A 2905 metriIimoriyamaA 2905 metri
Collina ricca di storia.

La cittadina di Aizu, nella Prefettura di Fukushima, è per i giapponesi il cuore della cultura samurai ed è stata teatro di alcune delle vicende storiche più importanti del paese, che oggi si possono rivivere tramite i suoi luoghi simbolo, tra cui il Castello Tsuruga, l’unico castello che sfoggia il binomio bianco e rosso.
Se un tempo la fortezza era la dimora dei signori feudali della regione, oggi è il luogo più amato da residenti e turisti per ammirare i fiori di ciliegio in primavera, bere una tazza di tè ammirando il panorama e prendere parte a un affascinante festival di candele in inverno.
Le origini del castello risalgono al 1300 quando venne costruito per volere del signore feudale Ashina Naomori, ma venne poi distrutto e ricostruito più volte nel corso della storia. Numerosi regnanti si sono avvicendati al governo della regione usando la fortezza come dimora e luogo di controllo del territorio, data la posizione privilegiata sulla cima di una collina. L’ultimo clan ad abitare il castello fu il clan Aizu, protagonista di una delle pagine più tragiche della storia del Giappone: la Guerra di Boshin, una resistenza contro le forze del governo Meiji operata da un esercito di samurai leali allo shogun Tokugawa.
Il castello resistette per circa un mese all’assedio e non cadde mai, ma gli edifici rimasti, ormai crivellati dai colpi, vennero demoliti nel 1874 per ordine del nuovo governo; la ricostruzione arrivò negli anni Sessanta, restando però fedele all’architettura originale; nel 2011 i lavori di restauro hanno riportato il tetto al colore originario, il rosso, un’unicità tra i castelli giapponesi: l’abbinamento bianco-rosso evoca le sfumature delle piume della gru giapponese, “tsuru” in lingua locale, da cui deriva il nome del castello. Sebbene la fortezza di oggi sia una ricostruzione, sopravvivono alcuni elementi originali come le mura e il fossato.
Nell’autunno del 1868 il castello si trovò circondato dalle truppe imperiali, che dalle colline intorno lo bersagliarono per settimane con l’artiglieria occidentale. Le mura ressero e la fortezza non fu mai espugnata, ma alla fine il signore di Aizu, Matsudaira Katamori, decise di arrendersi per risparmiare la città.
A quell’assedio è legata la storia più commovente di Aizu, quella del Byakkotai, la squadra della tigre bianca: un gruppo di ragazzi di sedici anni che dalla collina di Iimoriyama vide il fumo alzarsi sopra i tetti e, convinto che il castello fosse caduto, si tolse la vita. Il castello invece stava ancora resistendo. È anche per questo che per i giapponesi Tsurugajo non è solo una fortezza, ma il simbolo di una fedeltà portata fino in fondo: guardando le mura con questa storia in testa la visita cambia completamente.
Il castello ospita oggi un museo molto interessante che ripercorre la storia del castello e della città attraverso mostre interattive e collezioni di reperti storici, armi e armature. Il percorso di visita comprende anche una sezione dedicata alla vita dei samurai, con curiosità e dettagli sulle abitudini e sull’addestramento. Non dimenticate di salire fino all’ultimo piano della fortezza, da dove si gode una vista mozzafiato sul parco che circonda il castello e sulla città.
Il castello è immerso in un bellissimo giardino ricco di alberi di ciliegio che fioriscono in aprile donando a questo luogo tocchi romantici. Residenti e turisti si ritrovano sui prati per scattare foto e fare un picnic ammirando i fiori. Anche nelle altre stagioni vale la pena concedersi una passeggiata nel parco, tra fiori profumati o colori autunnali suggestivi, fermandosi poi per una pausa nella sala da tè Rinkaku dove potete sorseggiare una fumante tazza di tè verde accompagnata da dolcetti tipici negli stessi ambienti in cui un tempo i signori feudali tenevano la cerimonia del tè per gli ospiti. La sala è affacciata su un piccolo giardino interno. Il Rinkaku però non è una sala da tè qualunque: la fece costruire Sen no Shoan, figlio del grande maestro Sen no Rikyu, che dopo la morte del padre venne accolto e protetto ad Aizu dal signore Gamo Ujisato. È in quegli anni che la scuola del tè dei Sen riuscì a sopravvivere, e questo piccolo padiglione ne è il ricordo più concreto.
Nell’era Meiji venne smontato e portato fuori dalle mura, per poi tornare al suo posto dentro al parco: quando vi sedete sul tatami avete davanti un edificio autentico, non una ricostruzione come la torre.
Il castello è la cornice di numerosi festival durante l’anno: in primavera il festival della fioritura dei ciliegi prevede bancarelle di street food, spettacoli di tamburi giapponesi e illuminazione serale.
A settembre è la volta dell’Aizu Festival, che invece include una parata di danzatori che ballano accompagnati da tamburi e flauti e rivisitazioni storiche con personaggi che indossano i costumi tipici del periodo Edo. L’appuntamento più suggestivo però è quello invernale, di solito nel secondo fine settimana di febbraio: il parco del castello si riempie di migliaia di candele dipinte a mano, le ero-soku di Aizu, decorate una per una con crisantemi, peonie e glicini da artigiani locali. Le accendono al calare del buio e la torre bianca e rossa illuminata dalle fiammelle sulla neve è una di quelle immagini che non vi dimenticate più.
A pochi passi dal castello c’è un museo che vi consiglio di visitare: il Fukushima Prefectural Museum è il luogo in cui ripercorrere alcune pagine della storia del Giappone e ospita diverse mostre temporanee durante tutto l’anno.
Dalla stazione di Aizu-Wakamatsu il castello dista poco più di due chilometri: il modo più comodo è salire su uno dei bus turistici a circuito, l'Haikara-san e l'Akabe, che partono davanti alla stazione e fermano ai principali luoghi storici della città. Scendete a Tsurugajo Kitaguchi dopo una ventina di minuti e in cinque minuti a piedi siete dentro al parco, davanti alla torre.
Se preferite muovervi da soli, in taxi ci vogliono meno di dieci minuti, mentre a piedi la camminata dalla stazione è di circa mezz'ora, tutta in piano.
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Castello Tsuruga
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).