Marco Togni su panchina con manichino coniglio ad Harajuku

Frasi utili in giapponese

In Giappone bastano poche frasi base per fare una gran bella figura. Davvero: anche due o tre parole dette al momento giusto vi fanno guadagnare punti immediati, spesso molto più che nel resto del mondo. Perché lì lo sforzo viene letto come rispetto, attenzione, educazione. E c’è anche un motivo in più: i giapponesi sono convinti (e hanno pure ragione) che il giapponese sia difficile. Quindi, quando vi sentono provarci, non pensano “vabbè, normale”, ma “ok, ci sta mettendo del suo”. E vi apprezzano ancora di più.

Poi c’è l’altro lato della medaglia: in Giappone l’inglese non si parla, salvo rari casi. Nei posti super turistici, negli hotel grandi e in qualche ristorante “abituato” ai viaggiatori ve la cavate, ma appena uscite da lì può diventare un muro fatto di sorrisi, gesti e frasi mezze capite. E non è cattiveria: semplicemente tanti lo studiano, pochi lo usano davvero.


Come usarle

La cosa più importante non è impararle a memoria. È usarle come strumenti, al momento giusto, con calma.

Io vi consiglio questo metodo molto terra terra:

  • scegliete 15–20 frasi che vi servono davvero e salvatele in una nota offline o in un album “Giappone” sul telefono
  • tenete sempre pronta la versione in giapponese, perché spesso funziona più della pronuncia
  • quando parlate, dite la frase una volta sola, lentamente, e poi mostrate lo schermo: in tanti casi è lì che si risolve tutto

Una cosa che vedo spesso è l’ansia da “devo pronunciarlo perfetto”. Non serve. Se la frase è corta e detta con un sorriso, vi capiscono. Se avete paura, saltate la pronuncia e fate parlare il testo sul display.

Pronuncia rapida

Non voglio farla lunga qui, perché la pagina deve restare pratica. Però due dritte al volo vi evitano gli inciampi classici.

  • quando leggete “wa” in una frase (spesso scritto は), in genere suona come “ua”
  • la “u” in molte parole è corta e quasi sparisce: “desu” spesso suona più come “des”
  • le vocali in giapponese sono pulite e regolari: a e i o u, senza “dittonghi” strani

Se vi interessa farla bene (soprattutto se volete parlare di più), vi invito a leggere il mio articolo dedicato alla pronuncia in giapponese. Qui restiamo sulle frasi da sopravvivenza.

Educazione base

In Giappone la gentilezza pesa tanto, e spesso vi apre porte più di qualsiasi grammatica. Ve lo dico sinceramente: con due parole educate dette bene, vi trattano meglio ovunque.

  • Buongiorno / salve
    Konnichiwa
    こんにちは
  • Buonasera
    Konbanwa
    こんばんは
  • Grazie (più educato)
    Arigatou gozaimasu
    ありがとうございます
  • Per favore
    Onegaishimasu
    お願いします

Non fissatevi sul “ciao” informale: a volte si usa, ma in viaggio la forma neutra e cortese vi fa andare tranquilli.

Sumimasen

Se dovessi farvi scegliere una parola sola, io sceglierei questa. “Sumimasen” è la chiave per attirare l’attenzione, chiedere, scusarvi, e a volte persino ringraziare con un tono un po’ umile.

  • Mi scusi / permesso
    Sumimasen
    すみません

Usatela per:

  • chiamare un cameriere senza sembrare aggressivi
  • chiedere informazioni a qualcuno per strada
  • scusarvi se intralciate o passate vicino
  • introdurre una domanda (“Sumimasen… toire wa doko desu ka?”)

La differenza con “gomen nasai” è che “sumimasen” è più neutra e adatta anche con sconosciuti. “Gomen nasai” è una scusa più diretta, più personale.

Presentarsi

Non serve raccontare la vostra biografia. Vi basta dire chi siete, e magari far capire che il vostro giapponese è limitato. Questo spesso abbassa la pressione e dall’altra parte scatta la modalità “ok, facciamo semplice”.

  • Come ti chiami?
    Onamae wa nan desu ka?
    お名前はなんですか。
  • Mi chiamo…
    Watashi wa … desu.
    私は…です。
  • Parlo poco giapponese
    Nihongo wa sukoshi dake desu.
    日本語は少しだけです。
  • Non capisco (bene)
    Wakarimasen
    わかりません

Se volete dirlo in modo più “morbido”, potete usare:

  • Non capisco molto
    Nihongo wa amari wakarimasen.
    日本語はあまりわかりません。

Sì e no

Sembra banale, ma “hai” e “iie” diventano fondamentali quando vi chiedono conferme rapide: biglietti, taglie, prenotazioni, orari.


  • Hai
    はい
  • No
    Iie
    いいえ

Qui una cosa utile: a volte vi chiedono “Daijoubu desu ka?” e la risposta può essere ambigua, perché “daijoubu” può voler dire “va bene” ma anche “non serve” a seconda del contesto. Se non siete sicuri, meglio aggiungere un gesto o una parola in più.

Chiedere dov’è

Questa è la struttura più utile in assoluto: mettete prima la cosa che cercate, poi “wa doko desu ka?”. E se non sapete il nome, indicate con il dito e fate vedere una foto.

  • Dov’è…?
    … wa doko desu ka?
    …はどこですか。

Esempi che servono davvero:

  • Dov’è il bagno?
    Toire wa doko desu ka?
    トイレはどこですか
  • Dov’è la stazione?
    Eki wa doko desu ka?
    駅はどこですか
  • Dov’è l’uscita?
    Deguchi wa doko desu ka?
    出口はどこですか
  • Dov’è questo posto? (indicando una mappa)
    Koko wa doko desu ka?
    ここはどこですか

Costi e shopping

Nei negozi piccoli, nei mercatini, nei reparti cibo, questa domanda vi salva tempo. E se non capite la risposta, chiedete di mostrarvi il prezzo sul display o sul cartellino.

  • Quanto costa?
    Ikura desu ka?
    いくらですか。

Altre frasi utili quando state comprando:

  • Posso pagare con carta?
    Kaado de haraemasu ka?
    カードで払えますか?
  • Posso pagare in contanti?
    Genkin desu ka?
    現金ですか?
  • Va bene così
    Kore de daijoubu desu.
    これで大丈夫です。

E se volete provarlo, la frase semplice è:

  • Posso provarlo?
    Shichaku shite mo ii desu ka?
    試着してもいいですか?

Ordinare da mangiare

Il cibo è il punto dove una frase fatta bene cambia proprio l’esperienza. Io vi direi di imparare almeno queste, perché vi evitano scene infinite tra foto, gesti e fraintendimenti.

  • Questo, per favore
    Kore onegaishimasu
    これお願いします
  • Uno, per favore
    Hitotsu onegaishimasu
    ひとつお願いします
  • Due, per favore
    Futatsu onegaishimasu
    ふたつお願いします
  • È buonissimo
    Oishii desu
    おいしいです

Quando volete chiedere il conto, molto semplice:

  • Il conto, per favore
    Okaikei onegaishimasu
    お会計お願いします

Se siete in un posto affollato e vi chiedono velocemente “Kore de ii desu ka?” (va bene così?), rispondere “hai” e un sorriso spesso basta.

Allergie e limiti

Qui vale una regola pratica: meglio essere chiari e ripetere due volte, piuttosto che “far finta” di aver capito. Non invento dettagli medici, ma vi do frasi generiche che funzionano.

  • Ho un’allergia
    Arerugii ga arimasu
    アレルギーがあります
  • Non posso mangiare…
    … wa taberaremasen
    …は食べられません
  • Senza carne
    Niku nashi de onegaishimasu
    肉なしでお願いします
  • Senza pesce
    Sakana nashi de onegaishimasu
    魚なしでお願いします

Se avete un’esigenza importante, io vi consiglio di prepararvi una frase scritta bene in giapponese e tenerla pronta da mostrare. È uno di quei casi in cui “lo dico male ma ci provo” non è l’ideale.

Trasporti

Nelle stazioni grandi, anche con cartelli e mappe, capita di impallarsi. Qui non serve parlare molto: serve fare domande mirate.

  • Dov’è la linea…?
    … sen wa doko desu ka?
    …線はどこですか?
  • Questo treno va a…?
    Kono densha wa … ni ikimasu ka?
    この電車は…に行きますか?
  • Devo cambiare?
    Norikae desu ka?
    乗り換えですか?
  • Quanti minuti?
    Nan-pun desu ka?
    何分ですか?

E per una cosa semplicissima ma utilissima:

  • Aiuto, per favore
    Tasukete kudasai
    助けてください

Non è una frase da usare a caso, ovviamente. Però se vi perdete, se avete bisogno di qualcuno dello staff, se c’è confusione, è meglio avere anche questa nel mazzo.

Hotel e check-in

Negli hotel grandi l’inglese spesso c’è. Nei ryokan piccoli o in certe zone, molto meno. Qui vi basta farvi capire su due cose: nome e prenotazione.

  • Ho una prenotazione
    Yoyaku shiteimasu
    予約しています
  • A nome di…
    … no namae de
    …の名前で
  • A che ora è la colazione?
    Choushoku wa nan-ji desu ka?
    朝食は何時ですか?
  • Posso lasciare i bagagli?
    Nimotsu o azukatte moraemasu ka?
    荷物を預かってもらえますか?

Se avete bisogno di far ripetere, senza imbarazzo:

  • Può ripetere?
    Mou ichido onegaishimasu
    もう一度お願いします

Piccole emergenze

Spero sempre che non servano, ma sono quelle frasi che, se le avete pronte sul telefono, vi fanno respirare.

  • Non mi sento bene
    Kibun ga warui desu
    気分が悪いです
  • Chiamate un’ambulanza
    Kyuukyuusha o yonde kudasai
    救急車を呼んでください
  • Dov’è l’ospedale?
    Byouin wa doko desu ka?
    病院はどこですか?

E se vi serve una farmacia:

  • Dov’è la farmacia?
    Kusuriya wa doko desu ka?
    薬屋はどこですか?

Io onestamente qui farei una cosa semplice: salvate questi tre schermi e fine. Non dovete imparare nulla, ma averli pronti vi dà sicurezza.

Brindisi e socialità

Non serve conoscere frasi lunghissime per fare bella figura. Anche un brindisi detto bene crea subito un piccolo ponte.

  • Piacere
    Hajimemashite
    はじめまして
  • Cin cin
    Kampai!
    乾杯

Se qualcuno vi aiuta o vi fa un favore, “arigatou gozaimasu” va sempre bene. “Sumimasen” può essere un ringraziamento un po’ particolare quando sentite di aver dato disturbo.

Numeri utili

Non vi faccio l’elenco infinito dei numeri, perché diventa una pagina di scuola. Però ci sono due cose che aiutano davvero.

La prima: “hitotsu / futatsu” per uno e due quando ordinate o chiedete. È molto più naturale che dire “ichi / ni” in certi contesti.

La seconda: se vi dicono un numero e voi siete persi, chiedete di scriverlo o indicarlo. È una richiesta normalissima.

  • Può scriverlo?
    Kaite moraemasu ka?
    書いてもらえますか?
  • Può indicarmelo?
    Sashite moraemasu ka?
    指してもらえますか?

Sono frasi semplici, ma vi evitano la scena in cui annuite senza aver capito e poi finite dalla parte opposta della città.

Se vi bloccate

Capita a tutti: avete la frase, la dite, ma non funziona. In quel momento l’errore classico è insistere parlando più veloce o più forte. Meglio cambiare strategia.

Io di solito vi consiglierei questa sequenza:

  • “Sumimasen” per attirare attenzione
  • una frase corta (tipo “toire wa doko desu ka?”)
  • subito dopo, lo schermo con il giapponese
  • se arriva una risposta lunga, “wakarimasen” + “mou ichido onegaishimasu”
  • se ancora non va, fatevi scrivere o indicare

E ricordatevi che un sorriso e un gesto semplice spesso contano più della frase perfetta. Diciamocelo: molte volte la comunicazione in viaggio è un puzzle fatto di mezze parole, mappe, dita e pazienza. Le frasi servono a far partire il puzzle, non a risolverlo da sole.

Mini lista pronta

Se volete una selezione secca da screenshot, io metterei queste in cima. Non sono “le più belle”. Sono quelle che, in pratica, escono più spesso.

  • すみません (Sumimasen)
  • お願いします (Onegaishimasu)
  • ありがとうございます (Arigatou gozaimasu)
  • わかりません (Wakarimasen)
  • トイレはどこですか (Toire wa doko desu ka?)
  • いくらですか (Ikura desu ka?)
  • これお願いします (Kore onegaishimasu)
  • お会計お願いします (Okaikei onegaishimasu)
  • もう一度お願いします (Mou ichido onegaishimasu)
  • 書いてもらえますか (Kaite moraemasu ka?)

Con queste dieci, ve lo giuro che vi togliete di mezzo il 70% degli impicci quotidiani.

Il mio consiglio

Se state venendo in Giappone per la prima volta, non fatevi venire l’idea di studiare giapponese in due settimane”. È stressante e spesso inutile.

Fate una cosa più furba: poche frasi, scritte bene, pronte da mostrare. Vi cambiano davvero il ritmo del viaggio. E poi, quando siete in un bar la sera o davanti a un ramen di quartiere, vi viene naturale aggiungerne una, poi un’altra. Così, senza ansia. Alla fine vi ritrovate a comunicare sul serio, anche con un giapponese minimo. E quella sensazione lì, secondo me, vale più di mille app di traduzione.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).