SushiroA 43370 metri
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Con alle spalle 700 anni di storia che lo ha visto teatro di scontri tra clan, il Castello Takato resta uno dei luoghi più importanti della città di Ina, nella Prefettura di Nagano, a circa 60 km a sud di Matsumoto. Sebbene oggi dell’antica fortezza rimangano solo pochi resti, il parco che la circonda è diventato uno dei luoghi più amati da residenti e turisti, soprattutto in primavera quando i circa 1500 alberi di ciliegio fioriscono inondando l’area con la loro bellezza romantica e malinconica: il parco del Castello Takato è considerato uno dei tre migliori luoghi del Giappone in cui ammirare la fioritura.
Le origini della fortezza si perdono nel medioevo, ma il Castello Takato entra davvero nella storia a metà del Cinquecento, quando Takeda Shingen lo fa ricostruire dai suoi uomini e lo trasforma in un caposaldo strategico per controllare la valle dell’Ina e spingersi verso sud.
Il momento più drammatico arriva nel 1582, quando l’esercito di Oda Nobutada circonda il castello e chiede la resa. A difenderlo c’è Nishina Morinobu, quinto figlio di Shingen, che rifiuta e resiste con circa tremila uomini contro un’armata enormemente superiore: il castello cade in un solo giorno e Morinobu si toglie la vita. Fu l’ultima resistenza del clan Takeda, e da queste parti la sua figura viene ricordata ancora oggi con rispetto.
Nei secoli successivi il castello passò ai clan Hoshina e Naito, che governarono il dominio di Takato fino alla fine dell’epoca feudale. Quando gli edifici vennero smantellati rimasero soltanto i terrapieni e i fossati su cui camminate oggi, e il vecchio recinto del castello diventò il parco pubblico che conoscete.
Come anticipato oggi non resta molto del Castello Takato, se non per qualche piccolo dettaglio da cui si può soltanto percepire l’antico splendore. Situato sulla cima di una collina, è possibile osservare ancora l’antico fossato che circonda l’area dando un’idea di come dovesse essere ampio il complesso di strutture che formava il castello. Camminando sui sentieri si possono scorgere delle fondamenta di alcuni edifici mentre le strutture che vedete oggi sono delle aggiunte fatte nel periodo successivo alla fine dell’epoca feudale, quando il castello e gli edifici rimasti vennero demoliti per opera del governo. Accanto all’ingresso a nord del parco ci si imbatte nel più grande edificio del parco, Takatokaku, costruito negli anni ’30 del Novecento come centro culturale e sociale e oggi divenuto uno spazio per residenti e turisti per rilassarsi e ritrovarsi. La struttura sfoggia uno stile tipico del periodo di costruzione, con un mix di elementi occidentali e orientali che riflette i cambiamenti della società giapponese del tempo. Tra le altre strutture che vale la pena vedere c’è il ponte Ounkyo, che occupa il cuore del parco con la sua arcata romantica: è uno dei posti migliori per ammirare i fiori di ciliegio e fermarsi a scattare delle foto.
Taikoyagura è una torre dal profilo particolare che si colloca invece nella parte occidentale del parco; si trova in un punto privilegiato dal quale si hanno viste meravigliose sulla città e in lontananza si possono scorgere anche le Alpi nelle giornate di cielo limpido. Per gli appassionati di arte, la parte meridionale del parco ospita il museo Shinshu Takato Art Museum, dove sono esposte bellissime opere d’arte contemporanea e hanno luogo numerose mostre speciali durante l’anno.
Infine passeggiando nel parco noterete anche diversi monumenti e statue che punteggiano i prati: si tratta di omaggi dedicati a personaggi storici della città o a poemi giapponesi famosi.
Per coloro che viaggiano in primavera, il Castello Takato è una tappa da non perdere. Le migliaia di alberi di ciliegio cominciano a fiorire tra la fine di marzo e i primi giorni di aprile, sebbene il periodo migliore per ammirarli al massimo del loro splendore sia tra i primi giorni e la metà di aprile. Gli alberi furono piantati sul finire del 1800 quindi alcuni di quelli che potete vedere oggi hanno più di 100 anni e tra le loro peculiarità ci sono i petali di colore tendente al rosso che rende il paesaggio del parco ancora più acceso. Ogni anno, tra la fine di marzo e la metà di aprile, si svolge un festival dedicato proprio alla fioritura che prevede la presenza di bancarelle di street food e artigianato in tutto il parco e l’illuminazione serale degli alberi nei giorni del picco.
Essendo un punto molto popolare in tutto il paese, visitandolo nei weekend potreste trovarlo piuttosto affollato perciò se preferite un’atmosfera più tranquilla vi consiglio di optare per un giorno nella settimana.
I ciliegi di questo parco non sono i soliti somei yoshino che vedete ovunque in Giappone: si tratta della varietà takato kohigan zakura, un incrocio che cresce soltanto qui. I fiori sono più piccoli e di un rosa acceso che tende al rosso, ed è questo che dà al parco in fioritura quella tinta calda che altrove non trovate.
La macchia di alberi è tutelata come monumento naturale della prefettura di Nagano e i giapponesi la conoscono con un soprannome che dice tutto, tenka daiichi no sakura, cioè i ciliegi più belli del paese.
Dietro c’è anche una bella storia: dopo la fine dell’epoca feudale il sito del castello era ormai abbandonato e furono gli ex samurai del dominio di Takato a trapiantare qui i ciliegi che crescevano nel vecchio campo di equitazione, dando inizio a tutto.
Anche se non viaggiate in primavera, non lasciatevi scoraggiare dal non poter vedere la fioritura dei ciliegi. Il parco del Castello Takato è comunque bellissimo in ogni stagione: in estate i prati fioriti e la vegetazione verdeggiante offrono un riparo fresco dal caldo, mentre in autunno i protagonisti della stagione sono i 250 aceri che avvolgono di sfumature fiammeggianti e nostalgiche questo luogo. Il momento clou è tra i primi e la metà di novembre, quando si tiene un festival del foliage e le bancarelle propongono la soba nuova della stagione, una delle specialità di cui la valle va più fiera. Anche l’inverno ha il suo perché: senza foglie né fiori i terrapieni e i fossati tornano perfettamente leggibili e si capisce molto meglio come fosse fatta la fortezza.
Si arriva in autobus: dalla stazione di Inashi partono i bus JR per il terminal di Takato, una ventina di minuti, e da lì restano 15 minuti a piedi in salita fino agli ingressi del parco.
Nel periodo della fioritura conviene invece puntare sulla stazione di Chino, collegata direttamente a Takato da un autobus JR in circa 50 minuti; sempre in quei giorni una navetta circolare fa la spola tra i parcheggi, il terminal degli autobus e il parco.
Chi arriva da Tokyo prende la linea JR Azusa da Shinjuku e cambia a Okaya per la linea JR Iida fino a Inashi: in tutto poco meno di tre ore e mezza.
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Castello Takato
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).