Mister DonutA 421 metri
Deliziose ciambelle.

Sendai è una città ricca di sorprese ed attrazioni, dove come in altri luoghi del Giappone il passato va a braccetto con il futuro e così siti storici come il Castello Aoba sono affiancati da altrettanti edifici moderni, che contribuiscono a dare carattere e dinamicità a Sendai.
Un esempio è rappresentato dalla Mediateca di Sendai (Sendai Mediatheque), un gioiello architettonico che si trova in pieno centro e quasi si nasconde lungo un elegante e tranquillo viale alberato del centro.
Il progetto vincitore del concorso nel 1995, firmato dal noto architetto Toyo Ito, ha regalato alla città una meraviglia divenuta l’icona stessa di Sendai e ne rappresenta il volto più creativo, moderno e tecnologico.
Il progetto del Sendai Mediatheque si basa su una visione che vuole rendere i nuovi media e la tecnologia informatica parte integrante di un ambiente urbano contemporaneo. Visto da fuori l’edificio appare come un cubo trasparente in cui ogni piano sembra sospeso su colonne-tubi che attraversano tutto l’edificio, anch’esse circondate da uno strato esterno trasparente decorato con motivi geometrici che viste da fuori appaiono come dei grandi tronchi di albero. Le pareti in vetro permettono una connessione tra gli spazi interni ed esterni, annientando il concetto di “barriera” e offrendo così ambienti luminosi che danno quasi la sensazione di trovarsi all’aperto.
Le cifre aiutano a capire quanto sia semplice l’idea di fondo: tredici tubi di acciaio, sette piastre orizzontali che fanno da piani e una pelle di vetro appesa, senza pilastri né muri portanti. I tubi non sono tutti uguali e non sono nemmeno dritti: alcuni ospitano scale e ascensori, altri fanno passare impianti e cavi, altri ancora catturano la luce dal tetto e la portano fino ai piani più bassi.
Inaugurato nel 2001, è l’edificio che ha fatto conoscere Toyo Ito in tutto il mondo, arrivato poi al premio Pritzker nel 2013.
Dopo aver ammirato un po’ l’edificio dall’esterno vi consiglio di entrare per cogliere meglio i vari dettagli da vicino. L’entrata principale è su Jozenji Street, sebbene l’edificio abbia ingressi su tutti e quattro i lati, e dopo aver superato una lobby spaziosa fermatevi ad osservare i vari dettagli futuristici, dalle colonne-tubi che sorreggono dei pavimenti molto sottili e il vetro che dona alla struttura e agli interni un certo fascino, grazie anche alla luce naturale che filtra illuminando gli spazi dai piani superiori e dalle pareti. Potete esplorare l’edificio liberamente usufruendo degli ascensori, ma dedicate prima qualche istante a visitare il piano terra, concepito come un’estensione del viale esterno: qui si trova un caffè, una libreria e una sorta di piazzetta dove rilassarsi e assistere a mostre o altri eventi organizzati.
Quando salite ai piani superiori fermatevi vicino ai tubi di vetro che sorreggono i piani permettendo di avere qualche scorcio sul piano superiore e inferiore, un elemento unico che dà una sensazione di unità: a differenza dei classici edifici i piani non appaiono infatti isolati e separati l’uno dall’altro.
Oltre all’aspetto architettonico il Sendai Mediatheque offre diversi spunti culturali ed educativi, ospitando all’interno una galleria d’arte e una biblioteca con un’ampia collezione di film, documentari, quotidiani e materiali audio che possono essere consultati nelle varie stazioni dedicate. È un ottimo luogo per studiare, fare ricerche o semplicemente rilassarsi per qualche istante in un ambiente silenzioso e confortevole. Un intero piano è dedicato a fornire servizi e materiale da consultare a persone con disabilità visive e uditive.
Infine ci sono un cinema, una sala espositiva con mostra d’arte gratuita, un angolo biblioteca per bambini e tanti spazi per studiare e lavorare.
Il Mediatheque può essere quindi una tappa piacevole da aggiungere al vostro itinerario a Sendai e una buona alternativa ad un pomeriggio di pioggia. Nei dintorni dell’edificio i viali pullulano di caffetterie e ristoranti dove fermarsi per una cena o un pranzo.
Davanti a tutto quel vetro la domanda viene naturale: come ha reagito la mediateca all’11 marzo 2011? La struttura a tubi ha retto e le riprese girate dall’interno durante la scossa hanno fatto il giro del mondo, con i piani che oscillano e le pareti vetrate che restano al loro posto. I danni più seri hanno riguardato i controsoffitti dei piani alti e gli arredi, e l’edificio è tornato ad accogliere il pubblico ai piani bassi nel giro di due mesi, mentre i piani superiori venivano riparati.
Da allora il legame con quel giorno è diventato parte del posto: la mediateca ospita un centro di archiviazione che raccoglie video, foto e testimonianze di cittadini e volontari sul terremoto e sulla ricostruzione, materiale che si può consultare sul posto. È il lato meno turistico dell’edificio, ma è probabilmente quello che vi fa capire meglio il suo ruolo per la città.
Dalla stazione di Sendai prendete la metropolitana della linea Namboku e scendete due fermate dopo a Kotodai Koen: uscite dall'uscita Koen 2 e in circa 7 minuti a piedi lungo il viale alberato di Jozenji dori vi trovate davanti all'edificio.
Se siete in giro per la città con il bus turistico Loople Sendai, che collega il Castello Aoba e le altre attrazioni principali, scendete alla fermata Mediatheque mae, proprio davanti all'ingresso.
Dalla stazione JR di Sendai si può arrivare anche a piedi, ma è una passeggiata di una mezz'ora.
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Mediateca di Sendai
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).