Mino Festival

Giganteschi fiori di ciliegio di carta washi che inondano le strade: si presenta così il Mino Festival, l’evento più atteso della città, che si svolge in aprile e colora Mino in occasione del risveglio della primavera. Non è però solamente un’occasione per dare inizio alla bella stagione: questo evento unisce due elementi importanti della cultura giapponese, ovvero la fioritura dei ciliegi e la carta washi, di cui Mino è il maggiore centro di produzione.
Se avete l’occasione di visitare la città, nella prefettura di Gifu, in primavera, non perdetevi questo appuntamento per trascorrere due giornate di festa e approfondire un aspetto importante della cultura giapponese.

Come si svolge il festival

Il festival si svolge nell’arco di due giornate nel secondo weekend di aprile e coinvolge  principalmente le strade del centro della città. La prima parata si svolge il sabato e in questa occasione circa 30 “mikoshi” ovvero dei piccoli santuari portatili adornati di fiori di ciliegio di carta washi, vengono fatti sfilare tra le vie della città che viene inondata da una sgargiante tonalità di rosa. I ramoscelli di fiori si muovono durante la parata fluttuando nell’aria con movimenti delicati simili ad una danza. È un momento di festa e di gioia, in cui tutti gli abitanti scendono in strada e si posizionano ai lati delle vie per ammirare la parata, accompagnata da un sottofondo musicale. Alla domenica è la volta della tradizionale parata dei carri, un momento immancabile e tipico di ogni festival tradizionale. Non mancano altri piccoli spettacoli e intrattenimenti, come dei brevi siparietti teatrali comici chiamati Nagashi Niwaka che si svolgono in entrambe le serate del festival.  Durante le giornate troverete inoltre bancarelle di dolcetti e street food dove fare una sosta e assaggiare qualche specialità locale. Se vi state chiedendo come sono fatti quei mikoshi fioriti, la risposta è tutto a mano: sul tetto di ognuno vengono fissate 250-300 stecche flessibili ricoperte di fiori di carta washi tinti di rosa uno per uno, e i fiori vengono rifatti ogni anno per la festa. I carri della domenica invece sono sei e portano in cima i karakuri, le marionette meccaniche che si muovono grazie a fili e ingranaggi, prima di convergere tutti verso il santuario Hachiman.

Come è nato il festival

Il Mino festival è una tradizione molto antica, le cui origini risalgono al periodo Edo. All’epoca si trattava di un rituale propiziatorio legato all’agricoltura in cui dei giovani trasportavano per la città delle piccole strutture. I mikoshi ricoperti da fiori sono diventati parte dei festeggiamenti soltanto nel ‘900, quando la carta washi era ormai diventata un prodotto importantissimo per lo sviluppo e l’economia della cittadina.

Mino e la carta washi

La città di Mino è il maggiore centro di produzione della famosa carta giapponese, lavorata qui da oltre mille anni: un materiale resistente e versatile che diventa lanterne, porte scorrevoli, ventagli, ombrellini e carta da lettera. La varietà più pregiata, l’honminoshi, si fa ancora interamente a mano ed è riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio immateriale.
La città ospita anche un paio di musei dedicati alla carta: il Mino Washi Museum, dove potete provare a fare a mano un foglio con materiali e metodi tradizionali, e la Mino-Washi Akari Art Gallery, che espone una bellissima collezione di lanterne di carta. Sono tanti gli eventi annuali legati alla carta giapponese, tra cui appunto il Mino Festival.

Come arrivare

La città di Mino è raggiungibile comodamente in treno dalla stazione JR di Gifu con la linea Takayama fino alla stazione JR Mino-Ota per poi proseguire con la linea Nagaragawa fino alla stazione Minoshi.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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