: è uno spreco enorme di risorse e crea un problema di rifiuti non banale. Il progetto iKasa è inserito in iniziative più ampie che puntano proprio a ridurre in modo drastico il numero di ombrelli monouso, con l’obiettivo dichiarato, da qui al 2030, di superare il volume degli ombrelli “condivisi” rispetto a quelli comprati e buttati.

Ogni volta che prendi un ombrello a noleggio invece di comprarne uno nuovo, stai evitando un pezzo di plastica in più. Moltiplicato per centinaia di migliaia di utenti, questo significa tonnellate di rifiuti in meno, meno CO₂ per la produzione e la gestione dei rifiuti, e una città un po’ più ordinata (meno ombrelli abbandonati ovunque dopo un temporale). Il servizio collabora anche con enti pubblici e aziende proprio per inserirsi nelle politiche di sostenibilità urbana: non è solo una comodità per i passeggeri, ma un tassello di un modello di città più circolare.

Io onestamente lo vedo così: magari per il singolo noleggio non ci pensi, ma se vivi qui o vieni spesso in Giappone, abituarti a usare un sistema di condivisione invece di accumulare ombrelli usa e getta è un piccolo gesto coerente con l’idea di viaggio più responsabile.

Consigli d’uso

Se volete integrare iKasa nel vostro modo di muovervi, il primo passo è semplice: scaricate l’app prima di averne bisogno. Registrarsi sotto la pioggia, con il telefono bagnato, è sempre meno piacevole rispetto a farlo con calma in hotel. Una volta impostato il metodo di pagamento, potete aprire la mappa e già farvi un’idea di quanti spot ci sono nella zona dove alloggiate.

Un trucco che uso spesso è questo: quando vedo che il meteo mette pioggia incerta, guardo sull’app dove sono gli spot lungo il mio percorso. Così so già che, se dovesse iniziare a piovere, posso fermarmi alla prima stazione con iKasa, prendere l’ombrello e proseguire. Non serve pianificare tutto al millimetro, ma avere in mente 2-3 punti comodi fa la differenza.

Attenzione anche ai tempi. Il sistema è pensato per piogge di qualche ora o comunque per usi a breve termine. Se prevedete di stare fuori con l’ombrello più giorni consecutivi, controllate bene i dettagli del piano tariffario e valutate se vi conviene il noleggio o portare il vostro ombrello da casa. In generale, io vi consiglio di usare iKasa soprattutto per le piogge improvvise, quando non vi siete organizzati e volete evitare l’acquisto impulsivo.

Infine ricordatevi di restituire l’ombrello appena non vi serve più. Non è solo una questione di costo: se lo riportate in un punto frequentato, qualcun altro potrà usarlo immediatamente quando scoppierà il temporale successivo. È così che il sistema funziona bene: gli ombrelli circolano, non restano fermi in un angolo.

Altri servizi

iKasa non è l’unico servizio di noleggio ombrelli in Giappone, ma è quello che, ad oggi, ha raggiunto la rete più estesa e riconoscibile. In alcune zone esistono sistemi più piccoli, legati a singoli edifici, centri commerciali o catene specifiche, dove puoi prendere in prestito l’ombrello solo all’interno di quella struttura o restituirlo nello stesso punto.

Questi sistemi secondari possono essere utili se vi trovate proprio lì al momento giusto, ma io di solito mi affido a iKasa perché so che posso ritirare l’ombrello in un quartiere e riconsegnarlo in un altro, senza doverci pensare troppo. La differenza, in pratica, è tra un servizio “locale” e una vera rete di mobilità: per chi si sposta molto in treno e metro, avere una sola app che copre tante situazioni è molto più comodo.

Se siete curiosi, potete comunque tenere gli occhi aperti: molte strutture espongono cartelli sul noleggio ombrelli e in alcune città si stanno sperimentando soluzioni diverse. Ma, per un viaggio o una permanenza breve, io vi direi di iniziare da iKasa e poi eventualmente integrare il resto.

Vale la pena?

Per me la risposta è sì, e ve lo dico subito: il noleggio ombrelli in Giappone ha senso. Ha senso economicamente, perché evita di comprare ombrelli che userete due volte. Ha senso dal punto di vista pratico, perché vi permette di uscire leggeri e non portare con voi l’ombrello tutto il giorno “per sicurezza”. E ha senso anche a livello ambientale, perché allinea il vostro modo di viaggiare con l’idea di ridurre gli sprechi.

iKasa, in particolare, è il servizio che io uso da anni. Mi piace proprio perché si integra bene nella vita di tutti i giorni: è lì in stazione, al conbini, in un grande magazzino, pronto quando serve e invisibile quando non piove. Non è una grande esperienza “da raccontare”, non è un’attrazione. È un piccolo pezzo di quotidiano giapponese che, se lo fate vostro, vi fa capire ancora meglio come funziona questo paese.

Se state programmando un viaggio, il mio consiglio è semplice: installate l’app prima di partire, guardate un attimo dove sono gli spot nella zona in cui dormite e poi dimenticatevene… fino al primo scroscio di pioggia. In quel momento, mentre tutti corrono verso il conbini più vicino, voi tirerete fuori il telefono, sbloccherete un ombrello e continuerete la vostra giornata come niente fosse. E vi giuro che, in quel momento, capirete davvero perché questo piccolo servizio merita un posto fisso nella vostra “cassetta degli attrezzi” per il Giappone.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).